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Pensione anticipata, contributi volontari e invalidità

23 Marzo 2019
Pensione anticipata, contributi volontari e invalidità

Ho 62 anni. Ad ottobre 2018 ho 2164 settimane di contributi, invalidità del 75 % dal 26 mese maggio 2016 e sono ancora in servizio. Quando potrò andare in pensione nella ipotesi di blocco aspettativa di vita? Quando devo fare la domanda tenendo conto dei benefici dei due mesi di contributi per invalidità dal 26 maggio 2016? Se il decreto non venisse approvato quando andrò in pensione tenendo presente i mesi di beneficio per invalidità? E quando potrò fare la domanda? Il beneficio è calcolato da maggio 2016 a maggio 2017 oppure per anno solare? Mi interessa sapere tutto questo perché devo fare una trattativa con l’azienda. Se dovessi accettare adesso, perdo i due mesi del 2019 e devo pagare i contributi volontari per i mesi che mi indicherete? Il decreto prevede che percepirò l’assegno dopo tre mesi dalla accettazione. In questi tre mesi posso lavorare oppure devo smettere? Dai miei conti mi risulta che devo pagare contributi volontari per un importo settimanale di € 270. Posso beneficiare di quota 100 e ape sociale?

In base a quanto risultante presso le banche dati dell’Inps, come si può osservare anche dall’allegato prodotto dal lettore, risultano, al 30/11/2018, 2143 settimane di contributi presso Inps gestione ordinaria, dunque, ad oggi, 2154 settimane di contribuzione. Il lettore riferisce, invece, il dato di 2164 settimane al mese di ottobre 2018.

Presso Inps al momento non risulta ancora l’accredito della maggiorazione contributiva per invalidità superiore al 74%, pari a 2 mesi di contribuzione figurativa ogni 12 mesi di effettivo lavoro. La non risultanza non è un’anomalia, in quanto la maggiorazione deve essere richiesta dall’interessato all’Inps al momento della liquidazione della pensione.

Se è stata riconosciuta al lettore un’invalidità pari al 75% dal 26 maggio 2016, la stessa ha diritto:

– a 2 mesi di contribuzione figurativa al 26 maggio 2017 (12 mesi di effettivo lavoro);

– ad ulteriori 2 mesi di contribuzione figurativa al 26 maggio 2018;

– ad oggi, quindi, ha diritto a 4 mesi di contribuzione figurativa ulteriore, rispetto a quanto registrato nelle banche dati Inps; avrebbe dunque 2154 settimane più ulteriori 18 settimane, ossia 2172 settimane al 07/02/2019;

– ipotizzando la continuazione dell’attività lavorativa sino al 26 maggio 2019, le sarebbero accreditate ulteriori 9 settimane di contributi.

Non sono stati rilevati contributi legati al servizio militare obbligatorio.

Nell’elaborato in allegato, la data nella quale il lettore raggiungerebbe la pensione anticipata è il 18/07/2020, in quanto non sono conteggiate le maggiorazioni e l’aggiornamento al DL 4/2019, che invece la scrivente ha considerato.

Considerando, invece, la maggiorazione per contributi figurativi alla quale ha diritto sinora, pari a 4 mesi, ossia il dato di 2172 settimane al 07/02/2019, che corrispondono a 41 anni e oltre 9 mesi di contribuzione, il lettore maturerebbe il requisito per la pensione anticipata ordinaria, pari a 42 anni e 10 mesi di contribuzione, ipotizzando il versamento continuativo di contribuzione (anche tramite contribuzione volontaria) il 18/03/2020, con decorrenza posticipata di 3 mesi a causa del periodo di finestra, quindi la data della liquidazione del trattamento sarebbe il 01/07/2020.

Se si ipotizzasse la continuazione dell’attività lavorativa almeno sino al 26 maggio 2019, la data di pensionamento risulterebbe invece collocata 2 mesi prima, ossia il 01/05/2020, grazie all’accredito di ulteriori 2 mesi di contribuzione figurativa.

Il costo di ogni mese di contribuzione volontaria, considerando l’imponibile delle ultime 12 mensilità (27.197,45 euro), quale risulta in banca dati, sarebbe pari a (27.197,45 x 33%)/12 =747,93 euro.

Ipotizzando che il lettore sia stato autorizzato al versamento dei contributi volontari entro il 31 dicembre 1995, applicandosi l’aliquota del 27,87%, l’importo sarebbe invece pari a (27.197,45 x 27,87%)/12 =631,66 euro.

L’importo della pensione anticipata lorda mensile, attualizzato, sarebbe pari a 1.759 euro. Nell’allegato è possibile osservare le diverse proiezioni riguardo gli importi possibili di pensione.

In conclusione, si consiglia al lettore di osservare attentamente l’estratto conto analitico presente nell’allegato (che contiene diversi report, anche con raggruppamento dei contributi, per una migliore comprensione).

Da notare che vi sono severe difformità che emergono dalle banche dati, rispetto a quanto dichiarato dal lettore, soprattutto nella data della pensione anticipata ordinaria, che comunque, anche aggiungendo il massimo dei mesi di contribuzione figurativa spettante, risulta spostata in avanti di parecchi mesi rispetto alle sue aspettative.

È probabile che dall’estratto conto emerga contribuzione mancante: in questo caso, è possibile segnalare le omissioni all’Inps attraverso una pratica di segnalazione contributiva, per far correggere le difformità quanto prima.

Inoltre, si nota la grande differenza tra il calcolo del lettore, relativo alla contribuzione volontaria, ed il calcolo da me effettuato sulla base dell’ultimo anno di lavoro, anche nell’ipotesi con aliquota contributiva più bassa. Non è chiaro se il lettore sia pervenuto ad un importo così basso in quanto ha effettuato erroneamente il calcolo sul reddito minimale, o se l’azienda paghi una parte della sua contribuzione volontaria, come da accordi.

Si invita dunque il lettore ad un minuzioso controllo dei dati risultanti dall’allegato.

Note:

–  Il presente elaborato si basa su dati registrati presso l’INPS derivanti dalle comunicazioni dei datori di lavoro relative ai contributi versati per conto del soggetto.

– Se il soggetto è iscritto ad altre casse e/o ha contribuito in qualità di operaio agricolo, alcuni conteggi possono risultare parziali.

– Se il soggetto è già in pensione i risultati dei conteggi non sono validi.

– La tipologia di pensione conseguibile viene determinata sulla base della contribuzione accreditata al pensionamento e dalle norme specifiche previste dall’INPS.

– Le stime riportate delle prestazioni di previdenza pubblica prendono in considerazione per il futuro periodi transitori di adeguamento dei requisiti e/o dei parametri di calcolo.

– Il calcolo dell’età pensionabile presuppone che ci sia continuità lavorativa fino al momento di maturazione del diritto.

– Il quadro normativo tiene conto di tutte le maggiori riforme: D.Lgs. 503/1992 Amato, L. 335/1995 Dini, L. 243/2004, L. 247/2007 Maroni, L. 214/2011 Fornero (ultimo intervento ad oggi).

– Sono considerate le indicazioni contenute nella legge di stabilità per il 2017, legge 232/2016 e successive modificazioni. In tale rispetto, l’adeguamento dell’aspettativa di vita, che ha impatto sulla decorrenza della pensione di vecchiaia e sull’anzianità contributiva necessaria per l’anticipata, segue la progressione specificata.

-Lo studio previdenziale del presente testo è aggiornato alle previsioni del DL 4/2019, non l’elaborato allegato, basato sulle risultanze delle banche dati Inps. Nel caso in cui, con la conversione in legge, dovessero sopravvenire modifiche normative, i dati indicati potrebbero non risultare validi.

– Non sono considerate le seguenti eccezioni: domestici, dipendenti comparto difesa, sicurezza e soccorso, imbarcati, lavoratori a domicilio, lavoratori all’estero, lavoratori con contratto di somministrazione, lavoratori esposti all’amianto, lavori usuranti, sportivi, soci lavoratori di cooperative.

ATTENZIONE

Le stime riportate risultano indicative poiché si avvalgono di ipotesi che potrebbero non trovare conferma nel futuro (modifica normativa, mancata continuità di contribuzione, valori non prevedibili dei parametri di rivalutazione, etc.) e non sono in alcun modo garantite.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci


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