Business | Articoli

Furto temporaneo di soldi dalla cassa: quali rischi?

16 Dicembre 2017
Furto temporaneo di soldi dalla cassa: quali rischi?

È legittimo il licenziamento del cassiere che si appropria temporaneamente di soldi dell’azienda con l’intenzione di restituirli subito? Scopriamolo insieme

Il furto di beni o di somme  aziendali rappresenta  una delle cause più frequenti che conducono al licenziamento del lavoratore. Questa tipologia di licenziamento, detta licenziamento disciplinare, sfugge alle regole generali poste a tutela del lavoratore nei casi di cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro, infatti, può licenziare in tronco il dipendente sorpreso a rubare senza dovergli comunicare alcun preavviso, senza dovergli corrispondere alcuna indennità sostitutiva e senza temere una vertenza da parte del lavoratore.  Questo perché nell’ipotesi in cui il lavoratore venga sorpreso a rubare soldi dalla cassa o  altri beni dell’azienda, aldilà dei profili di responsabilità penale, viene meno in primo luogo la fiducia che regge il rapporto di lavoro. Ma cosa succede se il dipendente si appropria temporaneamente di somme aziendali con l’intenzione di restituirle subito? Può essere licenziato il cassiere che preleva dei soldi dalla cassa per poi restituirli prontamente? A tanto risponderemo nel presente articolo.

Furto di soldi dalla cassa e licenziamento

In caso di furto in azienda, il datore di lavoro potrà licenziare in tronco il dipendente sorpreso a rubare. È bene ricordare, infatti, che una simile condotta, costituisce una grave violazione del dovere di lealtà che il dipendente è tenuto a rispettare nel rapporto di lavoro. Oltre ai profili strettamente economici legati al furto, infatti, ciò che assume rilevanza e giustifica il licenziamento è il venir meno dell’affidabilità del lavoratore agli occhi del datore di lavoro. Nonostante, dunque, il licenziamento sia l’extrema ratio tra le sanzioni in concreto comminabili al lavoratore, nel caso in commento (ossia del furto di cose o di soldi di proprietà del datore di lavoro) si può ritenere che lo stesso sia una misura giustificata e proporzionata. Tuttavia, nella realtà dei fatti – come anche nelle aule dei tribunali – viene  spesso in rilievo un caso specifico. Vale a dire il caso di chi, per le più svariate ragioni di urgenza o di necessità personale, si appropria temporaneamente di somme aziendali, con l’intenzione di restituirle subito dopo. Ebbene, cosa rischia in questi casi il dipendente? È legittimo il licenziamento del cassiere che si appropria temporaneamente di somme aziendali?  

Prelievo temporaneo di soldi dalla cassa

A rispondere alla domanda se sia legittimo o meno il licenziamento del cassiere che si appropria temporaneamente di somme aziendali è stata proprio ieri (15.12.2017) la Corte di Cassazione [1]. Nel caso all’esame della Suprema Corte veniva in rilievo la condotta di una cassiera, ritenuta responsabile di aver sottratto somme aziendali (250 euro) per esigenze personali. La cassiera, però, aveva tutta l’intenzione di restituire il denaro “rubato”. La lavoratrice, infatti, aveva lasciato un apposito biglietto per segnalare l’ammanco di cassa. Ebbene, in questi casi il licenziamento non è giustificato. A detta dei giudici, infatti, è illegittimo il licenziamento della cassiera che si appropria temporaneamente di somme aziendali. La pronta restituzione del denaro e la presenza di un biglietto che segnalava l’ammanco escludono, infatti, la volontà di trattenere i soldi e non ledono il rapporto fiduciario.

Da quanto detto deriva che nel caso di prelievo temporaneo di soldi dalla cassa aziendale, il datore di lavoro non potrà licenziare il dipendente che abbia segnalato nell’immediatezza dei fatti l’ammanco e che prontamente restituisca i soldi. È da escludere, infatti, che tale condotta sia così grave da giustificare addirittura la sanzione estintiva, vale a dire il licenziamento.


note

[1] Cass., sent. n. 30224 del 15.12.2017.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube