L’esperto | Articoli

Diritto all’oblio: giurisprudenza

22 Marzo 2021
Diritto all’oblio: giurisprudenza

Cos’è il diritto all’oblio, quando viene violato e in quali casi va escluso. Come bilanciare diritto di cronaca e diritto all’oblio.

Diritto all’oblio: quando sorge?

Il diritto all’oblio sorge allorquando il soggetto intenda porre fine alla evidenza di una notizia riguardante il suo passato la cui permanenza, in un archivio on line, possa recare pregiudizio alla sua attuale reputazione.

Corte appello Venezia sez. IV, 16/10/2020, n.2719

Pubblicazione di una notizia su una testata online

Va cassata la sentenza di merito che, in parziale accoglimento di un ricorso avverso la pubblicazione, su una testata giornalistica on line, della notizia (riportata col titolo: “Truffa Asl di Teramo per fornitura di protesi, patteggia otto mesi”) relativa al patteggiamento con cui si era chiuso un procedimento penale per frode in pubbliche forniture a carico dell’amministratore di società attiva nella distribuzione di dispositivi medicali, constatata la persistenza in rete dell’articolo per effetto dell’intervenuta indicizzazione (che comportava illegittimo trattamento di dati personali e violazione del diritto all’oblio del ricorrente), aveva disposto la cancellazione della notizia, senza: a) accertare se l’intervallo di tempo (un anno e otto mesi) intercorso tra il patteggiamento e il ricorso integrasse il fattore tempo presupposto dal diritto all’oblio; b) verificare (in caso di esito positivo dell’accertamento sub a) se, rispetto alla pubblicazione della notizia giornalistica in questione e al mantenimento della sua visibilità nell’archivio della testata giornalistica e in rete a seguito di consultazione effettuata con motori di ricerca, il diritto all’oblio del ricorrente prevalesse, o non, sui perduranti diritti di cronaca giudiziaria e archiviazione documentale; c) valutare se l’applicazione della misura della deindicizzazione della notizia dai motori generalisti fosse rimedio sufficiente.

Cassazione civile sez. I, 19/05/2020, n.9147

Rievocazione storiografica online

La presenza nell‘archivio storico on line di un quotidiano, di articoli di cronaca giudiziaria pubblicati anni prima nell’edizione cartacea dello stesso giornale, riguardanti fatti penalmente rilevanti riferiti all’attività imprenditoriale di un primario centro di imputazione di interessi economici rilevanti per la collettività, facente capo ad una persona nelle more deceduta, è giustificata dalla permanenza dell’interesse della collettività, ed in particolare del mondo economico, di “fare memoria” di tali vicende, se l’editore ha provveduto alla “deindicizzazione” ed allo spontaneo aggiornamento degli articoli in questione, trattandosi di una soluzione idonea a bilanciare i contrapposti interessi in gioco, che pur consentendo la conservazione del dato personale pubblicato, lo rende però accessibile non più tramite gli usuali motori di ricerca presenti nella Rete, bensì, esclusivamente dall’archivio storico dello stesso quotidiano, in tale modo, garantendo altresì la totale sovrapponibilità, altrimenti irrimediabilmente compromessa, fra l’archivio cartaceo e quello informatico del medesimo giornale, funzionale al diritto della collettività ad essere informata correttamente sulle relative vicende.

Cassazione civile sez. I, 27/03/2020, n.7559

Notizie vecchie e diritto all’oblio

Quando una notizia di cronaca del passato, diffusa a suo tempo nel legittimo esercizio del diritto di cronaca, viene diffusa nuovamente a distanza di un lasso di tempo significativo a seguito di scelte editoriali, l’attività svolta dal giornalista riveste carattere storiografico.

Il diritto dell’interessato a mantenere l’anonimato sulla sua identità personale è prevalente, a meno che non sussista un interesse pubblico ai fatti ovvero il protagonista ricopra una funzione che lo rende pubblicamente noto. In tema di rapporti tra il diritto alla riservatezza (nella sua connotazione del c.d. diritto all’oblio) e il diritto alla rievocazione storica di fatti ed eventi del passato, ferma restando la libertà di stampa e informazione protetta garantita dall’art. 21 Cost., bisogna valutare l’interesse pubblico, concreto e attuale alla menzione di elementi identificativi di fatti e persone protagonisti della vicenda.

La menzione è lecita solo nel caso in cui si tratti di personaggi che destino l’interesse della collettività sia per ragioni di notorietà che per il ruolo pubblico rivestito. In caso contrario, prevale il diritto degli interessati alla riservatezza rispetto ad avvenimenti del passato che li feriscano nella dignità e nell’onore.

Corte di cassazione, sezioni Unite civili, sentenza 22 luglio 2019 n. 19681

Diritto all’oblio ed elemento temporale 

Il c.d. “diritto all’oblio”, inteso quale proiezione dinamica del diritto della persona a che certe vicende della propria vita, che non presentino più i caratteri dell’attualità e dunque non siano più suscettibili di soddisfare un interesse apprezzabile della collettività a conoscerle, non trovino più diffusione nel pubblico va escluso qualora tra fatti da cui la vicenda si origina ed il momento finale della vicenda medesima sia trascorso un intervallo breve, innegabilmente insufficiente ad affievolirne l’interesse collettivo alla conoscenza e divulgazione.

Tribunale Lucca, 19/01/2019, n.96

Sezioni Unite: bilanciamento del diritto di cronaca e del diritto all’oblio

Vanno rimessi gli atti al Primo Presidente della Corte per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione di massima di particolare importanza, concernente il bilanciamento del diritto di cronaca (posto al servizio dell’interesse pubblico all’informazione ) e del c.d. diritto all’oblio (posto a tutela della riservatezza della persona), alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale negli ordinamenti interno e sovranazionale.

Cassazione civile sez. III, 05/11/2018, n.28084

Quando la libertà di stampa prevale sul diritto all’oblio?

Gli archivi online degli archivi di stampa sono un bene da proteggere perché garantiscono il diritto della collettività a ricevere notizie di interesse generale, che non è attenuato dal passare del tempo. La libertà do stampa prevale sul diritto all’oblio del singolo con riguardo alla diffusione di informazioni su procedimenti penali di interesse per la collettività, anche a distanza di anni. Nel raggiungere il giusto bilanciamento tra i diritti in gioco i giudici nazionali devono considerare se la notizia contribuisce a un dibattito di interesse generale, la notorietà della persona, l’oggetto del reportage, il comportamento precedente dell’interessato, il contenuto, la forma e le ripercussioni della pubblicazione e, all’occorrenza, anche le modalità con le quali sono state acquisite eventuali fotografie. Spetta al giornalista scegliere le modalità di divulgazione della notizia nel rispetto delle regole deontologiche.

Corte europea diritti dell’uomo sez. V, 28/06/2018, n.60798

Quali sono i limiti del diritto all’oblio?

Il diritto all’oblio può subire una compressione solo se la diffusione dell’immagine o della notizia riguarda un soggetto con un elevato grado di notorietà nella vita pubblica, se contribuisce a un dibattito di interesse pubblico, se v’è un interesse effettivo e attuale alla sua diffusione, se la notizia è veritiera e diffusa a soli fini informativi ed è stata data preventiva informazione all’interessato per l’esercizio del diritto di replica.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto insussistenti tali requisiti quando la divulgazione, pur riguardando in personaggio pubblico, risponda esclusivamente a un interesse divulgativo e a finalità commerciali dell’autore).

Va cassata la sentenza di merito che, con riguardo alla diffusione di immagini relative a un episodio inidoneo ad aprire un dibattito di pubblico interesse (nella specie, rifiuto perentorio, da parte di un artista, di concedere un’intervista) a distanza di un lustro dalla loro registrazione, abbia escluso la violazione del diritto all’oblio in ragione della fama del personaggio rappresentato (molto noto, ma non investito di un ruolo primario nella vita pubblica).

 Cassazione civile sez. I, 20/03/2018, n.6919

Confine tra cronaca e diritto all’oblio

Il diritto di cronaca, quale diritto soggettivo pubblico, è ricompreso nel più ampio concetto di libera manifestazione del pensiero e della stampa, scontrandosi tuttavia, sempre, con il diritto all’oblio e alla riservatezza riconosciuto ai protagonisti dei fatti di cronaca più noti, richiedendo caso per caso un bilanciamento tra le posizioni contrapposte mediante un’equa valutazione dell’interesse pubblico alla notizia e la rilevanza penale di questa, il grado di notorietà dell’interessato ed eventuali lesioni dell’immagine o altri danni che possano derivarne, con la precipua previsione del diritto di replica al protagonista.

Corte di cassazione, sezione III civile, ordinanza 5 novembre 2018 n. 28084 

Quando limitare il diritto all’oblio

In tema di diritto alla riservatezza, dal quadro normativo e giurisprudenziale nazionale (artt. 2 Cost., 10 c.c. e 97 della l. n. 633 del 1941) ed europeo (artt. 8 e 10, comma 2, della CEDU e 7 e 8 della c.d. “Carta di Nizza”), si ricava che il diritto fondamentale all’oblio può subire una compressione, a favore dell’ugualmente fondamentale diritto di cronaca, solo in presenza dei seguenti specifici presupposti: 1) il contributo arrecato dalla diffusione dell’immagine o della notizia a un dibattito di interesse pubblico; 2) l’interesse effettivo e attuale alla diffusione dell’immagine o della notizia (per ragioni di giustizia, di polizia o di tutela dei diritti e delle libertà altrui, ovvero per scopi scientifici, didattici o culturali); 3) l’elevato grado di notorietà del soggetto rappresentato, per la peculiare posizione rivestita nella vita pubblica del Paese; 4) le modalità impiegate per ottenere e nel dare l’informazione, che deve essere veritiera, diffusa con modalità non eccedenti lo scopo informativo, nell’interesse del pubblico, e scevra da insinuazioni o considerazioni personali, sì da evidenziare un esclusivo interesse oggettivo alla nuova diffusione; 5) la preventiva informazione circa la pubblicazione o trasmissione della notizia o dell’immagine a distanza di tempo, in modo da consentire all’interessato il diritto di replica prima della sua divulgazione al pubblico.

(Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d’appello che aveva respinto la domanda di risarcimento del danno avanzata da un noto cantautore, a seguito della trasmissione su una rete televisiva, a oltre cinque anni dall’accaduto, delle immagini relative al suo rifiuto di rilasciare un’intervista accompagnate da commenti denigratori).

Corte di cassazione, sezione I civile, ordinanza 20 marzo 2018 n. 6919

Lesione del diritto all’oblio da parte dei gestori di motori di ricerca su internet

Sussiste la giurisdizione dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali nei confronti di una società italiana, quale stabilimento della società di diritto irlandese facente parte del medesimo gruppo che gestisce servizi di ricerca su internet in Europa, in relazione alla richiesta della rimozione dei risultati da parte di un soggetto residente in Italia.

Difatti, nel caso in cui il ricorrente lamenti la lesione del proprio diritto all’oblio, il danno può legittimamente ritenersi prodotto solo nel paese di origine del soggetto che si assume leso in base alle disposizioni del Reg. 2012/1215/UE.

Allo stesso modo, in vista dell’obiettivo della tutela efficace e completa del diritto alla vita privata, perseguito da Dir. 95/46/CE, l’espressione «nel contesto delle attività di uno stabilimento» di cui all’art. 4 della medesima direttiva, in tema di legge applicabile, non può ricevere un’interpretazione restrittiva, cosicché il trattamento dei dati personali per cui è causa deve assumersi effettuato appunto nel contesto dell’attività commerciale e pubblicitaria svolta dalla società italiana, quale stabilimento nel territorio italiano della società irlandese, titolare dei servizi di ricerca via internet.

Tribunale Milano sez. I, 04/01/2017, n.12623

Pubblicazione di notizie su vicende private del magistrato

La pubblicazione di notizie (nella specie, attinte illegittimamente dagli atti di un fascicolo custodito nell’archivio del Consiglio superiore della magistratura, al fine di darne copia a un giornalista che avrebbe poi provveduto alla divulgazione) relative a procedimenti disciplinari su vicende riguardanti la vita privata di un magistrato e assai risalenti nel tempo, in mancanza di interesse pubblico attuale alla conoscenza del fatto, determina violazione del diritto all’oblio.

Cassazione penale sez. VI, 07/07/2016, n.39452

Nesso di causalità, principio di proporzionalità e Data Protection

L’illecito protrarsi del trattamento dati giustifica l’accoglimento della pretesa risarcitoria ex art. 15 d.lg. n. 196 del 2003 quando – secondo una valutazione bilanciata del diritto di cronaca e del diritto all’oblio – il mantenimento del diretto ed agevole accesso sul web alla risalente notizia di cronaca esorbita dal fine del lecito trattamento d’archiviazione online ledendo i diritti all’identità e alla reputazione dell’interessato.

Cassazione civile sez. I, 24/06/2016, n.13161

Oblio e responsabilità

In tema di responsabilità del motore di ricerca per violazione del diritto all’oblio online, il trascorrere del tempo e il ruolo ricoperto nella vita pubblica dall’interessato sono presupposti imprescindibili di giudizio. Nell’ottica del bilanciamento tra i diritti di pari rango, appurato il non apprezzabile lasso di tempo trascorso e il carattere di persona pubblica rivestito dal ricorrente, l’interesse pubblico a essere informati deve prevalere sul diritto all’oblio.

Tribunale Roma sez. I, 03/12/2015, n.23771

Diritto all’oblio e archivi online

La tutela del diritto all’oblio (crocevia dei diritti fondamentali di riservatezza e di cronaca) presuppone un’attenta valutazione della tipologia e del veicolo di trasmissione dell’informazione, nonché dell’interesse pubblico alla conservazione della memoria della notizia.

È sproporzionata (avuto riguardo all’interesse alla memoria dell’informazione) la domanda di rimozione di un articolo (lecito al momento della pubblicazione) dall’archivio online di un giornale, potendo l’interessato chiederne solo l’aggiornamento.

Tribunale Milano sez. I, 16/09/2014, n.10978

Diffamazione a mezzo stampa e diritto all’oblio

In tema di diffamazione a mezzo stampa, il diritto del soggetto a pretendere che proprie, passate vicende personali non siano pubblicamente rievocate (nella specie, il cd. diritto all’oblio era invocato in relazione a un’antica militanza in bande terroristiche) trova limite nel diritto di cronaca solo quando sussista un interesse effettivo e attuale alla loro diffusione, nel senso che quanto recentemente accaduto (nella specie, il ritrovamento di un arsenale di armi nella zona di residenza dell’ex terrorista) trovi diretto collegamento con quelle vicende stesse e ne rinnovi l’attualità, diversamente risolvendosi il pubblico e improprio collegamento tra le due informazioni in un’illecita lesione del diritto alla riservatezza.

Corte di cassazione, sezione III civile, sentenza 26 giugno 2013 n. 16111


note

Autore immagine: diritto all’oblio di Casimiro PT


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Purtroppo ho potuto verificare di persona che, che il Garante Nazionale , tende a far prevalere il diritto di cronaca e l’interesse della comunità nei confronti di notizie aventi rilevanza penale, anche vecchi di oltre vent’anni.
    L’unica strada, allo stato percorribile, per un riconoscimento del diritto all’oblio (inteso come diritto a vedere rappresentata una persona in maniera che rifletta la propria attuale dimensione personale e sociale) è quella di un ordinario giudizio civile.
    In particolare, facendo valere la lesioni di quei diritti che il Codice della privacy complessivamente protegge all’art. 2.
    In riconoscimento del diritto all’oblio è purtroppo assai complesso e difficile ed è stato oggetto di decisioni controverse a livello giurisprudenziale (lascio i riferimenti, però, di due sentenze interessanti che hanno riconosciuto tale diritto Cass. civ. n. 5525/12; Cass. civ. 13161/16).
    Il consiglio che mi sento di dare è quello di affidarsi ad un avvocato che ben conosca tale tipo di materia, per poter così ottenere la tutela nei confronti di quelle testate giornalistiche, che a tutt’oggi, conservano nei lori archivi online notizie che ledono il diritto alla tutela della propria identità personale e morale.

  2. Ovviamente, dopo vari anni, non c’è più ragione di continuare a far circolare la notizia e vederla condivisa sulla pagina social. Ecco perché diventa fondamentale la tutela del soggetto e richiedere la cancellazione dei contenuti e la deindicizzazione.

  3. Salve. Anni fa, mio figlio ha commesso un illecito penale ed ha scontato la pena per i suoi errori. La polizia ha subito nome e cognome, età e altri dati. Ma il proprietario del giornale che non cancella la notizia non più attuale a cosa va incontro? Come ci si può tutelare?

    1. L’interessato può agire in tribunale se non provvede prontamente a cancellare la pagina o il suo nome. È possibile agire con un’azione civile ordinaria di risarcimento o con un ricorso in via d’urgenza, rivolto ad ottenere l’immediata eliminazione del link. Ma prima di ricorrere al giudice, in caso di inadempimento da parte del titolare del giornale, l’interessato può rivolgersi anche a Google, affinché deindicizzi la pagina, oppure al Garante della Privacy, con un ricorso da presentare online.

Rispondi a Federico Annulla risposta

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube