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Reato di sostituzione di persona

15 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 Febbraio 2019



Sostituzione di persona: quando è reato? Quali sono le caratteristiche della sostituzione di persona penalmente rilevante? Cosa dice la giurisprudenza?

Quante volte, per gioco o per scherzo, ti sei sostituito ad un’altra persona? Magari lo hai fatto con gli amici, con i parenti, con il tuo partner. Ebbene, devi sapere che, per la legge italiana, la sostituzione di persona è un reato punito con il carcere: se cambi la tua identità e ti spacci per un altro con lo scopo di trarne qualche vantaggio, rischi fino a un anno di reclusione. La sostituzione di persona punibile per legge è quella che consiste nell’assumere il nome e cognome di un’altra persona, oppure nell’attribuirsi qualità appartenenti ad altri (ad esempio, una professione, uno status particolare, ecc.), sempre con lo scopo di far cadere in errore un altro individuo e di ottenerne così un vantaggio, non necessariamente economico. Classico caso di sostituzione di persona è quella che avviene telefonicamente quando ci si spaccia per qualcun altro al fine di farsi rivelare delle informazioni, oppure in internet, iscrivendosi a social network o siti di incontri solo per ledere la dignità della persona sostituita. Se quello che ho detto sinora ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di prenderti dieci minuti e di terminare la lettura dell’articolo: ti spiegherò cos’è il reato di sostituzione di persona.

Sostituzione di persona: cosa dice la legge?

Cominciamo con il testo normativo: secondo il codice penale, costituisce il reato di sostituzione di persona la condotta di chi, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio, ovvero di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendosi illegittimamente ad un’altra persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici. La sanzione è, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, la reclusione fino ad un anno [1].

Sostituzione di persona: elemento oggettivo del reato

Siamo pronti ora per analizzare il reato di sostituzione di persona, partendo dal requisito oggettivo, cioè dalla condotta. Come si evince dal testo di legge riportato nel paragrafo precedente, il delitto può concretizzarsi attraverso molteplici modi:

  • sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona. In questo caso, l’agente deve ingannare altri sulla propria identità, assumendo contegni idonei a far apparire la sua persona diversa da quella che è realmente: tale tipologia di sostituzione di persona potrebbe integrarsi anche con un comportamento meramente fattuale, cioè senza dichiarare un nome e un cognome falsi, ma semplicemente lasciando credere ad altri di essere la persona che non si è, magari sfruttando l’errore altrui;
  • presentandosi con le generalità (nome, cognome, ecc.) di un’altra persona;
  • attribuendosi una falsa identità, non corrispondente a nessun’altra (un falso nome di persona immaginaria, in pratica);
  • attribuendosi uno status o una qualità falsa, come ad esempio quella di medico, avvocato, notaio, poliziotto, sacerdote, ecc.

Nonostante la legge provveda ad individuare le condotte rilevanti ai fini dell’integrazione del reato di sostituzione di persona, si deve ritenere che si tratti comunque di delitto a forma libera, nel senso che l’autore del crimine potrà porre in essere qualsiasi stratagemma idoneo a far cadere in errore la vittima, integrando sempre e comunque il reato di cui stiamo parlando. In altre parole, l’elenco di modi in cui ci si può sostituire ad un’altra persona non deve ritenersi esaustivo. A dirla tutta, però, è difficile immaginare di potersi sostituire ad altri senza ricorrere almeno ad uno dei modi sopra indicati.

Sostituzione di persona: elemento soggettivo del reato

Dal punto di vista soggettivo, il reato di sostituzione di persona può integrarsi solamente se l’autore ha agito con dolo, cioè con la precisa e consapevole intenzione di spacciarsi per altra persona: se la sostituzione dovesse essere frutto di una causalità o di un equivoco, non ci sarebbero gli estremi del delitto. Poiché la norma parla esplicitamente di sostituzione di persona al fine di trarne un vantaggio (anche non economico) oppure di arrecare danno a terzi, possiamo sostenere che, affinché si integri il crimine in oggetto, occorre il dolo specifico: in altre parole, non è sufficiente la consapevolezza, da parte del colpevole, di sostituirsi ad altra persona ingannando gli altri, ma occorre che ci sia anche la volontà di raggiungere un fine ulteriore rispetto al semplice raggiro, e cioè il vantaggio per sé (o per altri) oppure il danno della persona raggirata.

Facciamo qualche esempio: se ti sostituisci ad un tuo amico solamente per una burla, non commetterai reato perché il tuo intento non è quello di danneggiare altri o di avvantaggiarti indebitamente; al contrario, se ti sostituisci ad un tuo amico per ottenere un prezzo di favore nell’acquisto di un bene (ad esempio perché l’identità che hai rubato appartiene ad una persona con un certo ascendente sul venditore della cosa), allora sì avrai commesso il reato di sostituzione di persona, in quanto il tuo inganno è finalizzato ad ottenere un vantaggio di cui, altrimenti, non avresti goduto.

Classico esempio di sostituzione di persona è anche quella che commette chi, per vendicarsi dell’ex, iscrive in internet un profilo falso con il nome della vittima al fine di diffonderne i dati personali o di recarle molestia: pensa ai profili fake su facebook creati solamente per ledere la dignità della persona offesa.

Chi può commettere il reato di sostituzione di persona?

Il reato di sostituzione di persona può essere commesso da qualsiasi persona: si tratta pertanto d un reato comune. Non occorre che tra vittima e colpevole intercorra un particolare rapporto, essendo possibile che l’autore del crimine non sia minimamente legato alla persona offesa: è possibile anche che non la conosca affatto. Prendi ad esempio le sostituzioni di persona operate da chi reperisce i dati in internet e poi li usa come propri per effettuare acquisti od operare transazioni economiche.

Sostituzione di persona: quando la condotta è reato?

Secondo la giurisprudenza, il reato di sostituzione di persona si consuma nel momento in cui taluno è stato indotto in errore con i mezzi indicati dalla legge; non è necessario, invece, che il vantaggio perseguito dal colpevole sia effettivamente raggiunto, poiché lo scopo di arrecare a sé o ad altri un vantaggio riguarda solamente l’elemento psicologico (dolo specifico) del delitto [2].

In pratica, se ti spacci per un’altra persona e inganni qualcuno rispondi del delitto di sostituzione di persona, anche se dalla tua condotta non hai ottenuto il vantaggio che speravi oppure non hai arrecato alcun danno. E così, se crei un profilo falso su facebook rubando l’identità di un altro soggetto, il semplice fatto di aver indotto in errore altre persone è sufficiente per integrare il reato. Nel caso in cui, invece, la sostituzione non abbia ingannato nessuno, si configurerà il delitto nella forma del tentativo, punito con pena ridotta [3].

Sostituzione di persona: come si svolge il processo?

Il reato di sostituzione di persona è di competenza del tribunale in composizione monocratica: ciò significa che a giudicare della responsabilità di chi si è sostituito all’altrui persona sarà un unico giudice anziché un collegio di magistrati. Nel processo intrapreso contro il responsabile della condotta criminosa, la persona offesa, cioè quella che ha subito gli effetti negativi della sostituzione, potrà costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni.

Giurisprudenza sul reato di sostituzione di persona

Integra il reato di sostituzione di persona la condotta di colui che crei e utilizzi un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalità di un diverso soggetto, inducendo in errore gli utenti della rete internet nei confronti dei quali le false generalità siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalità siano state abusivamente spese [4].

Integra il delitto di sostituzione di persona la condotta di chi inserisca nel sito di una chat line erotica il recapito telefonico di altra persona associato ad un nickname di fantasia, qualora abbia agito al fine di arrecare danno alla medesima, giacché in tal modo gli utilizzatori del servizio vengano tratti in inganno sulla disponibilità della persona associata allo pseudonimo a ricevere comunicazioni a sfondo sessuale [5].

Costituisce il reato di sostituzione di persona la condotta di colui che falsamente si attribuisce la qualità di proprietario di un terreno per ottenere il rilascio di un certificato urbanistico, considerato che si tratta di una qualità alla quale la legge ricollega effetti giuridici, tra i quali quello di ottenere dalla pubblica amministrazione un certificato di destinazione urbanistica del suddetto terreno [6].

Al contrario, non integra il reato di sostituzione di persona la condotta di colui che espone sul cruscotto dell’auto un contrassegno per invalidi rilasciato ad un parente, in quanto la mera esposizione del contrassegno invalidi sull’auto, in assenza di altri comportamenti, non integra una condotta in grado di trarre in inganno altre persone, almeno non nei modi previsti dalla legge per il reato di sostituzione di persona [7].

Ugualmente, non costituisce reato di sostituzione di persona la condotta di chi, in qualità di dipendente ospedaliero, passi alla timbratura la scheda magnetica appartenente ad un collega, attestandone falsamente la presenza sul luogo di lavoro, in quanto non ricorrono quegli elementi idonei a trarre in inganno mediante attribuzione di qualità o dell’identità altrui [8].

Sostituzione di persona e truffa: rapporti

Uno dei modi più diffusi di truffare un individuo è quello di spacciarsi per un’altra persona: pensa al classico truffatore che si finge un lontano parente d’America, oppure un poliziotto, un portalettere, ecc. Ebbene, secondo la giurisprudenza, il reato di sostituzione di persona può concorrere con quello di truffa, giacché i fatti costituiscono violazione di distinti beni giuridici, offendendo il primo la pubblica fede, mentre il secondo il patrimonio [9].

Sempre secondo la giurisprudenza, integra il reato di truffa e non quello di sostituzione di persona la condotta di colui che abbia organizzato una manifestazione teatrale, in realtà non tenutasi, e provveduto alla vendita dei relativi biglietti, facendo intendere agli acquirenti che l’incasso sarebbe stato devoluto ad un’associazione assistenziale [10].

note

[1] Art. 494 cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 2543 del 19.03.1985.

[3] Cass., sent. n. 10362 del 06.03.2009.

[4] Cass., sent. n. 46674 del 14.12.2007.

[5] Cass., sent. n. 18826 del 29.04.2013.

[6] Cass., sent. n. 19472 del 18.05.2007.

[7] Cass., sent. n. 18080 del 12.05.2010.

[8] Cass., sent. n. 48662 del 14.12.2012.

[9] Cass., sent. n. 35443 del 24.09.2007.

[10] Cass., sent. n. 40260 del 28.10.2008.

Autore immagine: Unsplash.com


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