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Separati e divorziati: per l’inadempimento all’assegno di mantenimento, la proposta di un Fondo di Garanzia e solidarietà

10 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 aprile 2013



Dall’Unione Matrimonialisti, la proposta di un Fondo di Garanzia a sostegno di quanti non percepiscono la somma per il mantenimento.

L’assenza di adeguate politiche di aiuto alle famiglie sta facendo registrare, da un paio d’anni a questa parte, una sensibile diminuzione del numero delle separazioni e dei divorzi. Le coppie in crisi, infatti, preferiscono rinunciare a un proprio diritto piuttosto che affrontare l’esborso che da esso deriverebbe.

Per  tale motivo sarà presto sottoposta all’attenzione del Parlamento una proposta [1] mirante a istituire, nel nostro ordinamento, un Fondo di garanzia e di solidarietà a tutela di quei nuclei familiari che, a seguito della separazione o del divorzio, abbiano subìto un impoverimento. In pratica, in caso di inadempimento da parte del coniuge obbligato, sarà lo stesso Fondo a versare direttamente all’altra parte, la somma  cui avrebbe diritto per il mantenimento proprio e/o dei figli.

Beneficiari                       

Tale fondo andrà a beneficio di quanti abbiano già diritto, per decisione del giudice, a un mantenimento da parte del coniuge, ma che di fatto non lo ricevano da almeno due mesi.

 

Condizioni per l’accesso al fondo

Per usufruire di tale agevolazione, sarà necessario che il richiedente:

– abbia un reddito complessivo lordo annuo non superiore ai 20 mila euro;

– che l’assegno alimentare o di mantenimento copra il 70% del predetto reddito.

Ad alimentare le entrate del Fondo, sulla base della proposta, sarebbero non solo un contributo da parte dello Stato e degli istituti bancari, ma anche una parte delle somme recuperate (tramite un’azione di regresso) dai coniugi morosi e dai beni confiscati alle mafie.

Il progetto prevede anche gravi sanzioni nei confronti di coloro i quali, simulando una separazione, cerchino indebitamente di procurarsi l’accesso al fondo.

Si tratta di una proposta che si muove sulla scia di politiche già sperimentate in Europa (specie in Francia) e che contribuirebbe, se accolta, a restituire fiducia a moltissime famiglie schiacciate dalle gravi difficoltà economiche derivanti dalla crisi del nostro Paese.

note

[1] Il progetto è dei consulenti dell’AMI (Associazione matrimonialisti italiani).

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4 Commenti

  1. Che sciocchezze sono queste?
    Mantenimento e alimenti sono concetti che devono scomparire.
    Il matrimonio non può più essere un vincolo assurdo tra una parte economicamente forte ed una economicamente debole.
    Oggi, che le donne non sono più esonerate dal lavoro retribuito, si è forti o deboli per scelta o per sventura.
    Devono sparire anche gli alimenti ai figli. Già calcolati sulla media delle entrate e non delle uscite, costituivano un indebito arricchimento da parte del coniuge beneficiario. Oggi, va applicato l’affido congiunto. Non più alimenti.
    La casa coniugale resta ai figli con i genitori che si danno il cambio. Col padre terranno il tenore di vita paterno e con la madre quello materno.
    Via l’obbligo di sussistenza, via gli alimenti al coniuge, via quelli ai figli e, soprattutto, via il mantenimento del tenore di vita in costranza di matrimonio.
    Il fatto che non si sposa più nessuno è la dimostrazione che la gente si sta svegliando.
    Il matrimonio, l’unico contratto che la gente firma senza leggere, è uno stupido imbroglio.

  2. Scusate lo sfogo ma l’impressione è che si vogliano trasformare le ex-mogli, da mantenute a carico di un poveraccio che per stupidità, ingoranza, ricatto o raggiro ha commesso il grave errore di sposarsi, a mantenute a carico dello Stato. Quindi a carico di tutti i contribuenti.
    BASTA! E’ ora di finirla! Queste donne vadano a lavorare come fanno tutti gli altri!
    Abbiamo problemi serissimi da affrontare. L’Italia sta precipitando. non possiamo più fare elemosina di Stato.
    A LA VO RA RE!

  3. Invece di preoccuparsi di come diminuire i divorzi ci si preoccupa di come agevolarli ed aumentarli…
    Assurdo , davvero assurdo!

  4. L’articolo 155 del Codice civile (legge 54 / 2006 con il titolo “Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli” è carente perchè si limita a dichiarazioni di principio sull’affido condiviso che è sì auspicato, ma senza escludere il vecchio affido esclusivo tant’è vero che quest’ultimo, nell’applicazione pratica della legge, sembra ancora più la norma che l’eccezione. La legge inoltre prevede: “il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa.”
    Sembra che sia tutto in ordine, ma quell’”esclusivo interesse dei figli” è probabilmente all’origine delle attuali cattive applicazioni e quindi delle prevaricazioni perpetrate soprattutto in Italia verso i coniugi che non sono neppure nominati, e in particolare verso il coniuge più debole che ha subito torti e umiliazioni. Costui, sempre più spesso il marito, può essere privato di tutto, di ogni dignità oltre che dei figli.
    Le attuali opportunità offerte da questa legge possono essere sfruttate da persone senza scrupoli che lavorano anche al di fuori della famiglia e che mirano a sfasciarla.. Sembra che nella stesura della legge qualcuno abbia barattato la dignità di essere genitori con “l’affido condiviso” (che però la legge non impone e che spesso non viene applicato affatto). La truffa se così si può chiamarla sta nell’avere escluso i genitori dal testo della legge nella quale, peraltro l’affido condiviso non è imposto ma facoltativo. Il rimedio è quindi peggiore del male.
    La suddetta norma, così com’è, oltre che essere in contrasto con ogni buonsenso, stride con l’Art. 708 del Codice di procedura civile (che risale a diversi anni fa) “Tentativo di riconciliazione e provvedimenti del presidente” che asserisce invece ragionevolmente: “Il presidente deve sentire i coniugi prima separatamente poi congiuntamente, tentandone la conciliazione.…dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che reputa opportuni nell’interesse della prole e dei coniugi “
    Questa saggezza dell’articolo 708, probabilmente anche a causa della gravissima omissione della legge 54, (cioè l’articolo 155 del codice civile) non è più applicata. Così sbandierando l’”interesse esclusivo dei figli”, genitori, giudici, avvocati, assistenti, CTU e psicologi ecc. sono spesso attori di battaglie giudiziarie nelle quali chi vince sono i prepotenti e non i figli. I quali figli, oltretutto, non si sentiranno certo tranquillizzati da una legge che ipocritamente li protegge bastonando i genitori e che quindi un domani li danneggerà. Quindi è necessario, a mio avviso, prevedere anche nell’articolo 155 il concetto di interesse di tutti: figli e genitori, o, in alternativa l’affido condiviso senza eccezioni rinunciando al concetto di famiglia

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