Salute e benessere | Articoli

Sintomi colpo di frusta

18 Marzo 2019 | Autore: Francesca Canino


Sintomi colpo di frusta

> Salute e benessere Pubblicato il 18 Marzo 2019



Una frenata improvvisa quando l’auto è lanciata a velocità sostenuta, una caduta o un pugno possono procurare gravi e prolungati disturbi.

La colonna vertebrale è soggetta ad alcune patologie che provocano grossi fastidi a chi ne è affetto. Tra queste si annovera il “colpo di frusta”, termine non prettamente medico che indica le “sindromi cervicali post-traumatiche”, causate, nella maggior parte dei casi, da incidenti automobilistici, soprattutto tamponamenti, da cadute, da violenza fisica o da infortuni sportivi. Quando il collo si piega bruscamente indietro e poi in avanti, il movimento improvviso e incontrollato lo costringe a raggiungere posizioni limite rispetto alle sue possibilità di movimento. L’accelerazione o la decelerazione del capo, un movimento di ondeggiamento simile a un colpo di frusta, possono produrre lesioni e dolore che richiederanno terapie specifiche e accorgimenti da adottare. Intanto, bisogna riconoscere subito i sintomi colpo di frusta per evitare ulteriori disturbi. Nel prosieguo dell’articolo, troverete alcune informazioni che potrebbero rivelarsi utili se avete subito un infortunio provocato da un movimento inaspettato e brusco del collo.

Cos’è il colpo di frusta?

Ogni qualvolta si parla di colpo di frusta occorre sapere che ci si riferisce a un evento traumatico, definito in maniera più corretta come “distorsione del rachide cervicale”. Si tratta di un infortunio che interessa le vertebre superiori della colonna vertebrale, cioè le cervicali, dalla C1 (detta Atlante) alla C7 (detta vertebra prominente), i muscoli e i legamenti del collo. Nella maggior parte dei casi, si verifica quando, a causa di un improvviso movimento della testa, il collo supera i limiti fisiologici della sua possibilità di movimento.

Colpo di frusta: quali sono le cause?

Il colpo di frusta è la conseguenza di un inaspettato e violento movimento che spinge il capo a flettersi improvvisamente all’indietro per poi flettersi di nuovo in avanti, producendo una distorsione della colonna cervicale.

Ciò avviene soprattutto negli incidenti stradali, sia se si viene tamponati, sia se l’impatto è frontale, ma anche dopo eventi traumatici riportati durante la pratica di attività sportive o in seguito a infortuni non dipendenti dalla guida di autoveicoli.

Pugni, scossoni, sport da contatto come boxe, kick boxing, karate possono tendere eccessivamente i muscoli e i legamenti del collo e provocare il colpo di frusta. La sintomatologia dolorosa che ne consegue può regredire a volte nel giro di poche settimane, ma ci sono anche casi in cui si manifestano effetti permanenti che generano una sintomatologia dolorosa cronica.

Colpo di frusta: quali conseguenze?

Gli esiti del colpo di frusta sono molto spesso lesioni a carico dei tessuti molli, delle vertebre o dei dischi intervertebrali. Nei casi meno seri, le lesioni interessano le strutture muscolari e legamentose, ma a volte possono verificarsi danni anche a carico delle strutture nervose.

Nelle situazioni più severe si registrano alterazioni della colonna vertebrale, del bacino e delle articolazioni temporo-mandibolari. Problemi più gravi si hanno se si associano al colpo di frusta rotture dei legamenti, fratture vertebrali ed ernia del disco.

Come prevenire il colpo di frusta?

Ci sono alcuni accorgimenti che se messi in atto possono prevenire il colpo di frusta:

  • ricordare quando si viaggia in auto di regolare sempre il poggiatesta alla giusta altezza, per attutire il più possibile gli urti determinati da eventuali movimenti bruschi;
  • svolgere costantemente un’adeguata attività fisica che permetta di mantenere al meglio il tono muscolare;
  • compiere con una certa frequenza gli esercizi di rafforzamento e di allungamento dei muscoli dorsali e del collo.

I sintomi del colpo di frusta

Il colpo di frusta si manifesta con sintomi di varia gravità che possono essere immediati o tardivi. Di solito si sviluppano entro le 24 ore dal trauma. È proprio in questo lasso di tempo, infatti, che il soggetto comincia ad avvertire stiramento dei muscoli, cervicalgia, ovvero dolore localizzato al tratto cervicale che può estendersi alla testa e alla schiena, difficoltà nell’allungare o girare il collo e dolore alla palpazione.

In breve, possono manifestarsi anche disturbi di natura neurovegetativa, tra cui vertigini, nausea e cefalea, irritazione radicolare, con conseguente dolore al braccio e parestesie, cioè sensazione di formicolio alle braccia e alle mani.

In casi molto gravi, i sintomi possono comprendere assenza di riflessi, lussazioni, ernie del disco, con conseguenze dolorose e protratte nel tempo. Di seguito riportiamo un elenco dei sintomi più comuni del colpo di frusta:

  • dolore al collo e rigidità;
  • dolore alla mano e al polso;
  • vertigini e nausea;
  • visione offuscata;
  • dolore associato alla masticazione;
  • mal di testa;
  • stanchezza;
  • ronzii nelle orecchie;
  • disturbi del sonno;
  • difficoltà di concentrazione;
  • problemi di memoria;
  • irritabilità;
  • formicolio alle braccia, alle mani e alla testa;
  • rigidità alle articolazioni.

Come si stabilisce la gravità dei disturbi?

In letteratura esistono alcune classificazioni per determinare la complessità dei disturbi derivanti dal colpo di frusta. La più conosciuta e usata è la “Quebec Task Force” del 1995, che distingue 5 gradi di gravità:

  • nessun disturbo al collo e nessun segno fisico;
  • nessun segno fisico, ma presenza di dolore e rigidità o iperestesia del collo;
  • disturbi al collo e segni a livello muscolo-scheletrico;
  • presenza di disturbi al collo e segni di tipo neurologico;
  • disturbi al collo con frattura o lussazione.

Come diagnosticare il colpo di frusta?

Risulta necessario in questi casi sottoporsi a test di imaging: radiografia della colonna vertebrale per escludere fratture e lussazioni; Tac per avere immagini da angolazioni diverse delle ossa e degli altri tessuti; risonanza magnetica, utile perché può individuare le lesioni dei tessuti molli, come ad esempio i nervi.

Come curare il colpo di frusta?

È consigliabile rivolgersi subito al pronto soccorso anche in assenza di sintomi, visto che essi possono manifestarsi diverse ore dopo l’incidente. Inizialmente, viene raccomandato di rimanere a completo riposo, poiché si devono limitare i movimenti della testa e del collo. In seguito, sarà opportuno consultare uno specialista per stabilire la gravità del caso e farsi prescrivere la terapia da seguire.

I disturbi sono generalmente trattati con farmaci antidolorifici per alleviare la sintomatologia dolorosa e con farmaci miorilassanti per attenuare gli spasmi muscolari. Spesso si prescrive anche l’uso del collare cervicale per immobilizzare il collo nei primi giorni, facendo attenzione a non utilizzarlo per molte ore perché potrebbe provocare una diminuzione della massa muscolare e compromettere il recupero.

A volte vengono prescritti anche dei sedativi se il dolore è molto intenso e, dopo la fase acuta, si potrà intraprendere un percorso riabilitativo con la fisioterapia. Per alleviare le vertigini, il mal di schiena, i dolori al collo e i formicolii, è bene fare degli esercizi per il rachide cervicale quando il dolore è scomparso. La riabilitazione è indispensabile nel trattamento del colpo di frusta, il collo, infatti, deve essere rieducato al movimento tramite esercizi che ne rafforzino i muscoli.

Ci si può avvalere di diverse tecniche riabilitative, tra le quali sono da considerare: la massoterapia (fisioterapia con utilizzo di massaggi); la laserterapia (terapia che utilizza un raggio laser con specifiche proprietà curative); la ionoforesi (una tecnica che prevede l’instillazione transcutanea di impulsi elettrici continui); l’elettroterapia (consistente nell’applicazione locale di impulsi elettrici alternati, come l’elettrostimolazione) e la tecarterapia (terapia che si attua con un particolare strumento che genera calore in una specifica area del corpo).

Colpo di frusta: cosa dice la legge?

La Legge n. 27 del 2012 ha introdotto due norme sulla risarcibilità delle lesioni lievi, quelle, cioè, che incidono dello 0-9% di invalidità permanente, disponendo nella prima che: «le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente [1]» e nella seconda norma che: «Il danno alla persona per lesioni di lieve entità è risarcito solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata l’esistenza della lesione [2]». In presenza, dunque, di danni di lieve entità, è ora più difficile farsi risarcire perché sono state introdotte maggiori restrizioni e controlli per ottenere l’indennizzo da parte delle assicurazioni. In assenza, però, di accertamenti clinici strumentali, il risarcimento del danno da colpo di frusta non sarà erogato.

È consigliabile, in caso di incidente in cui si sospetta di aver riportato il colpo di frusta, di farsi soccorrere da un’ambulanza o di raggiungere il proprio medico curante per una prima visita. Entro tre giorni, bisogna compilare la richiesta di risarcimento del danno e inviarla alla propria compagnia di assicurazione.

La richiesta deve essere corredata dagli esami compiuti – in particolare le radiografie – e dalle ricevute fiscali delle visite e delle spese sostenute per la riabilitazione. La compagnia di assicurazione nominerà un medico legale per visitare il soggetto infortunato ed esaminerà tutta la documentazione.

In un secondo momento, procederà a fare una stima del danno subito e a valutare se tutte le spese sostenute sono state congrue alla lesione. Da questi elementi, determinerà la percentuale di invalidità permanente che spetta all’infortunato, stilando una dettagliata perizia.

È sempre opportuno che il soggetto che ha subito i danni del colpo di frusta, produca una perizia medico-legale di parte, al fine di specificare il grado di invalidità permanente riportato. L’entità del risarcimento verrà definito considerando diversi elementi, come l’età dell’infortunato, i giorni di malattia certificati dal medico e il contenuto della perizia medico-legale.


Di Francesca Canino

note

[1] Art. 139 del D. Lgs. 209/2005, Cod. assicurazioni private, modificato dall’art. 32 comma 3-ter D. L. 1/2012.

[2] Cass. sent. n. 18773/2016.

Autore immagine: colpo di frusta di staras.


scarica gratis il tuo contratto su misura

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA