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Quando Inps revoca l’invalidità e come funziona il modello Red

23 Marzo 2019
Quando Inps revoca l’invalidità e come funziona il modello Red

Ho avuto la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. Tra pochi giorni ho la visita INPS dalla Commissione Medica Superiore, senza motivazione. Se per assurdo mi dovessero abbassare la percentuale di invalidità, potrebbero revocarmi la pensione di vecchiaia?So che devo fare il modello RED. Quali sono le istruzioni in dettaglio? Non l’ho mai fatto e lo farò col pin INPS. Questa è la mia situazione in riepilogo:– 2016 redditi da lavoro autonomo, alimenti divorzili, zero redditi da INPS; – 2017 alimenti divorzili, zero redditi da INPS; – 2018 redditi da lavoro autonomo, alimenti divorzili, pensione inabilità da 280 euro (da gennaio revocata).

Purtroppo, quello è capitato alla lettrice, in merito alla verifica dei requisiti sanitari, è un fatto abbastanza raro. Sui verbali definiti dalle Commissioni mediche può essere difatti, anche in caso di invalidità non soggetta a revisione, effettuato un monitoraggio a campione da parte della Commissione Medica Superiore (CMS). Gli accertamenti possono esseredisposti anche su segnalazione Inps. Gli accertamenti disposti dalla CMS, anche successivamente all’invio del verbale al cittadino, possono consistere in un riesame della documentazione sanitaria agli atti o in una visita diretta.

Ad ogni modo, la revoca dell’invalidità può avvenire sulla base di un effettivo miglioramento delle condizioni di salute, che nel caso di specie pare impossibile. Contro quel verbale, se la visita non dovesse dare gli esiti sperati, si può proporre comunque ricorso giudiziario entro sei mesi.

Per quanto riguarda il Red, invece, di seguito si forniscono i dettagli sul funzionamento di questa dichiarazione.

Nella generalità dei casi, sono obbligati a presentare il modello Red:

tutti i titolari di prestazioni Inps legate al reddito;

– tutti coloro che non hanno alcun reddito oltre la pensione o la prestazione collegata al reddito, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi ed effettivamente non la presentano;

– tutti coloro che presentano la dichiarazione dei redditi e possiedono ulteriori redditi che devono essere dichiarati obbligatoriamente secondo le indicazioni presenti nella matricola dell’interessato, detti redditi obbligatori da matricola.

Si noti che la matricola Red, o stringa Caf, è un codice univoco di 28 caratteri alfanumerici contenente tutte le informazioni necessarie alla compilazione del Red: codice fiscale del contribuente, dati relativi allo stato civile, alla composizione del nucleo, alla presenza di redditi da lavoro dipendente, da lavoro autonomo, da pensione estera.

Se l’interessato non ha altri redditi oltre alla pensione o alla prestazione riconosciuta dall’Inps, e non ha presentato il modello 730 o Redditi (che ha sostituito il modello Unico), deve comunque presentare il Red, anche se a zero.

Se l’interessato ha altri redditi oltre alla pensione o alla prestazione riconosciuta dall’Inps, e non ha presentato il modello 730 o Redditi, deve presentare il modello Red ordinario.

Se l’interessato non ha altri redditi oltre alla pensione o alla prestazione riconosciuta dall’Inps, e ha presentato il modello 730 o Redditi, non deve presentare il Red.

Se l’interessato ha altri redditi oltre alla pensione o alla prestazione riconosciuta dall’Inps, e ha presentato il modello 730 o Redditi, deve presentare il Redse tra gli ulteriori redditi posseduti vi sono i cosiddetti redditi obbligatori da matricola:

– redditi di lavoro dipendente prestato all’estero (anche se già dichiarati nel 730/modello Redditi);

– redditi di lavoro autonomo (anche se già dichiarati nel 730/modello Redditi);

– redditi da prestazione coordinata continuativa a progetto (anche se già dichiarati nel 730/modello Redditi);

– redditi di capitale: interessi bancari,

– prestazioni assistenziali erogate dallo Stato o altri enti pubblici;

-arretrati lavoro dipendente (italiano e/o estero);

-arretrati integrazione salariale;

– Trattamenti di fine rapporto;

– altri redditi non assoggettabili all’Irpef;

– quote di pensione trattenute dal datore di lavoro;

– pensioni estere dirette;

– pensioni estere ai superstiti;

– pensioni estere da infortunio sul lavoro;

– pensioni estere da rendite vitalizie;

– pensioni estere da arretrati;

– pensioni complementari.

Il pensionato che presenta la dichiarazione dei redditi ed ha l’obbligo di presentare il Red, deve indicare nel modello Red tutti i redditi posseduti anche se già dichiarati nel 730/modello Redditi.

Ecco le prestazioni collegate al reddito che obbligano all’invio del modello Red:

– integrazione al minimo della pensione e dell’assegno d’invalidità;

– pensione di invalidità e assegno ordinario di invalidità;

– maggiorazione sociale, maggiorazione sociale per gli assegni sociali e incremento delle maggiorazioni;

– pensione sociale, aumento della pensione sociale ed assegno sociale;

– trattamenti di famiglia;

– pensione ai superstiti, sia indiretta che di reversibilità;

– aumenti per le prestazioni di invalidità civile erogate con le regole della pensione o dell’assegno sociale;

– maggiorazione della pensione o dell’assegno di invalidità per invalidi civili, ciechi civili e sordomuti con età inferiore ai 65 anni;

– importo aggiuntivo sulla pensione o quattordicesima;

– prestazioni erogate a minorati civili prima del compimento dell’età pensionabile.

Nella dichiarazione reddituale, da presentare entro il 28 febbraio 2019, devono essere inseriti i redditi percepiti nel 2017: vanno compresi anche alcuni redditi che non si possono inserire nel modello Redditi e nel 730, come i voucher da lavoro occasionale accessorio (cioè i buoni lavoro), il TFR o il TFS percepito, gli arretrati, le prestazioni assistenziali, gli interessi dei conti correnti, dei libretti ed i proventi degli investimenti, i redditi da lavoro dipendente svolto all’estero.

In certi casi la presentazione del modello Red è facilitata. Nel dettaglio, può essere presentato il modello Red semplificato quando:

– la situazione reddituale è invariata rispetto all’anno precedente: in questa ipotesi è sufficiente l’invio di una semplice dichiarazione di conferma;

– è confermata integralmente la dichiarazione dei redditi al Fisco: in questo caso, per il cittadino, basta selezionare l’apposita opzione di dichiarazione breve;

– non ci sono altri redditi oltre alle pensioni: anche in questo caso, è sufficiente una conferma della situazione scegliendo l’apposita opzione di dichiarazione breve;

– il cittadino rinuncia alla prestazione collegata al reddito;

– il cittadino invia una comunicazione di espatrio.

Il Red, normalmente, deve essere presentato entro il 31 marzo dell’anno. Per il 2019, è stato reso noto che dovrà essere presentato all’Inps entro il 28 febbraio.

Il Red può essere presentato:

– direttamente, accedendo al sito dell’Inps tramite le apposite credenziali (pin dispositivo, Spid, carta nazionale dei servizi);

– tramite Caf (è indispensabile premunirsi della stringa Caf per poter inviare la dichiarazione).

Se per errore l’interessato non ha presentato il Red pur essendovi obbligato, può presentare tardivamente il modello, o la richiesta di ricostituzione reddituale, entro i termini indicati dall’Inps nell’eventuale comunicazione di sollecito inviata, e comunque entro 60 giorni dalla sospensione della prestazione, pena la revoca definitiva del trattamento.

Articolo tratto dalla consulenza resa dalla dott.ssa Noemi Secci

 



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