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Pensione: ricongiunzione, totalizzazione e cumulo gratuito

23 Marzo 2019
Pensione: ricongiunzione, totalizzazione e cumulo gratuito

Dal 1996 ho iniziato a versare i contributi (lavoratore dipendente) per poco più di 5 anni, all’Inps. Dopo di che non ho più versato in quanto il mio lavoro attuale non ne prevede l’obbligo. So che a circa 70 anni potrò avere una piccola pensione (pensione contributiva di 5 anni). Dal momento che intorno al 1997/98 facevo anche di tanto in tanto il dj in discoteca e mi sono stati versati contributi Enpals (ora Inps) posso “sommarli” per avere una pensione maggiore? Devo già fare qualcosa ora? Ho 44 anni.

Il sistema previdenziale italiano prevede in favore dei lavoratori che hanno avuto una carriera lavorativa discontinua, degli strumenti in grado di ricongiungere i contributi versati in diverse gestioni previdenziali.

Si sta parlando, in particolare, della ricongiunzione, della totalizzazione e del recente cumulo gratuito.

Tali strumenti, che hanno caratteristiche differenti, consentono in pratica a chi ha posizioni assicurative in gestioni previdenziali diverse, di riunire, mediante trasferimento, tutti i periodi contributivi presso un’unica gestione, allo scopo di ottenere una sola pensione.

Analizzando nello specifico l’istituto del cumulo gratuito, disciplinato dall’articolo, 1, comma 239 della legge 228/2012, e successivamente rivisitato dall’articolo 1, co. 195 della legge 232/2016, consente al lavoratore la possibilità di cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza oneri a carico del lettore, per il riconoscimento di un’unica pensione da liquidarsi secondo le regole di calcolo previste da ciascun fondo e sulla base delle rispettive retribuzioni di riferimento.

Per quanto concernono i requisiti e condizioni per accedere al cumulo gratuito è necessario che:

– il cumulo deve interessare tutti e per intero i periodi contributivi non coincidenti accreditati presso le diverse gestioni assicurative menzionate (non è possibile, in altri termini, un cumulo parziale cioè diretto a valorizzare solo la contribuzione in alcune gestioni);

– gli assicurati non risultino già titolari di un trattamento pensionistico diretto in una delle gestioni interessate dal cumulo stesso;

– l’assicurato non abbia accettato la ricongiunzione (richiesta ai sensi della legge 45/1990);

– abbia cessato l’attività professionale. Dunque, è molto importante che la domanda si presentadopo aver cessato l’attività professionale, se si è in possesso di tutti i requisiti previsti.

La domanda deve essere presentata all’ultimo ente pensionistico presso il quale si è iscritti o si è stati iscritti (nel caso specifico ex Enpals, ossia INPS). Quest’ultimo attiverà il procedimento per riunire i contributi versati nelle varie gestioni.

Dunque, il pagamento della pensione sarà a carico dell’Inps, che calcolerà i pro-quota delle due gestioni nelle quali ha versato i contributi. Dunque, l’importo del trattamento deriva dalla somma dei diversi spezzoni di pensione ciascuno determinato, secondo i criteri delle diverse gestioni previdenziali coinvolte nel cumulo, in rapporto ai rispettivi periodi d’iscrizione maturati sulla base alle rispettive regole di calcolo. Il trattamento viene versato a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Alla luce di quanto appena detto, nasce il dubbio se è possibile applicare il cumulo gratuito per avere diritto alla pensione di vecchiaia che prevede un minimo di 5 anni contributivi. La risposta è positiva, ma con delle accortezze chi si specificano di seguito.

Innanzitutto, l’età richiesta per il diritto al trattamento non è l’ordinaria età pensionabile, pari a 66 anni e 7 mesi nel 2018 ed a 67 anni dal 2019, ma è pari, nel 2018, a 70 anni e 7 mesi, e dal 2019 a 71 anni. In seguito, è previsto un aumento del requisito di età pari a 3 mesi ogni biennio, a seconda dell’andamento degli adeguamenti automatici alla speranza di vita media.

Inoltre, la pensione di vecchiaia con 5 anni di contributi può essere ottenuta soltanto da chi non ha contributi versati prima del 1° gennaio 1996: tutti coloro che possiedono contributi versati o accreditati prima di questa data, dovendo optare per il sistema contributivo, necessitano di un minimo di 15 anni di contributi complessivi.

Ciò detto, chi possiede contributi versati in gestioni previdenziali diverse, e intende servirsi della pensione di vecchiaia con 5 annidi contributi, può optare esclusivamente per il computo dei contributi: può, cioè, far confluire tutti i contributi posseduti nelle varie casse all’interno della Gestione separata INPS. In questo modo, tutti i contributi versati nella gestione separata sono automaticamente assoggettati al calcolo contributivo, quindi si può ottenere, tra i vari trattamenti, anche la pensione di vecchiaia contributiva. Naturalmente, maggiori saranno i contributi cumulati, più alta sarà la pensione finale che maturerà.

Attenzione, però: per chi possiede contributi versati prima del 1996, può ottenere la pensione di vecchiaia contributiva ma non la pensione con 5 anni di contributi. Questo, perché i requisiti per il computo sono gli stessi previsti per l’opzione contributiva, dunque è sempre necessario possedere almeno 15 anni di contributi complessivi.

In definitiva, l’istituto del cumulo gratuito è un’opzione che dovrà essere esercitata al momento della pensionamento, in quanto richiede la cessazione dell’attività professionale. La pensione di vecchiaia decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio



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