Diritto e Fisco | Articoli

Un condomino può accedere al conto corrente condominiale?

25 Febbraio 2019
Un condomino può accedere al conto corrente condominiale?

Come accedere ai dati del conto corrente bancario o postale intestato al condominio: il singolo condomino può recarsi direttamente in banca o è sempre necessaria l’intermediazione dell’amministratore?

Chi non si fida dell’amministratore di condominio può sempre controllare, in prima persona, il suo operato. Lo può fare chiedendo a questi di esibire le pezze giustificative relative alla gestione condominiale. Può così prendere visione delle fatture e degli scontrini pagati, dei bilanci e dei contratti sottoscritti dall’amministratore per conto del condominio, dei registri di contabilità, dell’anagrafe condominiale e delle delibere assembleari. Il diritto di accesso alla documentazione deve essere garantito a tutti i condomini, a semplice richiesta. Come abbiamo già spiegato nella nostra guida, la presa visione dei documenti condominiali è gratuita, salvo l’eventuale costo per le fotocopie. Ma potrebbe non bastare. I più diffidenti potrebbero avere interesse a effettuare un “controllo incrociato” tramite il conto corrente condominiale, per verificare se i dati formalmente riportati nei documenti contabili corrispondono concretamente alle uscite e alle entrate registrate sul conto stesso. Cosa bisogna fare per accedere a tali dati? Basta recarsi allo sportello della banca o c’è bisogno di un’apposita autorizzazione? Insomma, un condomino può accedere al conto corrente condominiale?

La questione è stata di recente dibattuta nelle aule giudiziarie. Difatti, da quando nel 2012 è entrata in vigore la riforma del condominio e, con essa, l’apertura di un apposito conto corrente è diventato un obbligo per ciascun amministratore, l’esigenza di trasparenza è venuta a galla ancor più che in passato. Ai giudici, dunque, è stato chiesto se sia diritto di ogni condomino presentarsi in banca per ottenere un estratto conto o se, invece, tale legittimazione spetti solo all’amministratore. Ecco qual è stato l’indirizzo sposato dalla giurisprudenza.

Leggi anche Mancata esibizione dei documenti amministratore di condominio.

Diritto di accesso alle documentazioni bancarie

Come già chiarito dal Garante della Privacy [1], il conto bancario condominiale deve essere aperto e utilizzato dall’amministratore nell’interesse di tutti: su di esso i singoli condomini sono ora titolari di una posizione giuridica che consente loro di verificare la destinazione dei propri esborsi e l’operato dell’amministratore mediante l’accesso in forma integrale, per il tramite dell’amministratore, ai relativi estratti conto bancari o postali. Tale principio, già sancito in linea generale dal Garante nelle linee guida in ambito bancario, riconosce infatti il diritto di ottenere «copia di atti o documenti bancari» senza alcuna limitazione, neanche nelle forme di un parziale oscuramento, anche se contengono dati personali di terzi. Pertanto, tra le “carte” che ogni condomino ha il diritto di visionare rientrano anche quelle relative al conto corrente bancario o postale intestato al condominio. Ciascun interessato può quindi chiedere all’amministratore tutta la documentazione con gli estratti conto, la lista dei movimenti e il saldo attivo o passivo.

L’amministratore non può negare tale diritto di accesso; egli dovrà quindi procurarsi la documentazione richiesta e poi esibirla al richiedente.

Così strutturato, il diritto di accesso di ogni condomino è “mediato” e non diretto. In altri termini, l’interessato non può presentarsi allo sportello della banca e accedere ai dati del conto condominiale, ma è l’amministratore che deve fornirgli le carte dopo essersele procurate. Ma che succede se l’amministratore non ottempera all’obbligo? Come far valere il proprio diritto?

Cosa fare se l’amministratore non fa vedere i documenti del conto condominiale

Se l’amministratore non ottempera alla richiesta di accesso alla documentazione bancaria inoltrata dal condomino, non c’è dubbio che quest’ultimo possa agire in tribunale per ottenere, contro di lui, un ordine del giudice che gli intimi l’esibizione delle carte.

Tuttavia, c’è una soluzione più rapida e meno costosa. Secondo una sentenza [2] dell’Arbitro bancario finanziario Roma (ABF) – organismo di conciliazione nelle dispute tra correntisti e istituti di credito – la banca è tenuta a far accedere il singolo condomino alla documentazione del conto corrente condominiale se questi dimostra di aver già inoltrato una richiesta all’amministratore e che tale richiesta è rimasta inevasa.

Ciò perché la titolarità del conto resta pur sempre di tutti i condomini, mentre l’amministratore ne ha solo la gestione.

Per cui, al fine di ottenere il diritto di accesso recandosi direttamente allo sportello della banca, sarà bene procurarsi le prove dell’inadempimento dell’amministratore, il quale dovrà quindi essere messo in mora con una apposita raccomandata a.r. La lettera diffiderà l’amministratore, dandogli un termine ultimo (non superiore a 15 giorni) per esibire tutta la documentazione bancaria. In caso di inottemperanza, con la ricevuta di ritorno della raccomandata, il condomino potrà recarsi allo sportello della banca per accedere direttamente ai dati di suo interesse.

Appare verosimile che, in quella sede, il dipendente di banca pretenda di visionare le prove della sua qualità di condomino. Questa può essere dimostrata in vario modo; ad esempio con un estratto dell’anagrafe tributaria, con una visura immobiliare che attesti la titolarità dell’immobile all’interno del condomino e, persino, con una lettera ricevuta dall’amministratore con la richiesta di pagamento dei contributi condominiali. Il tutto ovviamente corredato da un documento di identità.

Obbligo di rendiconto

Cassazione civile , sez. VI , 17/01/2019 , n. 1186

L’obbligo di rendiconto che, quale mandatario con rappresentanza dei condomini, l’amministratore è tenuto a osservare con riferimento alle somme detenute per conto del condominio, può dirsi adempiuto quando egli abbia fornito la prova, attraverso i necessari documenti giustificativi, non soltanto della somma incassata e dell’entità e causale degli esborsi, ma anche di tutti gli elementi funzionali all’individuazione e al vaglio delle modalità di esecuzione dell’incarico, onde stabilire se il suo operato si sia adeguato, o meno, a criteri di buona amministrazione (nella specie, la S.C., in una fattispecie anteriore all’entrata in vigore della l. n. 220 del 2012 , ha confermato la decisione di merito che, sulla base delle prove raccolte nel processo, aveva ritenuto raggiunta la dimostrazione del versamento di una somma di pertinenza del condominio su un conto corrente di gestione intestato all’amministratore e del suo successivo impiego per coprire passività condominiali).

La banca non ha il dovere di controllare le movimentazioni di un conto corrente condominiale

Corte appello , Milano , sez. I , 27/12/2017 , n. 5440

In tema di conto corrente bancario intestato ad un condominio, è da escludere che la banca abbia il dovere di controllare la fisiologia ovvero la patologia della gestione del conto da parte del soggetto – l’amministratore del condominio – autorizzato ad operarvi ovvero il dovere di verificare che le operazioni di prelievo e di pagamento poste in essere dall’amministratore abbiano come beneficiari i fornitori del condominio (Sulla scorta del riferito principio il giudice di secondo grado ha confermato la pronuncia di prime cure che aveva rigettato la domanda di risarcimento danni, promossa dal condominio nei confronti dell’istituto di credito a titolo di responsabilità sia ex contractu che aquiliana).

In presenza di un conto corrente bancario intestato ad un condominio, non è configurabile a carico della banca un obbligo di controllo della sana e prudente gestione del conto. Infatti, è da escludere che la banca abbia il potere dovere di controllare “la fisiologia ovvero la patologia” della gestione del conto da parte del soggetto autorizzato ad operarvi, l’amministratore del condominio, e che l’istituto abbia il potere dovere di verificare l’inerenza all’ambito condominiale delle operazioni di prelievo e di pagamento poste in essere dall’amministratore medesimo.

Diritto del condomino prendere visione dei documenti giustificativi di spesa

Tribunale , Catania , sez. III , 30/06/2017 , n. 3125

I condomini hanno il diritto di chiedere all’amministratore di Condominio di prendere visione dei documenti giustificativi di spesa e di estrarne copia a proprie spese, tuttavia non possono essere considerati come tali le matrici di assegni bancari del conto corrente intestato al Condominio, gli stati di avanzamento dei lavori e i relativi certificati di pagamento relativi a lavori straordinari (nel caso di specie tale richiesta viene censurata come esercizio abusivo del diritto di copia ex art. 1130 bis c.c. essendo tale documentazione non sussumibile nella nozione di “documenti giustificativi di spesa”, avendo peraltro il legislatore nella riforma ex l. 220/2012 distinto tra giustificativi di spesa e le altre scritture attinenti la gestione dell’ente condominiale).

Appropriazione indebita a carico dell’amministratore che trasferisce sul suo conto le somme depositate dagli inquilini sul conto condominiale

Cassazione penale , sez. II , 25/05/2016 , n. 33547

Integra il reato di appropriazione indebita la condotta dell’amministratore di condominio che trasferisce sul proprio conto corrente le somme depositate dagli inquilini per ottenere un tasso di interesse migliore. Lo precisa la Cassazione che non accoglie il ricorso dell’amministratore secondo cui la somma sottratta, pur non essendo destinata a fare fronte a spese condominiali, era stata depositata su altro conto a titolo di investimento nell’interesse esclusivo del condominio amministrato.

Cassazione penale , sez. II , 11/05/2016 , n. 27363

Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con la prima condotta appropriativa e, cioè, nel momento in cui l’agente compia un atto di dominio sulla cosa con la volontà espressa o implicita di tenere questa come propria. Con la conseguenza, relativamente alla condotta appropriativa dell’amministratore di un condominio, che l’appropriazione della documentazione relativa al condominio da parte di colui che ne era stato amministratore, si perfeziona non nel momento della revoca dello stesso e della nomina del successore, bensì nel momento in cui l’agente, volontariamente negando la restituzione della contabilità detenuta, si sia comportato uti dominus rispetto alla res; e con l’ulteriore conseguenza che l’utilizzo delle somme versate nel conto corrente da parte dell’amministratore durante il mandato non profila l’interversione del possesso, che, invece, si manifesta e consuma soltanto quando, terminato il mandato, le giacenze di cassa non vengano trasferite al nuovo amministratore.

Tribunale , Salerno , sez. I , 03/05/2011

L’amministratore – pur in assenza di specifiche norme che ne facciano obbligo – è tenuto a far affluire i versamenti delle quote condominiali su un apposito e separato conto corrente intestato al Condominio da lui amministrato, pertanto, la mancata adozione da parte dell’amministratore di condominio di un conto corrente apposito per la gestione condominiale costituisce perciò “ex se” irregolarità di tale gravità da comportare la revoca del mandato.

Diritto del condomino di accedere al conto corrente condominiale

Arbitro bancario finanziario , Roma , 16/09/2016 , n. 7960

In tema di accesso alla documentazione relativa al rapporto di conto corrente condominiale, il novellato disposto dell’art. 1129 c.c. (cosl come modificato dalla L. n. 220/2012) non prescrive un obbligo, in capo al condòmino, di esclusiva richiesta all’amministratore, unico legittimato a richiedere la documentazione, quanto – piuttosto – di preventiva richiesta all’amministratore stesso (Fattispecie nella quale il Collegio ha condannato l’intermediario al rilascio della documentazione in favore della ricorrente – a spese di quest’ultima e nei limiti di cui all’art. 119, comma 4, t.u.b. – essendo stato inutilmente assolto l’obbligo di preventiva richiesta all’amministratore).

Arbitro bancario finanziario , Milano , 19/04/2011 , n. 814

La banca presso la quale è acceso il conto corrente intestato a un condominio è tenuta a fornire copia degli estratti conto al singolo condominio che li richieda.

note

[1] Garante Privacy Newsletter del 23.04.2014.

[2] Arbitro bancario finanziario Roma, 16/09/2016, n.7960

Autore immagine sportello banca conto corrente Di Africa Studio


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA