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Quale laurea scegliere per trovare lavoro?

15 Febbraio 2019 | Autore:


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Come si preparano gli studenti universitari. Quali settori offrono più assunzioni a tempo indeterminato e retribuzioni più alte pochi anni dopo il titolo.

Non tutte le lauree offrono una garanzia di lavoro. Così come non tutti i laureati escono dalla facoltà con la preparazione necessaria ad affrontare la carriera che hanno immaginato. Avere una laurea in mano e la corona d’alloro in testa il giorno in cui si dà la tesi e si viene proclamati dalla Commissione non è sinonimo di occupazione sicura, anzi: per la maggior parte dei ragazzi, quel giorno non è un punto di arrivo ma un punto di partenza alla ricerca di un posto cui poter dimostrare le capacità e le conoscenze acquisite. Ma è meglio aspettare la fine degli studi per pensare a che cosa fare oppure conviene pensare prima quale laurea scegliere per trovare lavoro? Meglio medicina o ingegneria? Si guadagna di più nel settore farmaceutico o in quello economico?

Non è un concetto scontato: è legittimo intraprendere un percorso in base alle proprie aspirazioni e, più tardi, cercare di metterle in pratica in un’azienda, in una società o da un professionista che ti dia l’opportunità di farlo. È più pragmatico, invece, valutare prima di iscriverti al primo anno quali sono i settori economici che offrono le occasioni più numerose e qualificate e, successivamente, avviarti lungo quel percorso. È in quest’ultimo caso che devi chiederti quale laurea scegliere per trovare lavoro.

Più che teorizzare alla cieca, il modo migliore per avere una risposta è quello di vedere che cos’è successo a chi si è laureato negli ultimi anni. Quanti di questi ragazzi lavorano, in quale ambito e quanto guadagnano. Ma anche che cosa hanno fatto prima di dare la tesi, come si sono preparati, se hanno fatto delle esperienze all’estero, se parlano delle lingue straniere. Tutti elementi che aiutano a capire non solo quale laurea scegliere per trovare lavoro ma anche come fare un percorso universitario per ottenere il risultato migliore.

Questi dati li fornisce ogni anno il Consorzio interuniversitario AlmaLaurea, probabilmente la fonte più attendibile sulla realtà universitaria e postuniversitaria in Italia. Attraverso l’ultima indagine pubblicata dal Consorzio (dati aggiornati al 2017 in attesa del nuovo dossier) si può arrivare ad identificare quale laurea scegliere per trovare lavoro.

Università e lavoro: chi sono i laureati

Nel 2017 le università italiane hanno sfornato oltre 276mila laureati, la maggior parte dei quali di primo livello e circa 80mila magistrali. Meno della metà dei triennali è riuscito a compiere gli studi nella stessa provincia in cui ha ottenuto il diploma. Significa che oltre il 50% dei ragazzi ha frequentato una facoltà fuori sede, anche nella provincia accanto a quella di residenza. Più bassa (circa un terzo) la percentuale dei magistrali che si sono laureati lontano da casa. In ogni caso, la migrazione è quella solita: dal Sud al Nord. Dove confluisce anche la quasi totalità degli studenti stranieri che vogliono ottenere una laurea in Italia.

A che età si laureano i ragazzi

In media, gli studenti italiani riescono ad ottenere la laurea a quasi 25 anni al primo livello e a 27 anni e mezzo alle magistrali. Un dato che riflette il ritardo con cui i ragazzi si iscrivono all’università rispetto ad una volta, quando si usciva dal liceo a 19 anni e si cominciava subito a frequentare la facoltà. Oggi quest’età è aumentata mediamente di quasi 2 anni.

Ciò significa, per collegarci al mondo del lavoro, che i ragazzi si rendono disponibili a trovare un’occupazione con una laurea in mano con quasi 2 anni di ritardo.

Come si preparano i laureati

Chi ottiene una laurea e tenta di trovare un lavoro, che cosa mette sul tavolo di un potenziale datore a livello di preparazione? Mediamente, un punteggio di 102,7 su 110, partendo dai 99,8 dei laureati di primo livello per arrivare ai 107,7 dei magistrali. Un voto, quest’ultimo, piuttosto elevato rispetto al passato. Significa che oggi i ragazzi escono dalle università più preparati? Questo devono dimostrarlo nel tempo, non con un semplice voto di laurea.

Solo un laureato su 10 ha fatto un’esperienza di studio all’estero ma tre su quattro hanno una conoscenza almeno buona della lingua inglese.

Altro aspetto legato alla preparazione: le eventuali esperienze di lavoro. Poco più della metà degli studenti ha fatto un tirocinio curricolare o uno stage riconosciuto dal corso di studi. Mentre aumenta il numero dei giovani che hanno fatto un lavoro mentre studiavano, soprattutto grazie ai contratti occasionali.

Università e lavoro: che succede un anno dopo la laurea

Ci siamo posti all’inizio questa domanda: quale laurea scegliere per trovare lavoro? Dopo aver visto come si esce dalle università, una prima risposta la troviamo guardando le statistiche di ciò che succede 1 anno dopo la festa della tesi con tanto di allori, mazzi di fiori e spumante.

Succede che il 71% degli studenti con una laurea di primo livello (sulla metà del totale, perché l’altra metà ha deciso di proseguire gli studi) hanno trovato un’occupazione, contro il 73% di quelli magistrali. Prima considerazione da fare, a giudicare dai numeri: più si va avanti a studiare, più probabilità si hanno di lavorare in tempi brevi.

E quanto si guadagna dopo un anno? Chi ha ottenuto la laurea di primo livello porta a casa in media 1.100 euro circa, mentre chi ha fatto la magistrale guadagna 50 euro in più al mese.

Università e lavoro: che succede 5 anni dopo la laurea?

Quella che abbiamo visto poco fa è una situazione lampo o dura nel tempo? I dati di AlmaLaurea dicono che cinque anni dopo la conclusione degli studi le cose migliorano, anche se in quest’ultimo periodo sono state fortemente condizionate dalla crisi. Il tasso di occupazione si era stabilito all’87,8% per i laureati del primo livello e all’87,3% per chi ha fatto anche la magistrale biennale. Insomma, numeri più equilibrati e gap praticamente inesistente tra le due lauree.

Riproponiamo la stessa domanda: quanto si guadagna? Chi ha fatto la triennale, 5 anni dopo la laurea guadagna in media 1.359 euro netti al mese, mentre chi ha fatto anche la magistrale mette in tasca 1.428 euro al mese. Significa quasi 70 euro netti in più al mese per due anni in più di studio.

Università e lavoro: quale laurea scegliere?

Veniamo al «dunque». In base all’esperienza di chi l’ha già ottenuta e per 5 anni è riuscito a mantenere un’occupazione, quale laurea scegliere per trovare lavoro? Diciamo subito che sono i laureati in ingegneria, nelle professioni sanitarie ed in quelle del settore economico-statistico quelli che hanno trovato maggiori sbocchi: il tasso di occupazione in questi tre filoni supera il 90%. Al di sotto di questa media i tassi delle occupazioni giuridiche, geo-biologiche e letterarie.

Circa il 76% degli ingegneri è assunto con contratto a tempo indeterminato, percentuale superiore di 4 punti e mezzo rispetto ai laureati in medicina e di oltre 10 punti sui laureati nelle discipline chimico-farmaceutiche ed economico-statistiche. Nel dettaglio, ecco le percentuali migliori di ragazzi assunti a tempo indeterminato 5 anni dopo la laurea nei settori:

  • ingegneria: 75,9%;
  • professioni sanitarie: 71,4%;
  • chimico-farmaceutico: 63,9%
  • economico-statistico: 63,1%.

Sono inferiori al 35% le percentuali relative alle assunzioni a tempo indeterminato dei laureati in:

  • architettura;
  • educazione fisica;
  • giurisprudenza;
  • psicologia.

Il motivo, però, di quest’ultimo dato è che molti dei laureati in queste discipline (ad esclusione dell’educazione fisica) scelgono un lavoro autonomo.

Da segnalare anche il futuro delle lauree in lettere ed in lingue: quasi 4 ragazzi su 10 che hanno ottenuto uno di questi titoli universitari lavora a tempo determinato a causa dell’elevato numero di laureati.

Università e lavoro: chi guadagna di più dopo 5 anni?

Di nuovo la domanda, posta in questi altri termini: chi guadagna di più? Cioè con quale laurea si prendono più soldi? Quelli trattati meglio da un punto di vista retributivo sono (di nuovo) gli ingegneri, i laureati del gruppo scientifico e quelli del chimico-farmaceutico. Quelli trattati peggio sono psicologi, insegnanti e laureati in lettere. Ecco le retribuzioni medie secondo gli ultimi dati disponibili dei ragazzi che lavorano 5 anni dopo aver conseguito la laurea:

  • ingegneria: 1.753 euro netti al mese;
  • settore scientifico: 1.668 euro;
  • settore chimico-farmaceutico: 1.633 euro;
  • settore economico-statistico: 1.543 euro;
  • medicina/professioni sanitarie: 1.487 euro;
  • agraria e veterinaria: 1.363 euro;
  • settore geo-biologico: 1.353 euro;
  • architettura: 1.337 euro;
  • settore politico-sociale: 1.329 euro;
  • settore linguistico: 1.269 euro;
  • educazione fisica: 1.228 euro;
  • settore giuridico: 1.210 euro;
  • settore letterario: 1.168 euro;
  • insegnamento: 1.127 euro;
  • settore psicologico: 1.042 euro.

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6 Commenti

  1. Molto utili questi dati. E’ molto difficile entrare nel mondo del lavoro oggi sia che tu sia laureato entro i tempi canonici sia con qualche anno di ritardo. avete qualche suggerimento per trovare lavoro all’estero e non incappare in qualche truffa? grazie. purtroppo sono reduce di brutte esperienze lavorative

    1. Grazie Mattia! Ti consigliamo di leggere i nostri articoli:
      – Offerte di lavoro all’estero: come trovarle https://www.laleggepertutti.it/256338_offerte-di-lavoro-allestero-come-trovarle
      – Offerte di lavoro truffa, quali sono e come difendersi https://www.laleggepertutti.it/117109_offerte-di-lavoro-truffa-quali-sono-e-come-difendersi
      – Come riconoscere le offerte di lavoro-truffa https://www.laleggepertutti.it/109414_come-riconoscere-le-offerte-di-lavoro-truffa

  2. Io sto cercando lavoro all’estero…Unico cruccio ora è imparare la lingua straniera. Consigli per imparare da autodidatta?

    1. Per imparare una lingua straniera occorre seguire poche semplici regole e dotarsi di grande pazienza e di un po’ di intraprendenza. Il primo concetto che devi avere ben chiaro è che da piccolo hai imparato una lingua particolarmente difficile come la nostra, quindi non avrai problemi ad impararne un’altra seguendo pochi e semplici consigli. Leggi il nostro articolo https://www.laleggepertutti.it/266376_come-studiare-una-lingua-da-autodidatta e scoprirai come studiare una lingua da autodidatta.

  3. Quali sono i lavori più richiesti al giorno d’oggi? I titoli non sono sufficienti a trovare un lavoro. Oggi si richiede esperienza professionale e preparazione in campo pratico. Molti datori di lavoro cercano professionisti con un bagaglio di esperienza sufficiente a svolgere le mansioni richieste e certo la formazione serve ma se vuoi lavorare in un settore devi riuscire a fare gavetta e dedicarti alla tua formazione anche strada facendo.

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