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Sottrazione di minore e fuga all’estero: sentenza italiana esecutiva in Europa

10 Aprile 2013


Sottrazione di minore e fuga all’estero: sentenza italiana esecutiva in Europa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Aprile 2013



Scappare all’estero con il proprio bambino può comportare un processo in contumacia e il decadimento dalla potestà genitoriale.

 

Il coniuge che abbia la potestà genitoriale sul minore non può sottrarlo all’altro genitore, per esempio, portandolo con sé all’estero. Tale comportamento, in quanto considerato particolarmente grave, viene sanzionato con la perdita della potestà genitoriale.

La sanzione

La perdita della potestà genitoriale comporta, per il coniuge fuggito all’estero, la sospensione dei propri diritti nei confronti del minore e può essere pronunciata anche in sua assenza [1].

La sentenza con cui il giudice dichiara il decadimento della potestà genitoriale è valida in tutti i Paesi dell’Unione Europea, ed è accompagnata dalla richiesta di rientro immediato del minore nel suo Stato di origine.

Richiesta di rientro del minore

Più complicata è la fase relativa alle modalità di esecuzione della richiesta di rientro del minore, in tutti quei casi in cui il coniuge si rifiuti o non provveda a riconsegnare il minore sotto la custodia dell’altro genitore.

Quest’ambito è infatti disciplinato dalla legge nazionale dello Stato in cui si trova il minore, che pertanto deve riconoscere la validità della richiesta del giudice italiano [2].

Certificato

La procedura di riconoscimento della richiesta prevede che il genitore, o chi ne sia interessato, debba rivolgersi al giudice dello Stato in cui il minore risiede abitualmente, e chiedergli di produrre un apposito certificato [3].

Tale certificato rende la sentenza inoppugnabile [4] ossia definitiva, ed il suo riconoscimento da parte delle Autorità straniere rende la richiesta di rientro del minore suscettibile di immediata applicazione anche nell’ordinamento estero.

di GIOVANNI FANTI

Per ottenere il rientro del minore è necessario rivolgersi al giudice dello Stato in cui il minore ha la residenza abituale per avviare la procedura di decadimento della potestà genitoriale dell’altro coniuge.

Tale sentenza, che può essere pronunciata anche in assenza dell’altro coniuge, una volta certificata e quindi riconosciuta dalle Autorità estere, comporta che la richiesta di rientro del minore è valida ed esecutiva anche nel territorio dello Stato estero, e pertanto, suscettibile di essere applicata anche nell’ordinamento straniero.

note

[1] La materia è disciplinata dal Regolamento CE n. 2201/2003 del Consiglio europeo.

[2] Art. 47 Reg. CE n. 2201/2003.

[3] Art. 36 Reg. CE n. 2201/2003.

[4] Art. 24 Reg. CE n. 2201/2003. “Se non nel caso di errore materiale, ossia se il certificato non rispecchia correttamente il contenuto della decisione”.


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