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Pensione: quali sono le finestre?

12 Marzo 2019 | Autore:


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Che cosa sono e come funzionano le finestre di attesa: Quota 100, pensione anticipata ordinaria e precoci, opzione donna, totalizzazione.

Tornano le finestre di attesa per la pensione, grazie alle modifiche in materia di decorrenza dei trattamenti previdenziali introdotte dal cosiddetto decreto Welfare [1]: per ottenere la pensione quota 100 e la pensione anticipata, difatti, è necessario attendere un arco di tempo che va dai 3 ai 6 mesi.

Bisogna comunque considerare che le finestre non sono mai state abolite del tutto: nonostante la riforma Fornero, difatti, non abbia previsto l’applicazione di questi periodi di attesa per la pensione di vecchiaia ed anticipata, ed abbia abolito la pensione di anzianità con le quote, le finestre sono rimaste per alcuni trattamenti, come l’opzione Donna, la pensione in regime di totalizzazione e la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità.

Dunque, per la pensione quali sono le finestre oggi? Quali sono i requisiti che devono maturare per la pensione, a partire dai quali scatta il periodo di finestra? Quanto durano le finestre? Facciamo il punto della situazione.

Che cosa sono le finestre per la pensione?

La finestra è il lasso di tempo che trascorre dalla maturazione dell’ultimo requisito per il trattamento alla sua liquidazione da parte dell’ente previdenziale.

Ad esempio, con la “riesumazione” delle finestre, la pensione anticipata non decorre più dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti richiesti, ma dal primo giorno del mese successivo al termine del periodo di finestra, oppure in una data prestabilita, nel caso in cui si applichi una finestra fissa, e non una finestra mobile.

Quali sono i requisiti per la pensione?

Quali sono i requisiti che devono maturare per la pensione, a partire dai quali scatta il periodo di finestra? I requisiti stabiliti per la pensione sono differenti a seconda della gestione previdenziale a cui si è iscritti, della categoria di appartenenza e del tipo di trattamento che si vuole richiedere.

Per la maggior parte delle pensioni, i requisiti richiesti riguardano l’età e il possesso di un minimo di anni di contributi: ad esempio, per l’attuale pensione di vecchiaia ordinaria, si richiedono 67 anni di età assieme al possesso di vent’anni di contributi.

In alcuni casi, per il trattamento si richiede anche la maturazione di un assegno minimo: per il diritto alla stessa pensione di vecchiaia ordinaria, per fare un esempio, si richiede la maturazione di un assegno pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a circa 686 euro mensili, se non si possiedono versamenti alla previdenza obbligatoria anteriori al 1996. Bisogna considerare, a scanso di equivoci, che per la pensione di vecchiaia attuale non sono previste finestre.

Spesso, le gestioni previdenziali dei liberi professionisti richiedono, oltre all’accredito di un minimo di anni di contributi, anche una determinata anzianità di iscrizione. Ma, considerando che i requisiti da maturare per la pensione possono essere diversi e numerosi, da quando iniziano a trascorrere le finestre?

Da quando parte il periodo di finestra?

Se i requisiti stabiliti per la pensione, da soddisfare contemporaneamente, sono differenti, nella generalità dei casi la finestra inizia a trascorrere a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito, cioè dal requisito necessario al trattamento raggiunto più recentemente. Questo succede con le finestre mobili, attualmente in vigore per alcune tipologie di pensione.

Con le finestre fisse, invece, ci si può pensionare all’apertura della finestra successiva rispetto alla data di maturazione dei requisiti, con un’ulteriore tempistica di attesa eventualmente stabilita dalla normativa. Con la quota 100 per i lavoratori del settore privato, ad esempio, bisogna considerare che la finestra fissa utile per chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre si apre il 1° aprile dell’anno successivo: di conseguenza, chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre 2018 si pensiona il 1° aprile 2019.

Quanto durano le finestre?

La durata delle finestre non è unica, ma cambia a seconda del tipo di finestra, mobile o fissa, del tipo di pensione e anche della categoria di appartenenza. Le finestre attualmente ancora operative sono le cosiddette finestre mobili, che si calcolano a partire dalla data di maturazione dell’ultimo requisito per il trattamento. Vediamo come funzionano:

  • per chi richiede la pensione di vecchiaia in regime di totalizzazione, la finestra è pari a 18 mesi; la pensione viene liquidata a partire dal primo giorno del 19º mese dalla data di maturazione dell’ultimo requisito;
  • per chi richiede la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, invece, la finestra è ancora più lunga ed è pari a 21 mesi;
  • per chi vuole richiedere l’opzione donna, che sarà prorogata alle nate sino al 31 dicembre 1959 (1958 se autonome), a partire dalla maturazione dell’ultimo requisito tra quello contributivo (35 anni)  e quello di età, la finestra è pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti, ed a 18 mesi per le lavoratrici autonome.
  • per quanto riguarda la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, che ad oggi può essere richiesta dei lavoratori dipendenti del settore privato che possiedono un’invalidità pari almeno all’80%, la finestra è pari a 12 mesi.

Pensione anticipata ordinaria con finestre: quando si esce?

La pensione anticipata ordinaria si può ottenere, sino al 31 dicembre 2026, con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

Secondo quanto indicato nel decreto in materia di reddito di cittadinanza e pensioni, però, dal 2019 la decorrenza della prestazione è spostata in avanti di tre mesi, con l’applicazione delle finestre di attesa.

In buona sostanza, chi matura i requisiti per la pensione deve attendere 3 mesi prima di percepire il trattamento. In sede di prima applicazione, chi matura i requisiti dal 1° gennaio 2019 alla data di entrata in vigore del decreto, consegue il diritto al trattamento pensionistico dal 1° aprile 2019.

Se la pensione è liquidata a carico di una gestione esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria (come l’ex Inpdap), la prima decorrenza utile della pensione è fissata al primo giorno successivo all’apertura della finestra.

Se, invece, la prestazione è liquidata a carico di una gestione diversa da quella esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria, la prima decorrenza utile della pensione è fissata al primo giorno del mese successivo all’apertura della finestra.

Al personale della scuola si applica la finestra unica di uscita: può dunque pensionarsi dal 1° settembre 2019 (1° novembre per gli appartenenti al comparto Afam) chi matura i requisiti per la pensione anticipata entro il 31 dicembre 2019. È possibile chiedere la cessazione dal servizio sino al 28 febbraio 2019.

Pensione anticipata precoci con finestre: quando si esce?

I lavoratori precoci, cioè coloro che possiedono almeno 12 mesi di contributi versati prima del 19° anno di età, possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi (nel 2019, in base alle disposizioni contenute nel decreto pensioni, i requisiti non cambiano: gli adeguamenti alla speranza di vita si applicheranno solo dal 2027), se appartengono a una delle categorie salvaguardate: disoccupati, invalidi in misura almeno pari al 74%, caregiver (coloro che assistono, da almeno 6 mesi, un familiare entro il 2° grado convivente, con handicap grave) e addetti ai lavori gravosi. Per ciascuna di queste categorie sono previsti dei requisiti specifici, al fine di ottenere la pensione anticipata precoci.

Dal 2019 al trattamento si applicano, però, le finestre mobili pari a 3 mesi.

Pensione quota 100 con finestre: quando si esce?

Ecco come funzionano le finestre di attesa per chi matura i requisiti della quota 100:

  • i lavoratori del settore privato che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2018 conseguono il diritto alla decorrenza della pensione il 1° aprile 2019;
  • i lavoratori del settore privato che maturano i requisiti dal 1° gennaio 2019 conseguono il diritto alla decorrenza della pensione trascorsi tre mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
  • i dipendenti pubblici che maturano i requisiti entro l’entrata in vigore del decreto pensioni, cioè entro il 29 gennaio 2019, conseguono il diritto alla decorrenza della pensione il 1° agosto 2019;
  • i dipendenti pubblici che maturano i requisiti dal giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi;
  • la domanda di collocamento a riposo, per i dipendenti pubblici, deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi;
  • per i dipendenti del comparto scuola si applica la finestra unica di uscita.

In base a quanto esposto nel decreto, dunque, escluse le finestre per i dipendenti della scuola, e la finestra del 1° aprile e del 1° agosto, rispettivamente dedicate ai lavoratori del settore privato e pubblico, le ulteriori finestre dovrebbero essere mobili, e non finestre fisse.

Se il trattamento pensionistico è liquidato a carico di una gestione esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria (come l’ex Inpdap), la prima decorrenza utile della pensione è fissata al primo giorno successivo all’apertura della finestra.

Se, invece, il trattamento è liquidato a carico di una gestione diversa da quella esclusiva dell’assicurazione generale obbligatoria, la prima decorrenza utile della pensione è fissata al primo giorno del mese successivo all’apertura della finestra.

note

[1] DL 4/2019.


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