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Ristrutturazione e detrazioni fiscali: le comunicazioni

19 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Febbraio 2019



Guida completa alle agevolazioni su ristrutturazioni edilizie e acquisti degli elettrodomestici. Come si fa la comunicazione obbligatoria all’Enea.

Hai avviato o stai per avviare una ristrutturazione edilizia in casa? Devi, ad esempio, cambiare i serramenti o la caldaia, magari installare una pompa di calore o semplicemente spostare un muro? Oppure il tempo, sempre tiranno, ti ha logorato gli elettrodomestici e, già che ci sei, li cambi con quelli di alta classe energetica? Avrai sicuramente sentito dire che, in questi casi, ci sono delle agevolazioni che consentono di recuperare una parte importante di ciò che hai speso o che vai a spendere sia per i lavori di ristrutturazione sia per l’acquisto degli elettrodomestici. E, probabilmente, hai pensato che basta indicarlo nella dichiarazione dei redditi per avere diritto al beneficio. Non è proprio così. Allora, per ottenere le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni, a chi bisogna inviare le comunicazioni?

La legge impone di fare, tra le altre cose, una comunicazione all’Enea, cioè all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Un vincolo a fini statistici, ma pur sempre di un vincolo si tratta. Per gli interventi di recupero o per gli acquisti di elettrodomestici fatti nel 2018, il termine era stato fissato (dopo una proroga) per il 21 febbraio 2019. Per quelli dell’anno in corso, occorre attendere che venga predisposto il sito web dell’Enea sul quale presentare la comunicazione. È importante che non ti sfugga perché altrimenti potresti perdere il bonus . O forse no?

In realtà, l’Agenzia delle Entrate ribadisce l’obbligo di dare comunicazione all’Enea dei lavori di ristrutturazione eseguiti o dell’acquisto di elettrodomestici per beneficiare dei vari bonus ristrutturazioni. Ma non dice nulla sul fatto che se un consumatore si dimentica di fare la comunicazione possa perdere l’agevolazione. Ad ogni modo, è sempre meglio inviarla. E se ti stai chiedendo a chi dare comunicazione e come informare l’Enea degli interventi che ti permettono di godere delle detrazioni fiscali, in questa guida ti spieghiamo tutto.

Bonus ristrutturazioni nelle singole abitazioni

Quali benefici?

Se hai fatto o devi fare nella tua abitazione dei lavori di ristrutturazione, hai diritto ad una detrazione fiscale su un importo massimo di spesa di 96mila euro. L’ultima legge di bilancio [1] ha prorogato fino al 31 dicembre 2019 la possibilità di beneficiare di questa detrazione.

È in vigore, però, l’obbligo dare comunicazione all’Enea dei lavori effettuati che interessano la ristrutturazione dell’immobile. Si tratta di informazioni a fini statistici, che servono, cioè, a monitorare il risparmio ottenuto con i vari interventi. Ma si tratta, comunque, di informazioni obbligatorie.

Chi può beneficiare?

Possono chiedere la detrazione fiscale sui lavori di ristrutturazione (e quindi sono obbligati a darne comunicazione all’Enea) i contribuenti assoggettati all’Irpef, sia che si tratti di proprietari dell’immobile sia che si tratti dei titolari di diritti sul godimento degli stessi (ad esempio un usufruttuario), ed in particolare:

  • proprietari o nudi proprietari;
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, ecc.);
  • locatari o comodatari;
  • soci di cooperative;
  • imprenditori individuali purché l’immobile interessato non rientri tra i beni strumentali e tra le merci;
  • chi produce reddito in forma associata (si parla di società semplici, snc, sas, imprese familiari, ecc.).

La detrazione fiscale è allargata anche a:

  • familiari conviventi del proprietario o di chi detiene l’immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado);
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile;
  • il componente dell’unione civile;
  • il convivente more uxorio.

Se l’immobile è intestato a due persone (ad esempio a marito e moglie o a due persone conviventi) e la fattura o il bonifico sono intestati solo a uno di loro, può detrarre le spese anche il soggetto non indicato in questi documenti purché la fattura riporti la percentuale di spesa che ha sostenuto.

È possibile beneficiare della detrazione anche quando è stato stipulato il solo compromesso di acquisto dell’immobile, cioè quando si è nella fase del contratto preliminare di vendita, ma a condizione che:

  • il contribuente sia entrato in possesso dell’immobile;
  • sostenga effettivamente le spese di ristrutturazione;
  • il contratto preliminare sia stato registrato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui si chiede la detrazione fiscale.

Infine, possono usufruire dell’agevolazione (e pertanto, ripetiamo, è tenuto a darne comunicazione all’Enea):

  • chi esegue i lavori in proprio, limitatamente alle spese dei materiali utilizzati;
  • gli istituti autonomi di case popolari;
  • gli enti che hanno le stesse finalità di questi ultimi;
  • le cooperative di abitazione a proprietà indivisa per gli immobili di loro proprietà in godimento dei loro soci.

Quali lavori?

Vediamo adesso per quali lavori di ristrutturazione è possibile usufruire della detrazione fiscale. Partiamo da quelli di manutenzione straordinaria, cioè dagli interventi finalizzati al rinnovo o alla sostituzione di parti anche strutturali dell’immobile o per la realizzazione e l’integrazione di servizi igienico-sanitari o tecnologici o, ancora, per l’accorpamento o la divisione di unità immobiliari che non modificano la volumetria complessiva dell’edificio e non comportano cambiamenti nella destinazione d’uso.

Concretamente, parliamo di opere come, ad esempio:

  • la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande;
  • il rifacimento di scale e rampe;
  • l’installazione di ascensori e di scale di sicurezza;
  • il miglioramento dei servizi igienici;
  • lavori finalizzati al risparmio energetico (ad esempio il cappotto esterno all’edificio).

Si possono detrarre anche le spese per i lavori di restauro e risanamento conservativo, come ad esempio:

  • l’eliminazione di elementi o di situazioni di degrado;
  • l’adeguamento delle volumetrie dei solai;
  • l’apertura di nuove finestre per migliorare l’aerazione della casa.

Rientra nell’agevolazione pure la ristrutturazione edilizia che modifica l’immobile in tutto o in parte. Nello specifico:

  • la demolizione e la ricostruzione dell’immobile nel rispetto della stessa volumetria;
  • la realizzazione di una mansarda o di un balcone;
  • la modifica della facciata;
  • la trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;
  • l’apertura di nuove finestre o porte;
  • la realizzazione di servizi igienici che modificano superfici e volumi esistenti.

Puoi chiedere la detrazione fiscale anche quando devi eseguire degli interventi finalizzati a:

  • l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • la prevenzione di atti illeciti, vale a dire l’installazione di grate alle finestre o porte blindate, il rafforzamento delle cancellate o delle recinzioni, ecc. Insomma, tutto ciò che può essere utile ad evitare l’intrusione dei ladri;
  • il contenimento dell’inquinamento acustico.

Per quanto riguarda le opere che hanno come scopo il risparmio energetico, oltre a quelli citati possiamo anche segnalare l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, purché sia effettuata per far fronte ai bisogni dell’abitazione (detto banalmente, per avere la corrente in casa).

Infine, si possono detrarre le spese per:

  • gli interventi finalizzati alla bonifica dell’amianto;
  • evitare gli infortuni domestici (un rilevatore di fughe di gas o la riparazione o sostituzione di prese di corrente malfunzionanti, o, ancora, l’installazione di un corrimano, ad esempio);
  • la progettazione e le altre prestazioni professionali;
  • la messa in regola dell’immobile;
  • il compenso corrisposto per le perizie e per i sopralluoghi;
  • l’Iva, l’imposta di bollo ed i diritti pagati per le concessioni e per le autorizzazioni ai lavori.

Bonus ristrutturazioni nel condominio

Quali benefici?

Le agevolazioni fiscali per interventi realizzati in condominio sono le stesse che riguardano la singola abitazione. Ricorda che per parti comuni si intende:

  • il terreno su cui sorge il condominio, le fondamenta, i muri maestri, i tetti, le scale, i portoni di ingresso, i cortili, i portici, ecc.;
  • la portineria e l’alloggio del portiere;
  • i locali destinati a lavanderia, all’impianto di riscaldamento centralizzato o a stendere i panni;
  • l’ascensore, i pozzi, le cisterne, le fognature, ecc.

Chi può beneficiare?

Quando i lavori vengono eseguiti sulle parti comuni che abbiamo appena elencato, può usufruire della detrazione fiscale ogni singolo condomino in base alla quota millesimale di proprietà, a condizione che tale quota sia stata effettivamente versata entro i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Sarà fondamentale avere in mano la certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio che riporta l’importo delle spese sostenute e la quota pagata dal singolo condomino.

Quali lavori?

I condomini possono avere la detrazione fiscale per diversi tipi di lavori eseguiti sulle parti comuni, oltre che per quelli che intende fare o che ha fatto come privato nella sua abitazione. Interessano, ad esempio, la manutenzione ordinaria, come ad esempio:

  • la riparazione, il rinnovamento o la sostituzione delle finiture;
  • la manutenzione dell’efficienza degli impianti tecnologici;
  • la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti;
  • la tinteggiatura di pareti, soffitti o infissi interni ed esterni;
  • il rifacimento di intonaci;
  • la verniciatura delle porte dei garage.

Inoltre, sono da considerare detraibili tutti gli interventi citati prima tra quelli agevolabili per le singole abitazioni.

Bonus ristrutturazioni: l’Iva agevolata

Oltre alla detrazione fiscale sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli finalizzati al risparmio energetico, è possibile usufruire dell’Iva agevolata a seconda degli interventi e delle prestazioni.

Nel caso di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle unità abitative, è prevista l’Iva agevolata al 10%. Se si tratta di cessione di beni, si applica solo se essi sono ceduti nell’ambito del contratto d’appalto. A meno che si tratti di beni di valore significativo: in questo caso, il 10% interessa la differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni. Con un esempio pratico, sarà tutto più chiaro.

Immagina di dover sistemare il bagno di casa tua e di dover sostituire i sanitari e la rubinetteria. Chi esegue i lavori ti fa un preventivo totale di 12mila euro, di cui 5mila per la mano d’opera e 7mila per sanitari e rubinetti. Puoi applicare l’Iva al 10% sulla differenza tra il costo totale dell’opera (cioè 12mila euro) e quello del materiale (7mila euro). 12.000 – 7.000 = 5.000 euro. Sul valore residuo del materiale (7.000 – 5.000 = 2.000 euro) si applica l’Iva ordinaria al 22%. Tuttavia, come precisa l’Agenzia delle Entrate in base a quanto disposto dall’ultima legge di bilancio, rientrano nel valore dei beni significativi e non in quello della prestazione i componenti e le parti staccate rispetto al manufatto principale se costituiscono parte integrante del bene rispetto alla sua funzionalità.

L’aliquota del 10% si applica, inoltre, alle forniture dei beni finiti, cioè a quelli che conservano la propria individualità come porte, infissi esterni, sanitari, caldaie, ecc.

L’Iva agevolata non può essere applicata:

  • ai beni forniti da un soggetto diverso rispetto a quello che esegue i lavori o acquistati direttamente dal contribuente;
  • alle prestazioni professionali, comprese quelle eseguite da subappaltatori.

Bonus ristrutturazioni: la comunicazione all’Enea

Come abbiamo ricordato più volte, chi vuole usufruire del bonus per i lavori di ristrutturazione deve inviare online una comunicazione all’Enea. Si tratta di un vincolo imposto dal 2018 ai fine di valutare quanto risparmiano gli italiani in energia attraverso questo tipo di interventi.

Per quanto riguarda i lavori conclusi entro il 2018, il termine per l’invio della comunicazione era il 21 febbraio 2019, dopo una proroga concessa per motivi tecnici. Sulle opere che si concludono nel 2019 occorre attendere la messa a punto di un nuovo sito.

Possiamo, però, anticipare che cosa ci vuole per fare la comunicazione e per quali opere di ristrutturazione edilizia bisogna rispettare quest’obbligo.

Nel caso in cui si tratti di componenti e tecnologie per un intervento che riguarda la struttura edilizia, sono soggette alla comunicazione all’Enea:

  • la riduzione della trasmittanza termica delle pareti che circoscrivono gli ambienti riscaldati dall’esterno, dai vani freddi e dal terreno;
  • la riduzione delle trasmittanze termiche delle strutture opache orizzontali e delle coperture che circoscrivono gli ambienti riscaldati dall’esterno (quindi, escluse le finestre);
  • la riduzione della trasmittanza termica dei pavimenti;
  • la riduzione della trasmittanza termica dei serramenti (inclusi gli infissi).

Se parliamo, invece, di opere che riguardano gli impianti tecnologici, sei obbligato ad inviare la comunicazione all’Enea per gli interventi di:

  • installazione di collettori solari per produrre acqua calda, sia ad uso sanitario sia per il riscaldamento;
  • sostituzione di generatori di calore con caldaie a condensazione o con generatori di calore ad aria a condensazione
  • pompe di calore per climatizzazione (quindi riscaldamento o raffreddamento dei locali);
  • sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore);
  • microcogeneratori;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori di calore a biomassa;
  • sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati (ad esempio nei condomini);
  • sistemi di termoregolazione e automazione dell’edificio;
  • installazione di impianti fotovoltaici.

Se non invio la comunicazione all’Enea perdo il bonus?

L’abbiamo anticipato ma è bene ribadirlo. L’Agenzia delle Entrate ha stabilito che dal 2018 è obbligatorio inviare una comunicazione all’Enea sui lavori di ristrutturazione eseguiti nelle abitazioni. Lo scopo è monitorare quanta energia risparmiano gli italiani con gli interventi eseguiti. Chi lo ha fatto sui lavori del 2018 ed ha sbagliato ad inserire qualche dato, può correggere la dichiarazione entro il termine per l’invio della dichiarazione dei redditi, quindi entro il 31 ottobre.

Chi, però, dimentica (volutamente o involontariamente) di mancare la comunicazione all’Enea perde il diritto al bonus? Non è detto. Se è vero che l’Agenzia delle Entrate ha imposto il vincolo di informare l’Enea, è altrettanto vero che nulla ha detto su che cosa succede nel caso in cui tale dichiarazione non venga inviata dal contribuente. Nel senso che non parla di sanzioni o di revoca del bonus.

In sostanza: la normativa non prevede la decadenza delle agevolazioni. Ma, come si suol dire, tanto per non saper leggere né scrivere, vale la pena non correre questo rischio ed inviare la dichiarazione all’Enea.

Bonus ristrutturazioni: la comunicazione all’Asl

Per poter usufruire delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni, oltre alla dichiarazione all’Enea bisogna mandare anche una comunicazione all’Asl territoriale di competenza. Occorre, infatti, spedire per raccomandata a/r (o con altre modalità scelte dalle singole Regioni) contenente queste informazioni:

  • le generalità del committente ed il luogo in cui si svolgono i lavori;
  • la natura dell’intervento edilizio;
  • i dati dell’impresa che esegue i lavori con esplicita assunzione di responsabilità da parte della stessa riguardo il rispetto della normativa in materia di sicurezza e di contribuzione;
  • la data di inizio dell’intervento di recupero.

Per completezza, segnaliamo che nella sola Provincia di Bolzano la comunicazione preventiva deve essere inviata esclusivamente all’Ispettorato del Lavoro.

Bonus elettrodomestici

Anche per il bonus elettrodomestici è obbligatoria la comunicazione all’Enea. Si tratta dell’agevolazione che riconosce una detrazione Irpef del 50% sull’acquisto di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore ad A+ (A per i forni) destinati ad un immobile in ristrutturazione.

Attenzione, però: rientrano nel bonus gli elettrodomestici acquistati nel 2019 per una casa i cui lavori di ristrutturazione sono iniziati non prima del 1° gennaio 2018. Significa che se hai comprato un frigorifero o un forno, ad esempio, nel dicembre 2018, puoi beneficiare dell’agevolazione solo se hai iniziato la ristrutturazione dell’immobile nel 2017. Occorrerà riportare le spese nella dichiarazione dei redditi, oltre a fare la comunicazione all’Enea.

Quali benefici?

Al di là del costo della ristrutturazione, il bonus elettrodomestici consiste nella detrazione del 50% su un importo massimo di 10mila euro complessivi riguardanti la spesa negli elettrodomestici (e nei mobili, nel caso dovessi acquistare anche quelli). La detrazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Significa che se hai diritto a recuperare un massimo di 5.000 euro, riceverai 500 euro all’anno per 10 anni.

Il bonus riguarda ogni singola unità immobiliare. Vuol dire che se esegui la ristrutturazione di due case e acquisti degli elettrodomestici per entrambe, hai diritto alla doppia detrazione.

Quali lavori?

Il bonus elettrodomestici (legato al bonus mobili) è vincolato, dunque, alla ristrutturazione edilizia. In particolare, devono essere stati eseguiti (o essere in corso di esecuzione ma, comunque iniziati) interventi di:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti (tinteggiatura, sostituzione di pavimenti o di infissi, ecc.);
  • ricostruzione di un edificio danneggiato da eventi calamitosi nel caso in cui sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia di interi edifici eseguiri da imprese di costruzione do ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizia che vengono o assegnano le case entro 18 mesi dal termine dei lavori;
  • manutenzione straordinaria, ordinaria, restauro e risanamento e ristrutturazione su parti comuni di condomini.

Quali elettrodomestici?

Se compri una vecchia cucina a gas non puoi pretendere di avere il bonus elettrodomestici in quanto non si può parlare di classe energetica. Se, invece, acquisti uno degli apparecchi che assicurano un risparmio energetico, allora sei a cavallo. In sostanza, è consentita l’agevolazione se porti a casa un elettrodomestico di classe non inferiore alla A+ (A per i forni). Trovi questa indicazione sull’etichetta. Se questa non c’è, il bonus è consentito solo per gli apparecchi sui quali non è previsto l’obbligo.

Per fare qualche esempio, ottieni il bonus su:

  • frigoriferi;
  • congelatori;
  • apparecchi di cottura;
  • lavastoviglie;
  • lavatrici;
  • asciugatrici;
  • microonde;
  • piastre riscaldanti elettriche;
  • apparecchi elettrici di riscaldamento o radiatori elettrici oppure stufe elettriche.

Non lo ottieni su piccoli elettrodomestici come il frullatore, il tostapane, lo spremiagrumi, ecc.

Bonus elettrodomestici: la comunicazione all’Enea

Come detto più volte, anche l’acquisto degli elettrodomestici sul quale si vuole avere la detrazione del 50% va comunicato all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Lo ha stabilito l’ultima legge di bilancio. Ti chiederai, però, qual è la data da prendere in considerazione al fine di calcolare il termine per l’invio. La data giusta è quella dell’acquisto.

Può succedere, infatti, che il lavoro di ristrutturazione non preveda la comunicazione all’Enea, come può essere la demolizione di una parete per fare un locale unico in cui c’è da mettere un nuovo frigorifero ed una lavastoviglie nuova. Così come potresti acquistare gli elettrodomestici prima che vengano formalmente conclusi i lavori per i quali c’è l’obbligo di comunicazione. In quest’ultimo caso, puoi:

  • attendere la conclusione dei lavori e fare una comunicazione unica che comprenda tutto ciò che c’è da inviare all’Enea;
  • anticipare un invio parziale allegando un documento di acquisto dell’elettrodomestico per cominciare ad avere diritto a quella detrazione prima che il cantiere sia chiuso.

Sarà necessario riportare nella comunicazione la potenza energetica assorbita (in kW) e la classe energetica. Entrambi i dati sono di solito riportati sull’etichetta energetica dell’elettrodomestico.

Risparmio energetico: sintesi delle agevolazioni

Le detrazioni fiscali di cui è possibile usufruire per gli interventi di ristrutturazione sono state confermate fino al 31 dicembre 2019 con queste aliquote:

Detrazione del 50% per:

  • sostituzione di finestre comprensive di infissi;
  • schermature solari;
  • caldaie a biomassa;
  • caldaie a condensazione con un’efficienza media stagionale pari almeno a quella necessaria per rientrare nella classe A.

Detrazione del 65% per:

  • caldaie a condensazione di classe A e dotate di sistema di termoregolazione evoluto;
  • coibentazione dell’involucro opaco (cappotti, ad esempio);
  • pompe di calore;
  • sistemi di building automation;
  • collettori solari per produrre acqua calda;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • generatori ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione);
  • generatori d’aria a condensazione;
  • microgeneratori per un massimo di 100mila euro.

Detrazione del 70-75% per le spese sostenute per interventi condominiali dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 con limite di spesa di 40mila euro moltiplicato per il numero di unità abitative del condominio. Se l’edificio si trova in zona sismica 1, 2 o 3, la detrazione sale all’80% o all’85% con la riduzione di 2 o più classi di rischio sismico. In questo caso, il limite di spesa aumenta a 136mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari del condominio.

Comunicazione all’Enea: come si fa

Il 21 febbraio, dunque, era la data ultima per comunicare all’Enea i lavori di ristrutturazione effettuati entro il 31 dicembre 2018. Per quelli del 2019, l’Agenzia deve mettere online l’apposito sito.

Tentiamo di anticipare qualcosa. Se le cose non cambieranno, ecco come si fa. Occorre registrarsi sul sito ristrutturazioni2018.enea.it (molto probabilmente il 2018 verrà sostituito con 2019, ma bisogna aspettare).  Cliccando sul tasto «Registrati» ti comparirà questa schermata:

Compila i dati e, se vai più in basso, dai il consenso al trattamento dei dati e clicca su «Registrazione». Riceverai un’e-mail di conferma con un link al quale dovrai accedere. Ti si aprirà una pagina in cui l’Enea conferma l’esito positivo della registrazione.

A questo punto, a sinistra, inserisci la tua e-mail e la password scelta per accedere al servizio.

Effettuato l’accesso, ti troverai in una nuova pagina in cui inserire altri dati per proseguire.

Compili i dati richiesti, salvi e chiedi di proseguire. Ed ecco che ti appare un altro form su cui inserire i dati dell’abitazione.

Fatto questo, clicca su salva. Sarà il momento di inserire i dati relativi all’intervento eseguito o da eseguire.

Hai praticamente finito. Prosegui e poi verifica e conferma la dichiarazione. A questo punto puoi inviare e stampare la comunicazione all’Enea.

Questi sono i passaggi per la comunicazione relativa ai lavori di ristrutturazione edilizia. Per quelli sull’acquisto degli elettrodomestici, occorrerà attendere che venga messo online il nuovo sito relativo ai bonus del 2019.

note

[1] Legge n. 45/2018 del 30.12.2018.


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