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Nuovo amministratore: risponde per debiti e reati del passato?

20 Dicembre 2017 | Autore:
Nuovo amministratore: risponde per debiti e reati del passato?

Che fine fanno i debiti dell’azienda ceduta? Il nuovo manager risponde anche dei reati del precedente amministratore?

Nella prassi commerciale sono molto frequenti i casi di cessione di azienda. Non sono nemmeno rari gli esempi di cosiddetto valzer delle poltrone poste ai vertici aziendali. In tali ipotesi, di certo non si possono pretendere miracoli dal nuovo manager che, magari anche suo malgrado, si sia trovato a dover fare i conti con la mala gestio di chi lo ha preceduto. Tuttavia, se è vero che «non si possono far ricadere sui padri le colpe dei figli», in ambito societario le cose non sempre stanno così ed i successori, purtroppo, molte volte sono chiamati a rispondere anche per il passato. È bene, quindi, prestare molta attenzione prima di accettare una nuova carica manageriale. Una volta esaurito l’entusiasmo iniziale per il successo professionale conseguito, infatti, capita spesso che il nuovo amminstratore si trovi a dover affrontare situazioni ingestibili, frutto del passato e che potrebbero arrecargli non pochi problemi.

Ciò posto, vediamo se e quando il nuovo manager risponde anche dei debiti e dei reati del precedente amministratore. A tal fine è necessario innanzitutto comprendere che fine fanno di debiti di un’azienda se questa viene ceduta. Dunque, procediamo con ordine.

Debiti dell’azienda ceduta: chi ne risponde?

Per comprendere che fine fanno i debiti dell’azienda ceduta bisogna in primo luogo fare riferimento al Codice civile. Questo prevede espressamente che, in caso di trasferimento di un’azienda commerciale, risponde dei debiti della stessa anche l’acquirente, se essi risultano dai libri contabili obbligatori [1].

Di quali debiti si tratta?

Ovviamente, il problema relativo ai debiti in caso di cessione di azienda si pone relativamente ai debiti sorti prima del suo trasferimento, in quanto quelli successivi sorgono direttamente a carico del nuovo proprietario dell’azienda. A tal proposito, la legge distingue tra debiti derivanti da cessione di azienda commerciale e debiti derivanti da azienda non commerciale e prevede regole particolari per i debiti fiscali, da un lato, e per i debiti derivanti da rapporti di lavoro, dall’altro.

Chi risponde dei debiti?

La questione dei debiti dell’azienda ceduta è un problema che si pone in relazione ai debiti nei confronti di terzi soggetti. Infatti, nei rapporti interni, cedente e cessionario sono responsabili ciascuno per i debiti relativi alla propria gestione, pertanto se il nuovo proprietario paga un debito contratto dalla precedente gestione ha diritto al rimborso, salvo che le parti – d’intesa – disciplinino diversamente le rispettive responsabilità.

Come anticipato la disciplina relativa ai debiti dell’azienda ceduta è distinta a seconda che si tratti di un’azienda commerciale o di un’azienda non commerciale [2].

Debiti di un’azienda commerciale

Il Codice civile prevede espressamente che l’azienda cedente risponde dei propri debiti anteriori alla vendita, a meno che non risulti che i creditori abbiano acconsentito alla sua liberazione da ogni responsabilità [3]. La nuova proprietà, invece, risponde in solido con l’azienda cedente solo per i debiti che risultano dai libri contabili obbligatori: in questo caso i creditori possono agire sia nei confronti del cedente (vecchio proprietario), sia nei confronti del cessionario (nuovo proprietario). L’iscrizione dei debiti nei libri contabili obbligatoriinfatti, comporta il sorgere di una responsabilità solidale anche del cessionario, il quale non può esimersi da tale responsabilità dimostrando di ignorarli.  Al contrario, se i debiti non sono iscritti nei libri contabili, il cessionario non ne risponde, anche se ne era in concreto a conoscenza. Se, invece, non esistono libri contabili per una qualsiasi ragione – come nel caso di una società di fatto – il cessionario non risponde per i debiti relativi all’azienda [4].

Debiti fiscali

In caso di debiti fiscali, invece, l’acquirente dell’azienda è responsabile in solido con il venditore per il pagamento dell’imposta e delle sanzioni riferibili alle violazioni commesse nell’anno in cui è avvenuta la cessione e nei due anni precedenti, nonché per le sanzioni già irrogate e contestate nel medesimo periodo anche se riferite a violazioni commesse in precedenza.

Reati fiscali: il nuovo amministratore risponde anche per il passato

Quanto sin qui scritto vale anche con riferimento alle più gravi implicazioni penali che possono scattare in questi casi.

Ciò in quanto, alla luce di quanto spiegato sopra, con l’accettazione della carica di amministratore il soggetto acquisisce contezza delle obbligazioni, anche tributarie, da adempiere. Ciò posto, prima di assumere una nuova  carica amministrativa è fondamentale una verifica preventiva della contabilità, dei bilanci e delle ultime dichiarazioni dei redditi. Chi omette tali riscontri sceglie di esporsi volontariamente alle conseguenze che possono derivare da pregresse inadempienze.

Ciò è quanto da ultimo affermato anche dalla Corte di Cassazione con una recentissima sentenza [5]. Più in particolare, con la pronuncia in commento, la Suprema Corte ha avuto modo di sancire che risponde del reato di omesso versamento Iva il nuovo amministratore che subentra dopo la presentazione della dichiarazione firmata dal precedente rappresentante legale. La Cassazione ha così precisato che l’assunzione della carica di amministratore comporta la necessità di una minima verifica preventiva della contabilità, dei bilanci e delle ultime dichiarazioni dei redditi. Come anticipato, infatti, chi non effettua tali verifiche si espone  volontariamente alle conseguenze – anche penali – che possono derivare da pregresse inadempienze. Inoltre, a nulla rileva, come nella specie, che il subentro sia avvenuto dopo la presentazione della dichiarazione da cui emergeva il debito di imposta, in quanto il reato di omesso versamento si consuma alla scadenza dell’acconto dell’anno successivo.

 

 

 


note

[1] Art. 2560 Cod. Civ.

[2] Le distinzioni sopra effettuate non riguardano l’azienda non commerciale. Infatti il piccolo imprenditore, l’impresa agricola, la società semplice non hanno l’obbligo di tenere le scritture contabili e, pertanto, in caso di cessione d’azienda sono responsabili dei debiti aziendali sorti anteriormente al trasferimento. Il contratto di cessione d’azienda può però contenere un accordo interno con cui il nuovo proprietario dell’azienda si accolla volontariamente i debiti del ceduto e i creditori rinunziano alla responsabilità del cedente.

[3] Art. 2560, comma 2, Cod. Civ.

[4] Cass., sent. n. 5123 del 09.03.2006.

[5] Cass., sent. n. 55482 del 13.12.2017.


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