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Copertura: ci vuole il permesso di costruire?

22 Febbraio 2019


Copertura: ci vuole il permesso di costruire?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Febbraio 2019



La licenza edilizia è necessaria solo per le opere temporanee e per quelle di volume modesto.

Immagina di voler realizzare, sul giardino di casa, una copertura di materiale rigido da usare solo durante determinate stagioni per poi rimuoverla nel resto dell’anno. Ad esempio potrebbe coprire dalla pioggia una piccola piscina finché dura l’inverno o riparare dal sole il tavolo da pranzo in muratura nel corso dell’estate. Prima di avviare i lavori, devi affrontare il problema delle pratiche amministrative da depositare in Comune. Ed allora ti chiedi se, per fare la copertura, ci vuole il permesso di costruire. La stessa domanda è stata posta alla Cassazione qualche anno fa: oggi la sentenza, fresca di pubblicazione [1], ha rispolverato le regole sulle autorizzazioni edilizie quando si fanno lavori sulle pertinenze di casa e ricordato quando scatta il reato di abuso edilizio. 

La questione riguarda la realizzazione di opere stagionali come una serra per proteggere le piante dall’inverno, uno spogliatoio da utilizzare nei mesi estivi per andare al mare o, come nel caso deciso dalla Cassazione, la copertura della piscina utilizzata stagionalmente.

I temi affrontati dalla Corte sono essenzialmente due: il concetto di pertinenza e la differenza tra opera temporanea (per la quale il permesso non è necessario) e stagionale. Vediamo quali sono state le istruzioni fornite in questa occasione.

Quando si tratta di pertinenze

Per le opere di piccole dimensioni non ci vuole il permesso di costruire. L’esempio tipico è la tettoia: quando si tratta di una copertura di pochi centimetri – quel tanto che basta, ad esempio, per ripararsi dalla pioggia quando si inseriscono le chiavi dentro la serratura di casa – non c’è bisogno di licenza edilizia. Invece quando l’opera è di dimensioni più elevate – ad esempio la tettoia che crea ambienti vivibili – c’è bisogno dell’autorizzazione del Comune prima di iniziare i lavori. 

Nel caso di specie, la sentenza ha ritenuto “non di piccole dimensioni” la copertura di una piscina lunga circa 19 metri e larga 9, a prescindere dal fatto che, nei periodi di non utilizzo, smontata e “impacchettata”, la stessa occupata solo pochi metri.

Ma come stabilire se un’opera è da ritenere di dimensioni ridotte? Si può far riferimento alla sua natura di pertinenza rispetto alla costruzione principale cui è collegata. La legge [2] infatti richiede il permesso di costruire per gli interventi di nuova costruzione «che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio principale». Tuttavia, la Cassazione ridimensiona tale criterio e ricorda: è vero che il Testo Unico edilizia prescrive un valore percentuale tra il bene principale e la pertinenza (ovvero il 20%), ma ciò non toglie che quest’ultima, in ogni caso, debba avere una superficie modesta e trascurabile. Quindi, ad esempio, una copertura di 200 metri quadri posta a ridosso di una villa di mille metri quadri non potrebbe mai considerarsi piccola, nonostante non superi il 20% della costruzione principale; essa richiede quindi il permesso di costruire.

Le opere stagionali richiedono il permesso di costruire?

Veniamo ora al secondo aspetto nodale per capire se una copertura richiede o meno il permesso di costruire. In passato la Cassazione [3] ha ritenuto non necessario il permesso di costruire per tutte le opere temporanee ossia quelle destinate a soddisfare esigenze momentanee.

E difatti è sempre il Testo Unico dell’Edilizia [4] a stabilire che «…previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione comunale, possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo i seguenti interventi: … b) le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni». Ad oggi, a seguito delle modifiche apportate nel decreto legislativo “Scia2” tale tipologia di opere è sottoposta a Cil. 

Sono da considerare «opere temporanee» quelle intrinsecamente destinate a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee che però possono essere rimosse non appena viene meno tale funzione. Dunque, una cosa è l’opera temporanea e un’altra quella stagionale la quale, a differenza della prima, si ripete nel tempo. Dunque l’opera stagionale può essere eseguita previa presentazione della richiesta di rilascio del permesso di costruire. Diversamente scatta il reato di abuso edilizio.

note

[1] Cass. sent. n. 342/19 del 7.01.2019.

[2] Art. 3, comma 1, lett. e. 6) del Dpr 380/2001 (TU edilizia).

[3] Cass. sent. n. 36107/206. n. 34763/2011.

[4] Art. 6, comma 2, lett. b), Dpr 380/2001.

[5] Art.3, lett. b), n.2 del Dlgs 222/2016

Autore immagine: copertura e tettoia in legno di Ratchat


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1 Commento

  1. Trovo l articolo incompleto, non si entra nel merito se l opera sia ancorata al terreno o meno, discriminante molto importante o sbaglio?

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