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Obbligato in solido: che significa?

16 Marzo 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 Marzo 2019



In che cosa consiste e come viene disciplinata dalla legge la cosiddetta obbligazione solidale

Uno dei concetti giuridici che gli studenti di giurisprudenza ricordano con maggiore forza è quello di obbligazione. Nel diritto romano l’obbligazione veniva definita come vinculum iuris quo, necessitate, adstringimur alicuius solvendae rei, secundum nostrae civitatis iura cioè un vincolo giuridico in forza del quale si può costringere un altro soggetto all’adempimento di una prestazione, secondo le leggi del nostro Strato. Dunque, in linea generale, l’obbligazione è un vincolo tra almeno due soggetti distinti, portatori di interessi contrapposti, che devono essere individuati con certezza o, almeno, devono essere individuabili in base ad un preciso criterio. Si pensi, ad esempio, all’obbligazione del venditore di un immobile, che è quella di consegnare l’immobile al compratore, oppure all’obbligazione del compratore di un immobile, che è quella di pagare il prezzo convenuto al venditore.  I due soggetti legati dal vincolo in cui consiste l’obbligazione sono chiamati creditore e debitore e, in svariati casi, come ad esempio accade quando si conclude un contratto di compravendita, lo stesso soggetto, ad esempio il venditore, può essere creditore di un’obbligazione (quella di ricevere il prezzo pattuito) e debitore di un’altra (quella di consegnare l’immobile al compratore). Detto questo, occorre anche dire che esistono differenti tipi di obbligazione, cioè diversi modi nei quali il vincolo giuridico si struttura. Che significa obbligato in solido è, ad esempio, la domanda a cui risponderemo nell’articolo che segue illustrando le caratteristiche di quella particolare figura di obbligazione conosciuta con il nome di obbligazione solidale.

Che cos’è l’obbligazione solidale?

Dopo aver chiarito che l’obbligazione è un vincolo giuridico tra due o più distinti soggetti (determinati o determinabili) che consente ad uno dei due, cioè al cosiddetto creditore, di poter legalmente pretendere che l’altro adempia nei propri confronti la prestazione convenuta, analizziamo adesso quella particolare specie di obbligazione che va sotto il nome di obbligazione solidale o obbligazione in solido.

Innanzitutto occorre dire che la legge [1] distingue l’obbligazione solidale attiva, nella quale ogni creditore ha diritto di pretendere dal debitore la prestazione per intero, dall’obbligazione solidale passiva nella quale ogni debitore ha l’obbligo di eseguire l’intera prestazione nei confronti del creditore.

Un esempio di obbligazione solidale attiva è quella dei soggetti che siano intestatari di un conto corrente: tutti gli intestatari del conto sono infatti contemporaneamente creditori dell’intero saldo positivo del conto [2].

Sono invece molto più frequenti i casi di obbligazione solidale passiva perché è direttamente la legge [3] che stabilisce che quando ci sono più debitori di una identica prestazione, allora essi si presumono sempre obbligati in solido, cioè tenuti ad adempiere per intero la prestazione nei confronti del creditore a meno che non risulti il contrario dall’accordo in base al quale nacque l’obbligazione (se, quindi, presto cento euro a due persone, io potrò poi chiedere indifferentemente o all’una o all’altra la restituzione dell’intera somma a meno che nell’accordo iniziale non fu deciso che il creditore avrebbe poi potuto chiedere a ciascuno dei due debitori solo una parte della somma prestata).

Un’obbligazione solidale attiva nasce tale in base o all’accordo iniziale tra creditori e debitore o in base a quello che stabilisce la legge (come nel caso, sopra descritto, degli intestatari del conto corrente che, per legge, sono creditori solidali dell’intero saldo attivo giacente sul conto); un’obbligazione solidale passiva nasce tale soprattutto in base alla legge che, ripetiamo, stabilisce che se ci sono più debitori di una stessa prestazione essi si presumono sempre obbligati in solido, cioè tenuti ad adempiere per intero la prestazione nei confronti del creditore, fatto salvo il caso in cui non risulti il contrario dall’accordo in base al quale nacque l’obbligazione.

L’obbligazione solidale può essere attiva o passiva

Com’è disciplinata l’obbligazione solidale?

In concreto l’obbligazione solidale è disciplinata secondo una serie di regole ben precise.

Innanzitutto l’obbligazione si estingue sia quando l’intero pagamento (cioè l’effettuazione della prestazione) avviene da parte di uno qualsiasi dei condebitori sia quando l’intera prestazione viene adempiuta a favore di uno qualsiasi dei concreditori.

Naturalmente il debitore solidale che ha pagato l’intera prestazione potrà rivolgersi agli altri debitori solidali per ottenere da ciascuno il rimborso delle rispettive quote di debito e potrà chiedere agli altri debitori anche la semplice eccedenza rispetto alla propria quota di debito se avrà pagato non l’intera prestazione, ma una parte di essa (comunque eccedente rispetto alla sua quota).

Allo stesso modo il creditore solidale che avrà incassato l’intera prestazione dovrà girare agli altri creditori le loro quote parte di credito.

Viene definita azione di regresso quella con cui il condebitore solidale agisce per il rimborso di ciò che ha pagato in eccesso rispetto alla sua quota di debito.

Infine, se si verifica un fatto sfavorevole nei confronti di un solo condebitore, esso non produce effetti nei confronti degli altri condebitori (ad esempio se un solo condebitore rinuncia a valersi della prescrizione già maturata a suo favore, questo non pregiudica gli altri condebitori che, se vorranno, potranno sempre eccepire la prescrizione maturata a loro favore e, quindi, non pagare); a questo principio fa eccezione però l’interruzione della prescrizione: se, cioè, il creditore interrompe la prescrizione del credito inviando un atto ad un solo condebitore, l’effetto si produce anche nei confronti di tutti gli altri condebitori.

Se si verifica, invece, un fatto favorevole nei confronti di un solo condebitore solidale, gli effetti positivi vanno a vantaggio di tutti gli altri condebitori: ad esempio se il creditore rinuncia al proprio credito nei confronti di un solo debitore solidale (senza nulla pretendere in cambio), la rinuncia ha effetto anche nei confronti di tutti gli altri debitori in solido per cui, in definitiva, tutti vengono liberati dall’obbligazione.

Il debitore solidale che paga l’intero debito ha azione di regresso verso gli altri debitori solidali

note

[1] Art. da 1292 a 1313 cod. civ.

[2] Art. 1854 cod. civ.

[3] Art. 1294 cod. civ.


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