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Quali congedi dal lavoro può ottenere chi ha un genitore disabile?

12 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Marzo 2019



Congedi per chi deve assistere genitori disabili: congedo straordinario Legge 104, aspettativa per motivi familiari.

Devi assistere un genitore del disabile e hai necessità di assentarti dal lavoro per un lungo periodo? Forse non sai che non esiste soltanto la possibilità di ottenere i permessi mensili della Legge 104 (pari a tre mesi al giorno e frazionabili), ma puoi anche mancare per un periodo più lungo ed essere retribuito grazie al congedo straordinario Legge 104.

Il congedo straordinario Legge 104, infatti, ti concede la possibilità di beneficiare di un lungo periodo di assenza retribuito, sino a un massimo di 2 anni nella vita lavorativa, per assistere un familiare con handicap grave.

Per chi ha già esaurito i 2 anni di congedo retribuito a disposizione, o per chi deve assistere un genitore con handicap non grave, o invalido ma senza il riconoscimento dell’handicap, poi, c’è la possibilità di beneficiare dell’aspettativa per motivi familiari o per motivi personali: purtroppo, però, questi congedi non sono retribuiti.

Ma procediamo per ordine, e vediamo quali congedi dal lavoro può ottenere chi ha un genitore disabile.

Come funziona il congedo straordinario legge 104?

Chi ha un genitore disabile, portatore di handicap grave, nella generalità dei casi può fruire del cosiddetto congedo straordinario legge 104, il congedo straordinario per l’assistenza di familiari disabili [1]: questo congedo consiste in un periodo di aspettativa retribuita, riconosciuto ai lavoratori dipendenti che assistono un familiare portatore di handicap riconosciuto in situazione di gravità.

Il congedo retribuito legge 104 è riconosciuto per un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa e per ciascun disabile: se, ad esempio, un familiare ha già beneficiato di un anno di congedo per assistere un disabile, per lo stesso portatore di handicap grave un altro familiare potrà beneficiare soltanto di un altro anno di aspettativa.

Oppure, se un lavoratore assiste per un anno e mezzo la madre disabile, e dopo un po’ di tempo ha necessità di riassentarsi per assistere il coniuge portatore di handicap grave, per l’assistenza di quest’ultimo potrà beneficiare soltanto dei restanti 6 mesi di congedo, in quanto ciascun dipendente ha diritto a non più di 2 anni di congedo legge 104 nell’arco della vita lavorativa.

In sostanza, I due anni di congedo straordinario sono da intendersi come massimo utilizzabile, per ciascun dipendente, nell’intero arco della vita lavorativa. Pertanto, se vi sono più familiari per i quali si possa fruire del congedo, in ogni caso non è possibile superare i due anni totali, comprensivi di tutte le assenze inerenti ogni assistito.

Nel computo del limite dei 2 anni rientrano anche le giornate festive e non lavorative ricomprese tra le giornate di assenza.

A chi spetta il congedo straordinario legge 104?

Il congedo straordinario spetta, nell’ordine:

  • al coniuge (o unito civilmente) convivente del portatore di handicap grave;
  • al padre o alla madre, anche adottivi, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente;
  • ad uno dei figli conviventi anche adottivi in caso di decesso, mancanza o in presenza di patologie invalidanti del padre e della madre;
  • ad uno dei fratelli o sorelle conviventi in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei figli conviventi;
  • al parente o all’affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli e sorelle conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Il congedo legge 104 spetta se non si convive col genitore?

La Corte Costituzionale, con una recente sentenza [2], consente anche al figlio, non convivente al momento della domanda di congedo straordinario, la possibilità di fruire del congedo stesso.

In particolare, la Corte ha dichiarato la parziale incostituzionalità del testo unico maternità-paternità [3], nella parte in cui non elenca tra i beneficiari del congedo straordinario il figlio che, al momento della presentazione della richiesta, ancora non convive con il genitore con handicap grave, se instaura la convivenza successivamente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente, del padre e della madre, anche adottivi, dei figli conviventi, dei fratelli e delle sorelle conviventi, dei parenti o affini entro il terzo grado conviventi, legittimati a richiedere il beneficio in via prioritaria secondo l’ordine determinato dalla legge.

Com’è retribuito il congedo straordinario legge 104?

Il lavoratore in congedo ha diritto a due benefici:

  • a un’indennità di congedo, pari all’ultima retribuzione percepita (comprensiva dei ratei di tredicesima mensilità, altre mensilità aggiuntive, gratifiche, indennità, premi, ecc.), sino a determinati limiti;
  • all’accredito dei contributi figurativi, utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione, sino a determinati limiti massimi.

Come si chiede il congedo straordinario Legge 104?

La domanda per il congedo straordinario consiste in un’autocertificazione, accompagnata dal certificato di handicap grave; deve essere presentata al proprio dirigente o alla propria amministrazione, se si lavora per un ente pubblico. I dipendenti privati, invece, devono inoltrare la domanda direttamente all’Inps: dopo che l’Istituto verifica la correttezza formale e accoglie l’istanza, devono effettuare la richiesta al proprio datore di lavoro.

Nello specifico, la domanda per percepire l’indennità correlata al congedo legge 104 deve essere inviata all’Inps in via telematica e può essere inoltrata:

  • dal sito dell’Inps, sezione Servizi per il cittadino, se si è in possesso del codice pin, dell’identità Spid o della carta nazionale dei servizi;
  • dal contact center Inps Inail (al numero 803.164, o 06.164.164 da mobile); è ugualmente necessario il pin;
  • tramite i servizi telematici dei patronati.

La domanda d’indennità deve essere inviata entro un anno, dal giorno successivo alla scadenza del periodo di paga nel corso del quale si è verificata la ripresa dell’attività lavorativa.

Aspettativa per gravi motivi familiari: si può usare per assistere un genitore disabile?

L’aspettativa per gravi motivi familiari è un congedo previsto dalla legge [4], che ha la durata massima di 2 anni nell’intero arco della vita lavorativa e, come il congedo straordinario, è fruibile anche in maniera frazionata.

Quest’aspettativa, in particolare, può essere richiesta per le seguenti motivazioni:

  • problematiche conseguenti alla morte di un familiare;
  • cura ed assistenza di un familiare, per dedicarsi alla quale il dipendente sia impossibilitato a svolgere le sue mansioni, o in gravi difficoltà;
  • grave disagio personale del lavoratore, non consistente in malattia.

I familiari per i quali può essere richiesta l’aspettativa sono il coniuge, i figli, i genitori, nonché i fratelli e le sorelle, i generi e le nuore e i suoceri, anche se non sono conviventi; inoltre, possono essere considerati i portatori di handicap parenti o affini entro il terzo grado ed i componenti della famiglia anagrafica, ammettendo quindi anche i conviventi e, in generale, le famiglie di fatto, a godere della tutela.

Quest’aspettativa, dunque, può essere anche richiesta per assistere un genitore disabile, ad esempio se non portatore di handicap, o portatore di handicap non grave, o se non è più possibile fruire del congedo straordinario legge 104.

Il datore di lavoro può rifiutarsi di concedere questo congedo, ma deve adeguatamente motivare il diniego e, su domanda del dipendente, è tenuto a riesaminare l’istanza.

Aspettativa per motivi personali: si può usare per assistere un genitore disabile?

L’aspettativa per motivi personali non va confusa con l’aspettativa per gravi motivi familiari, in quanto quest’ultima tipologia di aspettativa è disciplinata dalla legge, mentre l’aspettativa per ragioni personali è prevista in diversi contratti collettivi.

L’aspettativa per motivi personali non è retribuita e può avere una durata massima, nella maggioranza dei casi, di 12 mesi nell’arco della vita lavorativa; nel contratto collettivo del pubblico impiego i 12 mesi sono computati in un triennio di riferimento. L’aspettativa può essere goduta, sia nel settore pubblico che in quello privato, anche in modo frazionato. Il datore di lavoro, o l’amministrazione, può accordare la sospensione solo se è compatibile con l’organizzazione e le esigenze di servizio.

Considerando che l’aspettativa per motivi personali si può richiedere per numerose ragioni, potrebbe essere anche richiesta per assistere un genitore disabile, nei casi in cui non sia possibile fruire del congedo straordinario legge 104.

Bisogna comunque verificare quali sono le motivazioni che giustificano il ricorso all’aspettativa per motivi personali, in base a quanto previsto dal contratto collettivo applicato.

note

[1] L.104/1992.

[2] C. Cost., sent. n. 232/2018.

[3] Art. 42. Co.5, D.lgs. n. 151/2001.

[4] L. 53/2000.


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