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Chi è il giudice naturale

12 Marzo 2019 | Autore:


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Giudice naturale precostituito per legge: cosa significa? Quando un giudice è terzo e imparziale? Cos’è il divieto di istituire giudici straordinari o speciali?

Il giudice è quella persona che deve decidere delle controversie insorte tra due o più persone, ovvero della responsabilità di chi ha commesso un illecito civile, penale, amministrativo o tributario. In pratica, quando viene infranta una norma dell’ordinamento giuridico, occorre che intervenga il giudice perché ripristini l’ordine, sanzionando il responsabile e tutelando chi è risultato offeso dalla condotta antigiuridica. Perché possa svolgere la sua funzione nel migliore dei modi, occorre che il giudice non sia coinvolto nella vicenda e che si trovi in una posizione di equidistanza rispetto agli interessi in gioco: per tale ragione, si dice che egli è “terzo” rispetto alle persone che deve giudicare. Queste caratteristiche, però, non bastano affinché si possa davvero garantire una giustizia equa: occorre anche che colui che dovrà giudicare sia investito dalla legge di tale potere prima che sia sorta la controversia che deve essere risolta. In altre parole, allorquando una norma viene violata (a causa di un sinistro stradale, di un illecito penale, ecc.) deve essere già noto quale sarà il giudice (inteso quale organo e non come persona fisica) che dovrà decidere sul caso: per questa ragione la Costituzione parla di giudice naturale precostituito per legge. Se questo argomento ti interessa e ne vuoi sapere di più, ti consiglio di prenderti cinque minuti di tempo e di proseguire nella lettura: ti spiegherò chi è il giudice naturale.

Giurisdizione italiana: cosa dice la Costituzione?

Per comprendere chi è il giudice naturale dobbiamo fare un passo indietro e leggere la Costituzione italiana: nella nostra carta fondamentale è possibile rintracciare tutti i principi fondamentali ai quali le norme sulla giurisdizione (e, quindi, sui giudici) devono attenersi. E così, nella Costituzione troveremo scritto che:

  • ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale [1];
  • nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge [2].

Spieghiamo il significato di queste due fondamentali disposizioni, unite tra loro al fine di garantire il corretto svolgimento del processo.

Chi è il giudice terzo e imparziale?

Cosa significa che il processo deve svolgersi davanti ad un giudice terzo e imparziale? In parte te l’ho già spiegato nell’introduzione: la legalità di un procedimento passa innanzitutto per la figura del giudice, il quale, al fine di garantire una serenità di giudizio, non deve essere coinvolto direttamente nella controversia che è chiamato a risolvere.

Un giudice è terzo ed imparziale solamente quando si pone in una posizione di assoluta indifferenza e di effettiva equidistanza dalle parti contendenti: immagina se un magistrato dovesse decidere su di un caso che vede coinvolto anche un proprio bene (ad esempio, una controversia immobiliare che riguarda la sua abitazione). La distanza dagli interessi di causa, però, non deve essere solamente oggettiva, ma anche soggettiva, nel senso che il giudice non può decidere quando sono coinvolti parenti o altre persone a sé vicine.

D’accordo con il Codice di procedura civile [3], possiamo sostenere che un giudice è terzo ed imparziale quando:

  • non ha un interesse nella causa;
  • non è parente fino al quarto grado, convivente o commensale abituale di una delle parti o dei difensori;
  • non ha una causa pendente o una nota inimicizia con una delle parti o con uno degli avvocati;
  • non ha rapporti di credito o debito con una delle parti o i difensori;
  • non è tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti;
  • non ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa, né vi ha deposto come testimone o ha già espresso una decisione come giudice in altro grado del processo.

Se ricorre una delle citate ipotesi, il giudice, su istanza di ciascuna delle parti, può essere ricusato ed ha l’obbligo di astenersi: in pratica, per ragioni di ovvia convenienza la causa viene passata ad altro magistrato.

Giudice naturale: cosa significa?

Posso ora spiegarti cosa significa e chi è il giudice naturale. Come detto sinora, per garantire un processo equo la Costituzione e la legge prevedono che un giudice coinvolto nel processo possa essere “scartato” a favore di uno che sia effettivamente estraneo alla vertenza. A completare il quadro di norme che garantiscono l’effettiva giustizia di un procedimento v’è quella che nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Cosa significa?

Il giudice naturale è quello che è previsto dalla legge prima ancora che sorga la controversia sulla quale è chiamato a decidere. Facciamo alcuni esempi. Se provochi un sinistro stradale, a giudicarti sarà il giudice competente in base ai criteri di valore e territorio: ciò significa che, se il danno è contenuto entro i ventimila euro, il procedimento di incardinerà davanti al giudice di pace del luogo ove si è verificato l’incidente; se supera questo importo, davanti al tribunale monocratico dello stesso luogo.

Lo stesso accade in ambito penale: se sei vittima di un furto, sarà il tribunale territorialmente competente a dover giudicare, nella persona del giudice designato secondo le tabelle del tribunale medesimo.

Il giudice naturale precostituito per legge, in pratica, è quel magistrato che preesiste al fatto che è chiamato a giudicare. Si tratta probabilmente di una norma tanto elementare da sembrare inutile; in realtà, l’esistenza di un giudice naturale non è una cosa tanto scontato come sembra: ti spiego perché nel prossimo paragrafo.

Giudice naturale: a cosa serve?

Il giudice naturale è una garanzia per tutti i cittadini, i quali sanno in anticipo davanti a quale giudice si troveranno nel caso in cui verranno coinvolti in una controversia. In passato, soprattutto durante i regimi dittatoriali, non era così: spesso venivano istituiti tribunali ad hoc solamente per giudicare determinati fattispecie giuridiche.

Seppur a livello internazionale, un esempio emblematico è stato il processo di Norimberga, durante il quale un consesso di giudici appartenenti solamente ai Paesi che avevano vinto la guerra fu chiamato a giudicare i crimini commessi dalle Nazioni sconfitte. Quello di Norimberga è una evidente deroga al principio del giudice naturale precostituito per legge, poiché il tribunale fu istituito appositamente per giudicare su gravissimi crimini commessi prima dell’esistenza dell’organo stesso.

A sancire ancor di più l’importanza del giudice naturale v’è un’altra disposizione costituzionale che dice: «Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali» [4].

Possiamo quindi dire che per giudice naturale si intende il giudice competente secondo quanto stabilito dalla legge, sulla base di criteri previgenti e oggettivi rispetto alla questione insorta, al fine di garantire l’assoluto equilibrio di giudizio.

note

[1] Art. 111 Cost.

[2] Art. 25 Cost.

[3] Art. 51 cod. proc. civ.

[4] Art. 102 Cost.

Autore immagine: Unsplash.com


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