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Cos’è la responsabilità oggettiva?

8 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Marzo 2019



Come viene disciplinata dalla legge la cosiddetta responsabilità oggettiva nella quale si risponde dei danni causati senza colpa

A tutti, prima o poi, capita di essere coinvolti in fatti dai quali derivano dei danni. O come persone che subiscono un danno, o come persone che lo provocano, tutti quanti almeno una volta nella vita veniamo coinvolti in fatti che causano dei danni ad altre persone oppure a cose. Gli esempi che si potrebbero fare sono innumerevoli: pensiamo ai sinistri stradali nei quali rivestiamo talvolta la parte del danneggiato e talora quella del danneggiante, oppure pensiamo alle cadute per strada nei casi di sconnessioni nei marciapiedi, alle cadute su scale condominiali scivolose. Oppure pensiamo alla rottura di tubature (condominiali o di proprietà esclusiva di un singolo), alle infiltrazioni di acqua con le connesse spiacevoli conseguenze. Non meno frequenti sono i casi in cui i nostri figli, ancora minori, provocano danni a cose o a persone o li subiscono da cose o da persone: pensiamo a quello che accade nelle scuole o a quello che capita talvolta nelle discoteche. Ebbene, non tutti i casi descritti e non tutti gli altri che possono venire in mente sono disciplinati dalla legge in maniera identica. Una delle differenze fondamentali nella disciplina legale è quella per cui esistono ipotesi nelle quali si viene chiamati a rispondere dei danni a prescindere dalla colpa, cioè il danneggiante è considerato responsabile anche se non ha commesso con colpa il fatto che ha causato il danno. Cos’è la responsabilità oggettiva? E’ appunto definita responsabilità oggettiva l’insieme di quei casi nei quali viene chiamato a rispondere delle conseguenze di un fatto che ha causato un danno un soggetto che non lo ha commesso con colpa. Nel seguente articolo esamineremo in dettaglio la struttura della responsabilità oggettiva e i casi in cui essa ricorre.

In cosa consiste la responsabilità oggettiva?

Abbiamo definito la responsabilità oggettiva come l’insieme di quei casi in cui viene chiamato a rispondere delle conseguenze dannose di un fatto un soggetto che non lo ha commesso con colpa.

Più in particolare la responsabilità oggettiva si basa sulla esistenza di un nesso di causalità tra la propria condotta ed il danno causato.

Basta cioè, per essere chiamati a risarcire il danno, che il danno stesso sia stato una conseguenza diretta ed immediata della propria condotta a prescindere dal fatto che la condotta sia stata colposa.

Cioè non è necessario, affinché si sia chiamati a risarcire il danno, che la propria condotta sia stata imprudente, negligente o imperita: è invece sufficiente che il danno sia stato la conseguenza diretta ed immediata del proprio comportamento perché si debba poi risarcirne gli effetti dannosi.

Nella responsabilità oggettiva non è necessaria una condotta colposa

Quali sono i casi di responsabilità oggettiva?

Per chiarire meglio il concetto di responsabilità oggettiva evidenziato nel precedente paragrafo, non resta altro da fare che indicare in dettaglio i casi nei quali essa viene prevista dalla legge italiana.

I casi di responsabilità oggettiva sono dunque i seguenti:

1) la responsabilità per i danni causati da cose che si hanno in custodia [1]; ciascuno è infatti responsabile del danno provocato dalle cose di cui abbia la custodia a meno che non dimostri che il danno è dovuto ad un caso fortuito.

Ad esempio, è un caso di responsabilità per danni causati da cose che si hanno in custodia quello nel quale un incendio si propaghi dal proprio terreno in quello confinante.

Solo se il proprietario del terreno dimostrasse che l’incendio che si è propagato dal proprio fondo è stato originato dal caso fortuito (cioè da un elemento esterno del tutto incontrollabile come può essere un fulmine improvvisamente caduto) sarebbe esclusa la sua responsabilità;

2) la responsabilità per i danni provocati da animali [2]: risponde dei danni causati da un animale il proprietario o chi se ne serve per il periodo in cui lo ha con sé ed anche se l’animale si è smarrito o è fuggito (a meno che non venga dimostrato il caso fortuito: non è ad esempio un caso fortuito che possa escludere la responsabilità del proprietario la reazione improvvisa dell’animale);

3) la responsabilità per i danni causati dalla rovina di edifici [3]: se l’edificio in tutto o i suoi elementi strutturali collassano (ad esempio caduta di tegole dal tetto) e provocano danni ne risponde il proprietario a meno che non dimostri che il danno non è stato prodotto da una sua negligenza nella manutenzione dell’immobile o da un vizio di costruzione oppure da un evento fortuito (è caso fortuito ad esempio l’intervento di un terzo o dello stesso danneggiato che sia stato determinante nel causare il danno);

4) la responsabilità per i danni causati dall’esercizio di attività pericolose [4]: chi esercita attività pericolose di per sé o pericolose per i mezzi che vengono utilizzati (ad esempio produzione di fuochi d’artificio o trasporto di merci o sostanze pericolose o l’attività edilizia) risponde dei danni prodotti a meno che non dimostri di avere adottato tutte le misure idonee per evitare il prodursi di effetti dannosi;

5) la responsabilità per i danni causati dalla circolazione dei veicoli [5]: chi conduce un veicolo senza guida di rotaie è chiamato a risarcire il danno causato a cose o persone se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitarlo, cioè che il danno è stato causato esclusivamente dalla condotta del danneggiato o di un terzo oppure per un caso fortuito o per forza maggiore (ad esempio per l’improvviso  ed imprevedibile attraversamento di un pedone che abbia reso impossibile frenare in tempo.

Occorre aggiungere che:

  • se c’è scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, una identica responsabilità dei due conducenti per i danni subiti dai veicoli;
  • che il proprietario risponde in solido (cioè per l’intero danno) con il conducente se non dimostra che la circolazione è avvenuta contro la sua volontà (ad esempio in caso di furto);
  • proprietario e conducente sono sempre responsabili per i danni che derivino da difetti di costruzione o di manutenzione del veicolo.

Anche il danno provocato dal proprio animale rientra nei casi di responsabilità oggettiva

note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Art. 2052 cod. civ.

[3] Art. 2053 cod. civ.

[4] Art. 2050 cod. civ.

[5] Art. 2054 cod. civ.


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