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Diritto all’oblio: ultime sentenze

12 Marzo 2019


Diritto all’oblio: ultime sentenze

> L’esperto Pubblicato il 12 Marzo 2019



Cos’è il diritto all’oblio, quando viene violato e in quali casi va escluso. Come bilanciare diritto di cronaca e diritto all’oblio.

Diritto all’oblio ed elemento temporale 

Il c.d. “diritto all’oblio”, inteso quale proiezione dinamica del diritto della persona a che certe vicende della propria vita, che non presentino più i caratteri dell’attualità e dunque non siano più suscettibili di soddisfare un interesse apprezzabile della collettività a conoscerle, non trovino più diffusione nel pubblico va escluso qualora tra fatti da cui la vicenda si origina ed il momento finale della vicenda medesima sia trascorso un intervallo breve, innegabilmente insufficiente ad affievolirne l’interesse collettivo alla conoscenza e divulgazione.

Tribunale Lucca, 19/01/2019, n.96

Sezioni Unite: bilanciamento del diritto di cronaca e del diritto all’oblio

Vanno rimessi gli atti al Primo Presidente della Corte per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della questione di massima di particolare importanza, concernente il bilanciamento del diritto di cronaca (posto al servizio dell’interesse pubblico all’informazione ) e del c.d. diritto all’oblio (posto a tutela della riservatezza della persona), alla luce del quadro normativo e giurisprudenziale negli ordinamenti interno e sovranazionale.

Cassazione civile sez. III, 05/11/2018, n.28084

Quando la libertà di stampa prevale sul diritto all’oblio?

Gli archivi online degli archivi di stampa sono un bene da proteggere perché garantiscono il diritto della collettività a ricevere notizie di interesse generale, che non è attenuato dal passare del tempo. La libertà do stampa prevale sul diritto all’oblio del singolo con riguardo alla diffusione di informazioni su procedimenti penali di interesse per la collettività, anche a distanza di anni. Nel raggiungere il giusto bilanciamento tra i diritti in gioco i giudici nazionali devono considerare se la notizia contribuisce a un dibattito di interesse generale, la notorietà della persona, l’oggetto del reportage, il comportamento precedente dell’interessato, il contenuto, la forma e le ripercussioni della pubblicazione e, all’occorrenza, anche le modalità con le quali sono state acquisite eventuali fotografie. Spetta al giornalista scegliere le modalità di divulgazione della notizia nel rispetto delle regole deontologiche.

Corte europea diritti dell’uomo sez. V, 28/06/2018, n.60798

Quali sono i limiti del diritto all’oblio?

Il diritto all’oblio può subire una compressione solo se la diffusione dell’immagine o della notizia riguarda un soggetto con un elevato grado di notorietà nella vita pubblica, se contribuisce a un dibattito di interesse pubblico, se v’è un interesse effettivo e attuale alla sua diffusione, se la notizia è veritiera e diffusa a soli fini informativi ed è stata data preventiva informazione all’interessato per l’esercizio del diritto di replica.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto insussistenti tali requisiti quando la divulgazione, pur riguardando in personaggio pubblico, risponda esclusivamente a un interesse divulgativo e a finalità commerciali dell’autore).

Va cassata la sentenza di merito che, con riguardo alla diffusione di immagini relative a un episodio inidoneo ad aprire un dibattito di pubblico interesse (nella specie, rifiuto perentorio, da parte di un artista, di concedere un’intervista) a distanza di un lustro dalla loro registrazione, abbia escluso la violazione del diritto all’oblio in ragione della fama del personaggio rappresentato (molto noto, ma non investito di un ruolo primario nella vita pubblica).

 Cassazione civile sez. I, 20/03/2018, n.6919

Lesione del diritto all’oblio da parte dei gestori di motori di ricerca su internet

Sussiste la giurisdizione dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali nei confronti di una società italiana, quale stabilimento della società di diritto irlandese facente parte del medesimo gruppo che gestisce servizi di ricerca su internet in Europa, in relazione alla richiesta della rimozione dei risultati da parte di un soggetto residente in Italia.

Difatti, nel caso in cui il ricorrente lamenti la lesione del proprio diritto all’oblio, il danno può legittimamente ritenersi prodotto solo nel paese di origine del soggetto che si assume leso in base alle disposizioni del Reg. 2012/1215/UE.

Allo stesso modo, in vista dell’obiettivo della tutela efficace e completa del diritto alla vita privata, perseguito da Dir. 95/46/CE, l’espressione «nel contesto delle attività di uno stabilimento» di cui all’art. 4 della medesima direttiva, in tema di legge applicabile, non può ricevere un’interpretazione restrittiva, cosicché il trattamento dei dati personali per cui è causa deve assumersi effettuato appunto nel contesto dell’attività commerciale e pubblicitaria svolta dalla società italiana, quale stabilimento nel territorio italiano della società irlandese, titolare dei servizi di ricerca via internet.

Tribunale Milano sez. I, 04/01/2017, n.12623

Pubblicazione di notizie su vicende private del magistrato

La pubblicazione di notizie (nella specie, attinte illegittimamente dagli atti di un fascicolo custodito nell’archivio del Consiglio superiore della magistratura, al fine di darne copia a un giornalista che avrebbe poi provveduto alla divulgazione) relative a procedimenti disciplinari su vicende riguardanti la vita privata di un magistrato e assai risalenti nel tempo, in mancanza di interesse pubblico attuale alla conoscenza del fatto, determina violazione del diritto all’oblio.

Cassazione penale sez. VI, 07/07/2016, n.39452

Nesso di causalità, principio di proporzionalità e Data Protection

L’illecito protrarsi del trattamento dati giustifica l’accoglimento della pretesa risarcitoria ex art. 15 d.lg. n. 196 del 2003 quando – secondo una valutazione bilanciata del diritto di cronaca e del diritto all’oblio – il mantenimento del diretto ed agevole accesso sul web alla risalente notizia di cronaca esorbita dal fine del lecito trattamento d’archiviazione online ledendo i diritti all’identità e alla reputazione dell’interessato.

Cassazione civile sez. I, 24/06/2016, n.13161

Oblio e responsabilità

In tema di responsabilità del motore di ricerca per violazione del diritto all’oblio online, il trascorrere del tempo e il ruolo ricoperto nella vita pubblica dall’interessato sono presupposti imprescindibili di giudizio. Nell’ottica del bilanciamento tra i diritti di pari rango, appurato il non apprezzabile lasso di tempo trascorso e il carattere di persona pubblica rivestito dal ricorrente, l’interesse pubblico a essere informati deve prevalere sul diritto all’oblio.

Tribunale Roma sez. I, 03/12/2015, n.23771

Diritto all’oblio e archivi online

La tutela del diritto all’oblio (crocevia dei diritti fondamentali di riservatezza e di cronaca) presuppone un’attenta valutazione della tipologia e del veicolo di trasmissione dell’informazione, nonché dell’interesse pubblico alla conservazione della memoria della notizia.

È sproporzionata (avuto riguardo all’interesse alla memoria dell’informazione) la domanda di rimozione di un articolo (lecito al momento della pubblicazione) dall’archivio online di un giornale, potendo l’interessato chiederne solo l’aggiornamento.

Tribunale Milano sez. I, 16/09/2014, n.10978

note

Autore immagine: diritto all’oblio di Casimiro PT


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1 Commento

  1. Purtroppo ho potuto verificare di persona che, che il Garante Nazionale , tende a far prevalere il diritto di cronaca e l’interesse della comunità nei confronti di notizie aventi rilevanza penale, anche vecchi di oltre vent’anni.
    L’unica strada, allo stato percorribile, per un riconoscimento del diritto all’oblio (inteso come diritto a vedere rappresentata una persona in maniera che rifletta la propria attuale dimensione personale e sociale) è quella di un ordinario giudizio civile.
    In particolare, facendo valere la lesioni di quei diritti che il Codice della privacy complessivamente protegge all’art. 2.
    In riconoscimento del diritto all’oblio è purtroppo assai complesso e difficile ed è stato oggetto di decisioni controverse a livello giurisprudenziale (lascio i riferimenti, però, di due sentenze interessanti che hanno riconosciuto tale diritto Cass. civ. n. 5525/12; Cass. civ. 13161/16).
    Il consiglio che mi sento di dare è quello di affidarsi ad un avvocato che ben conosca tale tipo di materia, per poter così ottenere la tutela nei confronti di quelle testate giornalistiche, che a tutt’oggi, conservano nei lori archivi online notizie che ledono il diritto alla tutela della propria identità personale e morale.

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