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Sino a che età posso lavorare?

28 Febbraio 2019 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Febbraio 2019



Esiste un limite di età oltre il quale non è più possibile lavorare, o dipende dalle condizioni di salute del lavoratore?

«Per colpa degli adeguamenti alla speranza di vita, lavorerò sino alla morte». «Ormai si va dal lavoro alla tomba». «L’Inps ti dà la pensione soltanto quando stai per morire». Sono sicura che hai sentito ripetere queste frasi molto spesso, da amici, parenti, conoscenti.

Hai sentito anche dire, però, che oltre una certa età non si può lavorare. «Zio Efisio lavorava alle Ferrovie, a 65 anni l’hanno pensionato col massimo». «Quest’anno compio 67 anni, la mia azienda mi pensionerà sicuramente». «Oltre i 71 anni non si può più lavorare, nemmeno se il datore di lavoro vuol farti restare». Tirando le somme, c’è chi afferma che si possa lavorare fino a un’età indefinita, chi dice che sia possibile proseguire l’attività lavorativa sino ai 65 anni, chi sino ai 67, chi sino ai 71. Ma chi ha ragione?

La mia risposta ti stupirà: in un certo senso, hanno ragione tutti. L’età per il «pensionamento forzato», però, è differente a seconda della categoria a cui si appartiene: i dipendenti pubblici, ad esempio, sono collocati a riposo dall’amministrazione di appartenenza solo se hanno raggiunto l’età ordinamentale, più i requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia. I dipendenti del settore privato possono essere licenziati per raggiunti limiti di età a 67 anni: possono restare al lavoro anche successivamente, ma solo se c’è un apposito accordo col datore di lavoro; alcuni contratti collettivi prevedono, per il datore di lavoro, la facoltà di licenziare sino ai 65 anni. E i lavoratori autonomi e parasubordinati? Possono restare al lavoro sinché vogliono (dipende, ovviamente, dagli incarichi affidati dai clienti o dai contratti conclusi con i committenti).

Per rispondere, dunque, alla domanda: «Sino a che età posso lavorare?» non esiste un limite di età al di sopra del quale non è possibile svolgere un’attività lavorativa, ma la possibilità di lavorare dipende dalle condizioni di salute dell’interessato. Il datore che adibisce al lavoro una persona non in grado di svolgere una determinata attività può subire delle pesanti sanzioni, per non aver tutelato la salute e la sicurezza dell’interessato: questo, però, a prescindere dalla sua età.

Esistono, però, dei limiti di età al di sopra dei quali si può essere licenziati, che variano a seconda delle categorie di appartenenza. Ma analizziamo meglio tutti i casi in cui il lavoratore anziano può essere licenziato.

Licenziamento dipendente pubblico anziano

In quali casi il dipendente pubblico in età avanzata può essere licenziato? Ci sono tre ipotesi in cui l’Amministrazione può collocare forzatamente a riposo il dipendente:

  • quando raggiunge l’età ordinamentale (l’età massima prevista dall’ordinamento di appartenenza) ed i requisiti per la pensione di vecchiaia; in questo caso, in base a una circolare della Funzione pubblica [1], l’Amministrazione è obbligata a cessare il lavoratore dal servizio;
  • quando raggiunge l’età ordinatamente ed i requisiti per la pensione anticipata; anche in questo caso l’Amministrazione è obbligata a cessare il lavoratore dal servizio;
  • quando raggiunge i requisiti per la pensione anticipata ed i 62 anni di età: in questo caso, però, il collocamento a riposo è una facoltà dell’Amministrazione, che va motivata, non un obbligo.

Se il dipendente, al compimento di 67 anni di età, non raggiunge i requisiti minimi per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi; un assegno pari ad almeno 1,5 volte l’assegno sociale, se non possiede contributi accreditati al 31 dicembre 1995), può chiedere il trattenimento in servizio sino ai 71 anni.

Licenziamento dipendente anziano

Se il lavoratore dipendente presta servizio presso un’azienda privata, un ente privato o un professionista, il datore di lavoro ha la facoltà di licenziarlo una volta compiuta l’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel biennio 2019-2020).

Lavoratore e datore possono però accordarsi per la prosecuzione anche successiva del rapporto; tra l’altro, nulla vieta di assumere anche un dipendente già pensionato.

Secondo alcuni contratti collettivi, è possibile, per il datore di lavoro, licenziare il dipendente anche prima, ad esempio a 65 anni: gli orientamenti della giurisprudenza, però, non concordi riguardo a questa possibilità.

note

[1] Circ. Min. per la Semplificazione e la P.A. n. 2 del 19/02/2014.


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