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Inps: contributi volontari e contributi da riscatto

30 Marzo 2019
Inps: contributi volontari e contributi da riscatto

Miro al raggiungimento della “Quota 100” (minimo 62 anni e 38 anni di contributi). Posso riscattare anni di contributi nella AGO tramite autorizzazione alla contribuzione volontaria dal 15/04/1995 (vedi Estratto conto allegato) e nel contempo riscattare i 5 anni max nella Gestione separata, visto che non ho contributi al 31/12/1995? Allego lettera INPS situazione contributiva. 

Per colmare gli anni di contribuzione non versata esistono sostanzialmente due modi: 

1. versare i contributi volontari; 

2. oppure riscattare i contributi non versati. 

Chiaramente, queste due modalità presentano alcuni limiti di applicazione, e non sempre è possibile coprire periodi contributivi pregressi. Ma procedendo con ordine si precisa quando è possibile adottare i predetti istituti. 

Si parte dalla contribuzione volontaria. Si tratta di contributi versati autonomamente (appunto “volontari”) per il perfezionamento del diritto e della misura alla pensione. Possono accedere ai versamenti dei contributi volontari i lavoratori che abbiano cessato o interrotto l’attività lavorativa. I contributi volontari, però, possono essere versati solo a copertura di periodi in corso e non a copertura di anni precedenti scoperti da contribuzione. 

I contributi volontari, quindi, sono utili per coprire con la contribuzione di periodi durante i quali il lavoratore: 

– non svolge alcun tipo di attività lavorativa dipendente o autonoma (compresa quella parasubordinata); 

– ha chiesto brevi periodi di aspettativa non retribuita per motivi familiari o di studio; 

– ha stipulato un contratto part-time (orizzontale o verticale). 

Nel caso specifico, quindi, è preclusa la possibilità di una contribuzione volontaria per periodi pregressi, ma rimane comunque la facoltà di avvalersi di tale istituto per periodi in corso (se attualmente è senza lavoro o ha un rapporto di lavoro part-time). 

Con riferimento invece ai contributi da riscatto, diversamente dalla contribuzione volontaria, possono essere riscattati periodi contributivi anche pregressi al fine di raggiungere prima la pensione. Si tratta di contributi che vengono accreditati a seguito della facoltà concessa al lavoratore o al pensionato di coprire periodi, altrimenti privi di contribuzione, per i quali: 

– vi è stata omissione nel versamento all’Inps dei contributi obbligatori che non possono essere, altrimenti, recuperati essendo intervenuta la prescrizione di legge; 

– non vi era l’obbligo del versamento contributivo.

Ma non tutti gli intervalli sono uguali e non per tutti può essere utilizzato il riscatto. Infatti, grazie al Decreto Legislativo 16 settembre 1996, n. 564, è possibile riscattare: 

– periodi d’interruzione o sospensione del rapporto di lavoro per un massimo di tre anni, non coperti né da contribuzione figurativa, né volontaria, se successivi al 31.12.1996. La legge non è molto esplicita a questo proposito e parla genericamente di situazioni derivanti “da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e prive di copertura assicurativa”; 

  periodi di formazione professionale, studio e ricerca, finalizzati all’acquisizione di titoli o di competenze specifiche richieste per l’assunzione al lavoro o per la progressione della carriera. Se è previsto il rilascio di un titolo o attestato, questo deve essere stato effettivamente conseguito; 

– lavoro discontinuo, saltuario, precario e stagionale nonché i periodi intercorrenti non coperti da contribuzione, se successivi al 31.12.1996. Le domande degli interessati devono essere corredate di certificazione comprovante la regolare iscrizione nelle liste di collocamento e il permanere dello stato di disoccupazione per tutto il periodo per cui si chiede la copertura mediante riscatto; 

– lavoro part-time orizzontale, verticale o ciclico (settimane o mesi alterni) per i periodi non coperti. Il richiedente ha l’onere di provare lo stato di occupazione a tempo parziale per tutto il periodo per cui chiede la copertura. 

Con particolare riferimento al D.Lgs. n. 564/1996, l’art. 5 dispone quanto segue: 

– “In favore degli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti e alle forme di essa sostitutive ed esclusive, i periodi successivi al 31 dicembre 1996, di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro previsti da specifiche disposizioni di legge o contrattuali e privi di copertura assicurativa, possono essere riscattati, nella misura massima di tre anni, a domanda, mediante il versamento della riserva matematica secondo le modalità di cui all’art. 13 della legge 12 agosto 1962, n. 1338, e successive modificazioni ed integrazioni”. 

Alla luce di ciò, si ritiene possibile il riscatto di periodi (non coincidenti), successivi al 31 dicembre 1996, nella misura massima di 3 anni. È stata prospettata la possibilità di poter accedere al nuovo condono contributivo disposto dal D.L. n. 4/2019, per un periodi massimo di 5 anni, ma attualmente pare che il lettore non vi rientrerebbe per via dei contributi comunque maturati, in data anteriore al 31.12.1995. Sul punto, in ogni caso, sarebbe meglio attendere la Circolare esplicativa dell’INPS, al fine di chiarire i dubbi. 

L’importo dell’onere di riscatto viene notificato dall’Inps con il provvedimento di accoglimento della domanda di riscatto.

Articolo tratto dalla consulenza resa dal dott. Daniele Bonaddio 



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