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Chi è responsabile dei cani randagi?

21 Febbraio 2019
Chi è responsabile dei cani randagi?

Animali: Comune e Asl responsabili in solido per i danni, aggressioni e malattie. Per gli incidenti stradali provocati dall’attraversamento dei cani la Cassazione ha stretto le maglie ai risarcimenti.

Sotto casa tua circola, da diverse settimane, un branco di cani randagi. Alcuni di questi hanno l’aspetto aggressivo, altri sembrano affamati, altri ancora presentano segni di ferite sul volto, presagio di malattie contagiose per l’uomo. Hai chiesto all’amministratore di condominio di allertare il Comune e di far intervenire il servizio di acchiappacani, ma nessuno ad oggi si è mosso. Temi per la tua incolumità e per quella dei bambini. Se mai uno degli animali dovesse morderti, chi ti risarcirebbe? Così hai deciso di muoverti in prima persona. Prima però di inviare diffide, di allertare carabinieri, polizia o Asl hai bisogno di sapere quale autorità è competente in materia: chi è responsabile dei cani randagi? Ecco alcuni chiarimenti che fanno al caso tuo.

Responsabilità per cani vaganti

Come sempre succede in Italia, tutte le volte in cui bisogna stabilire quale sia il soggetto responsabile dei danni prodotti da un fatto illecito, sorgono difficoltà di tutti i tipi. I dubbi interpretativi sulle leggi in vigore si palpano già dalla lettura delle sentenze dei tribunali, spesso in contrasto tra loro. Non fa eccezione il problema del randagismo. Ne abbiamo già parlato in Cani vaganti: sentenze.

Non c’è dubbio che, tutte le volte in cui un cane è iscritto all’anagrafe canina, l’unico responsabile è il suo titolare; tuttavia, quando l’animale è affidato a un terzo è quest’ultimo che si assume tutte le conseguenze dei danni (si pensi al dog-sitter o al marito che porta a spasso il cane “intestato” alla moglie; leggi sul punto Danno da animale domestico: risponde anche il coniuge del padrone?).

Il problema si pone quando il cane non è di nessuno, è cioè un randagio dalla nascita o un cane abbandonato. In questi casi, chi risponde dei morsi, dei danni e degli eventuali incidenti procurati dall’animale? Ecco alcuni chiarimenti.

Cane randagio: è responsabile il Comune?

Non esiste una normativa generale, valida su tutto il territorio nazionale, che stabilisca chi è responsabile dei cani randagi. L’organizzazione del servizio di accalappiacani è infatti regolata da leggi regionali. Ogni Regione ha le proprie regole. Come ha spiegato la Corte di Appello di Lecce [1], la legge regionale può affidare i compiti di prevenzione e contrasto del randagismo all’Asl. Se però così non dovesse essere, il soggetto responsabile resta il Comune, in quanto tenuto al controllo del territorio locale. 

Secondo la Cassazione [2] tutto si gioca su una ripartizione di compiti tra Comuni e Asl e la responsabilità dell’uno non fa venir meno quella dell’altro soggetto. Difatti:

  • i Comuni devono occuparsi dell’organizzazione, della prevenzione e del controllo dei cani vaganti, per evitare che provochino danni alla persone del territorio. A loro spetta, quindi, la costruzione, la sistemazione e la gestione dei canili e dei rifugi per cani;
  • le Asl devono invece gestire il servizio di accalappiamento dei cani vaganti, trasferendoli presso i canili pubblici. 

Dunque si può parlare, a detta della Suprema Corte [3], di una responsabilità solidale tra Comune e Azienda sanitaria. Questo almeno fino a quando si parla di malattie, aggressioni e morsi. I problemi sorgono però quando si verificano incidenti stradali dovuti all’attraversamento dei cani randagi. Vediamo perché.

Incidenti stradali provocati da cani randagi: chi è responsabile?

Andare a sbattere contro un albero a causa della distrazione o dell’eccesso di velocità e poi dare la colpa a un cane randagio, subito scappato, è una facile scusa per farsi riparare l’auto gratis dal Comune. Così la Cassazione ha messo una stretta alle richieste di indennizzo di tale tipo. Leggi Incidenti con cani randagi: Comune non più responsabile. Con un orientamento varato circa un anno fa la Corte ha ritenuto responsabile il Comune solo laddove la presenza del cane randagio all’interno dell’area ove si è verificato l’incidente era stata già segnalata e, nonostante ciò, l’ente non abbia predisposto la messa in sicurezza della strada. 

Questo perché non si può pretendere un capillare controllo del territorio da parte dell’Asl e del Comune che per legge – è vero – sono addetti alle attività di “accalappiacani” ma non hanno il dono dell’ubiquità. Il fenomeno del randagismo è così diffuso da non permettere ai soggetti preposti di svolgere puntuali e tempestivi interventi. Così se nessuno segnala all’amministrazione la presenza di randagi a zonzo per le vie del quartiere, questa non può neanche essere messa nella condizione di intervenire.

A complicare le cose c’è il fatto che a dover dimostrare la consapevolezza del Comune è lo stesso automobilista danneggiato: una prova praticamente impossibile, a meno che non sia stato lui stesso a segnalare la presenza degli animali all’amministrazione.

In più bisogna sempre dimostrare, con certezza di prove, che il danno sia stato provocato proprio dall’animale e non da altri fattori.  

Responsabilità cani abbandonati

Per i cani abbandonati dal padrone, quest’ultimo (identificabile dal tatuaggio sull’animale realizzato al momento dell’iscrizione all’anagrafe canina) resta responsabile per tutti i danni da questi arrecati. L’unico modo per esonerarsi da ogni colpa è fare una denuncia di smarrimento alle autorità che, quindi, verranno responsabilizzate della ricerca e cattura dell’animale. 

note

[1] C. App. Lecce, sent. n. 435 del 28.04.2016.

[2] Cass. sent. n. 10190 del 28.10.2010 e Cass. sent. n. 17528 del 23.08.2011. Trib. Santa Maria Capua Vetere sent. n. 420 dello 01.02.2016.

[3] Cass., sent. n. 16802/2015 del 13.08.2015.

[4] Cass. ord. n. 11591/18 del 14.05.2018.

Autore immagine: cani randagi  Di khorkins


7 Commenti

    1. Buongiorno Marzia. I casi di animali maltrattati possono essere denunciati ai carabinieri o alla polizia oppure, volendo, anche direttamente alla Procura della Repubblica territorialmente competente. Il maltrattamento di animali è un reato perseguibile d’ufficio (ovviamente, visto che la vittima non può sporgere querela) e, pertanto, si procede come per ogni altro reato, cioè sporgendo una denuncia, scritta o semplicemente orale, senza formalità. Se c’è un rischio per la salute, come nel caso di animali maleodoranti o i cui escrementi non vengono raccolti dal proprietario, è possibile chiamare l’Autorità sanitaria (Azienda sanitaria locale) la quale è tenuta a intervenire e, successivamente, a segnalare eventuali ipotesi di reato alle autorità affinché procedano penalmente nei confronti del colpevole. Lo stesso dovrai fare se nella zona sono state disseminate le classiche polpette avvelenate: in questo caso, l’area andrebbe controllata e bonificata, in quanto c’è in gioco non solo la salute degli animali ma anche quella delle persone.

  1. Che devo fare se incontro per strada una persona che maltratta gli animali? Mi capita spesso di passeggiare per strada con il mio cane e trovare cani randagi e persone che passano ed urlano contro. Una persona piena di odio in particolare ha urlato: Prossima volta che ti avvicino ti meno…Ecco io se mi trovo davanti ad una scena di questo tipo e succede qualcosa di brutto e intollerabile davanti ai miei occhi cosa posso fare?

    1. Buongiorno. In caso di animali maltrattati devi chiamare subito le forze dell’ordine: come detto, infatti, il maltrattamento di animali è un reato a tutti gli effetti e, pertanto, può essere perseguito da tutte le autorità preposte alla tutela dell’ordine pubblico (carabinieri, polizia, polizia municipale, ecc.).

  2. Che succede se una persona investe un cane o un gatto con l’auto e va via? Non è omissione di soccorso? Vale anche per gli animali? Quanti pazzi ci sono per strada che senza un minimo di accortezza superano i limiti di velocità e non hanno il buon cuore di verificare come stia la povera bestia che hanno investito.

    1. Buongiorno. Accanto all’omissione di soccorso tradizionale, la legge ha introdotto anche la fattispecie di omissione di soccorso di animali; non si tratta però di un reato, ma solamente di un illecito punito con una sanzione amministrativa. Secondo la legge, l’utente della strada, in caso di incidente ricollegabile al suo comportamento da cui derivi danno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno. Chi trasgredisce a questo obbligo è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 422 a 1.694 euro.

  3. Personalmente perfezionerei la legge aggiungendo il fattore della recidività che porterebbe a considerare il fattore colposo o doloso prevedendo per questo ultimo una notevole maggiorazione della sanzione.

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