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Conti correnti dormienti: ereditare un tesoro e non conoscerne l’esistenza

11 aprile 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 aprile 2013



Essere ricchi e non saperlo: capita a volte di ereditare conti correnti della cui esistenza non si è mai avuto conoscenza; ecco come fare per saperlo.

Una legge del 2007 [1] ha regolamentato i cosiddetti “conti dormienti”: ossia somme di denaro depositate in banca (anche sottoforma di strumenti d’investimento comunque prontamente pagabili in denaro) su conti o libretti di risparmio ove non è stata eseguita alcuna operazione o movimentazione negli ultimi dieci anni e che siano di importo superiore a 100 euro. Si tratta quindi di soldi lasciati in un certo senso a “dormire” in banca. Pertanto, basta una semplice richiesta di estratto conto per risvegliare il deposito.

La situazione si verifica non poche volte: per esempio, quando si eredita l’intero asse di un parente, il quale ha tenuto nascosta l’esistenza di un conto corrente a lui intestato; pertanto gli eredi, non consapevoli di ciò, non hanno mai provveduto al prelievo delle somme.

Fino al 2006, tali somme rimanevano di proprietà delle banche, andando ad alimentare un vero e proprio tesoretto. Nel 2006, invece, la legge finanziaria ha stabilito che i conti dormienti debbano confluire nel fondo istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, da utilizzare per il risarcimento delle vittime da crack finanziario.

Dal 2010 la gestione dei conti dormienti è passata interamente alla Consap, una società completamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Così, tutte le Banche e gli Istituti di Credito hanno dovuto dichiarare al Ministero tali conti e i relativi intestari.

Già al 15 novembre 2008, i conti dormienti segnalati al ministero dell’Economia erano oltre un milione.

Tutti i conti di cui è stato accertato l’inutilizzo decennale negli anni 2008, 2009 e 2010 sono stati classificati e si possono verificare presso il sito del Ministero al link www.mef.gov.it/depositi-dormienti  nella sezione ricerca.

Pertanto ogni cittadino che voglia verificare eventuali fortune nascoste a proprio favore, deve prima collegarsi al sito della Consap e accertarsi dell’esistenza di un conto dormiente a suo favore. È sufficiente indicare il nome e cognome dell’interessato.

Sul predetto sito della società è possibile scaricare la domanda di rimborso, da spedire con raccomandata AR alla sede della Consap.

I titolari dei conti o anche i loro eredi possono richiedere la restituzione delle somme depositate sui conti, sempreché non siano decorsi 10 anni dalla data di trasferimento del conto al Fondo.

note

 

[1] D.p.r. 116/2007.

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