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Congedo straordinario: ultime sentenze

14 Ottobre 2021
Congedo straordinario: ultime sentenze

Congedo straordinario per l’assistenza al coniuge, al genitore o al figlio disabile; abuso del diritto e svolgimento di altra attività lavorativa.

Assenze temporanee del lavoratore: sono compatibili con il congedo straordinario?

Le assenze temporanee dall’abitazione del lavoratore in congedo straordinario per assistere il famigliare disabile, protrattesi per periodi limitati, sono compatibili con l’adempimento dei suoi obblighi di assistenza, tenuto conto che non si richiede al lavoratore che fruisce del congedo una presenza continua ed ininterrotta che precluda le normali esigenze personali di svago e riposo, rese tanto più imprescindibili per compensare e ristorare dalle fatiche materiali e psicologiche connesse con la cura del congiunto.

Corte appello Palermo sez. lav., 06/04/2021, n.417

Congedo straordinario: il limite biennale

Il diritto al congedo per handicap grave, di cui all’art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001, applicabile ratione temporis, secondo una interpretazione costituzionalmente orientata, ai sensi degli artt. 2,3 e 32 Cost., deve essere inteso nel senso che il previsto limite biennale – non superabile nell’arco della vita lavorativa anche nel caso di godimento cumulativo di entrambi i genitori – si riferisca a ciascun figlio che si trovi nella prevista situazione di bisogno, in modo da non lasciarne alcuno privo della necessaria assistenza che la legge è diretta ad assicurare.

Cassazione civile sez. lav., 23/11/2020, n.26605

Concessione dell’indennità per congedo straordinario

La concessione dell’indennità per congedo straordinario per l’assistenza a figlio portatore di handicap grave, soggiace alle previsioni e ai vincoli della spesa pubblica, con riguardo sia a quella di competenza dell’amministrazione pubblica datoriale, che a quella competente all’Istituto previdenziale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 04/09/2020, n.9338

Familiare disabile in situazione di gravità

In tema di congedo straordinario del D.Lgs. n. 151 del 2001, ex art. 42, comma 5, l’assistenza che legittima il beneficio in favore del lavoratore, pur non potendo intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, deve comunque garantire al familiare disabile in situazione di gravità di cui alla L. n. 104 del 1992, art. 3, comma 3, un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale.

Soltanto ove venga a mancare del tutto il nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza al disabile, si è in presenza di un uso improprio o di un abuso del diritto ovvero di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell’ente assicurativo che genera la responsabilità del dipendente.

Cassazione civile sez. lav., 19/06/2020, n.12032

Valutazione discrezionale della PA

Se i medici militari in formazione specialistica, qualora vincitori di borsa di studio, possono essere ammessi alla fruizione del congedo straordinario senza assegni per la frequenza dei relativi corsi di specializzazione, ciò non comporta, peraltro, l’automatico riconoscimento di tale diritto, poiché l’Amministrazione resta titolare del potere di formulare valutazioni discrezionali in ordine alla sussistenza di particolari esigenze di servizio eventualmente ostative alla concessione del beneficio.

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 09/05/2020, n.173

Il periodo di assenza dal lavoro

Il congedo straordinario si risolve in una sospensione del rapporto di lavoro e dei relativi obblighi, nel senso che il lavoratore non è obbligato a prestare la sua attività e il datore di lavoro non è obbligato a retribuirlo per un’attività non svolta; di qui la qualificazione di indennità attribuita al trattamento di cui beneficia il lavoratore in congedo. Posto, quindi, che durante il congedo, il rapporto di lavoro è sospeso e al lavoratore è riconosciuta un’indennità per favorire l’adempimento dei suoi doveri di assistenza, è del tutto ragionevole – e comunque la scelta in tal senso compiuta dal legislatore costituisce una scelta politica non sindacabile – che il periodo di assenza dal lavoro non sia utile ai fini della progressione in carriera e non rilevi ai fini della tredicesima mensilità, del congedo ordinario e del trattamento di fine rapporto, trattandosi di istituti – questi ultimi – che logicamente presuppongono la prestazione dell’attività lavorativa.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. VI, 10/03/2020, n.1103

Congedo straordinario per assistenza a disabile: come accedere al beneficio?

In materia di congedo straordinario, ai sensi del comma 5 dell’art. 42 della D.Lgs. 151/2001, per accedere al beneficio, vi è  un ordine di priorità basato sulla progressiva esclusione – per i motivi indicati nel corpo della medesima norma – dei precedenti possibili beneficiari.

Tribunale Catania sez. lav., 15/11/2019, n.5153

Assistenza al disabile permanente, continuativa e globale

In tema di congedo straordinario ex art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001, l’assistenza che legittima il beneficio in favore del lavoratore, pur non potendo intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, deve comunque garantire al familiare disabile in situazione di gravità di cui all’art. 3, comma 3, della l. n. 104 del 1992 un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione; pertanto, ove venga a mancare del tutto il nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza al disabile, si è in presenza di un uso improprio o di un abuso del diritto ovvero di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell’ente assicurativo.

(Nella specie, relativa a un lavoratore licenziato perché, in costanza di congedo, volontariamente richiesto per due anni consecutivi, senza frazionamenti pure possibili, si era allontanato dal disabile per un lasso di tempo significativo, soggiornando a molti chilometri di distanza, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato il recesso privo di giusta causa, senza verificare se tale condotta avesse preservato le finalità primarie dell’intervento assistenziale).

Cassazione civile sez. lav., 19/07/2019, n.19580

Congedo straordinario per l’assistenza al genitore disabile: spetta al figlio non convivente?

La normativa sui congedi straordinari per l’assistenza di un familiare affetto da disabilità grave, contenuta nel D. Lg. 26 marzo 2001, n. 151, è viziata da illegittimità costituzionale nella parte in cui non prevede, all’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 che anche il figlio non convivente all’epoca della domanda, ma che intraprenderà successivamente la convivenza, possa fruire del congedo straordinario per assistere il genitore.

Corte Costituzionale, 07/12/2018, n.232

Assistenza del coniuge o del figlio portatore di handicap

Va dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 24, comma 3, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell’articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non esclude dal computo di sessanta giorni immediatamente antecedenti all’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro il periodo di congedo straordinario previsto dall’art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151 del 2001, di cui la lavoratrice gestante abbia fruito per l’assistenza al coniuge convivente o a un figlio, portatori di handicap in situazione di gravità accertata ai sensi dell’art. 4, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge -quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate).

Corte Costituzionale, 13/07/2018, n.158

Giudizio di idoneità al servizio

L’Amministrazione può richiedere il giudizio di idoneità al servizio nelle ipotesi di istanze presentate dal personale per congedo straordinario, aspettativa per motivi di salute, riconoscimento di dipendenza da causa di servizio di infermità, concessioni di equo indennizzo, ai fini della dispensa dal servizio per motivi di salute oppure, con motivazione adeguata, con riferimento a specifiche circostanze rilevate d’ufficio dalle quali emerga la necessità di tale giudizio.

Tar Roma, (Lazio) sez. I, 09/07/2018, n.7582

Computabilità ai fini previdenziali del congedo straordinario concesso al docente 

In tema di congedo straordinario concesso al docente di liceo statale per il completamento di un dottorato di ricerca presso un’Università, l’art. 2 della legge n. 476/84 nel prevedere che il periodo di congedo straordinario è utile ai fini della progressione di carriera, del trattamento di quiescenza e di previdenza, non pone un obbligo all’Amministrazione di versare i contributi ma sancisce unicamente la computabilità ai fini previdenziali del periodo di congedo, secondo il meccanismo della contribuzione figurativa.

Tribunale Chieti sez. lav., 22/02/2018, n.73

Congedo straordinario per assistenza disabile e abuso del diritto

Quanto ai soggetti legittimati al congedo straordinario di cui all’art. 42, comma 5, d.lg. n. 151 del 2001 la norma in parola individua il seguente ordine di priorità non derogabile: 1) il coniuge convivente della persona disabile in situazione di gravità; 2) il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente; 3) uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; 4) uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti; 5. un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

In tema di tutela della disabilità l’uso del diritto non conforme alla sua funzione configura un abuso del diritto e sussiste, nei confronti dell’Ente di previdenza erogatore del trattamento economico, un’indebita percezione dell’indennità ed uno sviamento dell’intervento assistenziale (si trattava di affine entro il primo grado che aveva chiesto il beneficio in presenza del figlio del disabile e proprio coniuge che aveva trasferito la propria residenza dalla abitazione del disabile successivamente al rigetto dell’istanza di congedo, ma anteriormente alla proposizione del ricorso giudiziario).

Tribunale Bari sez. lav., 30/05/2017

Fruibilità del congedo: scorrimento verso altri parenti o affini

La fruibilità del congedo straordinario per la cura di persona in condizione di disabilità grave è condizionata al rispetto dell’ordine di priorità — non derogabile — fissato all’art. 42, co. 5, d.lgs. n. 151/2001, in ragione del quale solo la mancanza naturale o giuridica dei soggetti legittimati ivi indicati giustifica lo scorrimento verso altri parenti o affini. (Nel caso di specie il Tribunale chiarisce che la ricorrente, in quanto nuora del soggetto da assistere, potrebbe subentrare solo ove i parenti più prossimi siano deceduti o totalmente inabili).

Tribunale Bari sez. lav., 30/05/2017

Congedo straordinario per lo svolgimento di dottorato di ricerca

In materia di pubblico impiego, in caso di congedo straordinario per lo svolgimento di corsi di dottorato di ricerca, al dipendente che risulti privo di borsa di studio spetta il trattamento retributivo in godimento, ai sensi dell’art. 2, comma 1, della l. n. 476 del 1984, come modificato dall’art. 52, comma 57, della l. n. 448 del 2001, soltanto per i congedi successivi all’1 gennaio 2002, data di entrata in vigore di quest’ultima disposizione, e per la sola durata del corso, ove permanga in servizio presso l’amministrazione di provenienza per almeno un biennio dopo il conseguimento del dottorato, pena la restituzione degli importi percepiti.

Cassazione civile sez. lav., 03/05/2017, n.10695

Lavoratore che non coabita con l’assistito

In tema di congedi straordinari retribuiti per assistenza a familiari disabili, il concetto di “convivenza” e quello di “coabitazione” non possono essere ritenuti coincidenti, perché in tal modo si darebbe un’interpretazione restrittiva della disposizione che, oltre che arbitraria, sembra andare contro il fine perseguito dalla norma di agevolare l’assistenza degli handicappati; sarebbe incomprensibile escludere dai suddetti benefici il lavoratore che convive costantemente, ma limitatamente ad una fascia oraria della giornata, con il familiare handicappato al fine di prestargli assistenza in un periodo di tempo in cui, altrimenti, di tale assistenza rimarrebbe privo.

Cassazione penale sez. II, 16/02/2017, n.24470

Astensione obbligatoria per gravidanza e congedo straordinario 

Una lettura costituzionalmente orientata delle norme, in relazione agli artt. 3, 37 e 97 Cost., impone di considerare che quella per gravidanza e puerperio è un’astensione obbligatoria, equiparabile a tutte quelle in cui è previsto un congedo straordinario « di diritto », e per tale ragione deve essere riconosciuta parità di corresponsione di emolumenti, anche in presenza di rapporto di lavoro pubblico « non contrattualizzato », come nella fattispecie.

Tar Roma, (Lazio) sez. I, 05/10/2016, n.10048

Congedo straordinario per malattia e svolgimento altra attività lavorativa

In caso di condotta del lavoratore che, considerate le circostanze del caso concreto, integra sicuramente una violazione degli obblighi di diligenza e di buona fede nell’esecuzione del contratto di lavoro, in chiara violazione dei criteri dell’etica professionale della categoria di appartenenza (nella specie, risultando che il lavoratore, mentre stava fruendo di un congedo straordinario per malattia, era stato trovato nell’intento di svolgere altra attività lavorativa), è esclusa in radice la necessità della preventiva affissione del codice disciplinare.

Corte appello L’Aquila sez. lav., 10/03/2016


note

Autore immagine: congedo straordinario di Di ESB Professional


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4 Commenti

  1. Desidererei poter avere un chiarimento relativamente ai tempi e modalità per richiedere la fruizione del Congedo Straordinario Retribuito, durante il ricovero in struttura del familiare e la convalescenza dello stesso al proprio domicilio. Ad esempio: – ricovero d’urgenza dell’assistito in data odierna, -il familiare si assenta dal lavoro, quindi dovrà produrre una giustificazione, -quale in attesa dell’attivazione del provvedimento? -E da quando si deve far partire la richiesta del congedo, all’Inps? -Qualora si indichino decorrenza e scadenza del Congedo, se dovesse essere necessaria una proroga, cosa bisogna fare? Durante l’attivazione del Congedo straordinario retribuito, decade automaticamente la L. 104/92, (permessi)? si ripristina in automatico dopo la scadenza del beneficio? Per quanto riguarda invece i permessi mensili L. 104/92, qualora il familiare per necessità dell’assistito, calendarizza prestazioni sanitarie, come deve fare per programmare con l’azienda i gg. di assenza e cosa deve produrre a sostegno delle assenze?

    1. In merito al congedo straordinario, ossia al congedo spettante ai lavoratori dipendenti familiari di persona gravemente disabile ai sensi della Legge 104 (art. 42 D.Lgs 151/2001), bisogna innanzitutto precisare che il beneficio spetta se l’assistito non è ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati. Gli aventi diritto possono però fruire del congedo anche in caso di ricovero se (circolare Inps 6 marzo 2012, n. 32):i sanitari della struttura richiedono l’assistenza da parte di un genitore o di un familiare;il disabile si trova in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine;il disabile deve recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate.Se la situazione non rientra in queste casistiche, l’assenza può essere giustificata come congedo non retribuito per gravi e documentati motivi familiari. A questo proposito, è bene ricordare che entrambi i periodi di congedo, straordinario retribuito, e per gravi e documentati motivi familiari non retribuito, rientrano nel limite massimo globale di 2 anni nell’arco dell’intera carriera, spettante a ciascun lavoratore.Il congedo non retribuito, in particolare, può essere richiesto per gravi motivi relativi alla situazione personale:propria o del convivente (se la convivenza risulta da certificazione anagrafica);dei parenti o affini entro il 3o grado disabili (anche non conviventi);dei seguenti soggetti (anche non conviventi):coniuge (o parte dell’unione civile);figli (anche adottivi) e, in loro mancanza, discendenti prossimi;genitori e, in loro mancanza, ascendenti prossimi;adottanti;generi e nuore;suocero e suocera;fratelli e sorelle germani o unilaterali.Per gravi motivi si intendono:le necessità familiari derivanti dal decesso di uno dei soggetti sopra indicati;le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o dei familiari nella cura o nell’assistenza dei soggetti sopra indicati;le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo;le situazioni, riferite ai soggetti sopra indicati (con l’esclusione del richiedente), derivanti da patologie acute o croniche che:determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell’autonomia personale, comprese le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche;richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali;richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario.Il congedo può essere richiesto anche per il decesso del coniuge (anche legalmente separato), della parte dell’unione civile, di un parente entro il 2° grado (anche non convivente) o di un soggetto componente la famiglia anagrafica (convivenza risultante da certificazione anagrafica), per il quale il richiedente non abbia la possibilità di utilizzare i permessi retribuiti.Tornando invece al congedo straordinario retribuito Legge 104, per quanto riguarda la domanda è necessario presentare all’Inps (in modalità esclusivamente telematica) – e in copia al proprio datore di lavoro – un’apposita istanza, allegando i documenti che attestano lo stato di handicap grave, per chi è dipendente del settore privato.Se manca la certificazione da parte dell’apposita commissione medica dello stato di handicap grave, nonostante sia stata presentata la relativa domanda da oltre 45 giorni, è possibile presentare un certificato rilasciato da un medico della ASL specialista nella patologia denunciata. Questa certificazione è efficace fino all’accertamento definitivo, ma deve specificare la diagnosi e le difficoltà socio-lavorative, relazionali e situazionali che la patologia determina.Se invece è rilasciata una certificazione provvisoria rilasciata dalla commissione medica integrata, quest’ultimo documento può essere preso in considerazione anche prima dei 45 giorni dalla domanda di riconoscimento di disabilità grave, e ha validità fino all’emissione del provvedimento definitivo.In caso di patologie oncologiche, la certificazione provvisoria è valida dopo 15 giorni dalla domanda presentata alla commissione medica integrata e ha efficacia fino all’accertamento definitivo.Se, però, la certificazione definitiva non accerta la disabilità grave, l’Inps procede al recupero del beneficio eventualmente già fruito.La documentazione necessari all’istruttoria deve essere allegata alla domanda in formato digitale, seguendo le istruzioni indicate nella procedura telematica, oppure presentata alla sede Inps competente (allo sportello o spedita per posta), unitamente alla ricevuta dell’invio telematico della domanda (Circ. Inps 30 dicembre 2011 n. 171).La domanda di congedo straordinario deve essere presentata attraverso uno dei seguenti tre canali (Circ. INPS 30 dicembre 2011 n. 171):servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite Pin dispositivo Inps, Spid o carta nazionale dei servizi, attraverso il portale dell’Inps, seguendo il percorso: “Prestazioni e servizi/ Indennità per congedi straordinari (assistenza familiari disabili)”;
      patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;call center Inps, al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile.Per i lavoratori del settore privato, non è necessario presentare un’apposita domanda di autorizzazione al congedo straordinario legge 104 al datore di lavoro, ma è sufficiente inoltrare una copia dell’istanza inviata all’Inps. Alcune aziende richiedono comunque l’invio di una richiesta: non esiste un modello prestabilito di domanda, in quanto la forma è libera, non essendo questa obbligatoria.Nel caso in cui il datore di lavoro richieda l’istanza, è necessario indicare i dati del lavoratore, quelli del disabile, il legame di parentela esistente (unitamente all’assenza di altri familiari disponibili), l’impegno a prestare la propria opera di assistenza ed a comunicare ogni variazione, nonché allegare la certificazione dell’handicap ed altra documentazione necessaria a seconda della situazione.Per i dipendenti pubblici, la circolare Inpdap del 10 gennaio 2002, n. 2 prevede che la domanda debba essere inoltrata all’amministrazione od ente di appartenenza, e che gli interessati abbiano diritto ad usufruire del congedo entro sessanta giorni dalla richiesta.La circolare Inpdap del 28 dicembre 2011, n. 22 ribadisce che la domanda per ottenere il beneficio vada inoltrata all’Amministrazione o ente datore di lavoro di appartenenza. Nella Pubblica Amministrazione, la domanda va presentata al dirigente responsabile individuato dall’ente (in alcuni enti la competenza è attribuita l’Ufficio personale e risorse umane, in altre realtà è attribuita direttamente al responsabile dell’unità o del servizio cui afferisce il dipendente). Il compito di valutare la correttezza formale e sostanziale della domanda e di concordare l’articolazione della fruizione dei congedi, se frazionata, è una responsabilità del dirigente.Alla domanda deve essere allegato il certificato di handicap grave (art.3 comma 3 Legge 104/92) relativo alla persona da assistere. Nello specifico, normalmente i dati richiesti da inserire nella domanda sono lo stato di handicap del familiare da assistere, il grado di parentela, dati anagrafici del richiedente e del familiare da assistere, la convivenza (per il coniuge, fratello/sorella, figlio, parente o affine entro il 3° grado) della persona da assistere.Anche per il settore pubblico, comunque, ad oggi non è previsto un modulo di domanda “prestampato tipo” per effettuare la richiesta di congedo straordinario.Bisogna in ogni caso precisare che l’azienda, o l’amministrazione da cui si dipende, non ha discrezionalità in merito alla concessione del congedo, ma può esclusivamente verificare in concreto l’esistenza dei presupposti per la sua fruizione (Circ. Inps 29 aprile 2008 n. 53).Per quanto riguarda la durata del congedo, questo può essere richiesto solo per periodi successivi alla presentazione della domanda. Il lavoratore ha diritto a usufruire del congedo entro sessanta giorni dalla richiesta, sia nel settore pubblico che in quello privato: per la precisione, il congedo straordinario e le relative prestazioni decorrono dalla data indicata sulla domanda, salvo diversa indicazione del datore di lavoro, ma il lavoratore ha comunque diritto a fruirne entro 60 giorni dalla richiesta. Il congedo può essere concesso per un massimo complessivo di due anni (tra tutti gli aventi diritto) per ogni familiare disabile assistito e nel limite di due anni per ogni singolo lavoratore dipendente. In caso di lavoro part time verticale non è possibile usufruire del congedo durante le pause di sospensione contrattuale (giornate in cui il contratto part time non prevede l’attività lavorativa). I periodi di congedo possono essere fruiti in modo frazionato. Se non c’è ripresa di lavoro tra un periodo e l’altro di congedo, il sabato (in caso di settimana corta) e la domenica compresi tra i due periodi saranno conteggiati come congedo straordinario.Il richiedente deve comunicare tempestivamente, e in ogni caso nel termine di 30 giorni dall’avvenuto cambiamento, le eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni inizialmente dichiarate, sia all’Inps che al datore di lavoro, in particolare:il ricovero a tempo pieno della persona disabile in situazione di gravità;la revisione del giudizio di gravità della situazione di disabilità da parte della competente Commissione Medica Integrata ASL/Inps (art. 20, legge n. 102 del 03.08.2009) o comunque la cessazione della validità del riconoscimento della disabilità in situazione di gravità;le modifiche ai periodi di congedo richiesti;l’eventuale decesso del disabile in situazione di gravità.In pratica, è necessaria una nuova istanza all’Inps e al datore di lavoro, nel caso in cui si voglia posticipare la scadenza del congedo. Per i dipendenti pubblici, è sufficiente l’istanza all’amministrazione di appartenenza.Una nuova istanza va presentata anche nelle more della revisione della certificazione legge 104. Come chiarito nella circolare Inps 127/2016, è infatti tenuto a presentare nuova domanda il lavoratore che, nel periodo compreso tra la scadenza del verbale e il completamento dell’iter di revisione, desideri fruire del Congedo straordinario, in quanto si tratta di una prestazione richiesta al bisogno, per periodi determinati di tempo.Per quanto riguarda, poi, la compatibilità con i permessi legge 104, come chiarito al punto 7 della circolare Inps 64/2001, non è possibile fruire del congedo straordinario e dei permessi art. 33 legge 104/92, per lo stesso disabile nelle stesse giornate; i due benefici possono essere percepiti nello stesso mese ma in giornate diverse (come chiarito anche nella circolare Inps 53/2008); il verificarsi per lo stesso soggetto di altri eventi che potrebbero giustificare l’astensione dal lavoro durante la fruizione del congedo non determina l’interruzione del congedo stesso.Per quanto riguarda, infine, la calendarizzazione dei permessi legge 104, è bene sapere che il datore di lavoro può chiedere al lavoratore che assiste il disabile una programmazione dei 3 giorni di permesso mensile, a condizione che (Risp. Interpello Min. Lav. 27 gennaio 2012 n. 1):il lavoratore sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza;non venga compromesso il diritto del disabile ad avere una effettiva assistenza;tale programmazione segua criteri condivisi con i lavoratori e le loro rappresentanze.Il lavoratore può comunque modificare unilateralmente la giornata in precedenza programmata per la fruizione del permesso, spostandola ad altra data (le esigenze di assistenza e di tutela del disabile devono prevalere sempre sulle esigenze organizzative imprenditoriali: Risp. Interpello Min. Lav. 6 luglio 2010 n. 31).A sostegno delle assenze calendarizzate non va prodotta documentazione aggiuntiva rispetto a quella già prodotta per ottenere l’autorizzazione ai permessi Legge 104. Eventualmente, può essere opportuno presentare la documentazione relativa alle prestazioni sanitarie a favore del disabile, nell’ipotesi in cui sia necessario modificare le giornate di permesso programmate in precedenza. Per i dipendenti pubblici sarebbero dovute entrare in vigore particolari procedure relative alla programmazione dei permessi, ma ad oggi non sono ancora operative.

  2. Buogiorno. Vivo a pochi chilometri dalla città in cui abita mia madre e ho da lei la residenza temporanea. Usufruisco della legge 104 perché mia madre è invalida, per cui sto con lei, dalla mattina fino al tardo pomeriggio e poi torno a casa mia per dormire. Mia madre è assistita anche da una badante. Posso continuare a fare così o per la legge 104 devo stare con mia madre 24 ore su 24?

    1. A proposito della problematica riguardante il lavoratore beneficiario del congedo straordinario retribuito e la possibilità di assentarsi dall’abitazione per una parte della giornata, per interessi non legati alla cura del disabile, è necessario ricordare che la giurisprudenza di legittimità, sul punto, è piuttosto severa. La Corte di Cassazione (sent. n. 8784/2015), infatti, ha riconosciuto la legittimità del licenziamento disciplinare nei confronti del lavoratore che abbia utilizzato anche solo una parte delle ore di permesso per soddisfare interessi esclusivamente personali.Diverso è, invece, il ragionamento nel caso in cui il permesso venga utilizzato per perseguire una finalità mista, cioè per soddisfare contemporaneamente sia l’interesse dell’assistito sia quello del lavoratore: si pensi, ad esempio, al caso in cui il lavoratore esca per acquistare medicinali o per fare la spesa non solo per il proprio familiare ma anche per sé stesso. In altra sentenza (Cass. sent. 27232/2014) è stato affermato che il lavoratore che beneficia del congedo straordinario per assistere il familiare convivente può farsi aiutare da una terza persona (una badante, ad esempio), purché quest’ultima non sostituisca del tutto il lavoratore stesso. In altre parole, è possibile farsi aiutare, ma non sostituire completamente. Di conseguenza, non esiste una risposta univoca al quesito in esame, poiché la legge nulla prevede espressamente: ciò che dice la giurisprudenza è che ci si può allontanare, purché l’allontanamento sia motivato da esigenze inerenti all’invalido o, al limite, da esigenze “miste”, come spiegato sopra. Sono ugualmente tollerati gli allontanamenti giustificati da gravi motivi (di salute, ad esempio) oppure dal bisogno di “staccare la spina” per riposare un po’. Un allontanamento sistematico, invece, potrebbe destare sospetti e non essere visto di buon occhio. In definitiva, la normativa va interpretata con molto buon senso: andare a fare un viaggio di piacere è sicuramente fuori luogo durante il congedo straordinario, mentre sicuramente non lo è recarsi dal proprio medico curante, così come non lo è andare a fare spesa o qualsiasi altra commissione che rientra nelle necessità quotidiane. In via prudenziale, il consiglio al lettore è di cercare di pernottare presso la propria madre, se non sempre almeno la maggior parte delle volte: ed infatti, il rischio è che rientrare nel tardo pomeriggio presso la sua abitazione e pernottare lì potrebbe minare perfino il requisito della convivenza, necessario per beneficiare del congedo straordinario.

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