Diritto e Fisco | Articoli

Convocazione riunione di condominio anche con un’email

19 Febbraio 2019


Convocazione riunione di condominio anche con un’email

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Febbraio 2019



Non è necessaria la Pec, la posta elettronica certificata, se il condomino ha autorizzato l’invio della comunicazione con l’avviso al suo indirizzo di posta ordinario.

Hai il pallino di spulciare ogni singola voce del bilancio del condominio e, di recente, hai notato che le spese postali per le convocazioni dell’assemblea, fatte dall’amministratore con le tradizionali raccomandate, hanno raggiunto importi consistenti. Potreste risparmiare inviando gli avvisi tramite semplici email. Non tutti però hanno attivato una Pec, la posta elettronica certificata e – ti fa presente l’amministratore – senza di questa la comunicazione non avrebbe valore. È davvero così? Se vi fosse l’autorizzazione del condomino a ricevere le comunicazioni al suo indirizzo di posta elettronica ordinaria si potrebbe superare l’ostacolo legale? È dunque possibile, in tali ipotesi, inviare una convocazione per la riunione di condominio anche con un’email?

Il valore legale dell’email

La questione è particolarmente interessante. Come noto la posta elettronica certificata ha sostituito la raccomandata tradizionale: essa consente di avere la prova legale dell’invio e del ricevimento del messaggio nonché, a differenza della raccomandata, anche del suo stesso contenuto. La ricevuta della Pec – che viene inviata dal gestore dell’account al titolare della casella – garantisce quella che, in gergo tecnico, si chiama “fede pubblica”: la stessa che il postino – in quanto pubblico ufficiale – riesce a fornire all’avviso di ricevimento della raccomandata dando ad esso valore di piena prova.

Tale efficacia, tuttavia, non è stata invece riconosciuta all’email tradizionale, quella inviata da un comunissimo account come Gmail, Virgilio, Tiscali, ecc. Dunque, a rigore, non sarebbe possibile – o quantomeno è assai rischioso – inviare una convocazione per la riunione di condominio con un’email semplice. Difatti, qualora il condomino dovesse sostenere di non essere stato avvisato per tempo, l’amministratore non avrebbe la possibilità di dimostrare il contrario e la delibera sarebbe impugnabile.

Si può tuttavia aprire uno spiraglio…

Come inviare l’avviso di convocazione dell’assemblea di condominio

Il Codice civile stabilisce che l’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, con una delle seguenti modalità:

  • posta raccomandata (con avviso di ricevimento);
  • posta elettronica certificata (Pec);
  • fax;
  • con consegna a mano del foglio con l’avviso di convocazione e contestuale firma di una ricevuta.

Pertanto devono ritenersi insufficienti tutte le comunicazioni che non consentono di avere la prova della ricezione della comunicazione come:

  • l’avviso esposto in bacheca o affisso nell’atrio del portone;
  • l’avviso immesso nella cassetta delle lettere;
  • l’avviso consegnato alle mani del portiere e da questi consegnato singolarmente ai condomini ma senza richiedere una firma di accettazione;
  • l’avviso lasciato sotto la porta dell’appartamento;
  • sms e messaggi su Whatsapp;
  • l’email semplice.

Il valore della convocazione dell’assemblea con email semplice

La corte di appello di Brescia però fa un distinguo: la convocazione inviata con email ordinaria al condomino è valida se è stato proprio quest’ultimo a richiederlo, ossia ad indicare all’amministratore tale indirizzo come strumento attraverso cui ricevere le comunicazioni ufficiali.

È vero: solo la posta elettronica certificata è assimilabile alla raccomandata con ricevuta di ritorno: essa infatti dà prova che l’avviso è stato ricevuto come avviene nel cartaceo con la classica cartolina “ar”. Tuttavia, il singolo condomino che ha espressamente autorizzato l’invio delle convocazioni dell’assemblea al proprio indirizzo di posta elettronica “semplice” non può poi dolersi di non aver letto l’email o di non averla del tutto ricevuta.

La decisione della Corte lombarda “apre” le porte all’email semplice come mezzo per comunicare ai condomini le date delle riunioni, anche a quelli che non vogliono spendere soldi nel procurarsi una Pec. Il che torna a vantaggio anche dello stesso condominio che non deve affrontare spese postali.

Ma c’è di più. In tema di licenziamento, la giurisprudenza ha di recente aperto le porte alle comunicazioni tramite sms o email semplice laddove vi sia la prova del ricevimento della comunicazione, prova che può essere fornita anche con una risposta del destinatario. Sicché, applicando tale principio anche alla materia condominiale, l’amministratore che invia l’email semplice potrebbe richiedere una email di conferma del ricevimento, con ciò tagliando la testa a qualsiasi futura contestazione.

note

[1] C. App. Brescia, sent. n. 4/2019.

[2] Art. 66 disp. att. cod. civ.

 Autore immagine: email sul computer Di Rawpixel.com


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA