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Assegno intestato a società estinta

23 Marzo 2019
Assegno intestato a società estinta

Ho emesso assegni circolari intestati ad una Snc già estinta. Non lo sapevo e ho avvisato la banca, la quale ha però pagato lo stesso. Hanno firmato a mano impresa s.n.c. “x”. La banca poteva pagarli? Mi risulta che un assegno circolare non può essere intestato a impresa cancellata. La banca non doveva rispettare la successione e pertanto rifiutarli, dicendomi che la snc è estinta e dovevo rifarli a nome degli ex soci? Nella snc i crediti passano ai soci ma nel caso degli assegni circolari, essendo essenziale l’aspetto cartolare, l’assegno non doveva essere intestato ai soci e non all’impresa? Alcuni avvocati mi hanno detto che tanto dovevo pagarli dunque per me non cambiava niente. È un ragionamento legale?

Innanzitutto si conferma che una volta che la società sia estinta i crediti che essa vantava transitanonella titolarità dei singoli soci in un regime di comproprietà indivisa tra di loro.

In termini più semplici, nelle società di persone (quindi anche in una s.n.c.) i crediti che residuavanoalla chiusura della fase di liquidazione e che avevano ad oggetto un diritto ben individuabile, adesempio un credito che derivasse da una fattura non contestata, entrano a far parte del patrimoniodei singoli soci della società stessa una volta che essa si sia estinta a seguito della cancellazione (inquesto senso si sono espresse le Sezioni Unite della Corte di cassazione con le sentenze n. 6070,6071 e 6072 del 2013).

È quindi vero che, nel caso specifico, gli assegni circolari avrebbero dovuto più correttamenteessere emessi nei confronti dei soci della s.n.c. e non della società se, come viene sottolineata nel quesito, la s.n.c. era già estinta (e quindi inesistente) nel momento in cui gli assegni venivano emessi.

Proprio con riferimento ad un caso simile a quello in esame, l’Arbitro bancario finanziario (Abf) stabilì, condecisione adottata dal Collegio di Milano (n. 376 del 16 maggio 2010), che non si doveva addebitarealcuna responsabilità alla banca che aveva pagato assegni circolari emessi a favore di una s.n.c. giàestinta nel momento in cui l’assegno veniva emesso.

Infatti, nel caso deciso dall’Arbitro con il provvedimento che si sta analizzando era accaduto che:

– la banca aveva pagato l’assegno su precisa disposizione del soggetto che aveva chiestol’emissione degli assegni;

– la banca non sapeva che la s.n.c. era già estinta nel momento in cui pagava gli assegni ai socidella s.n.c.;

– che i soci della s.n.c. incassarono gli assegni in nome e per conto della s.n.c., apponendo laloro firma per girata sul retro dell’assegno e facendo regolare spendita del nome della s.n.c.;

– che i prenditori dell’assegno, cioè i soci che incassarono gli assegni per conto della s.n.c.,erano stati identificati dalla banca come soci e rappresentanti legali della s.n.c. perché già presenti nell’archivio anagrafico della banca.

In questo caso quindi, a parere dell’Arbitro bancario – finanziario, la banca aveva fatto tutto quello che doveva per accertare la legittimazione cosiddetta cartolare del prenditore dell’assegno(considerate anche le informazioni che le erano state date dallo stesso soggetto che aveva emesso l’assegno che aveva ordinato alla banca di pagare alla s.n.c.) e non era invece tenuta a compiere ulteriori accertamenti sui rapporti tra soci e s.n.c. (d’altra parte gli assegni circolari non possono nemmeno essere revocati dopo che sia passato il termine di trenta giorni dalla loro emissione).

In sostanza, quindi, alla banca non si poteva addebitare alcuna responsabilità per aver pagato assegni emessi nei confronti di una s.n.c già estinta considerato che non sapeva che la s.n.c. era già estinta,che aveva accertato che esisteva la legittimazione cartolare dei prenditori (cioè dei soci della s.n.c.), che non era tenuta a compiere altri accertamenti una volta che aveva identificato i prenditori dell’assegno circolare come soci e rappresentanti legali della snc e che questi avevano incassato gli assegni in nome e per conto della s.n.c. apponendo la loro firma sugli assegni.

Detto questo, la decisione dell’Arbitro bancario e finanziario appena commentata è utile perché nel caso specifico (in base a quello che il lettore ha precisato), a differenza del caso deciso dall’Arbitro, la banca era stata informata dal lettore sul fatto che la s.n.c. era già estinta e, nonostante questo, la banca ha deciso di pagarli comunque.

Si può dunque sostenere che una responsabilità della banca nel caso specifico ci sia.

Chiaramente, però, il lettore ha pagato un debito che, salvo prova contraria, esisteva effettivamente ed hapagato a coloro i quali comunque avrebbe dovuto pagare estinguendo un debito che doveva essereestinto (i soci di una s.n.c. estinta, infatti, succedono alla società come titolari dei relativi crediti): insostanza, allo stato attuale, il lettore non ha subìto alcun danno dalla condotta della banca (comunque noncorretta) e non risulta che vi siano stati nei suoi confronti richieste di un nuovo pagamento, allostesso titolo, della medesima somma già pagata dal lettore.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

 



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