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Contratto: clausole vessatorie e diritto di recesso

23 Marzo 2019
Contratto: clausole vessatorie e diritto di recesso

In data 07/02/2019 ho firmato un contratto per un corso professionale, che ancora non è iniziato. Dal momento che la prima rata non l’ho versata, posso rescindere il contratto senza dover pagare niente? Il contratto non è stato firmato di presenza ma in diverse sedi e poi spedito firmato via email.

In virtù del quesito che il lettore pone, è opportuno esporre quanto segue:

La vessatorietà delle clausole

La legge in materia [1] è alquanto attenta ed analitica nell’individuare e penalizzare le clausole di un contratto concluso da un consumatore e che determinano a carico del contraente/consumatore medesimo uno squilibrio eccessivo nei riguardi della controparte, relativamente ai diritti ed agli obblighi nascenti dal contratto.

Se ciò dovesse avvenire, si tratterebbe di una clausola vessatoria, per la quale validità, sarebbe necessaria:

– la specifica approvazione per iscritto della detta clausole [2];

– l’avvenuta trattativa e raggiungimento di accordo sulla medesima [3].

Si tratta di una conclusione sancita anche dalla recente giurisprudenza della Cassazione [4], secondo la quale, pertanto, una clausola contrattuale di questo tipo, manchevole degli elementi anzidetti, sarebbe nulla.

Il diritto di recesso: obblighi informativi e termine

Secondo la legge già citata in nota [1], il consumatore/contraente deve essere adeguatamente

informato [5] in merito al diritto di recesso che avrebbe diritto di esercitare.

In particolare nello specifico il consumatore deve essere informato:

– sul termine entro il quale tale diritto deve essere esercitato (di regola entro 14 giorni dalla conclusione del contratto);

– sulla procedura da adottare per esercitare il recesso. Ad esempio l’indirizzo dove spedire la comunicazione, la forma della lettera (ad esempio, lettera racc.ta a.r., ecc);

– sulla modalità per comunicare il diritto di recesso, allegando al contratto, il modello/modulo tipo per effettuare la predetta comunicazione.

La stessa legge precisa che se dovesse mancare la descritta dovuta informazione, il consumatore avrebbe diritto di esercitare il recesso entro i 12 mesi successivi ai 14 giorni dalla conclusione del contratto [6].

Se invece dovessero essere state rispettate tutte le informazioni predette, il recesso potrebbe essere esercitato entro e non oltre 14 giorni dalla conclusione del contratto [7].

Caso concreto

Il contratto prodotto in allegato dal lettore evidenzia le seguenti criticità:

– sembrerebbe vessatoria la clausola che sancisce l’obbligo per il lettore di pagare integralmente il corso anche nel caso di sua mancata partecipazione e/o ritiro prima del tempo. La detta disposizione contrattuale, poiché non prevede un’analoga responsabilità a carico della sua controparte nel caso in cui sia la stessa a tirarsi indietro, potrebbe qualificare la predetta clausola come vessatoria. In quanto tale, essa sarebbe nulla poiché dal contratto non si evince che sia stata oggetto di una specifica trattativa individuale tra il lettore e la sua controparte;

– sembrerebbe sia stata violata la disposizione di legge citata in nota [5], poiché il diritto di recesso di cui si fa menzione nell’epigrafe del contratto, non è stato oggetto di una debita informazione a riguardo. Mancano le informazioni sulla procedura da seguire per comunicarlo e sulle modalità per esercitarlo. Inoltre non sembra sia stato allegato alcun modulo/modello tipo per comunicare il descritto diritto di recesso. Le descritte omissioni consentirebbero al lettore di esercitare il recesso anche entro i dodici mesi successivi ai 14 giorni dalla conclusione del contratto.

Detto ciò, trattandosi di contratto a distanza conclusosi il 07 febbraio ultimo venturo, il lettore è ancora in tempo per esercitare il canonico diritto di recesso previsto dalla legge (cioè entro 14 giorni).

Si consiglia, pertanto, al lettore di comunicare immediatamente il recesso dal contratto (ai sensi della norma appena richiamata in nota [7] ed indicando gli estremi del contratto da cui intende recedere), inviando una lettera racc.ta a.r, debitamente sottoscritta, alla sede legale della sua controparte (dovrebbe essere quella indicata a piè di pagina del documento allegato al quesito, ma ne verifichi la corrispondenza, consultando il web http://www.registroimprese.it), così risolvendo il contratto e senza quindi avere alcun ulteriore obbligo nei riguardi dell’altro contraente.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Dlvo 206/2005.

[2] Art. 1341 cod. civ.

[3] Art. 34, co. 4 Dlvo 206/2005

[4] Cass. Civ. sent. n. 6481/2010 – 10910/2017.

[5] Art. 49, co. 1 lett. h) Dlvo 206/2005

[6] Art. 53, co. 1 Dlvo 206/2005

[7] Art. 52 Dlvo 206/2005


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