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Cosa succede se non pago un finanziamento Agos

26 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 26 Febbraio 2019



Questo articolo spiega le conseguenze del mancato pagamento alla finanziaria di una o più rate di un prestito e indica i rimedi che possono essere adottati dai debitori in difficoltà.

Recentemente, hai acquistato un nuovo frigorifero. Si tratta di una spesa che non rientrava nei tuoi programmi, ma hai dovuto affrontarla perché il tuo precedente elettrodomestico si è rotto senza rimedio. Non disponendo dell’intera somma necessaria per acquistarne uno nuovo, hai fatto ricorso alla finanziaria Agos, che ti è stata proposta dallo stesso negoziante. Per estinguere il debito verso Agos dovrai versare una somma mensile non elevata. Il problema, però, è che i pagamenti che gravano sul tuo bilancio familiare cominciano ad essere troppi: luce, gas, acqua, affitto, spesa, necessità dei figli. Cominci a temere di non essere in grado di estinguere il prestito e ti chiedi: cosa succede se non pago un finanziamento Agos? In questo articolo ti spiegherò cosa avviene quando non si rimborsa puntualmente una finanziaria e le soluzioni offerte dalla legge a chi si trova nell’impossibilità di pagare. Molti sono gli italiani che, per far fronte ai loro acquisti, si affidano alle finanziarie. Si tratta di una soluzione per certi versi comoda, perché consente di restituire il prestito in piccole rate mensili. Questo, però, può portare a sottovalutare il rischio di sovraindebitamento: quando i finanziamenti sono troppi, oppure si sommano ad altre spese fisse, c’è il pericolo di non riuscire a farvi fronte. Le conseguenze del mancato pagamento delle rate sono, in parte, uguali per tutte le finanziarie, essendo previste dalla legge; ad esse si aggiungono quelle specificamente derivanti dal contratto di finanziamento sottoscritto dal debitore e dalle condizioni generali praticate da ogni finanziaria. Vediamo dunque cosa succede se non si paga un finanziamento Agos.

Rate non pagate: cosa fa Agos?

Quando una o più rate non vengono pagate, Agos si attiva nei confronti del debitore in vari modi.

Ecco cosa succede:

  • segnala l’inadempiente alle cosiddette “liste dei cattivi pagatori“. Si tratta di banche dati nelle quali vengono iscritti i nominativi di coloro che, avendo ottenuto un prestito, non lo pagano regolarmente. Queste liste hanno la funzione di far conoscere alle banche e alle finanziarie l’affidabilità delle persone: ovviamente un istituto di credito non concederà un prestito a chi risulta cattivo pagatore. Non devi però pensare che la segnalazione da parte di Agos sia immediata e automatica, se il debitore dimentica un pagamento o non ha la possibilità di provvedervi per tempo. E’ infatti necessario, come vedremo più avanti, che le rate non pagate siano almeno due;
  • comincia a sollecitare il debitore affinché provveda al pagamento, spesso dando l’incarico di compiere questa attività a una società di recupero crediti;
  • nei casi di inadempimento che perdura nel tempo, può risolvere il contratto di finanziamento e pretendere il pagamento dell’intera somma residua, alla quale si aggiungeranno gli interessi. Questi ultimi, come ti spiegherò dettagliatamente più avanti, saranno di due tipi: corrispettivi e moratori;
  • può quindi agire per il recupero del credito rivolgendosi al giudice.

Vediamo ora di approfondire quanto ti ho appena detto.

Le liste dei cattivi pagatori

Ho accennato al fatto che, se non si pagano le rate di un finanziamento, Agos (come le altre finanziarie e le banche) effettua una segnalazione del debitore ad apposite banche dati.

Alcune di queste liste, le Sic (sigla che sta per Sistemi di informazione creditizia), sono gestite da società private. Esse raccolgono i dati relativi a tutti i finanziamenti, quindi non sono di per sé “cattive”: infatti vi si viene inseriti per il solo fatto di aver ottenuto un prestito da una banca o da una finanziaria. Le Sic vengono via via aggiornate con nuovi dati relativi ai finanziamenti: non solo i nominativi di coloro che li hanno richiesti, ma anche le somme prese in prestito, gli importi delle rate, i pagamenti, e quindi anche i ritardi e i mancati versamenti.

Poi c’è la Cri (Centrale rischi interbancaria). Questa è una banca dati pubblica,  controllata dalla Banca d’Italia. In essa si viene inseriti solo in caso di mancato pagamento.

Agos, però, non effettua la segnalazione alle banche dati immediatamente. Quando il debitore non paga puntualmente per due rate consecutive, la finanziaria gli invia una comunicazione, con la quale lo avvisa che, perdurando l’inadempimento, effettuerà la segnalazione, e gli concede un termine di quindici giorni per regolarizzare i pagamenti. Se il debitore non vi provvede, scatterà la comunicazione alle banche dati.

In questo, Agos si è adeguata all’orientamento della giurisprudenza [1], secondo cui la segnalazione è illegittima quando:

  • la finanziaria o la banca effettua la comunicazione alle banche dati immediatamente dopo il mancato pagamento di una rata. Prima occorre che il debitore sia avvertito con una comunicazione che lo invita ad effettuare il pagamento, concedendogli un termine di almeno quindici giorni;
  • la comunicazione viene fatta senza tener conto della situazione concreta del debitore, che potrebbe aver dimenticato qualche pagamento, oppure trovarsi in una situazione transitoria che non gli consente di provvedervi, ma essere una persona tutt’altro che inaffidabile.

In caso di segnalazione illegittima, se da essa sono derivati danni, l’interessato potrà chiederne il risarcimento.

Il debitore, una volta segnalato, viene considerato inaffidabile: la conseguenza è che non può più usare la carta di credito, ottenere finanziamenti ed emettere assegni.

L’iscrizione nelle liste dei cattivi pagatori è temporanea: trascorso un certo periodo, si viene cancellati in automatico. Il tempo necessario è:

  • 12 mesi, in caso di ritardo nel pagamento di una o due rate;
  • 24 mesi, qualora non si siano pagate almeno tre rate.

Il termine decorre dal pagamento di quanto dovuto, ovvero, se ciò non avviene, dalla risoluzione del contratto da parte della finanziaria.

I solleciti di pagamento

Prima di ricorrere al giudice, le finanziarie provano ad ottenere il pagamento dal debitore servendosi di apposite società, dette di recupero crediti, che fanno pressione sull’interessato in due modi:

  • mediante telefonate. Queste, spesso, sono decisamente aggressive. Le società di recupero, infatti, vengono pagate a percentuale sui crediti riscossi: da qui la tattica di spaventare il debitore, minacciando ipoteche e pignoramenti. Non bisogna però lasciarsi intimidire, perché, prima di arrivare a queste estreme conseguenze, è necessario che la finanziaria si rivolga al giudice ed ottenga una sentenza o un decreto ingiuntivo a carico del debitore;
  • con diffide scritte. Queste possono essere inviate a mezzo raccomandata o con lettera semplice. In quest’ultimo caso, chi le spedisce non può dimostrare l’avvenuta ricezione da parte del destinatario. Questo è un aspetto molto importante, perché si tratta di atti non idonei a interrompere la prescrizione del credito della finanziaria. La prescrizione è un periodo di tempo entro il quale un diritto può essere fatto valere. Nel caso specifico, la finanziaria ha dieci anni di tempo per richiedere il pagamento di ogni rata. Il termine viene interrotto, e ricomincia a decorrere da capo, se viene inviata una diffida scritta al debitore; ma la finanziaria deve poter dimostrare che quest’ultimo l’ha ricevuta, e ovviamente una lettera non raccomandata non è idonea a questo scopo.

I costi dei solleciti di pagamento vengono posti da Agos a carico del debitore. Precisamente, quest’ultimo dovrà 15,49 euro per ogni sollecito telefonico o postale; se un dipendente della società di recupero crediti va a trovarlo a casa, la spesa da rimborsare aumenta notevolmente, essendo pari a 50 euro ogni 500 euro dovuti dal debitore (ad esempio: se la somma dovuta è di duemila euro, il rimborso spese per una visita domiciliare sarà di 200 euro).

La risoluzione del finanziamento 

Il contratto di finanziamento Agos prevede che, qualora il cliente non paghi almeno due rate, la finanziaria può risolvere il contratto e chiedere il rimborso immediato di tutto l’importo ancora dovuto dal debitore. Il cliente dovrà quindi pagare, entro quindici giorni dalla ricezione della comunicazione da parte di Agos, tutto il capitale residuo da rimborsare, gli interessi corrispettivi maturati, gli interessi moratori e le eventuali spese relative ai solleciti di pagamento.

Spesso comunque le finanziarie, prima di arrivare a conseguenze così drastiche,  preferiscono giocarsi la carta del recupero bonario, contattando il debitore. Ottenere il pagamento di poche rate è più semplice che richiedere l’intera somma residua, e c’è sempre la possibilità che l’interessato riprenda a pagare con una certa regolarità.

Abbiamo parlato di interessi moratori. E’ venuto il momento di spiegare di che cosa si tratta e quale sia il loro ammontare in caso di finanziamento Agos.

Quando si ottiene un prestito, occorre rimborsare alla banca o alla finanziaria la somma corrispondente, oltre agli interessi, fissati dal contratto in una certa percentuale sull’importo finanziato (cosiddetti interessi corrispettivi).

Ogni rata, quindi, è costituita da due quote:

  • la quota capitale, corrispondente a una frazione della somma presa in prestito;
  • gli interessi corrispettivi, che sono una percentuale dell’importo preso in prestito, e che servono a compensare la finanziaria per aver messo il denaro a disposizione.

Se però non non si pagano regolarmente le rate, scattano gli interessi di mora (o moratori), di importo più elevato, che costituiscono una vera e propria sanzione per il ritardo o per l’inadempimento.

Come regola generale, la percentuale degli interessi di mora deve essere indicata nel contratto. Per quanto riguarda specificamente la finanziaria Agos, il criterio di calcolo degli interessi moratori è il seguente:

  • il debitore dovrà pagare, in aggiunta agli interessi corrispettivi, una somma pari all’1,5% mensile che andrà calcolata sulla quota capitale di ciascuna rata. Ad esempio, se la rata non pagata è di 200 euro, di cui 150 di quota capitale e 50 di interessi corrispettivi, la percentuale dell’1,5% andrà calcolata su 150 euro, e sarà quindi pari a 2,25 euro al mese;
  • occorre però tener presente che la percentuale complessiva degli interessi (corrispettivi e moratori) non può superare un certo limite, detto tasso-soglia, che viene annualmente determinato con decreto ministeriale. Qualora ciò avvenga, gli interessi dovuti saranno pari alla percentuale del tasso-soglia.

Il recupero giudiziale del credito

Se i tentativi bonari di ottenere il pagamento  si rivelano inefficaci, Agos si rivolge al tribunale, chiedendo l’emanazione di un decreto ingiuntivo nei confronti del debitore. Si tratta di un provvedimento che viene emesso sulla base della documentazione che dimostra il credito, con il quale il giudice ingiunge al debitore di pagare quanto dovuto entro il termine di quaranta giorni. Questa procedura consente al creditore di ottenere la condanna del debitore al pagamento in tempi rapidi, senza attendere lo svolgimento di una normale causa, che si solito dura anni.

Se ritiene che le ragioni della società creditrice non siano fondate, l’interessato può, entro lo stesso termine, proporre opposizione al decreto. Si instaura così una vera e propria causa, in cui ognuna delle parti sostiene la propria posizione e indica delle prove a proprio favore.

Il giudice, alla fine, emette una sentenza, con la quale può:

  • accogliere integralmente l’opposizione, revocando il decreto ingiuntivo e dichiarando che le somme richieste dalla finanziaria non sono dovute;
  • accogliere l’opposizione parzialmente, dichiarando che la finanziaria ha un credito verso il debitore, ma di importo inferiore, e condannando quest’ultimo a pagarlo;
  • rigettare l’opposizione, e condannare il debitore al pagamento della somma alla quale si riferiva il decreto ingiuntivo.

Se, invece, il debitore non propone opposizione nel termine di quaranta giorni, il decreto ingiuntivo viene dichiarato esecutivo.

Se la finanziaria non dispone della documentazione necessaria a provare subito il proprio credito, non può chiedere il decreto ingiuntivo: dovrà intraprendere una causa contro il debitore. I tempi saranno, ovviamente, più lunghi; a conclusione del procedimento, il giudice emetterà una sentenza, e, se accoglierà la domanda della società creditrice, condannerà il debitore al pagamento di una somma di denaro.

Il decreto ingiuntivo esecutivo o la sentenza di condanna prendono il nome di titolo esecutivo.

Avvalendosi di quest’ultimo, Agos può iscrivere ipoteca sui beni immobili del debitore. Si tratta di una forma di garanzia. Se i beni vengono venduti chi ha iscritto l’ipoteca ha diritto a soddisfare il proprio credito attingendo dal prezzo,  con preferenza rispetto agli altri creditori.

Il passo successivo consiste nel pignoramento nei confronti del debitore. Si tratta di una procedura che ha lo scopo di ottenere in maniera forzata la soddisfazione del credito. Prima di iniziare il pignoramento il creditore deve notificare al debitore un atto di precetto, con il quale gli intima di provvedere al pagamento nel termine di dieci giorni, e lo avverte che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.

Il pignoramento può avere ad oggetto:

  • i beni mobili del debitore, come quelli che arredano la sua abitazione. Essi vengono venduti, a seguito di un’apposita procedura, e la finanziaria si soddisfa sul ricavato;
  • gli immobili del debitore. Anche in questo caso si procede alla vendita. Poiché si tratta di una procedura costosa, si ricorre ad essa in caso di crediti più consistenti, di almeno cinquemila euro;
  • il quinto dello stipendio o della pensione del debitore;
  • il denaro sul conto corrente;
  • eventuali crediti del debitore verso terzi.

Il debitore può sempre trovare un accordo con la finanziaria, proponendo un pagamento a saldo e stralcio. Esso consiste nel versamento di una somma corrispondente a una percentuale del debito. La finanziaria potrebbe accettare la proposta, che le consentirebbe di recuperare subito una parte del credito e di non affrontare le spese necessarie per rivolgersi al giudice.

Ora puoi rispondere alla domanda: cosa succede se non pago un finanziamento Agos? Dopo avere letto questo articolo, sapendo quali sono le conseguenze del mancato pagamento delle rate, starai più attento a non chiedere prestiti che non sei sicuro di poter rimborsare.


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1 Commento

  1. Il mio ex compagno 11 anni fa a fatto un finanziamento con la Findomestic e a falsificato la mia firma ….un mese fa mi è arrivato un atto giudiziale….cosa devo fare

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