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Cosa succede se non pago una bolletta Tim

13 Marzo 2019 | Autore:


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Bolletta Tim scaduta: quali sono le conseguenze? È possibile la sospensione del servizio? Come opporsi al decreto ingiuntivo su bollette Tim non pagate?

Ci sono periodi dell’anno in cui le spese da affrontare sono talmente tante che è possibile che qualcuna di esse ti sfugga. Tra assicurazione dell’auto, imu, bolletta dell’energia elettrica, telefono, telefonino e guasti imprevisti, a volte sembra di essere sommersi dalle spese, tanto da voler scappare via e rendersi irreperibili (all’Agenzia delle Entrate, soprattutto). Tra i pagamenti che potremmo dimenticare rientra senz’altro la bolletta della Tim, cioè del servizio telefonico (spesso collegato a quello internet) presente nella case di tanti italiani. Cosa succede se non pago una bolletta Tim?

Sicuramente, poiché usufruisci di un servizio, non pagare una bolletta Tim ti espone alle pretese creditorie dell’operatore: in altre parole, visto che non hai pagato per un servizio (quello telefonico) di cui ti sei avvalso, sicuramente è diritto della società recuperare ciò che le spetta. Ma come? In quale modo la Tim può agire per ottenere ciò che le spetta? E soprattutto, dopo quanto tempo la Tim agisce per recuperare il credito? C’è la possibilità che si avvalga di altri strumenti di persuasione? Se anche a te è capitato di non pagare una o più bollette telefoniche e non sai cosa potrà accaderti, oppure sei rimasto inadempiente a lungo e ora la Tim si è fatta sentire, allora ti consiglio di proseguire nella lettura, in quanto troverai utile ciò che sto per dirti: vedremo insieme cosa succede se non pago una bolletta Tim.

Contratto Tim: cos’è?

Prima di illustrarti cosa succede a non pagare una bolletta Tim, devo necessariamente soffermarmi, seppur brevemente, sulla natura giuridica del vincolo che ti lega alla Tim. L’abbonamento a cui hai aderito, oppure che ti accingi a sottoscrivere, non è altro che un contratto a tutti gli effetti; se usufruisci del servizio telefonico (e, spesso, anche di quello internet) è perché esiste un contratto tra te e la società. Per questa ragione, bisognerebbe prestare molta attenzione prima di aderire a qualsiasi offerta, anche se dovesse apparire molto vantaggiosa.

Nello specifico, il contratto stipulato con la Tim è un contratto di somministrazione: si tratta di un accordo vincolante caratterizzato dal fatto che la prestazione cui è tenuta una delle parti non si esaurisce in una sola volta (come può essere nella compravendita di un oggetto), ma si ripete in maniera periodica oppure continuativa, senza soluzione di continuità. Pensa, ad esempio, all’abbonamento ad una rivista mensile, che ti viene consegnata ogni trenta giorni dietro pagamento del prezzo; oppure alla fornitura di energia elettrica, che ti viene somministrata costantemente, senza interruzioni.

La bolletta Tim che ti viene recapitata mensilmente si riferisce proprio ad un contratto di somministrazione stipulato tra te e la società. Trattandosi di contratto, sei obbligato a rispettare le previsioni stabilite al suo interno: tra di esse v’è, ovviamente, quella di pagare con cadenza periodica la fattura (bolletta) che ti verrà recapitata a casa in forma cartacea oppure, se hai prestato il consenso a tale modalità, digitale, attraverso invio di una email nella tua casella di posta elettronica.

Bolletta Tim: cos’è?

La bolletta Tim non è altro che la fattura che la compagnia telefonica provvede a farti recapitare periodicamente. Il suo scopo è duplice: quello di informarti sul servizio reso, sui consumi e su tutte le informazioni che potrebbero tornarti utili; quello di consentirti il pagamento delle prestazioni fino a quel momento effettuate. Chi ha scelto la domiciliazione bancaria, invece, riceverà la classica bolletta Tim, ma alla stessa non sarà allegato il bollettino postale che consente di effettuare il pagamento: ed infatti, la domiciliazione consente alla compagnia telefonica di prelevare direttamente dal conto corrente del cliente l’importo fatturato.

In sintesi, quindi, non pagare la bolletta Tim significa rendersi inadempienti ad un contratto ed esporsi, pertanto, al rischio di un recupero forzoso del credito, con ulteriore aggravio di spese. In altre parole, non pagare spontaneamente la bollette Tim ti fa rischiare non solo di doverla pagare ugualmente, ma anche di dover corrispondere più dell’importo inizialmente fatturato.

Bolletta Tim scaduta: cosa succede se non ne ho pagata una?

Mettiamo il caso che, scartabellando tra le varie scartoffie, ti sia accorto di non aver pagato una bolletta Tim: cosa succede ora? Mantieni la calma, innanzitutto. Devi sapere, infatti, che il mancato pagamento di una sola bolletta non ti espone a grossi rischi; anzi, quello che accade, di norma, è di ricevere un semplice sollecito da parte della Tim. In realtà, le società telefoniche sono molto attente alla fatturazione: pertanto, se non hai pagato una bolletta è molto probabile che in quella successiva, oltre al nuovo importo, ti verrà segnalato il tuo inadempimento.

In altre parole, la Tim non provvede immediatamente all’invio di un sollecito, in quanto già nella bolletta del mese successivo ti verrà segnalato il mancato pagamento di quella precedente. Potrai regolarizzare la tua posizione pagando, anche in un unico bollettino, sia la nuova che la precedente fattura.

Bolletta non pagata: la Tim può interrompere il servizio?

Abbiamo detto che se hai dimenticato di pagare un’unica bolletta della Tim non accade nulla di grave: l’inadempimento ti viene segnalato in modo tale che tu possa saldare il debito senza alcun sovrapprezzo. Ma cosa succede se continui a non pagare? In altre parole, se non paghi più di una bolletta, cosa accade?

Il codice civile, a proposito dei contratti di somministrazione di prestazioni periodiche o continuative, dice che se la parte che ha diritto alla somministrazione è inadempiente e l’inadempimento è di lieve entità, il somministrante non può sospendere l’esecuzione del contratto senza dare congruo preavviso [1]. In parole povere, se non paghi una o più bollette Tim e il tuo debito non è ancora ingente, la Tim non può toglierti il servizio da un momento all’altro, dovendo necessariamente avvisarti.

Secondo la giurisprudenza, la sospensione della fornitura del servizio telefonico è legittima solo finché permane l’inadempimento del cliente: pertanto, se questi sana la sua posizione saldando il debito per intero, il servizio dovrà essere immediatamente riattivato, pena l’obbligo di risarcire il danno all’utente [2].

Riepilogando quanto detto finora, quindi, possiamo dire che:

  • se hai dimenticato di pagare solamente una bolletta, non devi temere particolari azioni da parte della Tim: semplicemente, nella bolletta successiva ti verrà chiesto di regolarizzare la tua posizione, senza costi aggiuntivi;
  • se hai accumulato diversi mesi di ritardo, allora la Tim potrebbe sospendere il servizio, previo congruo preavviso.

Bollette Tim non pagate: quando scatta il recupero crediti?

Finora abbiamo analizzato solamente i casi in cui la posizione debitoria del cliente non sia, tutto sommata, grave: può capitare a chiunque di dimenticare di pagare un paio di bollette Tim. Ma cosa succede se l’inadempimento di protrae nel tempo, diventando consistente? Ebbene, in un’ipotesi del genere puoi aspettarti non solo che la Tim sospenda il servizio, paralizzando la tua linea telefonica (ed, eventualmente, quella internet, se era inclusa nell’abbonamento), ma anche che proceda al recupero coattivo del credito. Cosa significa? Te lo spiego subito.

La Tim, così come qualsiasi altro creditore, può rivolgersi ad un giudice e chiedere che il proprio credito le venga formalmente e definitivamente riconosciuto attraverso un provvedimento che prende il nome di decreto ingiuntivo. Per ottenere l’emissione di questo titolo, è sufficiente che la Tim presenti le fatture (cioè, le bollette) non pagate dal cliente: tanto basta affinché il giudice le dia ragione.

Una volta ottenuto il decreto ingiuntivo, la Tim provvederà a notificartelo: da questo momento, decorrono i quaranta giorni affinché tu possa opporti dimostrando che il credito della società è infondato. Se non fai opposizione nei termini, il decreto diventa esecutivo e, dopo averti notificato anche l’atto di precetto, la Tim potrà procedere con l’esecuzione forzata, giungendo al pignoramento.

Il pignoramento è il primo atto con cui comincia l’esecuzione forzata ai tuoi danni; esso serve a bloccare i beni del debitore, di modo che siano finalizzati in via esclusiva al soddisfacimento delle pretese del creditore. In altre parole, il pignoramento impone un vincolo giuridico sui beni (mobili o immobili, a seconda della natura del procedimento): ciò significa che il debitore può continuare a disporre materialmente degli stessi, ad esempio utilizzandoli per sé oppure anche cedendoli a terzi, ma queste operazioni non saranno opponibili al creditore, il quale, una volta intimato il pignoramento, potrà soddisfarsi sui beni ovunque essi siano.

Se non paghi una bolletta Tim, dunque, può succedere che un giorno, recandoti al bancomat, ti verrà impedito di prelevare il contante perché è stato effettuato il pignoramento del tuo conto corrente.

Per dovere di precisione, devo fare una puntualizzazione: normalmente, prima di rivolgersi al giudice per ottenere il decreto ingiuntivo, le grandi società erogatrici di servizi per i consumatori (luce, gas, ecc.) affidano la propria pratica a società che si occupano specificamente della riscossione dei crediti. Ciò significa che, dopo il sollecito di pagamento e prima del decreto ingiuntivo, è molto probabile che tu riceva una formale messa in mora da parte dell’incaricato della Tim, la quale ti inviterà a regolarizzare la tua posizione entro un determinato lasso di tempo (di solito dieci o quindici giorni) pagando il debito oltre agli interessi; solo successivamente, nel caso in cui tu rifiuti ancora l’adempimento, ci si rivolgerà ai giudici.

Non ho pagato bolletta Tim: come posso tutelarmi?

Abbiamo visto sinora cosa succede se non pago una bolletta Tim; vorrei spiegarti ora come tutelarti nel caso in cui tu ti sia reso inadempiente ad un debito. Innanzitutto, se non hai pagato una bolletta Tim perché ritieni che l’importo addebitatoti sia ingiusto, contesta fin da subito la pretesa creditoria. Come farlo? Hai due strade: la prima è rispondere al sollecito che ti verrà inviato; la seconda, invece, è quella di prendere l’iniziativa e di inviare tu stesso una lettera ove contesti in pieno le somme che ti vengono imputate.

I motivi per cui un credito non è dovuto sono svariati; l’esempio più classico è quello del disservizio, non imputabile all’utente, che ha impedito l’utilizzo corretto della linea telefonica. Pensa al guasto del modem che ti ha impedito la connessione per giorni: in questo caso, è tuo diritto non pagare per il servizio di cui non hai potuto godere. Inoltre, un addebito potrebbe non essere dovuto quando la prestazione che esso presuppone non è mai avvenuta: sono tanti i furbetti che si recano dal giudice ostentando fatture emesse per operazioni inesistenti. Ancora, è ben possibile che il pagamento sia già stato effettuato e, quindi, nulla sia dovuto.

Bolletta Tim non pagata: come opporsi al decreto ingiuntivo

Come sopra ricordato, il primo passo che compie la società creditrice che ha emesso una fattura non pagata è quello di presentarsi dal giudice per ottenere un decreto ingiuntivo, cioè un titolo che lo legittimi ad eseguire un futuro pignoramento nel caso in cui il debitore non ne voglia sapere di pagare. Contro il decreto ingiuntivo è possibile opporsi nel termine di quaranta giorni: l’opposizione apre un giudizio ordinario vero e proprio, in quanto dovrai citare il tuo creditore presso il tribunale territorialmente competente.

Se ritieni di non dover pagare nulla, ad esempio perché ricorre uno dei motivi che ti ho elencato nel paragrafo precedente, allora devi opporti al decreto ingiuntivo: così facendo, nel procedimento che si instaurerà dovrà essere la Tim a dimostrare che sei debitore della somma che pretende. Opponendoti al decreto ingiuntivo, quindi, costringerai il tuo creditore a dover provare, con mezzi più rigorosi della semplice bolletta, il proprio diritto. Ricorda, però, che l’opposizione a decreto ingiuntivo ti conviene solamente se sei sicuro (o quasi) di non dover pagare: in caso contrario, verrai condannato non solo ad adempiere al tuo debito originario, ma anche a pagare tutte le spese processuali, quelle legali e gli interessi.

Bolletta Tim non pagata: come opporsi al precetto

Cosa succede se non pago una bolletta Tim? Lo abbiamo detto: aspettati la notifica prima del decreto ingiuntivo, poi del precetto e infine il pignoramento; a meno che tu non ti opponga al decreto ingiuntivo, dando così il via ad un procedimento in piena regola. Se non hai fatto valere le tue ragioni contro il decreto ingiuntivo, però, hai ancora una possibilità: quella di opporti al precetto. Si tratta davvero dell’ultima spiaggia, consentita al debitore solamente per contestare la regolarità formale del precetto: in altre parole, non potrai lamentarti dicendo che il credito è inesistente oppure che è stato pagato (avresti dovuto farlo opponendoti al decreto ingiuntivo), ma potrai sollevare i vizi formali dell’atto. Ad esempio, puoi opporti al precetto se questo non è stato preceduto dalla regolare notifica del titolo (nel nostro caso, del decreto ingiuntivo).

note

[1] Art. 1565 cod. civ.

[2] Cass., sent. n. 9624 del 02.10.1997.

Immagine: Ragazzi preoccupati per debiti, autore WAYHOME studio


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1 Commento

  1. Buonasera, cosa succede nel caso non pagassi le fatture successive alla mia richiesta di disdetta dell’abbonamento telefonico?

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