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Cosa succede se dormi con il telefono cellulare vicino?

17 Febbraio 2019 | Autore: Maria Teresa Biscarini


Cosa succede se dormi con il telefono cellulare vicino?

> Salute e benessere Pubblicato il 17 Febbraio 2019



Il Tar concede sei mesi di tempo per divulgare profilo di rischio e istruzioni per un uso corretto della telefonia mobile al fine di limitare abusi specie di notte.

La chiamano “Generazione iGen”, neologismo di matrice statunitense ideato dalla psicologa Jean Twenge, docente presso la San Diego State University. Di chi si tratta? A giudicare dall’effetto fonetico, il termine iGen potrebbe avere a che fare con i “Geni”, o forse con gli “Igienici”; se anche tu hai ragionato in questi termini, sappi però che sei fuori strada. Con questa espressione di nuovo conio ci si intende infatti riferire alle persone nate dopo i cosiddetti “Millenials” vale a dire nell’arco temporale che va dal 1997 al 2010. Perché un focus così mirato a tale range di ragazzi? L’elemento caratterizzante tale generazione è l’utilizzo diffuso di internet e della tecnologia in genere a partire dalla nascita. Per cui i membri di questa “generazione” sono considerati avvezzi all’utilizzo di social media e telefonini al punto da essere “connessi” potenzialmente h24, come descritto esaustivamente anche in una recente pubblicazione [1]. Lasciando agli esperti di settore l’analisi degli aspetti sociologici relativi a questa interazione perenne con smartphone, Iphone, tablet o cellulare di primissima generazione, da un punto di vista di salute siamo poi così sicuri che non ci sia nessun effetto collaterale connesso a questa mania di eterna reperibilità? Ad esempio sai cosa succede se dormi con il telefono cellulare vicino? Sì, hai capito bene. Cosa accade o quantomeno potrebbe accadere al tuo interno in caso di sovraesposizione alle onde elettromagnetiche? Sono da mettere in conto rischi seri per la salute o si può dormire sonni tranquilli anche a distanza di pochi centimetri dal telefonino? A parità di tempi e intensità di esposizione alle onde elettromagnetiche, i rischi sono diversi a seconda delle varie fasce di età? Se l’argomento ti tocca, non staccare proprio ora la spina, è il caso di dire.

Qual è la posizione dell’ Organizzazione mondiale della sanità?

Stando ad uno tra gli ultimi pareri emessi dall’Oms sono stati numerosi gli “studi condotti negli ultimi vent’anni per capire se l’uso del telefonino rappresenti un rischio potenziale per la salute umana. Al momento non sono stati provati effetti avversi” provocati dall’impiego del cellulare.

Quindi non sembrano esistere prove sufficienti da porre a fondamento di un rischio potenziale per la salute umana, ma se dal concetto di rischio potenziale per la salute si passa a quello di “meramente” possibile l’International agency for research on cancer (I.a.r.c.) dell’Oms vale a dire l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, in una relazione del 2011 ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza quali “possibili cancerogeni” per l’uomo. Una questione dunque ancora aperta e attualissima.

Qual è la linea del ministero della Salute quanto a telefonini e salute?

“Il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare – si legge in una nota del 2012 [2] – è alla costante attenzione del ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza” di cui sopra.

Cosa dice il Consiglio superiore di sanità sul tema salute e telefonini?

Il Consiglio superiore di sanità, in un apposito parere, ha rilevato che “allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, anche se l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare…” [3].

In assenza quindi di un quadro più esaustivo quanto ad effetti collaterali connessi all’uso frequente dei telefonini, il Consiglio superiore di sanità “ha quindi raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce”.

Una raccomandazione dunque che mira a sollecitare una campagna d’informazione e sensibilizzazione a salvaguardia soprattutto delle fasce più deboli.

Qual è lo stato dell’arte in fatto di campagna informativa per il pubblico?

La campagna informativa basata dunque sulle conoscenze ad oggi desumibili dalle fonti più autorevoli su scala nazionale e internazionale non è stata però ancora definita ed è stato proprio questo uno dei motivi che hanno spinto l’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog, a proporre ricorso davanti al Tar Lazio avverso il ministero della Salute, il ministero dello Sviluppo Economico, il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Una sorta di “chiamata alle armi” dunque che ha spinto il Tar a pronunciarsi [4]. A Roma è stato così deciso in apposita camera di consiglio [5] che la parte resistente, vale a dire tutti i ministeri sopra citati, ciascuno per il proprio ambito di competenza, dovranno “provvedere nei termini, con le modalità dovute, nonché in attuazione di un apposito dettato normativo [6] ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, avente ad oggetto: l’individuazione delle corrette modalità d’uso degli apparecchi di telefonia mobile (telefoni cellulari e cordless) e l’informazione dei rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi”.

Per di più la suddetta campagna di carattere informativo ed educativo dovrà essere attuata nel termine di 6 mesi, quindi se ne avrà notizia a breve.

Di cosa sono fatti i telefonini?

Un telefonino medio è la risultante di un’aggregazione di materie e materiali più o meno nobili come:

  • piombo;
  • cadmio;
  • oro;
  • berillio;
  • ferro;
  • cloro;
  • argento;
  • bismuto;
  • alluminio;
  • stagno;
  • zinco;
  • rame;
  • nichel;
  • cromo;
  • platino;
  • silicio;
  • antimonio;
  • arsenico;
  • bromo;
  • cobalto;
  • litio.

Chiaramente tanto petrolio per le plastiche, ma anche terre rare e altri metalli preziosi meno conosciuti di quelli sopra citati, come: cerio, lantanio, terbio e disprosio.

Radiazioni emesse dai cellulari: qual è la soglia da non superare?

Premesso che tutti i cellulari, sia di vecchia che di nuova generazione, emettono radiazioni, c’è comunque una soglia limite da non oltrepassare.

Per garantire la sicurezza degli utenti l’Unione europea ha fissato a 2 W/kg il limite massimo consentito per le emissioni dei cellulari e questo al fine di evitare qualsiasi effetto termico. La quantità di radiazioni assorbite dal corpo, si legge nelle riviste specializzate, è misurata in Sar (Specific absorption rate) espresso in W/Kg (watt per chilo).

Questa unità di grandezza misura la quantità di radiazioni assorbite e le traduce nel rischio di effetto termico al quale il corpo è esposto. In cosa si traduce tutto questo dal punto di vista dei produttori? Per assicurarsi di rispettare la norma, tutti i produttori, come è intuibile, testano i propri apparecchi prima di metterli sul mercato, ma il rischio connesso alla sovraesposizione di apparecchi testati, resta ugualmente.

Quindi va bene farne uso, visto che ormai i telefonini sono diventati una sorta di pertinenza che ci accompagna un po’ ovunque, inclusi bagno e camera da letto, ma attenzione a lasciarsi prendere la mano.

Cellulari in camera da letto: sì o no?

La risposta è no, salvo che non siano spenti del tutto o lasciati in modalità di utilizzo in aereo che si distingue radicalmente dalla modalità “silenzioso”. Se infatti si è esposti alle radiazioni indifferentemente in qualsiasi momento della giornata, la vicinanza dei telefonini alla persona durante le ore di sonno potrebbe:

  • interferire con il nostro orologio biologico o con i ritmi circadiani, provocando notti agitate e frequenti risvegli notturni;
  • aumentare i livelli di infertilità negli uomini;
  • creare stati ansiogeni nei bambini, inducendoli a comportamenti antisociali aumentando anche i livelli di aggressività.

Non a caso, diverse città della California tra cui Berkeley e San Francisco hanno diramato nel tempo avvertimenti ai cittadini di tenere a debita distanza dal proprio corpo i cellulari.

Quindi anziché posizionare il telefonino sul comodino in funzione anche di sveglia, molto meglio collocarlo altrove, riesumando una sveglia d’altri tempi, magari meno sofisticata, ma più “salutare”. A dirla con la Dott.ssa Maria Grazia Sapia, pediatra ed esperta di ambiente e bambino, i cellulari sono delle “piccole ricetrasmittenti” che più sono tenute vicine alla testa, più potrebbero provocare la morte di alcune cellule del nostro corpo senza possibilità di rigenerazione futura.

Quindi, quando è possibile, meglio evitare l’esposizione per lunghi e prolungati periodi alle onde elettromagnetiche dei telefonini, se poi si considera che circa metà della nostra vita viene dedicata al sonno, i calcoli sono presto fatti.

Quali cautele adottare nell’uso dei telefonini?

In una zona dove c’è poca connessione il telefonino espone alla massima radiazione perché diciamo è “sotto sforzo”; quindi:

  • ridurre al massimo la durata delle conversazioni;
  • preferire sempre gli auricolari con cavo anziché quelli wireless; in mancanza di auricolari, meglio optare per il “vivavoce”;
  • ridurre al massimo l’uso dei cellulari da parte dei bambini, specie se molto piccoli. Se sul display dovessero comparire segnali dai quali dedurre una limitatezza nella rete, meglio non effettuare chiamate, se non strettamente necessarie e comunque per un limitato periodo di tempo. Quando c’è poco campo, per chiamare servirà più potenza radiante con un conseguente maggior numero di radiazioni, ancora più dannose per i piccoli;
  • non mettere il cellulare nel taschino della camicia o della giacca;
  • non addormentarsi con il cellulare accanto, sul comodino o comunque vicino alla testa.

Quindi in attesa di saperne di più con l’uscita dell’imminente campagna informativa, quando possibile impostare sempre la modalità in aereo sui telefonini, si disattiverà così la connessione senza che ciò comporti la perdita dei dati come notifiche delle app e degli sms, inclusi quelli per chiamate ricevute; basterà infatti disattivare la suddetta modalità per ricevere tutte le notifiche avvenute prima.

GUARDA IL VIDEO



Di Maria Teresa Biscarini

note

[1] “iGen: perché i ragazzi super-connessi di oggi stanno crescendo meno ribelli, più tolleranti, meno felici e completamente impreparati per l’età adulta”.

[2] Nota prot. n. 0001080 –P del 16.01.2012.

[3] Parere del 15.11.2011.

[4] Tar Lazio, sez. III quater, sent. n. 500 del 18.11.2018 – 15.01.2019.

[5] Camera di Consiglio del 13.11.2018.

[6] In attuazione di quanto disposto dall’art. 10 della L. n. 36/2001.


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