| Editoriale

Agcom e la tutela del copyright in internet: una storia a senso unico

10 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 aprile 2013



 Le intenzioni di Cardani di adottare il regolamento anti pirateria digitale e le scelte di un potere che non esiste.

È una storia a senso unico quella che caratterizza l’AgCom e i suoi svariati tentativi di disciplinare il diritto d’autore in rete. Sembra, infatti, che le buone abitudini, oltre a non perdersi, si trasmettano anche in linea di discendenza diretta.

Così, pure il nuovo Presidente, Angelo Cardani, seguendo una tradizione iniziata dal precedente Corrado Calabrò, ha manifestato l’intenzione di sostituire il Parlamento nel disciplinare la tutela del copyright sul web.

Cardani, nominato dal governo dei tecnici lo scorso mese di giugno, avrebbe infatti dichiarato – nel corso del convegno “Televisione e mercati rilevanti”, organizzato nella stessa dell’Autorità Antitrust – di voler varare, entro questa estate, una serie di misure per la tutela del copyright in rete”.

Il “Garante” – definizione quest’ultima, sulla quale si dovrebbe tornare a riflettere – ha precisato che si tratta di un provvedimento molto importate, per il quale intende tutelare il pluralismo e il diritto di accesso. Pluralismo però richiamato a sproposito e che pretende di essere garantito anche senza l’avvio di una consultazione pubblica, come almeno il predecessore Calabrò – seppur nei svariati tentativi di arrogarsi un potete non concessogli dalla Costituzione – aveva fatto.

Così, l’AgCom ritorna su una vecchia storia, costellata di insidiose e imbarazzanti fosse, che sembrava sepolta con la scadenza del precedente mandato “Calabrò”. La storia di un regolamento per la tutela dei diritti d’autore su internet contro la pirateria digitale, che doveva essere emanato sulla scia dell’esempio francese (la famosa legge Sarkozy) e che, invece, era stato abbandonato in zona “Cesarini”. In quella sede, l’Authority si era accorta di non avere i poteri per emanare norme che pretendevano di sostituire la legge.

Evidentemente, Cardani ritiene superati questi problemi se, a sottolineare il tono minaccioso dei propri propositi , ha precisato “…e manterremo anche questa volta le promesse (…). Non avremo dubbi, né esitazioni”. Esternazione che tradisce intenzioni a carattere repressivo, che intendono non solo “regolamentare”, ma forse anche “disciplinare” e “punire”. Compiti invece che solo l’atto tipico dei rappresentati del popolo può realizzare.

Non resta che affidarsi alle petizioni e agli appelli, in un Paese sempre più spesso caratterizzato da scelte unilaterali e unipersonali, dove ogni politico e amministratore si sente depositario dei poteri di una repubblica presidenziale. Con la differenza che, se in quest’ultima, a comandare è uno solo, in Italia ognuno si ritiene nel diritto di farlo.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI