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Libretto deposito bancario: ultime sentenze

3 Marzo 2019


Libretto deposito bancario: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 3 Marzo 2019



Libretto di deposito a risparmio; cliente e banca depositaria; contestazione; prova conclusione contratto di deposito.

Contratto di deposito bancario con libretto di deposito a risparmio: il cliente è possessore del libretto e titolare del rapporto di deposito

Ai fini dell’applicazione dell’art. 119, comma 1 e comma 4 (quest’ultimo come sostituito dall’art. 24, comma 2, d.lgs. n. 342 del 1999), d.lgs. n. 385 del 1993 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) e nel caso in cui sia stato stipulato un contratto di deposito bancario con rilascio di un libretto di deposito a risparmio, deve considerarsi cliente della banca – avente diritto a ricevere per iscritto, alla scadenza del contratto e almeno una volta all’anno, una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto e ad acquisire copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni nell’ambito del suddetto rapporto contrattuale di deposito bancario – non solo il possessore del libretto di deposito, legittimato al compimento delle operazioni riguardanti il titolo, ma anche, se diverso dal possessore del libretto, il soggetto titolare del rapporto di deposito, che, quale parte del rapporto contrattuale con la banca, può comunque avere interesse ad acquisire la documentazione inerente alle operazioni relative al suo svolgimento.

Nel caso in cui sia stato stipulato un contratto di deposito bancario con rilascio di un libretto di deposito a risparmio, deve considerarsi cliente della banca non solo il possessore del libretto di deposito, legittimato al compimento delle operazioni riguardanti il titolo, ma anche, se diverso dal possessore del libretto, il soggetto titolare del rapporto di deposito, che, quale parte del rapporto contrattuale con la banca, può comunque avere interesse ad acquisire la documentazione inerente alle operazioni relative al suo svolgimento.

Cassazione civile sez. I, 11/09/2018, n.22118

Presupposti per la revocatoria fallimentare: soddisfacimento della banca con incameramento della somma nel libretto offerto in pegno regolare

Nel caso in cui il cliente della banca, a garanzia del proprio adempimento, vincoli un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, anche al portatore, e non conferisca alla banca il potere di disporre del relativo diritto, si esula dall’ipotesi del pegno irregolare e si rientra nella disciplina del pegno regolare, in base alla quale la banca non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l’obbligo di riversare il relativo ammontare, ma è tenuta a restituire il titolo e il documento: in tale ipotesi, il creditore assistito da pegno regolare è tenuto a insinuarsi nel passivo fallimentare, ai sensi dell’articolo 53 della Lf, per il soddisfacimento del proprio credito, dovendosi escludere la compensazione, che opera invece nel pegno irregolare come modalità tipica di esercizio della prelazione: pertanto, nell’ipotesi di soddisfacimento della banca mediante incameramento della somma portata dal libretto offerto in pegno regolare, sussistono i presupposti per l’esercizio dell’azione revocatoria fallimentare ex articolo 67 della legge fallimentare.

Cassazione civile sez. I, 07/03/2018, n.5481

Non è più soggetta a sanzione penale la falsificazione di un libretto postale

In tema di falso in scrittura privata, a seguito dell’abrogazione dell’art. 485 cod. pen. e della nuova formulazione dell’art. 491 cod. pen., la condotta di falsificazione di un libretto postale non è più soggetta a sanzione penale. (In motivazione la Corte ha precisato che la negoziazione di buoni fruttiferi da parte di Poste S.p.a costituisce servizio di tipo bancario, disciplinato dal diritto privato, sicché tali documenti non possono essere considerati come titoli di credito trasmissibili per girata ex art. 491 cod. pen.).

Cassazione penale sez. II, 07/03/2018, n.20437

Responsabilità del notaio delegato dal giudice alla direzione di operazioni di divisione

Il notaio delegato dal giudice alla direzione di operazioni di divisione è responsabile, quale ausiliario del giudice e titolare di un munus publicum, dei danni cagionati a una delle parti, nella specie per non aver depositato il ricavato della vendita di un immobile, come disposto con l’ordinanza di conferimento dell’incarico, su un libretto bancario vincolato all’ordine del giudice, e per aver invece distribuito la somma tra i condividenti secondo le quote di 1/10 e 9/10 stabilite successivamente dalla sentenza di primo grado, poi riformata in appello con l’attribuzione di 1/2 a ognuna delle parti.

Cassazione civile sez. III, 20/02/2018, n.4007

Regime probatorio del libretto bancario di deposito a risparmio

Il libretto bancario di deposito a risparmio, pur non potendosi considerare atto pubblico dotato dell’efficacia probatoria privilegiata di cui all’art. 2700 cod. civ., è assistito dallo speciale regime probatorio delineato dall’art. 1835, secondo comma, stesso codice, sicché, ove il documento presenti i requisiti formali minimi della sua identità, esso fa piena prova non solo delle annotazioni eseguite e sottoscritte dal funzionario addetto, ma anche della provenienza del libretto dalla banca al cui servizio appare addetto il menzionato funzionario, fermo restando che l’annotazione firmata non è il solo mezzo probatorio con il quale si può dare la prova dell’operazione bancaria, esprimendo tale speciale regime un principio di tutela rafforzata del diritto alla prova predisposto dalla legge a favore del depositario.

Cassazione civile sez. I, 12/11/2013, n.25370

Cointestazione del libretto di deposito a risparmio: diritto del contitolare

Nel caso in cui il deposito bancario sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere, sino alla estinzione del rapporto, operazioni, attive e passive, anche disgiuntamente, si realizza una solidarietà dal lato attivo dell’obbligazione, che sopravvive alla morte di uno dei contitolare, sicché il contitolare ha diritto di chiedere, anche dopo la morte dell’altro, l’adempimento dell’intero saldo del libretto di deposito a risparmio e l’adempimento così conseguito libera la banca verso gli eredi dell’altro contitolare.

Tribunale Roma sez. VIII, 01/06/2013, n.11974

Cointestazione del libretto

In tema di deposito bancario, la mera cointestazione del libretto comporta l’accensione di un deposito congiunto semplice, su cui ciascun cointestatario, se non può agire anche per l’altro, impedendogli la disciplina della comunione di estendere il proprio diritto sulla cosa comune in danno dell’altro, può, però, disporre della sua quota ed esigerla, stante la divisibilità dell’obbligazione di denaro.

Cassazione civile sez. III, 18/09/2008, n.23844

Procedimento cautelare in materia civile: deposito del ricavato su libretto bancario

Qualora in corso di causa sia stato concesso un provvedimento cautelare, a norma dell’art. 669 quater c.p.c. e questo abbia avuto attuazione (con la nomina di un custode, la vendita del cose deperibili in sequestro nonché il deposito del ricavato su libretto bancario) e non sia mai intervenuta alcuna espressa rinunzia – da parte di chi aveva sollecitato il provvedimento cautelare – al provvedimento a suo tempo richiesto (né risulti in alcun modo sia cessata tra le parti la materia del contendere sulla questione specifica) il giudice non può non pronunziare sulla “sorte” del provvedimento e astenersi, quindi, dall’accertare a chi spettino (o, almeno, in quale proporzione debbano ripartirsi tra le parti in lite) le somme in sequestro giudiziario. È irrilevante, al riguardo – altresì – al fine di ritenere corretta l’omissione di qualsiasi pronuncia al riguardo che in sede di analitica precisazione delle conclusioni nessuna delle parti abbia fatto riferimento alle somme in deposito.

Cassazione civile sez. III, 21/03/2008, n.7697

Libretto di deposito a risparmio: prova conclusione contratto di deposito

L’esibizione in giudizio del libretto di risparmio offre prova esauriente della conclusione del contratto di deposito e dell’oggetto del rapporto bancario. In tale ipotesi, è altresì dimostrabile l’entità del deposito, sulla base delle annotazioni risultanti dal libretto e sulla scorta degli assegni di pari importo girati alla banca e dalla stessa incassati. Invero, a norma dell’art. 1835 cpv. c.c., le annotazioni sul libretto, firmate dall’impiegato che appare addetto al servizio, fanno piena prova nei rapporti tra banca e depositante. La ragione giustificatrice della speciale disciplina probatoria dettata dalla norma è appunto nella esigenza di tutelare l’affidamento dei clienti, che compiono in buona fede le operazioni entrando in rapporto con impiegati alla apparenza preposti alla gestione del servizio e dotati dei relativi poteri.

Tribunale Bari, 06/11/2007, n.2471

Interessi da deposito su libretto bancario

La liquidità del credito – e cioè la determinazione del suo ammontare in una quantità definita, o la sua determinabilità mediante meri calcoli aritmetici in base ad elementi o criteri prestabiliti dal titolo o dalla legge – è una caratteristica oggettiva sulla quale non incide l’eventuale contestazione da parte del debitore, che attiene all’accertamento del credito stesso, non alla sua consistenza. Pertanto un credito (nella specie da deposito su libretto bancario) fornito di tale caratteristica produce interessi di pieno diritto, ai sensi dell’art. 1282 c.c., ancorché sia contestato dal debitore.

Cassazione civile sez. I, 29/11/2006, n.25365

note

Autore immagine: deposito bancario di Syda Productions


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