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Rendiconto bancario: ultime sentenze

19 Marzo 2019
Rendiconto bancario: ultime sentenze

Conto corrente bancario e obbligo della banca di rendiconto attraverso l’invio periodico degli estratti conto; curatore e diritto di chiedere il rendiconto; spese condominiali e bilancio di gestione condominio.

Il correntista ha diritto di ottenere dalla banca il rendiconto, anche in sede giudiziaria, provando l’esistenza del contratto di conto corrente. Al socio non spetta il risarcimento danni per gli atti degli amministratori se è provato che conosceva le vicende giudiziarie e bancarie della società.

Diritto di ottenere il rendiconto dalla banca

L’esibizione di documenti non può essere chiesta, ai sensi dell’art. 210 c.p.c. a fini meramente esplorativi. Tuttavia, nel caso in cui non sia contestata l’applicazione al rapporto di conto corrente di interessi ultra legali non pattuiti nelle forme di legge, nonché l’applicazione della capitalizzazione trimestrale, non può mettersi in dubbio l’esistenza di un conto corrente, non contestato dalla banca e dunque l’esistenza della documentazione relativa alla sua gestione. In ragione dei contenuti propri della norma dell’art. 119, comma 4, T.U.B., il correntista ha diritto di ottenere dalla banca il rendiconto, anche in sede giudiziaria, fornendo la sola prova dell’esistenza del rapporto contrattuale.

Cassazione civile sez. VI, 08/02/2019, n.3875

Riconoscimento del credito d’imposta: occorre allegare il prospetto?

Ai fini del riconoscimento del credito di imposta di cui all’art. 11 della l. n. 344 del 1993 sui proventi derivanti da partecipazioni a fondi comuni di investimento mobiliare, è necessaria l’allegazione alla dichiarazione dei redditi del prospetto predisposto dalla società di gestione del risparmio, redatto periodicamente e messo a disposizione del pubblico, in quanto la legge non ammette atti o documenti equipollenti.(Nella specie, la S.C., in applicazione del principio, ha cassato la decisione impugnata che aveva ritenuto equipollente al prospetto della società di gestione il rendiconto analitico della banca depositaria).

Cassazione civile sez. trib., 27/04/2018, n.10244

Risarcimento danni per gli atti degli amministratori: quando non spetta al socio? 

Sulla base dell’art. 2261 c.c. i soci hanno diritto ad ottenere dall’amministratore il rendiconto della società al termine di ogni anno, posto che questo è funzionale a rappresentare il bilancio, e quindi la sintesi contabile del patrimonio della società al termine di ogni anno di attività. Ma anche qualora l’amministratore non abbia adempiuto a tale obbligo, non sempre il socio avrà diritto a chiedere il risarcimento dei danni ex art. 2395 c.c.: infatti, se si riesce a dimostrare che egli era a conoscenza delle vicende giudiziarie e bancarie della società (magari considerando l’ampia documentazione a disposizione dello stesso che deve risultare dagli atti del processo), allora sarà evidente la mancanza del nesso causale tra l’omissione compiuta dall’amministratore e il danno che lamenta il socio al suo patrimonio; danno che, per essere risarcito, dovrebbe comunque essere indicato specificamente e di cui dovrebbe essere accertata la connessione immediata e diretta con la condotta degli amministratori, fornendo prove di gravi e puntuali inadempienze e di atti emblematici di un’amministrazione infedele integranti illecito aquiliano.

Tribunale Caltagirone, 03/03/2018, n.155

Requisiti essenziali del contratto quadro per la negoziazione di strumenti finanziari

Il contratto di intermediazione finanziaria, inquadrabile in senso ampio nella figura del mandato, dà origine ad un rapporto continuativo di prestazione di servizi di intermediazione e disciplina i diversi servizi alla cui prestazione l’intermediario si obbliga verso il cliente. Proprio per questo è destinato ad assolvere alla funzione di contratto quadro rispetto alle successive attività negoziali in cui poi si estrinsecherà l’espletamento dei servizi di investimento ed accessori. Detto contratto, avente ad oggetto la prestazione dei servizi di investimento, regola il rapporto tra cliente e intermediario, stabilendo i servizi forniti e le loro caratteristiche, la durata del rapporto, le modalità di rinnovo o di modifica del suo contenuto, le modalità con le quali il cliente impartisce ordini o istruzioni all’intermediario, la frequenza, il tipo ed i contenuti della documentazione di rendiconto dell’attività dallo stesso svolta.

Per il contratto quadro è quindi previsto non soltanto un requisito di forma scritta a pena di nullità, ma anche un contenuto minimo – che deve, in quanto prescritto dalla legge, avere la medesima forma – costituito dalla indicazione della natura dei servizi forniti, delle modalità di svolgimento del servizio, dell’entità e dei criteri di calcolo della remunerazione dell’intermediario (fattispecie in cui il contratto sottoscritto tra la banca e il cliente volto a regolare i servizi di investimento viene dichiarato nullo perché privo del contenuto minimo, con diritto per il cliente alla restituzione della somma investita).

Tribunale Mantova, 26/07/2017, n.754

Conto corrente bancario e obbligo di rendiconto

Nel contratto di conto corrente bancario, che è caratterizzato dall’esplicazione di un servizio di cassa, in relazione alle operazioni di pagamento o di riscossione di somme da effettuarsi, a qualsiasi titolo, per conto del cliente e che, come tale, ha ad oggetto una prestazione – cui possono aggiungersene altre – che si inquadra in quella tipica del contratto di mandato, la banca ha l’obbligo di rendiconto ex art. 1832 c.c., che si attua attraverso l’invio periodico degli estratti conto, sicché la stessa è ad esso inadempiente ove non provi di avervi provveduto.

Cassazione civile sez. I, 20/01/2017, n.1584

La banca è obbligata all’invio periodico degli estratti conto 

Nel contratto di conto corrente bancario, che è caratterizzato dall’esplicazione di un servizio di cassa, in relazione alle operazioni di pagamento o di riscossione di somme da effettuarsi, a qualsiasi titolo, per conto del cliente e che, come tale, ha a oggetto una prestazione che si inquadra in quella tipica del contratto del mandato, a cui possono aggiungersene altre, l’obbligo di rendiconto si attua attraverso l’invio periodico degli estratti conto, sicché la banca è inadempiente rispetto a tale obbligo ove non provi di avervi provveduto.

Cassazione civile sez. I, 20/01/2017, n.1584

Come può dimostrare la banca l’invio del rendiconto di conto corrente?

Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l’integrale ricostruzione del dare e dell’avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, inutilizzabili, invece, rivelandosi, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, che aveva ritenuto non provato l’intero andamento di un rapporto ultraventennale, avendone il correntista, gravato del corrispondente onere per aver agito ex art. 2033 c.c., prodotto, tardivamente, solo alcuni estratti conto in aggiunta a quelli relativi all’ultimo decennio depositati dalla banca, non risultando nemmeno incontroverso il saldo ad una determinata data).

Cassazione civile sez. I, 13/10/2016, n.20693

Rendiconto inviato al cliente dalla società di gestione del portafoglio di strumenti finanziari 

Con riguardo al contratto di gestione individuale di patrimoni mobiliari, il rendiconto periodicamente inviato al cliente dalla società di gestione del portafoglio di strumenti finanziari costituisce un vero conto di gestione e non un mero riepilogo di dati storico-contabili, ma la normativa di settore non pone alcun termine entro cui il cliente sia onerato della contestazione del rendiconto, né si dà applicazione analogica dell’art. 119 d.lg. 1º settembre 1993 n. 385 o dell’art. 1832 c.c. in tema di approvazione tacita dell’estratto conto bancario, attesa la differenza di contenuto e di funzione fra quest’ultimo ed i rendiconti di gestione, ovvero dell’art. 1712 comma 2 c.c., il quale presuppone che l’esecuzione dell’incarico sia già interamente avvenuta e non si presta a disciplinare il contratto di gestione individuale di portafogli, che ha regole sue proprie essenzialmente dettate dall’esigenza di fornire all’investitore un surplus di tutela: pertanto, il mancato reclamo entro il termine prefissato non comporta la decadenza dal diritto di agire in responsabilità nei confronti del gestore, sebbene il comportamento complessivo del cliente, che come quello del gestore deve essere improntato a buona fede, possa essere valutato dal giudice nel contesto delle risultanze istruttorie.

Cassazione civile sez. I, 02/12/2010, n.24548

Curatore: ha diritto di chiedere alla banca il rendiconto del suo operato?

In relazione ad un rapporto di conto corrente bancario intrattenuto dall’imprenditore fallito, il curatore ha il diritto di chiedere alla banca, ai sensi dell’art. 1713 c.c. il rendiconto di tutto il suo operato, e di ottenere altresì, ai sensi dell’art. 119 d.lg. n. 385 del 1993, copia della documentazione di tutte le operazioni intervenute.

Tribunale Trani, 30/10/2007, n.789

Bilancio di gestione condominio 

In tema di bilancio di gestione di un condominio, non è dovuto il rispetto delle norme societarie e il rendiconto deve essere sufficientemente chiaro da far comprendere la sorte dei contributi alle spese comuni versati dai condomini, vale a dire come siano stati spesi. Sulla congruità delle spese e sulle modalità di rendicontazione l’assemblea è sovrana e non può essere criticata la delibera che approvi “a posteriori” spese anche maggiori di quelle preventivate, poiché in tema di spese condominiali vige il criterio maggioritario, ove non vi sia una diversa disposizione del regolamento. È possibile che vi siano degli errori di calcolo anche sostanziali. ma proprio perché tali errori sono desumibili dal rendiconto, ciò significa che questo è chiaro.

L’assemblea è libera di approvare un consuntivo nel quale manchino alcuni documenti di giustificazione, ritenendoli inutili (per esempio rimborso a portiere per pulizia lampadine). Quanto al conto corrente bancario, si osserva che questo è solo un modo di amministrazione sul quale non vi è alcun vincolo di legge. Altrettanto libera è l’assemblea di approvare “a posteriori” spese non in precedenza deliberate.

Tribunale Milano sez. VIII, 11/09/2006, n.10064


note

Autore immagine: rendiconto bancario di Rawpixel.com


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