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Per l’assegno degli alimenti no al ricorso d’urgenza ex 700

10 Aprile 2013 | Autore:
Per l’assegno degli alimenti no al ricorso d’urgenza ex 700

Non si può fare ricorso alla tutela cautelare d’urgenza (art. 700) per ottenere l’assegno provvisorio di mantenimento in attesa della sentenza definitiva: vi è, infatti, una disposizione più specifica che è quella dell’udienza davanti al Presidente del Tribunale.

Chi, in stato di bisogno, promuove una causa per ottenere gli alimenti dal prossimo congiunto [1], finché con la sentenza definitiva non vengono definite la misura e le modalità dell’assegno, può chiedere al Presidente del Tribunale di stabilire la misura di un assegno provvisorio (in attesa della fine della causa).

Ebbene, secondo il Tribunale di Milano tale richiesta non può essere presentata con il ricorso d’urgenza ex art 700 cod. proc. civ.: ciò perché, per il caso di specie, vi è già la previsione dell’udienza innanzi al Presidente del Tribunale [2]. Tale ultima disposizione ha carattere speciale e prevale, quindi, rispetto alla disciplina generale che consente, in tutti gli altri casi, il ricorso allo strumento d’urgenza [3].

I giudici milanesi ricordano che la richiesta di assegno provvisorio può essere inoltrata solo in pendenza di un giudizio di merito instaurato per accertare il diritto agli alimenti. In assenza del processo principale, volto all’accoglimento o rigetto dell’assegno alimentare definitivo, ogni istanza di assegno provvisorio, inoltrata in via di tutela anticipatoria, è inammissibile.

L’assegno provvisorio disciplinato dall’art. 446 cod. civ. ha, infatti, già lo scopo di evitare che si verifichi un danno irreparabile al ricorrente, fintanto che venga accertato il suo diritto effettivo al mantenimento da parte del coniuge, dei genitori o di altri prossimi congiunti.


note

L’imagine in copertina è un’opera fotografica di Manuela M.C. Abis, mail to:mabis.photos@gmail.com. Tel: 392.893.49.09. © Tutti i diritti riservati.

[1] Secondo l’art. 433 cod. civ. i prossimi congiunti obbligati agli alimenti sono, nell’ordine: 1) il coniuge; 2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi anche naturali; 3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti; 4) i generi e le nuore; 5) il suocero e la suocera; 6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

[2] Art. 446 cod.civ.

[3] Art. 700 cod. proc. civ.


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