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I diritti di chi ha una malattia autoimmune

25 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 25 Febbraio 2019



Quali patologie del sistema immunitario alterato possono provocare invalidità e con quali percentuali.

È una specie di «colpo di Stato» all’interno del nostro organismo. I «soldati» arruolati da madre Natura per difenderci dagli agenti esterni che possono causarci una malattia impazziscono e si rivoltano contro noi stessi, attaccando cellule sane. Ecco spiegato in parole estremamente semplici in che cosa consiste una malattia autoimmune. Ed anche ci soffre di questo tipo di patologie ha i suoi diritti, a seconda della gravità.

Non esiste una sola patologia autoimmune, anzi: ce ne sono, purtroppo, a decine. Alcune più comuni, come l’artrite reumatoide, la celiachia o la sclerosi multipla. Altre più rare come la miosite, cioè un’infiammazione dei muscoli. Questo perché possono colpire ovunque: polmoni, fegato, muscoli, occhi, cuore, articolazioni, tiroide. Allora, quali sono i diritti di chi ha una malattia autoimmune? Si può parlare di invalidità e, quindi, della possibilità di una prestazione assistenziale erogata dallo Stato?

Vediamo in che cosa consistono, quali sono le percentuali di invalidità attribuite alle malattie autoimmuni più diffuse e quali sono i diritti in generale di chi soffre di una di queste patologie.

Malattia autoimmune: che cos’è?

Per malattia autoimmune si intende l’alterazione del sistema immunitario, il quale colpisce in modo anomalo le cellule sane del nostro organismo. In questo modo, si produce una modificazione funzionale e anatomica dell’organo o della zona che risultano vittime di tale alterazione.

In pratica, tutti noi abbiamo un sistema immunitario in grado di reagire quando un agente esterno, cioè un «intruso» (ad esempio un virus o un batterio) invade il nostro organismo. Le nostre difese combattono questo intruso in modo da debellarlo, di neutralizzarlo in modo che non rappresenti più una minaccia per la nostra salute. Talvolta, però, per cause non sempre note, il sistema immunitario si altera e colpisce delle cellule sane.

Può essere interessata praticamente qualsiasi parte del corpo e per cause generalmente sconosciute. Infatti, il sistema immunitario alterato può colpire per esempio:

  • polmoni;
  • cuore;
  • cervello;
  • articolazioni;
  • reni;
  • ghiandole (come ad esempio la tiroide);
  • nervi;
  • occhi;
  • intestino;
  • vasi sanguigni.

Ci può essere un fattore genetico, come nel caso del lupus, oppure di tipo ambientale o, ancora, generato da un’infezione. In totale, sono state riscontrate circa 80 malattie di questo tipo. Tra le più comuni ci sono:

  • la celiachia;
  • il diabete mellito di tipo 1;
  • la sclerosi multipla;
  • l’artrite reumatoide;
  • il lupus eritematoso sistemico;
  • la malattia di Graves;
  • le malattie infiammatorie intestinali;
  • la psoriasi.

Molte di queste malattie (per non dire praticamente tutte) presentano un quadro cronico e devono essere trattate a vita, ad esempio, con dei farmaci a base di cortisone o immunosoppressivi.

Malattia autoimmune: i sintomi

Non esiste una sintomatologia comune a tutte le malattie autoimmuni. Essa può variare, infatti, a seconda della patologia. Ad esempio:

  • se interessa la tiroide, come nel caso della tiroidite o del morbo di Graves, si possono accusare sintomi come la stanchezza, i dolori muscolari o l’aumento di peso;
  • se colpisce le articolazioni, come nel caso dell’artrite reumatoide, sono presenti dei dolori articolari, perdita della funzione o rigidità degli arti o delle mani;
  • se, invece, la malattia si riscontra sulla pelle, come nella sclerodermia o il lupus eritematoso, si possono avere delle eruzioni cutanee, dei rossori o delle vesciche.

Malattia autoimmune: come si cura?

Dicevamo poco fa che le malattie autoimmuni sono molto spesso croniche e che vengono trattate con dei farmaci cortisonici o immunosoppressivi. Tuttavia, per tenere sotto controllo la patologia e per cercare, almeno, di evitare che peggiori, occorre anche condurre un certo stile di vita, tenuto conto che ogni soggetto è un universo a sé e che questo stile va adattato a seconda della persona. Per esempio:

  • curare l’alimentazione, evitando i grassi saturi o transgenici, privilegiando frutta, verdura e cereali integrali e limitando il consumo di sale e di zuccheri aggiunti;
  • praticare regolarmente attività fisica;
  • mantenere un corretto riposo e, quindi, ridurre lo stress e l’ansia.

Malattia autoimmune: è invalidante?

Come abbiamo accennato, ci sono circa 80 malattie autoimmuni e ciascuna di esse ha delle caratteristiche specifiche e dei gradi di gravità che possono renderle o meno invalidanti. Significa che non sempre si ha diritto ad una prestazione assistenziale ma che occorre valutare il tipo di malattia, il suo stadio e la percentuale di riduzione della capacità lavorativa per stabilire se si può attribuire l’invalidità al paziente.

Per fare qualche esempio, ecco la percentuale di invalidità delle malattie autoimmuni più comuni.

L’artrite reumatoide può avere una percentuale dal 20 al 100%.

Nella sclerosi multipla, la percentuale varia a seconda della gravità e, nello specifico:

  • la sclerosi multipla edss 1-2: dal 34 al 40%;
  • la sclerosi multipla edss 2,5-3,5: dal 41 al 60%;
  • la sclerosi multipla edss 4-5: dal 61 all’80%;
  • la sclerosi multipla edss 5,5: dall’81 al 90%;
  • la sclerosi multipla edss pari o superiore a 6: il 100%.

Il lupus può avere queste percentuali:

  • eritematoso sistemico, senza compromissione degli organi: il 20%;
  • eritematoso sistemico con segni di compromissione degli organi: dal 21 al 100%.

Per quanto riguarda la celiachia:

  • in dieta priva di glutine: 10%;
  • refrattaria alla dieta priva di glutine: dal 41 al 50%;
  • malattia infiammatoria cronica intestinale: fino al 100%.

Infine, per la sclerodermia si distinguono tre gradi di invalidità:

  • sclerodermia sistemica senza compromissione degli organi: 20%;
  • sclerodermia sistemica diffusa senza compromissione delle viscere: dal 21 al 50%;
  • sclerodermia sistemica con sindrome di crest e/o compromissione delle viscere: dal 51 al 100%.

Malattia autoimmune: a che cosa dà diritto l’invalidità

Se soffri di una malattia autoimmune e ti è stata attribuita una percentuale di invalidità, hai diritto ad una prestazione assistenziale a seconda della percentuale stessa. La premessa obbligatoria da fare è questa: affinché tu abbia diritto ad una prestazione, devi avere una riduzione della capacità lavorativa di almeno 1/3. Nel dettaglio:

  • dal 34%: ausili e protesi previsti dal nomenclatore ufficiale;
  • dal 46%: inserimento nelle liste del collocamento mirato;
  • dal 50%: congedo straordinario per cure, in base a quanto stabilito dal contratto nazionale di categoria;
  • dal 67%: esenzione dal pagamento del ticket sanitario per visite specialistiche, esami del sangue e diagnostica strumentale. Si paga la quota fissa per la ricetta;
  • dal 74%: assegno mensile di invalidità, se si possiedono i requisiti di reddito e possibilità di chiedere l’Ape sociale;
  • al 100%: assegno mensile di inabilità, sempre entro i limiti di reddito, ed esenzione dal pagamento del ticket sui farmaci (se la Regione di appartenenza non prevede il contrario). Se l’invalidità al 100% impedisce la corretta deambulazione o lo svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, lavarsi, ecc.) si ha diritto anche all’indennità di accompagnamento.

note

Immagine: Test sulle malattie autoimmuni, autore LightField Studios.


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