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Caldaia: quando non è a norma e quali sanzioni

21 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Febbraio 2019



In che cosa consiste la manutenzione dell’impianto, ogni quanto va fatto e che cosa si rischia per il mancato controllo e la non custodia del libretto.

Una caldaia vale l’altra? Non proprio. La legge impone dei vincoli da rispettare sia per abbassare i livelli di inquinamento sia per raggiungere una buona soglia di risparmio energetico. Quindi è di fondamentale importanza sapere quando una caldaia non è a norma e quali sanzioni si devono pagare se, durante un controllo o un incidente domestico, salta fuori che possiedi un apparecchio malfunzionante o non adeguato alla normativa in vigore.

Dalla fine del 2015, l’Italia ha dovuto adeguarsi ai dettami dell’Unione europea sul risparmio energetico. Dettami che comprendono anche la graduale sostituzione delle caldaie e dei parametri per considerarle a norma. In sostanza, quelle nuove devono avere delle caratteristiche che permettano di consumare meno energia e di inquinare meno l’ambiente. Un regolare controllo dei fumi, ad esempio, consente di combattere l’emissione di anidride carbonica nell’aria. È soltanto uno dei segnali che ci dicono quando una caldaia non è a norma.

Ce ne sono altri, come l’assenza dell’etichetta che indica la classe energetica della caldaia e che deve essere presente sui nuovi apparecchi. Se al momento dell’acquisto non trovi quell’etichetta, quasi sicuramente ti troverai in mano una caldaia non a norma e rischierai di dover pagare delle sanzioni.

Tieni presente che ci sono degli interventi obbligatori da fare sulla caldaia che hai in casa. Rispondono ad una manutenzione ordinaria che andrà segnalata (così come quella straordinaria) sul relativo libretto, quella specie di «documento storico» in grado di dimostrare che la tua caldaia è a norma.

Se vivi in affitto, forse ti starai chiedendo se ci devi pensare tu alla manutenzione, in modo da evitare di avere in casa una caldaia non a norma (e di andare incontro a delle sanzioni) e chi deve pagare l’intervento del tecnico che viene a casa tua a fare i dovuti controlli. Vedremo anche questo, perché dipende dai casi.

Caldaia a norma: quando va fatta la manutenzione?

Per evitare la brutta sorpresa di trovarsi una caldaia non a norma e dover pagare delle sanzioni (oltre che, peggio ancora, rischiare un brutto incidente domestico), ci sono degli interventi obbligatori da fare. I tempi della manutenzione variano a seconda della potenza dell’impianto e del combustibile usato. Nel dettaglio:

  • per le caldaie con potenza nominale termica superiore a 35 kW installate nei condomini con sistema centralizzato ed alimentate con qualsiasi tipo di combustibile, la manutenzione, la revisione obbligatoria ed il controllo dei fumi sono obbligatori ogni anno;
  • per le caldaie con potenza nominale termica uguale o inferiore a 35 kW installate nelle abitazioni, la manutenzione e la revisione sono obbligatorie ogni 2 anni.

Caldaia a norma: la manutenzione ed il controllo dei fumi

Probabilmente non sei un tecnico e non te ne intendi molto di ciò che viene fatto alla tua caldaia quando il tecnico si presenta a casa tua per la manutenzione obbligatoria ed i controlli vari da eseguire. Tuttavia, può essere interessante sapere che cos’è tenuto a fare il tecnico per capire quando la caldaia e a norma dopo che l’intervento è stato eseguito ed hai pagato il conto.

La manutenzione della caldaia, che evita eventuali danni durante il suo utilizzo, prevede normalmente:

  • la pulizia del bruciatore;
  • la pulizia dello scambiatore di regolazione;
  • il controllo dello scarico dei fumi;
  • gli interventi per proteggere la caldaia da futuri problemi.

Il controllo dei fumi, invece, consiste nell’analisi delle emissioni dell’impianto di riscaldamento. Questo per evitare che l’impianto riversi nell’ambiente elevate concentrazioni di CO2. Quindi, il tecnico verifica durante l’analisi della combustione il rendimento e la presenza di CO2 e gli indici di fumosità. Una sorta di «bollino blu» come quello delle auto. Se i valori riscontrati non rientrano nei limiti previsti dalla legge, occorrerà cambiare la caldaia acquistandone una a norma.

Il controllo dei fumi obbligatorio deve essere eseguito da manutentori o installatori abilitati dalla Camera di Commercio. Il bollino blu della caldaia riporterà l’esito del controllo e dovrà essere apposto sul certificato di revisione.

Caldaia a norma: il libretto d’impianto

Ogni caldaia a norma ha il suo libretto. Si tratta di un modello unificato per qualsiasi tipo di impianto termoidraulico (ma anche per sistemi di climatizzazione, pannelli solari e pompe di calore) e che deve essere custodito obbligatoriamente dal proprietario della caldaia. Il documento certifica lo stato di efficienza dell’impianto.

Chi ha ancora in casa una caldaia installata prima dell’entrata in vigore del nuovo libretto (2016) è tenuto, comunque, a munirsi di uno nuovo rivolgendosi all’installatore. Per quelle installate dopo il 2016, l’installatore predispone e compila il libretto nel momento in cui avvia l’impianto, dopodiché lo consegna al proprietario o ad una persona responsabile della caldaia (ad esempio l’inquilino che abita in quell’appartamento) per la sua custodia obbligatoria.

Che cosa contiene questo libretto? È composto da una serie di schede che vanno compilate durante gli interventi di manutenzione ed i vari controlli. Per citarne solo alcune:

  • la scheda 1 riporta l’identificazione dell’impianto;
  • la scheda 2 le informazioni sul trattamento dell’acqua;
  • la scheda 4 il generatore;
  • la scheda 7 per le emissioni.

Puoi approfondire altri dettagli sul libretto d’impianto della caldaia in questo articolo.

Caldaia non a norma: quali sanzioni?

Come abbiamo già detto, ignorare l’obbligo di manutenzione e di controllo dei fumi, così come il vincolo di custodia del libretto d’impianto, rende a tutti gli effetti la tua caldaia non a norma e ci sono delle sanzioni in agguato.

Ad esempio, per il mancato rispetto della normativa che impone la compilazione del libretto durante i controlli periodici o anche in caso di intervento straordinario, puoi vederti arrivare una sanzione dai 500 ai 600 euro. Non sarai il solo a pagare: al manutentore può costare dai 1.000 ai 6.000 euro. Considera il fatto che la legge prevede dei controlli a campione sugli impianti, al fine di verificare se la normativa è stata rispettata.

A questo proposito, ti può arrivare a casa un avviso di ispezione tramite raccomandata almeno due settimane prima del giorno in cui verrà effettuato il controllo, anche se puoi chiedere che la data venga spostata con un preavviso di almeno 3 giorni.

Per il mancato controllo della caldaia, come proprietario dell’impianto rischi una sanzione amministrativa da 50 a 3.000 euro. Se viene riscontrata un’anomalia o una verifica mancata, aggiungi altri 50-200 euro.

Caldaia a norma: a chi spetta la manutenzione?

Se abiti in un condominio, sarà l’amministratore ad occuparsi delle questioni legate alla manutenzione della caldaia. Se, invece, vivi in affitto spetta a te come inquilino evitare che la caldaia non sia a norma e, quindi, far sì che la manutenzione venga eseguita come richiesto dalla normativa.

Se, però, durante il controllo da parte del tecnico risulta che la caldaia non è a norma e, quindi, deve essere sostituita, sarà il proprietario a dover sostenere la spesa necessaria per la sostituzione, come sancito dalla Cassazione [1].

note

[1] Cass. sent. n. 11353/2014 del 22.05.2014 e n. 5459/2006 del 14.03.2006.


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