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Chi fa le leggi in Italia

7 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 Marzo 2019



Chi esercita il potere legislativo in Italia? Perché il Governo fa le leggi? Cosa sono il decreto legge e il decreto legislativo?

La Repubblica italiana si basa su un complesso sistema politico e giuridico che permette di far convivere poteri diversi, ognuno rappresentato da un organo differente: il potere legislativo appartiene al Parlamento, composto dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica; il potere esecutivo è proprio del Governo; il potere giudiziario fa capo, invece, alla magistratura. Secondo gli insegnamenti del pensiero illuminista, perché in uno Stato si possa convivere democraticamente è opportuno che questi tre poteri, quelli fondamentali in ogni ordinamento giuridico, possano controbilanciarsi, in modo tale che nessuno prevalga sull’altro e, soprattutto, che un solo organo (o, peggio ancora, una sola persona) possa detenerne più di uno. Pensa agli Stati monarchici, ove il re aveva la possibilità sia di fare le legge che di eseguirle; talvolta, addirittura di giudicare in caso di controversie. L’Italia, in quanto repubblica democratica, garantisce, mediante la sua Costituzione, che il potere legislativo, esecutivo e giudiziario siano divisi e amministrati da organi diversi, in modo tale da garantire quel fondamentale equilibrio che è alla base di ogni democrazia. Detto questo, con questo contributo vorrei soffermarmi sul potere legislativo e sulle ipotesi in cui esso non sia esercitato dal Parlamento; se hai due minuti di tempo, ti spiegherò chi fa le leggi in Italia.

Parlamento italiano: cosa fa?

Come spiegato nell’introduzione, in Italia il potere legislativo spetta al Parlamento: secondo la Costituzione, infatti, la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere, cioè dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica [1]. Alla domanda «Chi fa le leggi in Italia» possiamo quindi rispondere: il Parlamento.

Parlamento: come fa le leggi?

L’iter che porta il Parlamento a emanare una legge non è così semplice come si possa pensare: di seguito ti illustrerò il percorso che la Costituzione ha pensato dovesse essere quello ordinario. Innanzitutto, per fare una legge occorre che ci sia qualcuno a proporla: secondo la Costituzione, il potere di iniziativa legislativa spetta al Governo, a ciascun membro delle Camere (quindi ai deputati e ai senatori) ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale (ad esempio, ai consigli regionali e al Cnel). Anche Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, sottoscritta da almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli [2].

Fatta la proposta, occorre che essa sia analizzata da entrambi i rami del Parlamento, cioè dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica. Il progetto di legge viene prima valutato da un’apposita commissione, interna alle stesse camere, la quale effettua un primo vaglio sullo stesso: ed infatti, se esso dovesse essere del tutto improponibile (perché evidentemente incostituzionale, ad esempio) oppure redatto male, non verrebbe affatto sottoposto al giudizio del Parlamento.

Se la proposta di legge supera la scrematura della commissione, viene presentata ad entrambe le camere, le quali devono approvarla articolo per articolo. Poiché il Parlamento è composto di due rami, perché la proposta diventi legge a tutti gli effetti occorre che entrambi approvino il medesimo testo: si suole parlare di bicameralismo perfetto poiché entrambe le camere del Parlamento hanno gli stessi identici poteri. In altre parole, non è possibile che il Senato approvi un testo di legge che la Camera non ha approvato, e viceversa. Pertanto, se la Camera apporta delle variazioni al testo che per primo era stato valutato positivamente dal Senato, questo dovrà votare nuovamente sulla proposta così come modificata dalla Camera. Per questo motivo capita che il Parlamento impieghi molto tempo ad approvare una legge: entrambi i rami del Parlamento devono approvare lo stesso testo.

Il Governo fa le leggi in Italia?

La Costituzione italiana ammette la possibilità che la funzione legislativa (ossia, il potere di emanare leggi) venga delegata dal Parlamento a favore del Governo: si parla, in questo caso, di legge delega (o legge di delega). Perché il trasferimento di funzioni sia legittimo occorre che la legge delega determini in maniera precisa i principi e i criteri direttivi cui il Governo dovrà attenersi, nonché l’oggetto della delega e il termine entro cui esercitarla [3].

Una volta ricevuta la delega da parte del Parlamento, il Governo può esercitare il potere ricevuto entro i limiti stabiliti. Il provvedimento che verrà emanato a seguito di questo iter si definisce decreto legislativo, il quale è l’atto con forza di legge emanato dal Governo nell’esercizio della delega conferitagli dalla legge stessa. Lo strumento del decreto legislativo è utilizzato spesso per affrontare argomenti tecnicamente molto complessi. Tanti testi normativi non sono leggi in senso formale ma decreti legislativi: si pensi al testo unico sul pubblico impiego [4], al codice della privacy [5], al codice del processo amministrativo [6].

Cos’è il decreto legge?

Il decreto legislativo non rappresenta l’unico caso in cui il Governo fa le leggi in Italia. La Costituzione dice che, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge [7]. Si tratta dei ben noti decreti legge i quali, se non presentati al Parlamento e convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione, perdono efficacia sin dall’inizio.

I decreti legge sono, come i decreti legislativi, atti avente forza di legge, nel senso che hanno lo stesso valore della legge ordinaria. La loro particolarità, però, è quella di essere provvisori: un decreto legge non convertito dalle Camere entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione perde completamente i suoi effetti, come se non fossero mai esistiti. Per approfondire i rapporti e le differenze tra decreto legge e decreto legislativo ti rinvio alla lettura di questo articolo.

Leggi in Italia: chi le fa?

Per rispondere definitivamente alla domanda di fondo dell’articolo, possiamo concludere dicendo che il potere legislativo spetta, in via ordinaria, al Parlamento, e che quindi è il Parlamento a fare le leggi in Italia; eccezionalmente, però, tale potere viene:

  • delegato al Governo, quando occorre redigere norme particolarmente tecniche;
  • preso in prestito dal Governo di propria iniziativa, quando non si possono attendere i lunghi tempi dell’iter parlamentare.

note

[1] Art. 70 Cost.

[2] Art. 71 Cost.

[3] Art. 76 Cost.

[4] D. lgs. n. 165/2001.

[5] D. lgs. n. 196/2003.

[6] D. lgs. n. 104/2010 del 02.07.2010.

[7] Art. 77 Cost.


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