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Diritto di critica: ultime sentenze

12 Marzo 2019


Diritto di critica: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 12 Marzo 2019



Diffamazione ed esimente esercizio del diritto di critica; limiti del diritto di critica del lavoratore nei confronti del datore di lavoro.

Scriminante del diritto di critica

La sussistenza della scriminante del diritto di critica presuppone la manifestazione di espressioni oggettivamente lesive dell’altrui reputazione, essendo ben possibile utilizzare espressioni forti per dare maggiore vigore alla manifestazione del pensiero critico, ciò a condizione che sussista un interesse sociale all’informazione, che il linguaggio non sia gratuitamente offensivo e che il nucleo del fatto storico da cui prende le mosse la critica sia vero.

Cassazione penale sez. V, 24/01/2019, n.7340

Diffamazione ed esercizio del diritto di critica

In tema di responsabilità civile per diffamazione, il diritto di critica non si concreta nella mera narrazione di fatti, ma si esprime in un giudizio avente carattere necessariamente soggettivo rispetto ai fatti stessi; per riconoscere efficacia esimente all’esercizio di tale diritto, occorre, tuttavia, che il fatto presupposto ed oggetto della critica corrisponda a verità, sia pure non assoluta, ma ragionevolmente putativa per le fonti da cui proviene o per altre circostanze soggettive.

Tribunale Milano sez. I, 03/12/2018, n.12110

Interesse individuale alla reputazione e diritto di critica

Con l’esercizio del diritto di critica ognuno manifesta la propria opinione, che non può pertanto pretendersi assolutamente obiettiva; essa può essere esternata anche con l’uso di un linguaggio colorito e pungente, purché non leda l’integrità morale del destinatario delle osservazioni.

Nella valutazione dell’esercizio del diritto di critica, pur dovendosi riconoscere limiti più ampi rispetto a quelli fissati per il diritto di cronaca, deve ricercarsi un bilanciamento dell’interesse individuale alla reputazione con l’interesse a che non siano introdotte limitazioni alla formazione del pensiero, costituzionalmente garantita.

Questo bilanciamento viene operato dalla giurisprudenza di legittimità prevedendo per il legittimo esercizio del diritto di critica (oltre alla sussistenza della rilevanza sociale dell’argomento) la correttezza di espressione, la quale impone che la critica si esprima in termini formalmente misurati ed in modo tale da non trascendere in attacchi e aggressioni personali diretti a colpire sul piano morale la figura del soggetto criticato.

Tribunale Milano sez. I, 21/08/2018, n.8738

Ammissibilità e limiti del diritto di critica del lavoratore

È legittimo il licenziamento per giusta causa intimato al lavoratore che pur esercitando il proprio diritto di critica nei confronti del datore di lavoro, o superiore gerarchico, utilizza espressioni tali da superare i limiti della continenza sostanziale, intesa come la congruenza dei fatti alla verità, nonché di quella formale quale normalità delle modalità ammissibili nell’esposizione dei fatti.

Detto comportamento, infatti, integrando una condotta lesiva del prestigio aziendale e pertanto una violazione dei doveri di correttezza, diligenza e buona fede ex art. 2105, c.c., risulta tale da ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario posto alla base del rapporto lavorativo.

Per tale motivo il diritto di critica del lavoratore deve essere limitato alla difesa personale e non diretto ad oltraggiare l’operato o le decisioni datoriali.

Cassazione civile sez. lav., 18/07/2018, n.19092

Diffamazione ed esercizio del diritto di critica politica

In tema di diffamazione ed esercizio del diritto di critica politica, il rispetto della verità del fatto assume un rilievo più limitato ed affievolito rispetto al diritto di cronaca. La critica, e a maggior ragione quella politica, è infatti manifestazione di opinione meramente soggettiva, ha carattere congetturale e non può, per definizione, pretendersi rigorosamente obiettiva ed asettica.

Cassazione penale sez. V, 17/07/2018, n.43598

Espressioni di critica: integrano il reato di diffamazione?

Le espressioni utilizzate dal rappresentate sindacale, critiche dell’operato del Direttore di un centro penitenziario, non integrano il reato di diffamazione se esposte attraverso un giudizio meramente soggettivo, valutativo e non oltraggioso del soggetto criticato, configurando altresì espressione del diritto di critica.

Cassazione penale sez. V, 11/07/2018, n.47513

Licenziamento del sindacalista Rai che ha esercitato il diritto di critica 

È illegittimo il licenziamento del sindacalista Rai che abbia esercitato duramente il diritto di critica nei confronti del datore di lavoro. Nei suoi confronti, infatti, deve prevalere la scriminante costituzionale, in quanto tale soggetto deve poter manifestare liberamente il proprio pensiero.

Lo afferma la Cassazione che ha accolto così il ricorso di un avvocato della Rai con funzioni di sindacalista, il quale era stato licenziato per aver espresso critiche a un documento interno aziendale, nello specifico un parere negativo sulla circostanza che i legali in azienda fossero iscritti in albo speciale e avessero subito delle restrizioni in ordine alla difesa in giudizio della società nelle controversie esterne.

Per la Corte, in assenza di ulteriori accertamenti, l’opinione del dipendente doveva considerarsi legittimo esercizio del diritto di critica nel contesto di un’attività sindacale.

Cassazione civile sez. lav., 10/07/2018, n.18176

Abuso del diritto di critica

L’abuso del diritto di critica, consistente nell’uso del c.d. argomentum “ad hominem”, va accertato con riferimento al contesto del dibattito in cui si inseriscono le dichiarazioni ritenute lesive del decoro altrui, tenendo altresì conto del rilievo pubblico dei soggetti coinvolti e delle circostanze rappresentate (nella specie è stato escluso il carattere diffamatorio dell’intervista in cui un dirigente nel ruolo del ministero dei beni culturali veniva definito “incompetente e ignorante”, ritenendo gli attributi in parola astrattamente neutri, nonché contestualizzati all’interno di un dibattito politico-culturale che contrapponeva due personaggi di rilievo pubblico).

Tribunale Napoli, 22/06/2018

Riconoscimento di efficacia esimente al diritto di critica

Per riconoscere efficacia esimente al diritto di critica, che si esprime in un giudizio avente carattere necessariamente soggettivo rispetto al fatto, occorre che quest’ultimo corrisponda a verità, sia pure ragionevolmente putativa, mentre non è necessario che sia esposto con la completezza richiesta quando si esercita, a scopo informativo, il diritto di cronaca (nella specie, è stata confermata la sentenza di merito che, con riguardo alla messa in onda, in una trasmissione televisiva, di una prova comparativa fra un’automobile prodotta dalla società ricorrente e le vetture di due case concorrenti, aveva ritenuto che il giornalista, nell’esprimere un giudizio negativo sulla prima, “perdente” rispetto alle altre quanto al profilo prestazionale di velocità, non avesse violato la verità della notizia, sia sotto il profilo della non verità del fatto, sia sotto quello della non verità in sé della notizia stessa).

Cassazione civile sez. III, 07/06/2018, n.14727

Diritto di critica del lavoratore verso il datore: è giusta causa di licenziamento?

L’esercizio del diritto di critica da parte del lavoratore nei confronti del datore di lavoro può essere considerato comportamento idoneo a ledere definitivamente la fiducia che è alla base del rapporto di lavoro, e costituire giusta causa di licenziamento, quando avvenga con modalità tali che, superando i limiti della continenza formale, si traduca in una condotta gravemente lesiva della reputazione, con violazione dei doveri fondamentali alla base dell’ordinaria convivenza civile.

(Nella specie, la S.C. ha annullato la sentenza che aveva ritenuto esercizio legittimo del diritto di critica la condotta di alcuni lavoratori che, di fronte all’ingresso del fabbricato aziendale, avevano inscenato una macabra rappresentazione del suicidio in effigie dell’amministratore delegato della società, attribuendogli la responsabilità della morte di alcuni dipendenti).

Cassazione civile sez. lav., 06/06/2018, n.14527

note

Autore immagine: diritto di critica di Mehaniq


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