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Cos’è la proprietà industriale?

20 Dicembre 2017 | Autore:
Cos’è la proprietà industriale?

In cosa consiste, qual è il suo valore commerciale e come si tutela la proprietà industriale

La proprietà industriale è una delle due grandi categorie che costituiscono la proprietà intellettuale. Con l’espressione proprietà industriale ci si intende riferire espressamente a «marchi ed altri segni distintivi, indicazioni geografiche, denominazioni di origine, disegni e modelli, invenzioni, modelli di utilità, topografie dei prodotti a semiconduttori, informazioni aziendali riservate e nuove varietà vegetali» [1].

A prima vista quelli elencati sembrano concetti del tutto inconsueti, ma si tratta di elementi con cui in qualche modo, per una ragione o per un’altra, quasi tutti entriamo in contatto. Si pensi all’insegna del negozio di scarpe, al marchio di un brand di occhiali o al dominio di un sito internet.

Ebbene, queste categorie sono espressamente previste dal Codice della proprietà industriale, il quale precisa, inoltre, che i diritti di proprietà industriale si possono acquistare mediante brevettazione, registrazione o negli altri modi previsti dal codice stesso. In particolare, sono oggetto di brevettazione «le invenzioni, modelli di utilità e nuove varietà vegetali» [2], mentre «i marchi, disegni e modelli, topografie dei prodotti a semiconduttori» sono oggetto di registrazione.

Proprietà industriale: cosa si intende per brevettazione e registrazione?

Tanto la brevettazione quanto la registrazione sono procedimenti amministrativi che seguono il seguente iter: l’interessato fa apposita istanza all’Uibm ossia all’Ufficio italiano brevetti e marchi, il quale, previa verifica della sussistenza dei requisiti di legge, rilascia l’atto amministrativo che a seconda dei casi prende il nome di “brevetto” o “registrazione”. Questo si sostanzia in un atto amministrativo con duplice natura: da un lato dichiarativa, perché accerta la sussistenza dei requisiti di legge e dall’altro costitutiva in quanto è tramite esso che il titolare acquisisce i relativi diritti.

A seconda dell’ambito territoriale nel quale l’inventore intende proteggere la propria invenzione, si può scegliere un diverso tipo di domanda brevettuale: brevetto italiano, brevetto europeo, brevetto internazionale.  Come è agevole intuire, più ampia è l’area geografica per il quale si chiede la brevettazione, maggiori sono i costi economici

Proprietà industriale: tutela legale

Il Codice delle proprietà industriale prevede che, nel caso di contenzioso, la competenza sia attribuita alle sezioni specializzate in materia d’impresa istituite presso alcuni tribunali e corti d’appello. Al fine di determinare la competenza territoriale si applicano le regole generali previste dalla legge. In particolare, è territorialmente competente la sezione specializzata del luogo in cui il convenuto ha la residenza o il domicilio e, se questi sono sconosciuti, il luogo in cui il convenuto ha la dimora. Quando il convenuto non ha residenza né domicilio né dimora nel territorio italiano, si fa riferimento al luogo in cui l’attore ha la residenza o il domicilio. Se né l’attore né il convenuto hanno residenza, domicilio o dimora in Italia, è competente il Tribunale di Roma [3]. Per quanto riguarda invece le azioni in tema di contraffazione, esse possono essere proposte avanti l’autorità giudiziaria del luogo in cui sono stati commessi i fatti.

Proprietà industriale: cos’è il brevetto?

Il brevetto è un titolo giuridico che assicura al suo inventore o creatore un diritto di utilizzazione esclusiva per un periodo di tempo determinato. Il titolare del brevetto, in questo modo, può impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare l’invenzione senza la sua preventiva autorizzazione. Diversamente, l’eventuale uso che terzi ne possono fare è un uso illecito. Semplificando, dunque, si può dire che attraverso il brevetto il suo titolare viene tutelato dallo sfruttamento illecito che ne possano fare terzi soggetti. Il brevetto può essere chiesto per un’invenzione, per un modello industriale oppure per le cosiddette nuove varietà vegetali, ma in questa sede affronteremo sono il brevetto per invenzioni.

Proprietà industriale: brevetti per invenzioni

Il brevetto ovviamente rappresenta un bene giuridico immateriale dagli ampi risvolti commerciali, per tale ragione l’ordinamento gli appresta grande tutela. Da un punto di vista strettamente giuridico è da dire che il diritto al brevetto per invenzione industriale spetta al suo autore ed ai suoi aventi causa, salvo che nel caso di invenzione effettuata dal lavoratore dipendente. La legge detta una disciplina particolare per le invenzioni realizzate dal lavoratore nell’ambito di un rapporto di lavoro subordinato [4]. Il lavoratore inventore ha il diritto morale ad essere riconosciuto autore dell’invenzione ma il diritto patrimoniale al rilascio del brevetto viene attribuito, in linea di principio, al datore di lavoro.

Oltre che individuale, l’invenzione può essere di gruppo quando è il risultato dell’attività inventiva di più persone che collaborano su un unico progetto.  In tal caso sono considerati coinventori solo i soggetti che abbiano effettivamente svolto attività inventiva in relazione al progetto e non coloro che hanno svolto mera attività manuale.


note

[1] art. 1 Codice della proprietà industriale.

[2] art. 2 Codice della proprietà industriale.

[3] art. 120 comma 2 Codice della proprietà industriale.

[4] art. 64 Codice della proprietà industriale.

Autore immagine: pixabay.com


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