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Il pagamento in contrassegno

20 Febbraio 2019 | Autore:
Il pagamento in contrassegno

Contrassegno: cos’è e come funziona questa modalità di pagamento? Quando conviene pagare alla consegna e quando, invece, no?

Scommetto che, almeno una volta nella vita, hai acquistato un prodotto in internet: hai visitato lo store online che ti interessava, hai visionato la merce, hai selezionato il bene che ti interessava e, con pochi e semplici click, hai ordinato ciò che desideravi. Quando sei arrivato alla cassa virtuale, hai dovuto selezionare la modalità di pagamento preferita: in genere le possibilità sono pay-pal, carta di credito oppure contrassegno. Nel caso in cui tu decida di pagare in contrassegno, dovrai versare il danaro necessario all’acquisto direttamente alla consegna della merce, nelle mani del vettore (in genere, il corriere oppure le poste) che te l’ha recapitata. Il pagamento in contrassegno è senza ombra di dubbio una delle modalità più sicure per il cliente, in quanto consente di ricevere fisicamente ciò che si è ordinato e, solamente a questo punto, di pagare l’importo dovuto.

Invero, anche il pagamento contrassegno non tutela del tutto il consumatore finale: nel pacco che ti viene consegnato, infatti, potrebbe esserci anche un prodotto difettoso, oppure un altro oggetto che non avevi affatto ordinato. Quest’evenienza potrebbe essere scongiurata solamente se il corriere è disposto ad attendere che tu apra il pacco per verificarne il contenuto; anche in questo caso, però, non puoi rifiutarti di pagare il vettore, in quanto la responsabilità dell’eventuale malcontento non è sua, ma dell’azienda presso cui hai fatto l’ordinazione. Molti store di internet (come Amazon, ad esempio), addirittura non accettano più il pagamento in contrassegno, proprio per evitare disguidi con il corriere. Come si fa in questi casi? Conviene davvero il contrassegno? Come comportarsi se la merce è difettosa? Se anche tu ti stai ponendo questi quesiti e vuoi saperne di più, prenditi dieci minuti di tempo per leggere il presente articolo: ti spiegherò cos’è e come funziona il pagamento in contrassegno.

Pagamento in contrassegno: cos’è?

Come anticipato, per pagamento in contrassegno si intende una spedizione il cui contenuto viene pagato dal destinatario al momento della ricezione della merce ordinata. Detto in altre parole, all’effettiva consegna della spedizione l’acquirente dovrà corrispondere l’importo indicato sulla lettera di vettura, ossia sul documento di trasporto, secondo la modalità di pagamento segnalata, in genere assegno bancario intestato al mittente ovvero alla ditta di spedizione, oppure in contanti.

Bisogna dire, però, che per beneficiare del contrassegno occorre pagare un sovrapprezzo: al costo normale della merce, infatti, si aggiunge un piccolo contributo ulteriore che ti viene imposto a fronte della tua maggior comodità a pagare la merce solamente alla ricezione.

Perché pagare in contrassegno?

Chi attende di ricevere un bene che ha ordinato a distanza può pagare in contrassegno, cioè al momento dell’effettiva consegna del prodotto. Questa scelta è di solito dettata da ragioni di sicurezza: chi paga in anticipo, utilizzando ad esempio la carta di credito o una prepagata, si espone al rischio di perdere il danaro nel caso in cui il bene ordinato non venga mai spedito oppure, se spedito, non venga consegnato a causa di problemi del vettore.

Il pagamento in contrassegno fornisce la garanzia di poter versare quanto dovuto solamente quanto si ha materialmente tra le mani il prodotto desiderato; in pratica, il pagamento in contrassegno avvicina l’acquisto a distanza a quello classico che avviene in un negozio fisico, in quanto, come in quest’ultimo caso, si paga nel momento in cui si riceve l’articolo desiderato.

Quando conviene il contrassegno?

In realtà, il pagamento in contrassegno non è sempre la modalità più conveniente per il cliente: oggi, infatti, i negozi, fisici o virtuali, che si impegnano alla spedizione della propria merce offrono al cliente una serie di garanzie che li pone al riparo da eventuali inconvenienti. Ma procediamo con ordine.

Il pagamento in contrassegno viene scelto per tutelarsi da truffe o imprevisti che impedirebbero al destinatario di ricevere quanto voluto nonostante il pagamento anticipato. Si tratta di una forma di diffidenza più che giustificata, se solo si considera che, quando acquisti a distanza, non vedi effettivamente cosa stai comprando, dovendoti accontentare dell’immagine riprodotta sul computer. Per questa ragione, accetti di pagare un piccolo sovrapprezzo (pochi euro in più) pur di consegnare il danaro solamente al momento della ricezione.

Va detto, però, che l’aumento vertiginoso degli acquisti online ha indotto i rivenditori a garantire ai propri clienti la sicurezza delle spedizioni: in poche parole, oggi acquistare a distanza è diventato sicuro quasi quanto comprare nei normali negozi fisici. Questo vale per le grandi catene commerciali e per gli store di grande prestigio.

È ovvio, però, che permanga una certa diffidenza nei confronti degli acquisti a distanza che hanno ad oggetto beni di grande valore: pensa all’acquisto di un orologio di marca, di un computer sofisticato o di uno smartphone di ultima generazione. In tutti i casi come questi è in effetti preferibile pagare solamente alla consegna, in modo tale da essere certi che quanto desiderato sia giunto a destinazione.

Pertanto, alla luce di quanto sinora detto, possiamo dire che il pagamento in contrassegno conviene quando:

  • si effettuano acquisti importanti;
  • il rivenditore non è noto oppure è stato segnalato come non affidabile (feedback negativi).

Quando non si può pagare in contrassegno?

Ci sono dei casi in cui il in contrassegno non è nemmeno contemplato tra le modalità di pagamento concesse dai rivenditori: il caso più emblematico è quello di Amazon, lo store online più grande del web. Devi sapere, infatti, che il pagamento alla consegna può causare problemi ai rivenditori, i quali si troverebbero di fronte alla possibilità di clienti che non abbiano intenzione di pagare o che effettuino acquisti in maniera poco seria. Il metodo di pagamento anticipato, quindi, consente loro di essere sicuro che la transazione andrà a buon fine. Il pagamento alla consegna, inoltre, non è tracciabile come gli altri metodi.

Anche quando non si può pagare alla consegna, ciò non significa che tu non sia tutelato nel caso in cui la merce ordinata sia guasta oppure non sia di tuo gradimento. La politica di reso dei grandi negozi è conforme alle leggi a tutela del consumatore: pertanto, se il prodotto ricevuto non è di tuo gradimento, potrai restituirlo entro quattordici giorni dal suo ricevimento senza dover pagare nulla; anzi, il costo che hai sostenuto ti verrà rimborsato. Puoi inoltre godere della garanzia legale per i vizi della cosa: potrai denunciare al rivenditore tutti i difetti del prodotto entro due anni dall’acquisto.

Nel caso di disguidi sulla consegna, ritardi o altri imprevisti, puoi segnalare l’accaduto all’azienda che, effettuati i dovuti controlli, provvederà a riaccreditarti la cifra inizialmente prelevata. È vero, quindi, che senza contrassegno dovrai pagare la merce prima di riceverla, ma è altrettanto vero che neanche il pagamento in contrassegno ti assicura che ciò che c’è nel pacco che ricevi è quello che davvero desideri.

Pagamento in contrassegno: quando è inutile?

Leggendo i paragrafi precedenti ti sarai fatto sicuramente un’idea di quando ti convenga pagare in contrassegno. Per aiutarti nella scelta, posso dirti che il contrassegno è una modalità di pagamento che si può evitare quando acquisti presso note aziende: queste ultime sono organizzate in modo tale da soddisfare le esigenze dei clienti e, anche nel caso in cui la consegna non dovesse andare a buon fine, sono disposte a rimborsare il prezzo già pagato o, comunque, ad offrire strumenti di tutela adeguati. Di conseguenza, il pagamento in contrassegno si rivela inutile quando affronti piccole spese e ti sei affidato ad importanti catene commerciali, le cui politiche di reso tutelano ampiamente l’acquirente.

Come dicevo in conclusione del precedente paragrafo, il pagamento in contrassegno non è sempre sinonimo di garanzia come, invece, si può comunemente credere; ti spiego perché. Generalmente, si pensa che, pagando alla consegna, si possa effettivamente controllare la qualità del prodotto ricevuto: se hai mai ordinato qualcosa, sai bene che non è proprio così. Quando il corriere bussa alla porta di casa, ti consegna il pacco e tu, in brevissimo tempo, devi pagargli il prezzo stabilito, senza avere il tempo di aprire la confezione e di verificare che ciò che c’è dentro sia conforme a ciò che hai ordinato.

Se volessimo immaginare alcune situazioni spiacevoli, potremmo ipotizzare (ammesso che il corriere ti dia il tempo di aprire il pacco) le seguenti ipotesi:

  • la merce ricevuta non è affatto quella che hai ordinato: è il classico caso del mattone al posto del bene che volevi. Davanti a un imbroglio del genere, rifiuti di pagare la merce. Tuttavia, ricorda che la responsabilità della situazione che si è venuta a creare non è del corriere, ma di chi ha effettuato la spedizione (cioè, il rivenditore): di conseguenza, il corriere potrebbe comunque pretendere il pagamento pattuito, mentre tu dovresti poi rivalerti sul venditore;
  • la merce è apparentemente quella che hai ordinato: paghi il contrassegno ma, solamente ad un’analisi più attenta, ti rendi conto che il prodotto è difettoso. In una situazione del genere, avrai comunque già pagato;
  • la merce è esattamente quella ordinata, solamente che il suo funzionamento è difettoso: è il classico caso degli oggetti di elettronica (computer, tablet, smartphone, ecc.). Anche in questa ipotesi, come in quella precedente, quando ti sei accorto del vizio è ormai troppo tardi.

Come puoi vedere da questi semplici esempi, l’unica volta in cui è davvero convenuto pagare in contrassegno è quella in cui nel pacco recapitatoti ci sia qualcosa di completamente diverso da quanto effettivamente ordinato.

Pagamento in contrassegno: considerazioni finali

Riassumendo quanto detto fino a questo momento, possiamo dire che il contrassegno è un metodo di pagamento consigliato nei casi in cui si acquisti un bene particolarmente costoso oppure ci si affida ad un rivenditore poco (o per niente) noto, di cui nulla sappiamo circa l’affidabilità. In ogni caso, le garanzie che offre il pagamento in contrassegno sono poche, in quanto tutela davvero l’acquirente solamente nel caso in cui la spedizione non giunga affatto: in tutte le altre evenienze (compresa quella in cui il bene recapitato sia del tutto diverso da quello voluto) la garanzia maggiore proviene dalla legge e dalle politiche di reso dei commercianti, che conferiscono sempre al consumatore la possibilità di restituire la merce entro quattordici giorni, senza costi e con diritto al rimborso di quanto pagato.

note

Autore immagine: Unsplash.com


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