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Dieta in gravidanza

10 Marzo 2019 | Autore:


> Salute e benessere Pubblicato il 10 Marzo 2019



Quali alimenti mangiare in gravidanza e quali bisogna evitare, come controllare l’aumento del peso, a quale professionista rivolgersi per la prescrizione di una dieta e quali rischi corre chi elabora una dieta senza averne il titolo.

Sei in dolce attesa e ti stai chiedendo cosa mangiare per assicurare al feto tutti i nutrienti di cui ha bisogno per il suo sviluppo? Devi sapere che in gravidanza, e ancora prima del suo inizio, è importante seguire una dieta varia ed equilibrata che preveda diversi pasti suddivisi nell’arco della giornata. Durante il periodo della gravidanza aumenta il fabbisogno di vitamine (A, D, C, B6, B12, acido folico), sali minerali (calcio, ferro, fosforo), lipidi (acidi grassi essenziali), proteine, mentre quello di carboidrati e di grassi resta quasi invariato. Gli acidi grassi essenziali devono essere introdotti con la dieta e sono fondamentali sia per la futura mamma sia per la crescita e lo sviluppo del sistema nervoso centrale del neonato, servono infatti alle strutture cerebrali e retiniche. Se la futura mamma segue una corretta alimentazione che include ogni giorno diversi gruppi di alimenti, di conseguenza tutti i fabbisogni nutrizionali saranno garantiti e, ad eccezione dell’acido folico, non avrà bisogno di particolari supplementi. Perché è importante l’acido folico? Quando bisogna assumerlo? L’integrazione con l’acido folico dovrebbe iniziare un mese prima e continuare tre mesi dopo il concepimento; deve raggiungere almeno i 400 microgrammi al giorno. Un basso livello di folati nella gestante potrebbe portale allo sviluppo di difetti del tubo neurale nel feto. Quali sono gli alimenti consigliati e sconsigliati durante la gravidanza? E’ bene che la dieta in gravidanza, come qualsiasi altra terapia alimentare, sia prescritta da un medico specializzato. E’ assolutamente da evitare il “fai da te”. Per maggiori informazioni continua a leggere il mio articolo. Ti spiegherò cosa dice la legge a proposito delle figure professionali che possono elaborare una terapia alimentare e cosa rischia chi prescrive una dieta senza averne il titolo e le competenze. Inoltre, troverai l’intervista alla dr.ssa Patrizia Franco che fornirà tutte le informazioni necessarie sulla corretta alimentazione in gravidanza.

Chi può prescrivere una dieta?

Secondo la legge, solo il medico chirurgo può prescrivere una dieta. Tuttavia, ci sono altri professionisti a cui potersi rivolgere, ovvero il biologo ed il dietista. Si tratta di figure specializzate nell’ambito sanitario iscritte ad un albo, in seguito al superamento di un esame di abilitazione, in conformità alla normativa speciale di settore, in relazione alle singole leggi previste per ogni ramo professionale.

Il ministero della Salute con una circolare [1] consente soltanto al medico dietologo, chiamato semplicemente dietologo (o medico nutrizionista), la possibilità di prescrivere una dieta per fini terapeutici (cioè per ragioni di salute) come ad esempio nei casi di diabete, obesità, cardiopatia.

Oltre al medico, anche il biologo nutrizionista [2], definito dal ministero della Salute come uno specialista nell’alimentazione, è legittimato ad elaborare una dieta per migliorare il benessere di un paziente, in quanto risulta essere idoneo a valutare i bisogni energetici e nutritivi di un paziente sano e di un paziente che soffre di una patologia per cui è richiesta una corretta alimentazione. In questa seconda ipotesi, il nutrizionista può elaborare una terapia alimentare solo nel caso in cui la patologia sia stata accertata in precedenza da un medico chirurgo.

Il dietista è un professionista che collabora con il medico per formulare una dieta su prescrizione medica e può lavorare nelle strutture pubbliche e private come dipendente o libero professionista [3].

Cosa rischia chi prescrive una dieta senza titolo?

Chi millanta titoli, professa di essere uno specialista in nutrizione e prescrive una dieta senza averne le effettive competenze non solo può arrecare un danno alla salute di chi inconsapevolmente si è affidato alle sue mani, ma commette un reato e può essere citato per abuso di professione. Il Codice penale [4] è chiaro a riguardo: «chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato è punito con la reclusione fino a 2 anni e con la multa da 10.000 a 50.000 euro, oltre alla confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati».

Per approfondire il tema relativo alla dieta in gravidanza abbiamo intervistato la dr.ssa Patrizia Franco, medico chirurgo, pediatra e nutrizionista.

Dieta in gravidanza: quando iniziarla e perché è importante seguirla?

La dieta va iniziata da subito, addirittura prima del concepimento, perché una buona nutrizione materna influenza la salute del nascituro. In genere, il periodo preconcezionale è considerato di tre mesi. Molte donne infatti non sono pronte alla gravidanza da un punto di vista nutrizionale e forse non hanno adeguati apporti di nutrienti per lo sviluppo fetale.

Va consigliato di: evitare il fumo; ridurre l’elevato consumo di caffeina, di alcol e di tutte quelle sostanze che possono essere potenzialmente la causa di alterazioni genetiche, cellulari e metaboliche. E’ dunque cruciale avviare un percorso di consapevolezza sul ruolo della dieta prima del concepimento. La futura mamma va rassicurata sul fatto che la gravidanza è un evento naturale e fisiologico. Durante la gravidanza si assiste ad un’importante rivoluzione nell’assetto ormonale, sessuale e metabolico. Queste variazioni ormonali comportano grandi mutamenti nell’organismo femminile che coinvolgono l’assetto energetico, il trofismo cutaneo, le variazioni del tono dell’umore, i ritmi sonno/veglia, la ritenzione idrica, la tolleranza ad alcuni cibi e così via dicendo.

Dieta in gravidanza: si dimagrisce?

Durante la gravidanza non si deve perseguire la riduzione del peso. Dal secondo e terzo mese, è importante un aumento calorico giornaliero che si ridurrà qualora la gravidanza richieda un riposo forzato. Mediamente il fabbisogno calorico deve aumentare di 200 Kcal al giorno da aggiungere, ovviamente, alla richiesta energetica quotidiana basale. E’ molto importante effettuare una valutazione calorica della dieta in gestazione per monitorare il corretto aumento ponderale. Il  sottopeso ed il sovrappeso sono situazioni da considerare a rischio: il primo caso può predisporre a deficit nutrizionale, mentre il secondo è fattore predisponente per il diabete gestazionale.

Diabete gestazionale: come evitarlo e/o come tenere sotto controllo la glicemia?

Si parla di diabete gestazionale nel caso in cui si possano rilevare valori superiori a quelli della soglia a digiuno > 92 mg/dl , ad 1 ora > 180 mg/dl, a due ore > 155 mg/dl. Se una donna manifesta diabete gestazionale avrà un rischio maggiore di sviluppare preeclampsia o gestosi, condizione tipica della gravidanza che è caratterizzata da ipertensione, proteinuria, ritenzione idrica etc. Per prevenire questa situazione morbosa serve controllare regolarmente la glicemia, seguire una dieta sana e scrupolosa monitorata dal medico, mantenere il peso forma e praticare esercizio fisico adeguato.

Quali sono gli alimenti da mangiare in gravidanza?

L’assunzione di cibi ricchi di omega 3 è importante per la maturazione embriologica di tutte le membrane in evoluzione, in particolare di quelle neurologiche del feto. In particolare i cibi ricchi di omega 3 da assumere regolarmente sono: salmone e pesce azzurro di piccola taglia, quali acciughe e sarde. E’ possibile mangiare tutta la carne, compresa la selvaggina: fagiano, quaglia, coniglio di piccoli allevamenti.

Poi, si possono mangiare le uova di gallina ruspante. Tra i cereali: riso integrale, grano saraceno, quinoa, amaranto, poca pasta e pane da farine raffinate. Tra i grassi: avocado, olio extravergine di oliva, olio di semi di lino, poco burro artigianale, formaggi stagionati in piccole quantità. Tra i cibi che modulano gli ormoni sessuali femminili: olive, olio EVO, crucifere, frutta e verdura (a buccia rossa e nera), tutte le spezie e le erbe aromatiche, cioccolato fondente al 70 %. E’ possibile consumare tutta la frutta e verdura di stagione, sia cotta che cruda ben lavata per donare tutti i microelementi, le vitamine e gli antiossidanti al feto. La fibra in esse contenuta serve a modulare il microbiota della gestante, ed andrà poi a colonizzare l’intestino del feto.

Per la sua azione idratante e circolatoria, è consigliabile bere almeno 2 lt di acqua al giorno, possibilmente alcalina. Via libera a brodi di verdura (senza glutammato), tisane, succhi di frutta non addizionati di zuccheri, latte vaccino e suoi derivati in quantità ridotte poiché la caseina e la betalattoglobulina  sono spesso implicate nello scatenamento di patologie allergiche. Occorre ridurre sale, limitare i cibi ricchi di istamina o istamino-liberatori per lo scatenarsi di allergie e intolleranze.

Frutta e verdura: come e quando consumarli?

E’ utile mangiare frutta e verdura di stagione a km 0. E’ consigliabile consumare possibilmente 4-5 porzioni al giorno. Si è visto che un ottimale consumo di frutta, in epoca preconcezionale, diminuisce in modo  significativo il rischio di abortività; infatti l’acido folico ed anche altre vitamine presenti nella frutta attivano il ciclo metabolico responsabile della produzione di quelle molecole che consentono una corretta differenziazione cellulare dei diversi organi ed apparati del feto. Inoltre, la frutta è saziante con un apporto ridotto di calorie.

Importante dire che una dieta ricca di frutta e verdura, attraverso meccanismi epigenetici, plasma il metabolismo del feto prevenendo l’obesità e le malattie metaboliche. Inoltre, è molto idratante, favorisce la corretta motilità intestinale e contribuisce, attraverso la fibra, ad un corretto sviluppo del microbiota intestinale materno. Un frutto con notevoli proprietà benefiche è l’avocado,poiché è ricchissimo di folati, omega 3 e vitamina E. Anche la frutta secca e quella a guscio (in quantità moderata) va consumata, perché è ricca di vitamine, acidi grassi, omega 3 e sia macro che oligoelementi come manganese, potassio, ferro, fosforo e magnesio.

Perché il consumo dei carboidrati è importante nella dieta?

I carboidrati appartengono ai principi nutritivi di base in nutrizione e rappresentano un tassello importante nella dieta di una gestante. I carboidrati da preferire sono quelli complessi a basso indice glicemico, cioè: avena, miglio, segale, orzo, farro. Non devono mancare: i legumi assortiti, soli o combinati con i cereali; i cereali integrali, ricchi di fibra; le vitamine ed i minerali.

Ottima fonte di carboidrati “buoni” sono frutta e ortaggi. Il vantaggio dei cibi a basso indice glicemico è che si ottengono livelli più regolari di zucchero nel sangue, senza i picchi repentini degli alimenti ad alto indice glicemico, tenuto conto che, per il suo particolare stato ormonale, nella donna in gravidanza aumenta la resistenza insulinica. E’ consigliabile combinarli anche con le proteine e i grassi, per rallentarne l’assorbimento contrastando l’aumento repentino della concentrazione dello zucchero nel sangue.

Quali sono gli alimenti da evitare in gravidanza? Perché?

E’ importante escludere i cibi di origine animale crudi o mal cotti, compresi tutti gli insaccati, per rischio di toxoplasmosi o listeriosi. Evitare dunque la carne cruda come carpacci e salumi (prosciutto compreso). Cuocere fino a bollore i cibi pronti come salsicce e hot dog. Non mangiare salse preparate con uova crude perché potrebbe esserci il rischio di salmonellosi. Bisogna evitare anche il pesce crudo ed affumicato; il pesce spada, il tonno, lo sgombro perché contenenti mercurio. Si consiglia di evitare il latte crudo e non pastorizzato ed anche i cibi da esso derivati. Occorre escludere dalla dieta il gelato, ridurre al minimo i cibi ricchi di omega 6, l’olio di girasole, le margarine, le fritture, il mais Ogm e tutti i germogli crudi.

Quali sono i suoi consigli per controllare l’aumento del peso in gravidanza? 

Per evitare il rischio di un eccessivo aumento di peso è importante controllare la quantità e la qualità del cibo e delle bevande. La dieta deve prevedere un 15% di proteine derivanti da pesce, uova, legumi, yogurt, carne; un 30% di grassi derivanti da olio e burro; un 55% di carboidrati derivanti da pane, pasta, riso e tutti gli altri cereali già citati. Occorre aggiungere le vitamine, le fibre ed i sali minerali. La donna in gravidanza dovrebbe aumentare di circa 10 kg, ma si può arrivare ai 12-15 kg.

Un mito da sfatare sull’alimentazione in gravidanza?

E’ fondamentale abbandonare il vecchio detto “bisogna mangiare per due”. Questo mito è stato sfatato dalla scienza. Il futuro nato non necessita di montagne di calorie, ma servono solo 200-300 kcal in più al giorno.

Voglie in gravidanza: cosa sono?

E’ vero che in gravidanza i gusti possono drasticamente cambiare con possibili effetti sulla dieta e sul peso corporeo. Quali sono le cause? Sono molteplici. Le variazioni ormonali in gravidanza possono comportare alterazioni del gusto e dell’olfatto; così accade che alcuni cibi precedentemente graditi diventino intollerabili e viceversa. Può essere chiamata in causa anche la ricerca smodata di alimenti ad alto contenuto energetico per soddisfare l’aumento di fabbisogno calorico e la ricerca di cibi che riducano l’ansia e potenzino il benessere.

Come tenere a bada gli attacchi di fame?

Una strategia utile è frazionare la dieta in 5-6 pasti di cui 3 pasti principali e 2-3 spuntini. Un secondo consiglio è bere 8-10 bicchieri di acqua non gasata, fuori i pasti oppure tisane consigliate dal medico e non zuccherate. Per bloccare gli attacchi di fame compulsiva si può fare uso di un po’ di frutta di stagione non zuccherina, anche in abbinamento a verdura come il finocchio, il cetriolo, la carota; oppure una manciata di frutta secca. E’ importante la scelta di materie prime eccellenti, possibilmente biologiche, ricche di elementi vitali, quasi mai cibi industriali, profondamente manipolati .

Dieta vegetariana o vegana in gravidanza: qual è il suo parere a riguardo?

Si può seguire una dieta vegana o vegetariana, ma soprattutto la vegana va rigorosamente monitorata e seguita da un medico esperto in nutrizione vegana. Bisogna badare al bilancio dei nutrienti per evitare qualsiasi tipo di carenza. Ad  esempio nelle donne vegane bisogna supplementare nelle dosi corrette sia la vitamina B che l’acido folico carenti in tale tipo di dieta. Bisogna valutare attentamente anche il ferro, lo iodio, il cacio ed altri microelementi.

Secondo la mia opinione è meglio una dieta onnivora controllata o una dieta vegetariana piuttosto che vegana. In ogni caso, nella dieta vegana ci si può avvalere dei cosiddetti cibi superfood ed integrare la dieta anche con fichi secchi, datteri, mandorle semi di sesamo e verdure a foglia scura. Servono anche la vitamina D, il ferro e l’acido folico. Se la dieta vegana viene ben condotta, non ci sono rischi particolari. Vietatissimo il “fai da te”.

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note

[1] Min. Salute parere del 15.12.2009.

[2] L. n. 396/1967 e ministero della Salute circ. del 06.08.2012.

[3] D. M. n. 744/2009 del 15.12.2009.

[4] Art. 348 cod. pen.


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2 Commenti

  1. Ora so chi può prescrivere una dieta! Ci sono talmente tanti impostori che si spacciano per nutrizionisti affermati e istruttori di palestre che dispensano consigli alimentari e rilasciano schede alimentari e diete oltre a formulare schede di allenamento…

  2. Dieta e gravidanza sono due argomenti che mi interessano particolarmente in questo periodo. Vorrei avere un bambino. trovare informazioni di questo tipo date professionisti è molto utile… Su internet circolano talmente tante fake news su diete e consigli alimentari da chi non ne sa nulla in materia.

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