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Soldi dal salvadanaio: come usarli?

21 Febbraio 2019


Soldi dal salvadanaio: come usarli?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Febbraio 2019



Quali rischi se depositi i risparmi tenuti in casa sul conto corrente bancario o postale? L’Agenzia delle Entrate potrebbe fare qualche accertamento fiscale? Come spendere i contanti?

Erano diversi anni che mettevi da parte il resto della spesa nel caro vecchio salvadanaio a forma di maialino. In tutto questo tempo, gli spiccioli da 1 e 2 euro hanno raggiunto una somma ragguardevole ed ora che hai rotto l’involucro di terracotta ti sei accorto di avere tra le mani una piccola fortuna. Più di tremila euro sono davanti a te in monetine: difficile custodirle e gestirle in modo ordinato.

Vorresti depositare i soldi in banca in un’unica soluzione, ma sai bene che, in caso di controlli, non avresti modo di giustificare il possesso dei contanti. Quale strategia è più conveniente adottare per non avere problemi con le autorità e con il fisco?

Tutti dovrebbero sapere come usare i soldi del salvadanaio: in caso, infatti, di gestione non ordinata del conto corrente, l’Agenzia delle Entrate non fa sconti a nessun contribuente e un giorno potrebbe tassare il tuo piccolo risparmio. Ecco allora alcuni chiarimenti che fanno proprio al caso tuo.

Si possono versare i soldi contanti sul conto corrente?

È rischioso versare contanti sul conto bancario o postale? Potrà sembrarti una domanda banale: che ci sta a fare un conto corrente se non è possibile depositarvi i risparmi? Il conto nasce proprio per questa finalità.

In realtà, nel tempo, la funzione del conto è mutata: oggi esso è lo strumento tramite il quale ricevere bonifici e da cui partono i pagamenti. Insomma, il denaro viene gestito telematicamente ed è sempre tracciabile. L’utilizzo dei contanti è visto con una certa diffidenza. Ed allora è bene sapere come bisogna comportarsi.

In teoria puoi versare qualsiasi cifra di denaro sul tuo conto corrente: nessuno te lo può impedire. Né vale il limite massimo di 3.000 euro per volta che invece riguarda solo gli scambi di contanti tra soggetti diversi (pagamenti, donazioni, prestiti, ecc.). Quando invece depositi i soldi sul tuo conto, il denaro resta di tua proprietà (cambia solo il luogo ove lo custodisci) per cui non hai alcun vincolo.

In pratica, però, le cose vanno diversamente. Difatti, come detto, l’Agenzia delle Entrate vede con sospetto la disponibilità di denaro contante. Ed allora, se non trova nella tua dichiarazione dei redditi una fattura o un’altra documentazione che giustifica la disponibilità di tale somma, ti può mandare un accertamento fiscale: in altri termini tassa i tuoi risparmi oltre ad applicarti le sanzioni. Questo perché può presumere che si tratti del frutto di un’evasione fiscale (ad esempio un canone di affitto percepito in nero, un reddito di lavoro non dichiarato, ecc.). E non importa che tale denaro sia già stato tassato quando lo hai percepito con lo stipendio.

Spetta a te dimostrare che i soldi versati in banca provengono dal salvadanaio. Già, ma come fare? Non ti basterà portare all’ufficio delle imposte tua madre o tua moglie che testimonino il fatto di aver assistito alla rottura del maialino: il fisco accetta solo prove documentali, ossia atti scritti, con data certa. E siccome nessun salvadanaio ti rilascia una “attestazione” con la disponibilità di denaro che vi hai conservato, in caso di accertamento fiscale soccomberesti di sicuro.

Insomma, versare contanti sul conto corrente postale o bancario può essere rischioso quando non si ha a disposizione documenti che, con data certa, testimonino la loro provenienza.

Quante possibilità ci sono che il fisco faccia un controllo?

A questo punto starai già pensando alle contromosse per superare il problema. Ti chiederai ad esempio se è possibile depositare i risparmi poco alla volta, magari qualche centinaio di euro al mese o aprire un conto corrente ad hoc. Si tratta però di due mosse sbagliate. Nel primo caso, infatti, i versamenti periodici non sfuggirebbero comunque ai controlli del fisco il quale, tramite l’anagrafe dei conti correnti, è in grado di conoscere ogni movimentazione effettuata dai contribuenti sul proprio conto e così conoscere i versamenti di denaro avvenuti nell’anno. Sarà allora facile confrontarli con il 730 del correntista e accertare che di tali somme non c’è traccia nella denuncia dei redditi. A quel punto la presunzione di evasione fiscale scatterebbe in automatico.

Neanche l’apertura di un conto dedicato risolverebbe il problema visto che anch’esso rientrerebbe nell’anagrafe dei conti e finirebbe nel calderone dell’Agenzia delle Entrate.

Mossa sbagliata anche per chi crede di versare gli importi sul conto di un parente pensionato per poi farseli bonificare a titolo di regalo: ai controlli fiscali, infatti, oggi non sfugge nessuno, neanche il pensionato o il disoccupato.

Insomma, il rischio che l’ufficio delle imposte risalga a te e ti possa “accertare” è molto elevato.

Ma allora, ti chiederai: cosa fare dei soldi del salvadanaio?

Come spendere i soldi del salvadanaio

La soluzione è molto più semplice di quanto credi. Poiché non si vive di aria e i soldi devono comunque essere spesi per il mantenimento proprio e dei propri cari, sarà bene utilizzare la disponibilità dei contanti per la spesa settimanale e per tutti gli acquisti che possono essere fatti senza bonifico (quindi di importo inferiore a 3mila euro).

Potrai allora andare presso qualche tabacchino, bar o giornalaio, che hanno di solito sempre bisogno di spiccioli, e cambiare le monete da 1 e da 2 euro in carta che, di certo, è più facilmente trasportabile e spendibile. Potresti chiedere il cambio anche presso un qualsiasi sportello di banca.


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