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Notifica atti fiscali: cambio residenza

24 Febbraio 2019
Notifica atti fiscali: cambio residenza

Cartelle di pagamento e avvisi di accertamento, in caso di variazione e notifica dell’indirizzo, vengono notificati al vecchio per 30 giorni.

Stai per cambiare residenza da una casa a un’altra. Volendo essere certo che, da questo momento in poi, il postino non consegnerà più le raccomandate al vecchio indirizzo – in particolar modo, gli avvisi e gli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate o le cartelle dell’Agenzia Entrate Riscossione – vuoi sistemare tutte le cose a dovere e non tralasciare alcun obbligo. Se, infatti, la pubblica amministrazione sarà stata informata correttamente e per tempo della tua nuova residenza, non correrai il rischio di ricevere notifiche presso la vecchia abitazione, non potendoti così difendere. Quali obblighi ti competono? Come avviene la notifica degli atti fiscali in caso di cambio residenza? Ecco alcuni chiarimenti che fanno al caso tuo.

Comunicazione cambio residenza: a chi?

Nel momento in cui ti trasferisci da una casa a un’altra, e quindi cambi residenza, ogni tuo dovere di comunicazione alla pubblica amministrazione si esaurisce con la pratica all’Ufficio anagrafe del Comune ove si trova la nuova abitazione. Non devi quindi fare alcuna comunicazione al Comune di partenza. Chiaramente, nel caso in cui tu ti trasferisca da un indirizzo a un altro, all’interno però dello stesso Comune, l’ufficio a cui rivolgerti è sempre lo stesso.

Spesso si ritiene obbligatoria la comunicazione di cambio residenza all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di una convinzione errata. Il contribuente non deve informare il fisco del proprio trasferimento. Sarà il Comune infatti a informarlo di ciò mediante una pratica che si svolge all’interno della pubblica amministrazione. Stesso discorso vale anche per la Motorizzazione ai fini del cambio di residenza per la patente.

Dopo la variazione di residenza dove vengono effettuate le notifiche?

Il cambio di residenza viene eseguito dal Comune entro 48 ore dalla dichiarazione del contribuente all’Ufficio anagrafe. Nei successivi 45 giorni, i vigili urbani (o meglio la polizia municipale), incaricati dall’Ufficio anagrafe, possono fare i controlli per accertare che il cambio di residenza sia effettivo e che quindi il dichiarante abiti davvero presso il nuovo indirizzo. In caso contrario revocano la modifica di residenza e possono trasmettere la notizia alla Procura della Repubblica al fine di accertare la sussistenza del reato di falsa dichiarazione a pubblico ufficiale.

Se è vero che il cambio di residenza è automaticamente efficace dopo 2 giorni da quando viene depositata la dichiarazione all’Ufficio anagrafe, è bene però chiedersi da quale momento ha valore per l’amministrazione finanziaria. In altri termini, dopo quanti giorni le notifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate o di Agenzia Entrate Riscossione devono essere fatte presso il nuovo indirizzo? Ecco qual è la soluzione a questo interessante quesito giuridico.

In caso di variazione dell’indirizzo di residenza del contribuente, ai fini delle notifiche degli atti tributari le modificazioni dell’indirizzo hanno effetto dal trentesimo giorno successivo a quello dell’avvenuta variazione anagrafica. Per le persone giuridiche e le società ed enti privi di personalità giuridica i 30 giorni decorrono dalla ricezione da parte dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate della dichiarazione di cambio di domicilio fiscale.

È quindi bene sapere che esiste un periodo intermedio in cui le notifiche di cartelle di pagamento o di accertamenti fiscali possono continuare ad essere spediti presso la vecchia residenza e ciò nonostante si ritengono ugualmente validi. Sarà quindi opportuno predisporre un servizio di domiciliazione della corrispondenza presso l’ufficio postale di modo che il postino possa consegnare, in tale arco dei 30 giorni, la raccomandata al nuovo indirizzo.

Irreperibilità del destinatario

Mettiamo caso che, a seguito del trasferimento, al vecchio indirizzo il postino non trovi più il nome del contribuente sulla cassetta delle lettere o al citofono né riesca a conoscere la sua nuova abitazione tramite informazioni assunte dai vicini di casa. Cosa avviene della cartella esattoriale o dell’accertamento fiscale? Che fine fanno?

In tali ipotesi il postino, verificata l’assenza del destinatario nel luogo di residenza e l’impossibilità di ottenere informazioni circa la sua effettiva dimora o il domicilio lavorativo, deposita l’atto presso la casa comunale. L’avviso di deposito della raccomandata viene pubblicato nell’albo comunale, e la notificazione si ha per eseguita dopo otto giorni da tale affissione. Decorso tale termine, tuttavia, la legge non impone affatto la restituzione del piego al mittente.

In sintesi la notificazione è valida mediante deposito dell’atto nella casa comunale ed affissione dell’avviso di deposito nell’albo del Comune (senza necessità di comunicazione all’interessato a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, né di ulteriori ricerche al di fuori del Comune di domicilio fiscale) soltanto nell’ipotesi in cui, nonostante le ricerche che il messo notificante deve svolgere nell’ambito del detto Comune, in esso non si rinvenga l’effettiva abitazione o l’ufficio o l’azienda del contribuente.

Ne deriva che è nulla la notifica con deposito alla casa comunale nei confronti di persona irreperibile se l’ufficiale notificatore non ha fatto ricerche in modo diligente ossia se si è limitato ad indicare solo il comune nel quale si è trasferito il destinatario dell’atto.

È invece valida la notifica dell’avviso di accertamento con deposito alla casa comunale se dalla verifica anagrafica il ricorrente, che non ha comunicato la sua nuova residenza, risulta irreperibile, non assumendo in tal caso alcun valore l’iscrizione del nuovo indirizzo contenuta nella dichiarazione dei redditi presentata in epoca successiva alla suddetta notifica.


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