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Vale la notifica della cartella consegnata da poste private?

24 Febbraio 2019


Vale la notifica della cartella consegnata da poste private?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Febbraio 2019



Cartelle esattoriali: le notifiche a mezzo del corriere privato sono valide o possono essere contestate davanti al giudice?

Questa mattina è arrivato, a casa tua, il corriere. Un giovane ragazzo, dipendente di una ditta di poste private, si è fatto aprire la porta dicendo di avere una raccomandata per te. L’hai accettata firmando il registro delle consegne. Quando però hai preso in mano la busta sei rimasto perplesso: si tratta di una cartella esattoriale, con tanto di intimazione al pagamento di alcune imposte che non avevi, a suo tempo, versato. Non potendo ormai restituire la lettera, ti domandi se tale procedura sia legale: vale la notifica della cartella consegnata da poste private?

Quando la notifica della cartella con poste private era considerata nulla

La questione ha, in passato, occupato l’attenzione di numerosi tribunali. Spesso infatti sono state impugnate, per difetto di notifica, le cartelle esattoriali spedite con le poste private e non tramite Poste Italiane. A fronte di tali contestazioni sollevate dai contribuenti, Cassazione e giudici sparsi su tutto lo stivale [1] hanno sempre ritenuto inesistente la notifica della cartella di pagamento quando la raccomandata viene consegnata per il tramite di un corriere privato.

Eccezionalmente, secondo la Cassazione [2], era possibile ritenere valida la notifica delle cartelle tramite corriere: ciò solo quando l’agente della riscossione avesse consegnato la busta a Poste Italiane e questa, a sua volta, si fosse valsa, di un servizio postale privato come proprio collaboratore esterno. Infatti – ha sostenuto la giurisprudenza – in tal caso l’attività di recapito rimane all’interno del rapporto tra l’ente Poste e l’agenzia di recapito, e permane in capo al primo la piena responsabilità per l’espletamento del servizio.

Oggi però le cose stanno diversamente. Difatti, una legge del 2017 ormai in vigore e completata dai relativi decreti attuativi [3], ha eliminato il monopolio di Poste Italiane nella notifica degli atti giudiziari e, più in generale, della pubblica amministrazione. Vediamo cosa cambia.

Valide le cartelle di pagamento notificate col corriere privato

L’introduzione della recente riforma ha fatto sì che anche i soggetti privati abbiano oggi il potere di certificare l’avvenuta consegna di una raccomandata, dando a tale dichiarazione il valore di piena prova, proprio come sino ad oggi è avvenuto con Poste Italiane. La liberalizzazione del servizio postale ha dato così la possibilità di notifiche degli atti dell’amministrazione anche a mezzo di poste private, purché autorizzate dal ministero.

Il che significa che anche le cartelle esattoriali possono essere consegnate con servizi di poste private senza che ciò determini nullità dell’atto stesso.

A questo punto chiedersi se vale la notifica della cartella consegnata con poste private non ha più senso poiché tutte le sentenze che hanno, in passato, ritenuto illegittima tale modalità sono automaticamente superate dalla riforma legislativa. Dunque è completamente inutile, ad oggi, contestare la cartella per tale motivo.

Peraltro le poste private sono oggi autorizzate a notificare anche gli atti giudiziari (come atti di citazione, decreti ingiuntivi, citazioni per sfratto, precetti, pignoramenti, sentenze, ricorsi in cassazione, ecc.) e le contravvenzioni stradali (le cosiddette “multe”), sempre a patto che ottengano l’autorizzazione ministeriale.

Le altre modalità di notifica delle cartelle di pagamento

La raccomandata – spedita tramite Poste Italiane o tramite i servizi di poste private – non è l’unico mezzo per inviare le cartelle. Queste possono anche essere consegnate direttamente “nelle mani” del contribuente, dagli ufficiali della riscossione o altri soggetti abilitati dal concessionario oppure, previa eventuale convenzione tra Comune e concessionario, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale [4].

Quando la notificazione della cartella di pagamento avviene mediante consegna nelle mani proprie del destinatario o di persone di famiglia o addette alla casa, all’ufficio o all’azienda, non è richiesta la sottoscrizione dell’originale da parte del consegnatario.

Infine, la notifica della cartella può essere eseguita a mezzo posta elettronica certificata (Pec), all’indirizzo risultante dagli elenchi a tal fine previsti dalla legge. Tali elenchi sono consultabili, anche in via telematica, dagli agenti della riscossione. Tale forma di notifica è obbligatoria per tutte le imprese individuali o le società, per i professionisti iscritti in albi o elenchi istituiti con legge dello Stato. Tali soggetti sono infatti obbligati per legge ad avere una propria Pec.

Se la casella di posta elettronica risulta satura, l’ufficio effettua un secondo tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal primo invio. Se anche a seguito di tale tentativo la casella di posta elettronica risulta satura oppure se l’indirizzo di posta elettronica del destinatario non risulta valido o attivo, la notificazione deve essere eseguita mediante deposito telematico dell’atto nell’area riservata del sito internet della società InfoCamere Scpa e pubblicazione, entro il secondo giorno successivo a quello di deposito, del relativo avviso nello stesso sito, per la durata di quindici giorni; l’ufficio inoltre dà notizia al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto a mezzo di lettera raccomandata, senza ulteriori adempimenti a proprio carico.

Nelle more della piena operatività dell’anagrafe nazionale della popolazione residente, per i soggetti diversi da quelli obbligati ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata da inserire nell’INI-PEC, la notificazione può essere eseguita a coloro che ne facciano richiesta, all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui sono intestatari o anche del coniuge, di un parente o affine entro il quarto grado, specificamente incaricati di ricevere le notifiche per conto degli interessati, secondo le modalità stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

In tali ipotesi, l’indirizzo dichiarato nella richiesta ha effetto, ai fini delle notificazioni, dal quinto giorno libero successivo a quello in cui l’ufficio attesta la ricezione della richiesta stessa. Se la casella di posta elettronica del contribuente che ha effettuato la richiesta risulta satura, l’ufficio effettua un secondo tentativo di consegna decorsi almeno sette giorni dal primo invio.

Elezione di domicilio

Il contribuente può indicare un proprio domicilio per le notifiche delle cartelle diverso dal luogo di residenza, indicandolo presso una persona o un ufficio nel Comune del proprio domicilio fiscale. In tal caso l’elezione di domicilio deve risultare espressamente da apposita comunicazione effettuata al competente ufficio imposte a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento ovvero in via telematica con modalità stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. In tal caso, l’elezione di domicilio ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento di tale comunicazione.

Le variazioni e le modificazioni dell’indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal trentesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta variazione anagrafica, o, per le persone giuridiche società ed enti privi di personalità giuridica, dal trentesimo giorno successivo a quello della ricezione da parte dell’ufficio della comunicazione relativa.

Se la comunicazione è stata omessa la notificazione è eseguita validamente nel comune di domicilio fiscale risultante dall’ultima dichiarazione annuale.

note

[1] Cass. n. 2262/2013 e n.27021/2014 – e già prima da Cass. n. 11095/08.

[2] Cas. sent. n. 13073/16.

[3] Legge n. 124/2017.

[4] Art. 26 DPR n. 602/1973.

Autore immagine : postino Di Pretty Vectors


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