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Posso consultare il fascicolo di una causa di un’altra persona?

27 Febbraio 2019


Posso consultare il fascicolo di una causa di un’altra persona?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Febbraio 2019



Richiesta informazioni in cancelleria del tribunale: è possibile vedere i documenti e i verbali di un processo in cui non si è costituiti? Istanza di accesso al fascicolo coperta da privacy?

Immagina di avere una causa con una persona per dei danni che questa ti avrebbe procurato. Il tuo avversario è solito a comportamenti contrari alla legge, tant’è che – secondo voci di corridoio – sarebbe stato già citato in giudizio da altre persone per i medesimi fatti. Insomma, da quanto ti risulta, è un habitué dei tribunali. Uno di questi processi è, peraltro, ancora in corso. Così vorresti poter accedere al relativo fascicolo per leggere le accuse che gli sono state mosse e le prove che, contro di lui, sono state già prodotte. Il tuo intento non è di pura curiosità: anzi, sei animato dal sacrosanto diritto a una più compiuta difesa giudiziale, diritto che è riconosciuto dalla nostra Costituzione. Così ti chiedi: posso consultare il fascicolo di una causa di un’altra persona? Se è vero che la sentenza è pubblica – pronunciata peraltro “in nome del popolo italiano – è altrettanto pubblico anche l’incartamento e tutti gli atti processuali del giudizio? La questione è stata, proprio di recente, definita da una sentenza del Tar di Catanzaro [1].

Di tanto parleremo in questo articolo. Ti spiegheremo cioè quando e chi può presentare un’istanza di accesso amministrativo al fascicolo processuale secondo le norme attualmente in vigore e quali eccezioni sulla privacy possono essere eventualmente mosse dall’interessato. 

Il problema sul rispetto della privacy delle parti in causa

In primo luogo c’è da considerare che, al di là di ciò che viene riportato nel testo della sentenza, il fascicolo di causa potrebbe contenere dati sensibili come cartelle cliniche, certificati medici, fotografie, dichiarazioni private e tutto ciò che attiene alla vita personale delle parti. 

I processi si svolgono sì a porte aperte, ma è anche vero che una cosa sono le parole che vengono dette – spesso velocemente – dagli avvocati, un’altra i documenti interni al fascicolo, più minuziosi e particolareggiati, cui i primi fanno generico riferimento. Senza contare che, tutte le volte in cui la discussione in udienza può implicare la rappresentazione al magistrato di fatti “delicati”, il giudice può chiedere ai presenti di abbandonare l’aula e di celebrare la discussione in forma riservata.

Dunque non c’è dubbio che i fascicoli di un processo contengano dati sensibili che vanno protetti dai curiosi. 

In tutto ciò che diritti può accampare chi ha bisogno di accedere al fascicolo di causa di un’altra persona per potersi difendere in un proprio processo? Ecco qual è stata la risposta dei giudici calabresi.

Istanza di accesso agli atti di un altro processo

Non è possibile presentare un’istanza di accesso al fascicolo di un processo tra altre persone se, in tale causa, il richiedente non è già costituito con un proprio difensore. Solo coloro che hanno diritto a partecipare al giudizio – in quanto interessati alla vertenza – possono anche prendere visione dei documenti depositati da altri soggetti. Ma chiaramente, per far ciò, bisogna prendere parte alla causa, avere cioè un diritto da difendere. Se tale ipotesi non ricorre, non si può consultare il fascicolo di una causa di un’altra persona.

La legge sulla trasparenza amministrativa [2] non si può applicare alle “carte” dei processi non avendo essi natura di documento amministrativo.

È vero: l’accesso ai provvedimenti del giudice, alle sentenze, ordinanze e decreti è già previsto sia dal Codice del processo amministrativo [3] che dal Codice di procedura civile [4], ed è assicurato a chiunque vi abbia interesse. Cosa ben diversa è invece l’accesso agli atti e ai documenti di parte. Per esso la legge prevede che l’accesso al fascicolo processuale (che è ormai in formato telematico) è consentito solo ai difensori muniti di procura, agli avvocati domiciliatari, alle parti personalmente nonché, previa autorizzazione del giudice, a coloro che intendano intervenire volontariamente nel giudizio [5]. 

L’eccezione che conferma la regola

Insomma, solo le parti in causa possono accedere agli atti processuali degli altri soggetti.

Tuttavia, nulla vieta che, se davvero il fascicolo processuale di una parte dovesse essere elemento dirimente per procedere a una decisione, nel corso di una causa si possa chiedere al giudice di ordinarne l’acquisizione d’ufficio. Sarà cioè il giudice a rilevare la sussistenza della necessità di leggere i documenti di un altro processo; qui però la segretezza dei dati sarà tutelata dall’intervento del magistrato stesso.

note

[1] Tar Catanzaro, sent. n. 296/2019 del 18.02.2019.

[2] Art. 22 e ss. legge 7 agosto 1990, n. 241.

[3] Art. 7 disposizioni attuazione codice del processo amministrativo: «1. Il segretario rilascia copia delle decisioni e di ogni altro provvedimento del giudice a richiesta degli interessati e a loro spese».

[4] Art. 744 cod. proc. civ.: «I cancellieri e i depositari di pubblici registri sono tenuti, eccettuati i casi determinati dalla legge, a spedire a chiunque ne faccia istanza le copie e gli estratti degli atti giudiziali da essi detenuti, sotto pena dei danni e delle spese».

[5] Per il processo amministrativo v. art. 17, comma 3, del Dpcm 16 febbraio 2016, n. 40.

Autore immagine: avvocato che consulta fascicolo di un processo Di Kumpol Chuansakul

Pubblicato il 18/02/2019

N. 00296/2019 REG.PROV.COLL. N. 01584/2013 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima)

ha pronunciato il presente

DECRETO COLLEGIALE

sul ricorso numero di registro generale 1584 del 2013, proposto da

Valle Cortina Wind Farm S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Annamaria Esposito e Giorgio Vizzari, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Regione Calabria, in persona del Presidente in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Enrico Francesco Ventrice, con domicilio eletto presso l’Avvocatura regionale, in Catanzaro, alla Cittadella regionale;

per il risarcimento

dei danni da inosservanza dei termini di conclusione del procedimento per l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica.

Visti tutti gli atti di causa;

Rilevato in fatto e ritenuto in diritto quanto segue.

1. – Calabria Energia Ambiente S.r.l. – In liquidazione ha chiesto di accedere agli atti e ai documenti depositati nel fascicolo dell’odierno giudizio.

Fissata la camera di consiglio per la decisione sull’istanza, parte ricorrente ha depositato una memoria con la quale si è opposta all’istanza.

2. – Va preliminarmente ricordato che l’accesso agli atti e ai documenti processuali sfugge alla disciplina dettata dagli artt. 22 ss. l. 7 agosto 1990, n. 241, non avendo essi natura di documento amministrativo (cfr., per un’ampia disamina, il decreto del Presidente del CGARS 21 giugno 2018, n. 32)

 

3. – Ebbene, mentre l’accesso ai provvedimenti del giudice è assicurato a chiunque vi abbia interesse (art. 7 disp. att. c.p.a.; art. 744 c.p.c.), l’accesso agli atti e ai documenti di parte è, allo stato, regolato dall’art. 17, comma 3 d.P.C.M. 16 febbraio 2016, n. 40, recante le regole tecnico-operative per l’attuazione del processo amministrativo telematico, in base al quale “L’accesso (al fascicolo processuale telematico) è altresì consentito ai difensori muniti di procura, agli avvocati domiciliatari, alle parti personalmente nonché, previa autorizzazione del Giudice, a coloro che intendano intervenire volontariamente nel giudizio”.

L’accesso di terzi al fascicolo processuale deve essere assicurato dal giudice, che nell’ambito della giustizia amministrativa non può che essere il Collegio, essendo eccezionali i poteri di decisione attribuiti all’organo monocratico (il Presidente).

La necessità di consentire agli interessati di interloquire sull’istanza consiglia, in difetto di una diversa regolamentazione procedimentale, che le parti siano sentite in camera di consiglio, così come è stato disposto nell’odierna vicenda.

4. – Tanto premesso, nel caso di specie l’istanza non può trovare accoglimento.

Invero, la Calabria Energia Ambiente S.r.l. – In liquidazione ha affermato di avere interesse all’accesso ai fini difensivi, “anche quale originaria titolare del progetto per la realizzazione di un parco eolico destinato alla produzione dell’energia elettrica”.

Tuttavia, non avendo manifestato l’intenzione di intervenire nel giudizio, non si configura l’ipotesi di accesso da parte dei terzi disciplinata in sede regolamentare.

D’altro canto, la genericità dell’interesse che sorregge la richiesta d’accesso esime il Collegio dal verificare se l’istanza possa trovare fondamento in altra norma, eventualmente di rango costituzionale.

5. – Consegue il rigetto dell’istanza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) rigetta l’istanza.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 15 febbraio 2019 con l’intervento dei magistrati:

Vincenzo Salamone, Presidente

Francesco Tallaro, Primo Referendario, Estensore Pierangelo Sorrentino, Referendario

L’ESTENSORE Francesco Tallaro

IL PRESIDENTE Vincenzo Salamone

IL SEGRETARIO


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