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Banca delle terre agricole: come funziona

18 Dicembre 2017
Banca delle terre agricole: come funziona

La banca delle terre agricole è uno strumento di mappatura per facilitare chi cerca terreni pubblici in vendita da poter coltivare

Non molto tempo fa abbiamo visto Quali professioni saranno più richieste nel 2018?  E abbiamo avuto modo di verificare come uno dei settori dell’economia che non conosce crisi è quello legato all’agricoltura e, tra i diversi settori in espansione, continuano a destare molto interesse tutte le possibilità di impiego collegate ai lavori della terra. Si tratta di un ambito che negli ultimi anni è stato attraversato da intensi processi di innovazione tecnologica e che ha maturato un forte appeal tra giovani, soprattutto tra coloro che sono intenzionati a trasformare un’idea in un’attività di impresa.

L’agricoltura, infatti,  ha rappresentato per lungo tempo la principale fonte di reddito degli italiani, segnando profondamente la storia del Mezzogiorno. Il Sud Italia, infatti, è caratterizzato da meravigliose distese di terreni agricoli dal valore paesaggistico inestimabile. Molte volte, però, queste realtà rurali soffrono “il fascino” dell’abbandono. Da qui è nata l’idea di valorizzare i terreni incolti o abbandonati nel Mezzogiorno. Proprio a tal fine, infatti, è stato indetto un bando da 3 milioni di euro rivolto alle organizzazioni del Terzo settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia. Di tanto abbiamo parlato nell’articolo: Terre colte al Sud: il bando da 3 milioni di euro. Di grande rilievo anche il progetto “Resto al Sud” (leggi, in proposito: Resto al sud: 200 mila euro ai giovani a partire da gennaio). Vedremo, invece, in questo articolo cos’è la Banca delle terre agricole e come funziona.

Terre agricole: un’opportunità per i giovani imprenditori                   

Le “terre abbandonate”, soprattutto nel Sud Italia, non sono poche ed è importante sapere che la loro esistenza potrebbe costituire un’interessante opportunità  sia per chi cerca un’occupazione nelle diverse professionalità collegate alla filiera, che vanno ben oltre i servizi e prodotti tradizionali collegati all’attività di coltivazione e allevamento, sia per chi vuole seriamente intraprendere iniziative innovative, come dimostra l’aumento del numero di imprese individuali condotte da under 35. Su quest’ultimo aspetto, la Coldiretti conferma come l’Italia rappresenti il Paese leader in Europa per giovani che si avvicinano al settore dell’agricoltura. Sulla scia di questo trend e con l’idea di affidare terreni abbandonati, incolti ed aree edificate ad uso industriale, artigianale, commerciale, turistico-ricettivo a giovani che vogliono avviare imprese agricole per produzioni di qualità di affidare è nata la Banca delle terre agricole. Vediamo, dunque, di cosa si tratta e come funziona la Banca delle terre agricole. 

Banca delle terre agricole: cos’è

La Banca delle terre agricole è stata istituita attraverso la legge di semplificazione per l’agricoltura [1], presso l’Ismea (l’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare). L’idea alla base del progetto è quella di definire un panorama completo della domanda e dell’offerta dei terreni e delle aziende agricole, attraverso un apposito database relativo alla mappatura dei terreni di natura pubblica messi in vendita dallo Stato. La Banca delle terre agricole, infatti, è stata creata con la finalità di costituire un inventario completo della domanda e dell’offerta dei terreni agricoli che si rendono disponibili anche a seguito di abbandono dell’attività produttiva e di prepensionamenti, raccogliendo, organizzando e dando pubblicità alle informazioni necessarie sulle caratteristiche naturali, strutturali ed infrastrutturali dei medesimi, sulle modalità e condizioni di cessione e di acquisto degli stessi. La Banca può essere alimentata sia con i terreni derivanti dalle operazioni fondiarie realizzate da Ismea, sia con i terreni appartenenti a Regioni, Province Autonome o altri soggetti pubblici, anche non territoriali, interessati a vendere, per il tramite della Banca, i propri terreni, previa sottoscrizione di specifici accordi.

Banca delle terre agricole: finalità

Il progetto è finalizzato a riportare in agricoltura le tante aree incolte presenti nel nostro territorio, favorendo un ricambio generazionale nel settore e valorizzando – così – il patrimonio fondiario pubblico.

Come conoscere i terreni in vendita nella propria Regione?

Le regioni interessate dal progetto sono:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Accedendo sul sito di Ismea e avviando una ricerca per regione si potranno conoscere tutti i terreni in vendita, la tipologia di coltivazione ed i valori catastali.  La Banca è accessibile gratuitamente dagli utenti interessati all’acquisto, che possono in tal modo prendere visione delle schede tecniche con la descrizione dei terreni in vendita ed inviare la propria manifestazione di interesse a partecipare alla procedura competitiva ad evidenza pubblica. Si legge sul sito del ministero: «La “Banca delle terre agricole” può rappresentare uno strumento fondamentale per rispondere alla richiesta di terreni e valorizzare al meglio il patrimonio fondiario pubblico. Dopo anni di attesa si parte. Dobbiamo stimolare in ogni modo la crescita delle nostre produzioni, consentendo soprattutto ai giovani di poter avere un accesso alla terra e al credito semplificati».


note

 [1] L. n.  154 del 28.07.2016.


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