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Interessi legali triplicati dal 1°gennaio 2018

17 Dicembre 2017 | Autore:
Interessi legali triplicati dal 1°gennaio 2018

Triplicata la misura degli interessi legali, che sale dallo 0,1% allo 0,3% annuo con effetto dal 1°gennaio 2018

Con decreto del 13 dicembre 2017, pubblicato il 15 dicembre in Gazzetta Ufficiale [1], il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha stabilito il nuovo tasso di interesse legale in vigore a partire dal 1° gennaio 2018. Ebbene, il nuovo tasso di interesse è stato fissato nella misura pari allo 0,3% annuo a fronte della misura pari allo 0,1% applicabile per l’anno 2017 e dello 0,2% valida per il 2016. Per consultare i Decreto Ministeriale, clicca al seguente link: Tasso legale in vigore dal 01.01.2018.

Si tratta di un aumento di non poco conto se si considera che il legislatore, in sostanza, ha triplicato la misura degli interessi legali applicabili per l’anno prossimo. Ma cosa sono gli interessi legali? Come vengono determinati? Quali le conseguenze pratiche dell’aumento degli interessi legali per l’anno prossimo?

Interessi legali: cosa sono?

Gli interessi legali sono gli interessi calcolati sulla base del tasso legale, stabilito – appunto – dalla legge. Ogni anno, dunque, il Ministero dell’Economia e delle Finanze  determina il tasso degli interessi legali con apposito decreto,  da pubblicarsi sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La misura del tasso degli interessi legali è stabilita non oltre il 15 dicembre dell’anno precedente a quello cui il tasso si riferisce. Nell’ipotesi in cui entro tale data non sia stata fissata la nuova misura del saggio, questo rimane invariato per l’anno successivo. Gli interessi legali, in pratica, sono gli interessi applicati ai rapporti tra le parti. Il che significa che, nel caso in cui si desideri applicare degli interessi superiori alla misura legale, gli stessi dovranno essere pattuiti e richiederanno il consenso del debitore per iscritto. In mancanza di tale patto espresso, troveranno applicazione gli interessi legali. Gli interessi convenzionali (cioè, quelli stabiliti come accordo tra le parti) trovano frequente applicazione – ad esempio – nei rapporti bancari, nel limite delle soglie usurarie.

Interessi legali: come si determinano

Il legislatore si riserva di stabilire il saggio degli interessi legali al fine di ancorarlo a criteri di certezza nonché all’evoluzione generale della situazione economica. Ed infatti, la misura degli interessi legali si determina:

  • sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore ai dodici mesi;
  • e tenuto conto del tasso di inflazione che è stato registrato nel corso dell’anno.

La nuova misura, cioè quella che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2018, più che dall’andamento dei titoli di Stato, è dipesa dall’inflazione, che quest’anno ha cominciato a far sentire i suoi effetti dopo il periodo di deflazione e stagnazione dei prezzi verificatesi negli ultimi anni.

Aumento interessi legali: quali conseguenze?

Come anticipato, gli interessi legali sono gli interessi calcolati sulla base del tasso legale, il quale è stabilito per legge e si applica:

  • ai rapporti tra cittadino e Stato (al riguardo vengono in rilievo in primo luogo le pendenze fiscali);
  • ai contratti in cui non è stato stabilito un interesse diverso tra le parti (i cosiddetti interessi convenzionali).

Come detto, dal 1° gennaio prossimo, il tasso di interesse legale aumenterà di 0,2 punti percentuali (triplicandosi rispetto all’anno precedente). Tale aumento renderà più onerose una serie pendenze, prime fra tutte quelle relative  ai debiti con il fisco.

Tasse arretrate più pesanti

Gli effetti principali dell’aumento del tasso di interesse si avranno sui versamenti ritardati delle imposte. Cambieranno, infatti, gli importi dovuti al fisco con la procedura del cosiddetto ravvedimento operoso. Su queste somme, infatti, vanno calcolati gli interessi legali dal giorno successivo a quello entro il quale il pagamento andava fatto fino al giorno del versamento effettivo, considerando i tassi in vigore nei diversi periodi.

Un esempio potrà aiutarci a chiarire meglio le idee. Prendiamo il caso di un contribuente che non esegue il versamento del saldo Imu 2017, la cui scadenza è prevista al 18 dicembre. Se il contribuente esegue il versamento il 17 gennaio 2017, avvalendosi del ravvedimento breve entro 30 giorni, allora dovrà applicare la sanzione del 15%, che si riduce a un decimo del minimo, cioè all’1,5 %. Il contribuente, però, dovrà anche pagare gli interessi legali. Ebbene tali interessi saranno calcolati in misura pari allo 0,1% annuo solo fino al 31 dicembre 2017. Dal 1° gennaio 2018, invece, la misura del tasso di interessi legali sarà dello 0,3% .


note

[1] D.m. del 13.12.2017 (GU n. 292 del 15.12.2017).

[2] Sulla base di quanto indicato dall’art. 1284 Cod. Civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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