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È legale coltivare tabacco?

24 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Febbraio 2019



Si può coltivare in casa il tabacco? In quali quantità? Si può vendere il tabacco ottenuto artigianalmente?

Alcune associazioni mentali sono inevitabili: Agenzie delle Entrate – tasse; portalettere – bolletta; pallone – squadra di calcio; tabacco – sigaretta. Soprattutto quest’ultima associazione risulterà familiare a coloro che sono o sono stati fumatori. Il tabacco rappresenta croce e delizia per tante persone: di per sé, non sarebbe nemmeno troppo nocivo, ma, assunto costantemente, può provocare gravi danni. Il tabacco rappresenta il contenuto principale delle sigarette, e quello quasi esclusivo dei sigari; l’uso di fumare queste foglie è vecchio di secoli, tanto che, quando venne scoperta l’America, i nativi già ne facevano ampiamente uso. Tornando all’attualità, sicuramente saprai che la vendita delle sigarette e dei sigari (e, più in generale, di tutti i tabacchi lavorati in commercio) appartiene al monopolio dello Stato: in altre parole, non è possibile che altri soggetti diversi dallo Stato vendano tabacco al pubblico. Lo stesso si può dire della coltivazione del tabacco? È possibile coltivare questo prodotto in casa propria o, comunque, all’interno di una proprietà privata? Il tabacco autoprodotto può essere rivenduto? Se cerchi risposta a queste domande, prosegui nella lettura: vedremo insieme se è legale coltivare tabacco.

Cos’è il tabacco?

Prima di vedere se è legale coltivare tabacco, cerchiamo di capirne qualcosa in più sul prodotto di cui stiamo parlando. Il tabacco si ottiene dalle foglie delle piante del genere Nicotiana; proprio a causa della presenza della nicotina, l’assunzione di tabacco genera dipendenza (cosiddetto tabagismo). Ma non solo: il tabacco, assunto in dosi molto elevate, può provocare effetti di tipo allucinogeno; per tale ragione si tratta di una sostanza psicoattiva, paragonata, sotto quest’ultimo punto di vista, alle comuni sostanze stupefacenti.

Tabacco: è legale coltivarlo?

È legale coltivare tabacco in proprio? Ebbene sì: sebbene, come anticipato, la vendita del tabacco sia una prerogativa dello Stato, la coltivazione della pianta, al contrario, è stata da tempo liberalizzata. Una legge del 1970 [1] ha eliminato il monopolio sulla semina e la coltivazione di tabacco, rendendo perfettamente legale compiere quest’attività pur essendo un privato cittadino. Inoltre, non è nemmeno necessaria alcuna comunicazione alle autorità.

Resta invece vietato detenere, senza l’autorizzazione dell’Amministrazione dei monopoli, ogni tipo di meccanismo ed utensile preordinato alla lavorazione del tabacco: in pratica, significa che del tabacco è possibile fare solo una coltivazione artigianale, senza i macchinari utilizzati dalle industrie per la lavorazione su larga scala (destinata alla vendita, di cui lo Stato detiene il monopolio).

Tabacco: quanto se ne può coltivare?

Se è vero che è legale coltivare tabacco, bisogna però ricordare che la legge impone dei limiti a tale attività. In assenza di particolari autorizzazioni, è possibile produrre al massimo mille foglie di tabacco: non c’è pertanto un limite al numero di piante coltivabili, ma solo al numero di foglie. Se la coltivazione supera le mille foglie, non scatta alcuna sanzione ma si ha l’obbligo di donare (gratuitamente) le foglie eccedenti il limite ai consorzi autorizzati per la coltivazione di tabacco.

Tabacco: è legale venderlo?

Posto che è legale coltivare tabacco, sorge spontanea una domanda: è legale anche vendere il tabacco ottenuto artigianalmente, attraverso produzione propria? Ebbene, la risposta, in questa ipotesi, è negativa: la vendita del tabacco e di tutti i suoi lavorati è esclusiva dello Stato, il quale ne detiene il monopolio. Vendere tabacco lavorato senza autorizzazione e privo di certificazione statale è assolutamente illegale: il rischio è quello di incorrere nel reato di contrabbando di tabacchi.

Coltivare tabacco: a cosa serve?

In buona sostanza, allora, a cosa serve coltivare il tabacco, visto che la vendita ne è vietata? La risposta è molto semplice: l’ordinamento giuridico vieta la cessione a terzi del tabacco lavorato in proprio, ma non il consumo per se stessi. Se decidi di coltivare in proprio il tabacco, quindi, non potrai venderlo, ma potrai sempre farne un uso personale, con il vantaggio di risparmiare e, soprattutto, di evitare gli agenti nocivi e gli additivi tipici della produzione industriale.

note

[1] D.l. n. 870 del 30.11.1970.

Immagine: foglie di tabacco, autore findracadabra


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14 Commenti

    1. Sara se il datore di lavoro non fa di tutto per evitare che i dipendenti fumino è personalmente responsabile. Significa che dovrà risarcire la vittima del fumo passivo non potendo scaricare la colpa su chi ha contravvenuto al divieto. È questo l’indirizzo espresso dalla Cassazione. La normativa sull’obbligo di risarcimento alle vittime del fumo passivo sul lavoro si ricava sempre dal codice civile ed è diretta conseguenza del dovere – esposto in precedenza – di garantire idonee condizioni di sicurezza psicofisica dei dipendenti. Puoi trovare maggiori informazioni nel nostro articolo Fumo passivo sul luogo di lavoro: normativa https://www.laleggepertutti.it/270144_fumo-passivo-sul-luogo-di-lavoro-normativa

    1. Secondo la legge italiana, è possibile coltivare canapa(cannabis sativa L.) utilizzando sementi registrate nell’Unione europea che abbiano un contenuto massimo di thc pari allo 0,6 per cento. Cosa significa? Il thc (acronimo di tetraidrocannabinolo) è uno dei maggiori principi attivi della cannabis ed è l’unico cannabinoide ad avere proprietà psicoattive. In soldoni, è possibile coltivare la canapa purché abbia un principio attivo di cannabis molto basso. La percentuale di thc nelle piante analizzate può oscillare tra lo 0,2 e lo 0,6 per cento senza comportare alcun problema per l’agricoltore. Gli eventuali controlli sono eseguiti da un soggetto unico e sempre in presenza del coltivatore; gli addetti al controllo sono tenuti a rilasciare un campione prelevato per eventuali contro-verifiche. Nel caso in cui la percentuale di thc dovesse superare la soglia dello 0,6 per cento, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso è esclusa la responsabilità dell’agricoltore. Per maggiori informazioni, leggi il nostro articolo Cannabis legale: cosa prevede la legge https://www.laleggepertutti.it/238504_cannabis-legale-cosa-prevede-la-legge

  1. Io vorrei smettere di fumare le classiche sigarette ed ho letto che la sigaretta elettronica è un’ottima soluzione. Alcuni mi hanno detto che è inutile. Qualcuno sa o può darmi qualche informazione?

  2. E’ vero che il fumo provoca il cancro ai polmoni? Come si possono ridurre i possibili danni causati dal fumo di tabacco?

    1. Lidia è ormai scientificamente provato da innumerevoli studi scientifici – condotti anche per conto dell’Organizzazione mondiale della sanità – che il fumo di sigaretta è la principale causa di cancro ai polmoni. Il tabacco e il fumo di tabacco contengono infatti molte sostanze note per essere causa di cancro. Alcuni agenti cancerogeni sono parti naturali della pianta di tabacco, mentre altri si generano durante la combustione o le fasi di lavorazione, cura, stagionatura o conservazione del tabacco (come ad esempio il benzene o la formaldeide, giusto per citarne alcuni). Il consumo continuativo di tabacco e la derivante esposizione prolungata a questo tipo di sostanze cancerogene può portare, nel tempo, allo sviluppo del cancro.
      https://www.laleggepertutti.it/247679_gridare-contro-il-cane-del-vicino-che-abbaia-e-reato

    1. Beppe possono commerciare solamente i prodotti derivanti dalla coltivazione legale della canapa (quindi, con thc inferiore allo 0,6 per cento), e cioè: profumi, cosmetici, oli, oggetti meramente ornamentali, creme e perfino le infiorescenze, cioè quelle dalle quali si trae la marijuana. La cosa fondamentale, però, è che questi articoli, sebbene siano perfettamente legali, non sono destinati alla combustione o all’inalazione: in altre parole, è illegale utilizzare questi beni per essere assunti come sostanze stupefacenti. Ed infatti, se entri in un negozio di cannabis legale qualsiasi, su ogni prodotto troverai un’etichetta che ti dice che l’oggetto non è destinato alla combustione. In pratica, quindi, se acquisti un prodotto a base di canapa legale e poi decidi di fumarlo e di metterti alla guida, è molto probabile che tu compia un illecito penale. Puoi trovare altre informazioni nel nostro articolo: negozi di cannabis legali https://www.laleggepertutti.it/273371_negozi-di-cannabis-legali

  3. Grazie mille per la puntualità e la precisione della risposta. Ho un’altra domanda. E’ legale vendere il tabacco fatto in casa?

    1. Marco la risposta, in questa ipotesi, è negativa: la vendita del tabacco e di tutti i suoi lavorati è esclusiva dello Stato, il quale ne detiene il monopolio. Vendere tabacco lavorato senza autorizzazione e privo di certificazione statale è assolutamente illegale: il rischio è quello di incorrere nel reato di contrabbando di tabacchi. L’ordinamento giuridico vieta la cessione a terzi del tabacco lavorato in proprio, ma non il consumo per se stessi. Se decidi di coltivare in proprio il tabacco, quindi, non potrai venderlo, ma potrai sempre farne un uso personale, con il vantaggio di risparmiare e, soprattutto, di evitare gli agenti nocivi e gli additivi tipici della produzione industriale.

    1. E’ ammessa la coltivazione della cannabis legale quando è finalizzata: alla coltivazione e alla trasformazione; all’incentivazione dell’impiego e del consumo finale di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; allo sviluppo di filiere territoriali integrate che valorizzino i risultati della ricerca e perseguano l’integrazione locale e la reale sostenibilità economica e ambientale; alla produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie di diversi settori; alla realizzazione di opere di bonifica dei terreni, attività didattiche e di ricerca. In pratica, la legge vuole favorire la coltivazione della canapa per incentivare l’economia; la canapa ammessa, però, è solo quella light, cioè quella contenente un quantitativo di thc non superiore allo 0,6 per cento. Secondo la legge, dalla canapa legale è possibile ottenere diversi prodotti, quali: alimenti e cosmetici; semilavorati, come fibra, canapulo, polveri, oli o carburanti, per forniture alle industrie e alle attività artigianali di diversi settori, compreso quello energetico; coltivazioni dedicate alle attività didattiche e dimostrative nonché di ricerca da parte di istituti pubblici o privati; coltivazioni destinate al florovivaismo. Puoi trovare ulteriori informazioni nel nostro articolo Cannabis light: è legale? https://www.laleggepertutti.it/273520_cannabis-light-e-legale

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