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Chi è responsabile per l’utilizzo delle cinture di sicurezza del passeggero?

15 Marzo 2019 | Autore:
Chi è responsabile per l’utilizzo delle cinture di sicurezza del passeggero?

Cosa succede se si viaggia insieme a chi decide di non rispettare una delle regole comandate dal codice della strada?

Lo so, l’obbligo della cintura di sicurezza è tra i più odiati dagli italiani. Non ci si rende mai conto di quanto siano utili e fondamentali tali strumenti di sicurezza per la salvaguardia della propria salute. È per questo che il legislatore, a tutela dei propri cittadini, ha imposto l’obbligo di utilizzo di tali strumenti,  il cui mancato rispetto provoca il sorgere di sanzioni economiche e non. Si sa, laddove non arriva il buon senso, arriva la legge con la minaccia di una multa a persuadere il guidatore e i suoi passeggeri dal dovere di utilizzo della cintura di sicurezza. A tutto questo, si aggiunge l’obbligo previsto per le case madri automobilistiche di dotare le proprie vetture di allarmi acustici finalizzati a costringere, per sfinimento, il guidatore e i passeggeri ad utilizzare le cinture di sicurezza. Ma cosa succede se chi viaggia con noi decide di non rispettare tale obbligo? Dopo aver analizzato la normativa prevista dal codice della strada, vedremo chi è responsabile per l’utilizzo delle cinture di sicurezza del passeggero?Quest’ultimo, o il guidatore del veicolo?

Cosa sono le cinture di sicurezza?

Sono dei dispositivi che ancorano il conducente, o il passeggero, al veicolo, così assicurando, in caso di incidente, il corpo al sedile e, quindi, scongiurando l’impatto contro altre parti dell’autovettura contundenti.

Le cinture sono costituite da:

  • una cinghia flessibile per trattenere il corpo senza provocare fastidi,
  • un riavvolgitore che agevola la presa e il rilascio del sistema di sicurezza,
  • un regolatore di altezza,
  • un’ancora di fissaggio,
  • una linguetta che va inserita all’interno dell’ancorante,
  • una fibbia di chiusura con pulsante di sganciamento rapido,
  • un dispositivo, detto pretensionatore, capace in caso di urto di riavvolgere la cintura  o tirare la fibbia e quindi bloccare la persona.

Tutte queste componenti, tra loro assemblate, riducono di molto il rischio di ferita per il corpo in caso di incidente stradale e, quindi, di conseguenze irreversibili per l’uomo.

Tipi di cinture di sicurezza

Penserai che le cinture siano tutte le stesse. E, invece, ne esistono di diversi tipi. La più diffusa è quella a tre punti formata da una cintura subaddominale e da una diagonale. Alcune auto sono dotate solo di cinture diagonali, mentre il posto centrale posteriore è solitamente munito di cintura subaddominale (alcune automobili , tuttavia, prevedono la cintura a tre punti anche per il posto centrale, con la sorgente della cinghia ancorata al tettuccio della vettura).

Menzione a parte va fatta per la cosiddetta bretella, costituita da una cintura subaddominale e da due bretelle. Questi dispositivi sono famosi perché presenti sulle macchine da corsa, come le Formula 1, le autovetture da rally, o sulle autovetture destinate al trasporto specifico di persone in determinate condizioni fisiche.

Chi è obbligato a utilizzarle?

Tutti i conducenti e i passeggeri dei veicoli dotati di carrozzeria chiusa e immatricolati con cintura di sicurezza, hanno l’obbligo di utilizzarle in qualsiasi situazione di marcia.

Diversamente, i bambini di statura inferiore al metro e cinquanta devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso.

Sono, invece, esentati da tale obbligo:

  • gli appartenenti alle forze di polizia e ai corpi di polizia municipale e provinciale nell’espletamento di un servizio di emergenza;
  • i conducenti dei veicoli con allestimenti specifici per la raccolta e per il trasporto di rifiuti e dei veicoli ad uso speciale, quando sono impiegati in attività di igiene ambientale;
  • i conducenti e gli addetti dei veicoli del servizio antincendio e sanitario in caso di intervento di emergenza;
  • gli appartenenti ai servizi di vigilanza privati regolarmente riconosciuti che effettuano scorte;
  • gli istruttori di guida quando esplicano le funzioni istruttive;
  • chi risulta affetto da patologie particolari che costituiscono controindicazione specifica all’uso dei dispositivi di ritenuta;
  • le donne in stato di gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari;

Conseguenze del mancato utilizzo delle cinture di sicurezza

Coloro i quali non fanno uso delle cinture di sicurezza sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 a euro 326. Nel caso in cui la trasgressione dovesse riguardare un minore, della violazione ne risponderà chi ne è tenuto alla sorveglianza o, in mancanza, il conducente. L’eventuale recidiva nel corso dei due anni successivi alla prima violazione ne fa conseguire la sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.

È, inoltre, prevista la sanzione da euro 40 a euro 164 11 se si altera od ostacola il normale funzionamento delle cinture, magari evitandone il segnale acustico, fastidioso per chi non procede al loro utilizzo.

Chi è responsabile se il passeggero non utilizza le cinture di sicurezza?

Abbiamo già visto che nel caso in cui il minore non dovesse utilizzare le cinture di sicurezza, in mancanza di genitori, o di tutori, il responsabile è da individuarsi nella persona del conducente.

Ma cosa succede se il passeggero è maggiorenne? La giurisprudenza si è occupata di una richiesta di risarcimento danni contestata dall’assicurazione convenuta che sosteneva come le lesioni in capo al danneggiato si erano verificate per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e, quindi, senza che si potesse addurre la chiamata in causa dell’assicurazione.

Tuttavia, la Corte di Cassazione interrogata sul punto ha affermato che la responsabilità del mancato utilizzo delle cinture di sicurezza è da rinvenire in capo al conducente e al passeggero, in concorso di colpa, confermando come, in questi casi, è legittima la riduzione proporzionale del risarcimento del danno in favore del danneggiato.

Per i Giudici, il conducente prima di mettersi su strada deve controllare che la marcia avvenga in conformità delle normali norme di prudenza e sicurezza anche al fatto del trasportato, che ha accettato i rischi della circolazione, con la conseguenza che l’eventuale imprudenza provocherà un concorso di colpa in capo a danneggiato e conducente.

Pertanto, è sempre utile ricordare ai compagni di viaggio, prima di mettersi su strada, di usare le cinture di sicurezza, anche con la minaccia, laddove necessario, di lasciare il “fuorilegge” a piedi.

note

[1] Art.142 Codice della strada

[2] Corte di Cassazione, sez. III Civile, ordinanza  n.2531/2019


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